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mercoledì 20 gennaio 2010

Il Six Sigma: espressione di un viaggio infinito

David H. Treichler, autore di "The Six Sigma Path to Leadership" ("Il sentiero del Six Sigma verso la leadership"), definisce la metodologia Sei Sigma come un viaggio lungo e difficile, un viaggio, però, che è in grado di ricompensare ampiamente chi lo intraprende sia che si tratti di un singolo professionista che vuole certificare la conoscenza della propria professione, sia che si tratti di un'intera organizzazione (ancora poche in Italia...)

Treichler definisce la metodologia Six Sigma in modo estremamente semplice come un approccio guidato dai dati e su di esso basato che si avvale di strumenti specifici che portano a prendere decisioni basandosi sui fatti.

Fino a qui nulla di così diverso da qualsiasi altra disciplina della Qualità (raccolta dati, strumenti specifici, tempo per ottenere risultati).

Ancora, se proseguiamo nella descrizione della metodologia, ci accorgiamo che non fa altro che insegnare alle persone a sviluppare delle competenze e delle capacità che le fanno crescere come professionisti in modo da potersi poi mettere a disposizione dell'organizzazione per la quale lavorano. Anche qui poche differenze con chi impara qualsiasi altra metodologia della Qualità.

Un'altra similitudine è data, poi, dal fatto che anche il Sei Sigma può essere utilizzato in quasi tutti i dipartimenti aziendali, dato che esistono capitoli di molti libri scritti appositamente per "fotografare" l'applicazione della metodologia all'interno della progettazione, dello sviluppo di software, della gestione della catena di fornitura o delle organizzazioni governative o non profit.

Cosa spaventa, dunque, così tanto le aziende da spingerle a scegliere di non avvicinarsi al Six Sigma?
Forse un uso pesante della statistica? Forse un ricorso così massiccio ai dati? Forse, ancora, l'impossibilità di ottenere risultati validi in poco tempo e senza conoscenze approfondite?
Magari tutte queste cose insieme e chissà cos'altro ma un'infarinatura generale sui concetti generali della metodologia dovrebbe fare parte delle conoscenze di qualsiasi professionista della Qualità. Ecco perché ci ritroveremo a parlarne parecchie volte in questo 2010, sperando di destare il vostro interesse.


(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 5 marzo 2009

Six Sigma: introduzione (2)

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Le curve di distribuzione dei dati relativi ad un processo ci raccontano non solo quanto sta andando bene il nostro processo ma anche quali probabilità ci sono che le cose in futuro vadano come abbiamo previsto.

Chi si occupa di statistica, raggruppa queste probabilità in segmenti della curva di distribuzione chiamati deviazioni rispetto alla media.
Il simbolo utilizzato per indicare questa deviazione standard è la lettera greca "sigma".

Per ogni processo 1 sigma (caratterizzato dalla classica curva a forma di campana), la probabilità che un valore sia rappresentato da una deviazione standard dalla media è del 68.26%. La probabilità sale al 95.44% se parliamo di due sigma, al 99.73% nel caso di 3 deviazioni standard e del 99.994% se saliamo fino a 4 sigma.

Se il range di accettabilità del vostro prodotto, o limite di tolleranza, è a livello 4 sigma, dovreste, dunque, essere virtualmente sicuri di produrre materiale accettabile praticamente sempre. Verissimo ma questo vale, naturalmente, solo se stiamo parlando di un processo centrato e sotto controllo.

Sfortunatamente, però, potrete cercare di centrare il vostro processo finché volete ma lui tenderà sempre a spostarsi.
Dati sperimentali ci dicono che molti dei processi considerati "sotto controllo", in realtà, oscillano di ben 1,5 sigma da una parte e 1, 5 sigma dall'altra rispetto al valore centrato delle nostre variabili.

Questo significa che la vera probabilità che un processo con limiti di tolleranza 4 sigma produca materiale accettabile è solo del 98.76% e non del 99.994%.

Per raggiungere un output che rasenti la perfezione, dunque, la curva del nostro processo deve rientrare in tolleranze più ristrette, ecco perché l'obiettivo deve essere di sei sigma e non solo di quattro.