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martedì 30 agosto 2016

L'intero ciclo del risk management (2)

Concentrandoci un attimo sull'identificazione dei rischi, occorre ricordare che è qualcosa che tutti noi facciamo ogni giorno, per lo più senza nemmeno pensarci. Quando la complessità aumenta oltre le nostre normali esperienze quotidiane, come ad esempio nel caso dei rischi affrontati da un'azienda o durante un progetto complesso, è necessario - però - un approccio più formale.

Un processo di gestione del rischio generico è stato definito nella norma ISO 31000 e può essere applicato, opportunamente personalizzato a seconda delle nostre esigenze, a qualsiasi tipo di rischio per qualsiasi tipo di organizzazione. Diverse tipologie di rischio, infatti, devono essere valutate in modo diverso con il supporto di diverse domande da fare o di diverse tecniche da utilizzare anche se - alla fine - il processo di gestione dei rischi sarà lo stesso.  


Essenzialmente, i passi di un processo per la gestione dei rischi sono i seguenti:
  • Stabilire il contesto - di quali attività stiamo parlando? Cosa stiamo cercando di fare? Ad esempio, cosa potrebbe influenzare negativamente l'esito di quello che stiamo facendo quando utilizziamo un macchinario, quando costruiamo qualcosa, quando misuriamo un processo? 
  • Identificare i rischi - Cosa potrebbe influenzare il nostro lavoro? Ad esempio, cosa potrebbe succedere nel caso di un evento atmosferico negativo, di modifiche delle norme che utilizziamo come riferimento, di carenza di personale, di personale non abbastanza formato per svolgere il lavoro che gli richiediamo, della perdita di un fornitore chiave o di una frode?
  • Analizzare i rischi - identificati i rischi legati a un certo contesto, dovremo decidere in base a quali priorità affrontarli chiedendoci quali potrebbero essere le conseguenze qualora si verificassero i rischi paventati e quante probabilità ci siano che si verifichino. Ovviamente rischi che, qualora si verificassero, comportino il ferimento o la morte di persone, ritardi, perdita di reputazione da parte dell'azienda, perdite di capitale fino ad arrivare alla chiusura dell'attività, andranno analizzati in maniera estrememante diversa.
  • Valutare i rischi - la domanda da farsi, in questo caso, è se sia o meno possibile convivere con questo rischio. Si tratta di un piccolo inconveniente o di un grosso problema? Per caso potrebbe essere trasformato in una fantastica opportunità? Qual è la nostra propensione al rischio? Come possiamo cambiare eventuali conseguenze del rischio o le sue probabilità di accadimento? Quanto peserebbero economicamente costi e benefici per ognuna delle opzioni individuate?
  • Controllo e trattamento - Si tratta semplicemente di mettere in pratica ciò che si è deciso modificando le consuetudini lavorative e monitorando se ciò che abbiamo deciso funziona.
  • Riesame di tutto il processo - Funziona? Possiamo fare di meglio? E' cambiato qualcosa?

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lunedì 29 agosto 2016

L'intero ciclo del risk management

La compilazione di un elenco dei rischi e la valutazione di ciascuno di essi è un lavoro impegnativo ma è solo il primo passo del processo di risk management. Dopo aver pianificato cosa fare di tutti questi rischi, infatti, è necessario dare seguito a tutte le strategie di mitigazione decise.
Parte dell'attuazione di questi controlli è la formazione dei lavoratori per assicurarsi che essi sappiano cosa viene loro richiesto. Sarà inoltre necessario aggiornare eventuali documenti di supporto come, ad esempio, le istruzioni di lavoro e le policy relative alla sicurezza sul lavoro.
Se si è deciso di non eliminare completamente il rischio perché non è possibile farlo o perché costerebbe troppo, il passo successivo del processo di gestione è assicurarsi che i rischi residui siano sotto controllo e che questi controlli siano efficaci.  

A seconda del processo, questo può significare misurazioni regolari per registrare e analizzare il lavoro fatto, check list o ispezioni e verifiche. 

Nel caso in cui si scopra, poi, che i controlli non sono stati soddisfacenti, occorrerà intraprendere qualche azione per rafforzare le metodologie di contenimento previste che non si sono rivelate del tutto efficaci o tornare addirittura alla fase di progettazione del metodo di controllo del rischio per metterne in atto di più efficaci.
Probabilmente tutto questo vi suonerà familiare e avrete riconosciuto che quello che vi stiamo descrivendo a proposito del processo di gestione dei rischi non è altro che il classico ciclo Plan - Do - Check - Act!
PIANIFICAZIONE: il registro dei rischi in essere non è altro che la pianificazione di livello superiore di tutto il processo che ci porta a riflettere su quali rischi impattino sulla quotidianità del nostro lavoro e su come gestirli.MESSA IN PRATICA: la formazione del personale, la preparazione della documentazione di supporto, la pratica di registrare e mantenere aggiornato quanto succede fa parte della fase di "Do". VERIFICA: Per verificare se quanto abbiamo fatto sia stato o meno efficace abbiamo le liste di controllo e le verifiche sul campo.CORREZIONE: Nel caso in cui dovesse risultare che ciò che abbiamo fatto non è stato efficace, bisognerà impostare azioni di correzione e miglioramento tramite riunioni, elenchi di attività, ecc.


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