Eccovi la tesi, così come viene enunciata sull'ultimo numero di "Harvard Business Reviev" (versione inglese):
"Quando si costituisce un team che dovrà lavorare su progetti innovativi, si dà per scontato che, al suo interno, occorrano persone creative. Questo è assolutamente vero ma gli innovatori, però, non bastano.
La nostra ricerca mostra che i gruppi formati da persone con diverse attitudini e predisposizioni raggiungono livelli di innovazione maggiori: la chiave sta tutta nel bilanciare queste diverse predisposizioni"
(...)
"I gruppi che hanno al loro interno tre tipologie di persone:
- quelle estremamente creative
- quelle orientate ai dettagli
- quelle estremamente conformiste
rendono al meglio. I conformisti devono essere presenti in un buon numero perché sono in grado di aumentare nettamente le performance dei creativi"
(...)
"Ecco perché aziende quali Intel o Toyota hanno iniziato a porre nei loro team di creativi professionisti quali i Quality manager portati a cogliere i dettagli e persone estremamente tradizionaliste.
La cosa importante, naturalmente, è trovare il giusto equilibrio perché un gruppo troppo attento ai dettagli e troppo conformista tenderà a sopprimere la creatività dei pochi innovatori.
L'equilibrio ideale sembra sia:
- dal 10 al 20 % di conformisti
- 10% di persone orientate al dettaglio
- dal 70 all'80% di creativi"
Cosa ne pensate, carissimi colleghi orientati ai dettagli?
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