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In un certo senso si potrebbe pensare che il controllo e la gestione dei costi siano la stessa cosa. La parola "gestione" ha un significato più ampio rispetto a "controllo".
Controllando, infatti, garantiamo solo di occuparci dei costi nell'ultima fase del processo, verificando, cioè, che non ci siano sforamenti e, in questo caso, impostando immediatamente le necessarie azioni correttive.
Gestire i costi, invece, significa avere ben chiaro tutto il processo fin dall'inizio ed intervenire lungo tutto il suo percorso.
Ma come si possono ridurre i costi, soprattutto in un momento come quello che stiamo vivendo, dove una riduzione anche piccola potrebbe essere cruciale per la sopravvivenza di un'organizzazione?
Metodi convenzionali:
- riduzione del personale, riduzione stipendi
- riduzione delle spese per l'acquisto dei materiali
Metodi non convenzionali:
- riduzione o eliminazione degli sprechi e delle attività prive di valore aggiunto
- ottimizzazione delle risorse
- introduzione di tecniche Just-in-time (JIT), quando applicabili
- gestione dei cicli di lavoro
- applicazione del Total quality management (TQM) per tendere ai difetti zero
- introduzione della metodologia Six sigma
- applicazione della Total productive maintenance (TPM)
- revisione dei processi mediante la Business process engineering (BPR)
- attività di Benchmarking
- circoli della qualità
- piccoli miglioramenti quotidiani o Kaizen
lunedì 22 dicembre 2008
Controllo e gestione dei costi
martedì 30 settembre 2008
Il prezzo della Qualità e il mondo perfetto
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Tutti noi viviamo in una società complicata e veloce nella quale ci sembra lecito attenderci di ricevere prodotti e servizi il più rapidamente possibile (spesso, come si dice, per "ieri"), ad un buon prezzo e di grande qualità.
Se vivessimo in un mondo perfetto prodotti e servizi verrebbero offerti al cliente in tempo quasi reale e con pochissima spesa, li soddisferebbero in pieno e sarebbero semplici da mantenere o modificare.
C'è un solo problema: questa non è la realtà.
La realtà è che viviamo in un mondo “usa-e-getta” dove i prodotti spesso vengono messi insieme velocemente, sperando che tutto resti insieme almeno fino a quando il cliente non inizierà ad utilizzarlo e dove la qualità, spesso, è l'ultimo dei pensieri di chi produce.
Molti, infatti, credono che tendere alla perfezione sia inutile e dispendioso e così preferiscono cambiare il loro prodotto tutte le volte che è necessario piuttosto che effettuare una buona pianificazione a monte.
Migliorare la velocità dei nostri processi, del resto, è abbastanza facile ma non basta per rimanere a lungo sul mercato quando manca la qualità.
Se vivessimo in un mondo perfetto utilizzeremmo tutti un approccio standardizzato per definire i requisiti del cliente in modo da permettere a chiunque di esaminarli in maniera standard.
Spesso, però, il nostro apporccio all'esame dei requisiti cambia ogni volta che cambia un progetto rendendo molto difficile validarli.
Se vivessimo in un mondo perfetto tutti gli operatori che fanno lo stesso tipo di lavoro lo affronterebbero in una maniera molto simile, seguendo regole codificate dall'organizzazione.
La realtà invece è che, spesso, ognuno agisce in maniera completamente differente dall'altro, rendendo molto difficile mettere le mani nel lavoro che ha fatto un collega.
Quello che appare come "naturale" ad una persona può non esserlo per un'altra, ecco perché ci serve un codice, un metodo comune che ci permetta di parlare tutti la stessa lingua e di capirci.
La Qualità, come abbiamo visto tante volte, non può risiedere solo nell'ispezione finale del prodotto e i cosiddetti "costi della Qualità" sono nulla se paragonati ai disastri provocati dalla mancanza di un metodo.
Non viviamo in un mondo perfetto ma abbiamo lo strumento che ci permette comunque di lavorare al meglio: impariamo a non temerlo!