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martedì 20 dicembre 2011

Licenziamo i manager! (3)

Come promesso, oggi inizieremo ad analizzare il modello Morning Star presentato sul numero di HBR di dicembre e diventato famoso in tutto il mondo perché ha permesso di fare a meno del management.

I lavoratori della Morning Star si gestiscono in autonomia, coordinando da soli o con un gruppo di pari livello le proprie attività.
Ognuno di loro ha una mission personale che spiega come ha intenzione di contribuire al raggiungimento degli obiettivi della compagnia che, in breve, si possono descrivere come: "dare ai nostri clienti prodotti e servizi di qualità che li soddisfino in toto".

Per soddisfare la propria mission ognuno ha la possibilità di acquistare la formazione necessaria,  dotarsi di risorse e collaborare con chi preferisce.
Ogni mission viene supportata da una sorta di piano d'azione che spiega nel dettaglio cosa farà il lavoratore per adempiere a ciò che ha promesso. Questo piano viene poi "negoziato" con i colleghi che decisono insieme se approvarlo o meno.

Il segreto di questa tipologia di organizzazione sta tutto nel fatto che gli accordi volontari producono una maggiore efficienza e che i lavoratori che possono gestirsi in autonomia e avere a disposizione tutto ciò che serve loro per lavorare al meglio sono assolutamente felici di lavorare bene e non hanno scuse per giustificare un loro eventuale fallimento che li porterebbe a presentarsi sotto una cattiva luce davanti ai colleghi.
Ecco, dunque, che tutti cercano di dare il massimo.

Adesso non dobbiamo pensare, però, che non avere un capo significhi lassismo e dolce far niente perché, come specifica un lavoratore della Morning Star, "tutti sono il capo di tutti" quindi, in realtà, i lavoratori sono sempre controllati da tutti gli altri.

Anche se gli acquisti sono autonomi e individuali, ad esempio, le persone che acquistano cose simili cercano accordi tra loro per strappare il miglio prezzo possibile ordinando un quantitativo maggiore. La "gestione", dunque, esiste ma non è affidata a persone di livello superiore.
Ogni decisione entrerà nella gestione generale dell'azienda e questo lo sanno tutti. Ecco perché cercano - insieme - di fare del loro meglio.

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lunedì 19 dicembre 2011

Licenziamo i manager! (2)

Riuscite a pensare ad un'organizzazione dove:

- nessuno ha un capo
- le persone negoziano le proprie responsabilità con i loro pari
- ognuno può spendere i soldi dell'azienda
- ognuno si procura gli strumenti che servono per lavorare
- non ci sono titoli
- non ci sono promozioni
- eventuali ricompense economiche vengono decise dai pari livello

Lo so, siete sconvolti. Eppure - secondo la prestigiosa rivista Harvard Business Review - è proprio quello che ha fatto la Morning Star, famosa azienda di ambito food.

A questo punto potreste pensare che la Morning Star sia un'azienda piccola, invece no: gestisce tonnellate di materie prime, si basa su processi con tolleranze strettissime, ha 400 lavoratori ed è leader di mercato (chi frequenta gli USA avrà visto le loro pizze, il loro ketchup o gli hamburger di questa marca).

Dunque qual è il segreto di questo colosso che ha sfatato uno dei miti più consolidati dei nostri tempi, quello della necessità assoluta dei manager?
Avete pazienza fino a domani? Se resterete con noi, esamineremo insieme il modello Morning Star.

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venerdì 16 dicembre 2011

Licenziamo i manager!

Il titolo è provocatorio ma il numero di "Harvard Business Review" di dicembre lo utilizza per raccontare la storia della Morning Star, un'azienda alimentare, che è riuscita ad aumentare la sua capacità manageriale e la sua flessibilità per andare incontro alle esigenze del mercato senza utilizzare i manager.

La rivista inizia spiegando che l'attività di management è una delle più costose e meno efficienti delle nostre organizzazioni perché, se alle organizzazioni piccole basta un manager ogni 10 persone, in quelle grandi questo rapporto va aumentato perché occorrono "supermanager" che gestiscano i manager oltre a quelli capaci di gestire la complessità.
Se vi fermate un attimo a riflettere sul fatto che un manager, di solito, guadagna almeno 3 volte quello che guadagna un dipendente di livello base (per non parlare di certi manager italiani!) capite bene che il costo per le organizzazioni è altissimo.

Un altro punto delicato relativo ai manager è che molti di loro si credono infallibili e hanno poteri decisionali tali da poter provocare disastri se non possiedono l'umiltà necessaria per consultarsi con chi ha tutte le informazioni necessarie per prendere buone decisioni.
Un problema certamente non da poco.

In ultimo, tanti livelli di manager rendono lente le risposte e "ingessano" le organizzazioni.

Lunedì vedremo cosa ha fatto Morning Star per contrastare tutto questo.

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