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Ultimamente si parla tanto di crisi e, all'interno della crisi, di come battere i concorrenti.
La concorrenza, dunque, viene vista come qualcosa di negativo, da combattere ma se ci fermiamo un attimo a riflettere è proprio la "paura" del concorrente che ci porta ad abbracciare un approccio sistematico per aumentare la qualità dei nostri prodotti e servizi, diminuendone i costi.
Le organizzazioni che sono abituate a muoversi in un regime di concorrenza agiscono, spesso, in questo modo:
- cercano di ottimizzare i profitti riducendo i costi di produzione
- migliorano i flussi, riducendo il carico di lavoro individuale
- implementano continue azioni di miglioramento e di innovazione
- cercano di migliorare la propria cultura aziendale sperimentando il cambiamento
Per fars sì che tutto questo serva a qualcosa, però, i progetti di miglioramento devono fare parte del tessuto esperienziale dell'organizzazione in modo che chi ha imparato qualcosa di nuovo possa subito applicarlo all'interno della propria realtà lavorativa di tutti i giorni.
lunedì 26 gennaio 2009
La concorrenza porta innovazione e miglioramento
giovedì 23 ottobre 2008
Migliorare è un po' come mettersi a dieta
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Come sappiamo, tutte le diete funzionano fino a quando si resta a dieta. Purtroppo, però, una volta raggiunto il peso forma, la maggioranza delle persone torna alle vecchie abitudini alimentari a al vecchio stile di vita.
Il risultato è che tutte le diete o quasi, a lungo andare, risultano inefficaci.
Le iniziative e le metodologie di miglioramento quali la Produzione Snella, il Six Sigma, il TQM, le norme della famiglia ISO, ecc. sotto certi aspetti sono qualcosa di molto simile alle diete.
Quando un'organizzazione si impegna e focalizza la propria attenzione sulla metodologia del momento, inevitabilmente ottiene un risultato. A questo punto, però, molte tendono a spostare l'attenzione su un nuovo obiettivo, senza mantenere sotto controllo i risultati raggiunti. Il risultato è che i miglioramenti ottenuti ben presto svaniscono e i processi sui quali si era lavorato tornano rapidamente al punto di partenza.
Il problema è che dietro a questo tipo di iniziative manca un management coraggioso e costante capace di sostenerle nel tempo e la prova di questo sta nel fatto che sono ben poche le aziende che hanno progettato un sistema di gestione pensato per essere capace di assorbire i miglioramenti fatti, rendendoli permanenti.
Dunque cosa fare per evitare questa trappola? Partiamo da una bella frase di Stephen Covey, autore di "First Things First". “cercate come prima cosa di capire e solo dopo di farvi capire”.
Focalizzatevi sul comprendere a fondo la vostra organizzazione partendo da suoi processi e dalla loro interazione.
Poi standardizzateli e rendeteli stabili, coinvolgendo le persone a tutti i livelli per assicurare una maggiore efficacia e responsabilizzazione.
A questo punto mappate i vostri processi "catturando" la situazione che avete raggiunto.
In ultimo, sviluppate un apposito sistema di misurazioni e di indicatori capace di mantenere monitorati i processi.
Il risultato sarà la creazione di un sistema che vi permetterà di applicare qualunque iniziativa tesa al miglioramento in modo razionale, pratico ed efficace.