Qualsiasi gioco di potere può avvenire solo se si trovano persone disposte a piegarsi ai soprusi altrui. E' dunque importante mantenere sempre la propria dignità e lavorare sulla propria autostima, ricordando che il nostro capo prepotente ha bisogno di noi o avrebbe già trovato il modo di eliminarci dai giochi.
Sopportare un capo prepotente pensando che dobbiamo solamente seguire le istruzioni che ci ha dato anche se pensiamo che siano sciocchezze e aspettare di vederlo fare un passo falso è un atteggiamento che difficilmente si può reggere per un lungo periodo perché logora.
Considerarsi dei meri strumenti, infatti, contribuisce ad abbassare la stima che abbiamo in noi e nel nostro lavoro e non ci mette in buona luce con chi vuole semplicemente esercitare il proprio potere. Tra l'altro, queste persone cadono in disgrazia difficilmente perché agiscono in ambienti dove i vertici hanno reso possibile una tale manifestazione di cattivo management. Non aspettiamoci miracoli, dunque.
E' decisamente meglio agire in un altro modo, ad esempio:
- prendiamoci le nostre responsabilità e cerchiamo di riappropriarci di quello che è il nostro lavoro. La tendenza di chi subisce il potere è quella di non muovere un dito senza che gli venga chiesto dall'alto ma questo è un atteggiamento sbagliato perché ci porta a perdere il controllo sul nostro lavoro e a viverlo come qualcosa di estraneo alla nostra persona. Niente di più sbagliato se vogliamo imparare a farlo bene!
- .non dandogli soddisfazione: mostriamo che facciamo quello che ci chiede ma che non abbiamo né paura di lui né rispetto per il suo modo prepotente di gestire le cose.
Potrà avere la nostra cieca ubbidienza ma non il nostro rispetto e questo, a lungo andare, lo logorerà, soprattutto se questo rispetto e la nostra stima li indirizzeremo ad altri responsabili che esercitano correttamente la propria leadership
- facciamo quello che il capo ci chiede ma, quando non condividiamo le sue direttive, spieghiamo chiaramente che per noi è sbagliato e illustriamone i motivi
- dopo aver svolto le nostre attività, cerchiamo di occuparci di ciò che ci piace fare. Se impareremo a gestire bene il tempo a nostra disposizione, ne avremo in abbondanza per dare una mano a un collega, per imparare cose nuove, per mostrarci collaborativi e desiderosi di imparare cose nuove e per far crescere le nostre competenze. Ricordiamoci che un cattivo capo si combatte anche mostrandogli la sua inadeguatezza e che l'unico modo per farlo è crescere professionalmente.
Nel peggiore dei casi, avremo accumulato nuove conoscenze da spendere in un nuovo posto di lavoro
(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)
venerdì 12 agosto 2011
I giochi di potere: come capirli e combatterli (3)
giovedì 11 agosto 2011
I giochi di potere: come capirli e combatterli (2)
Ieri abbiamo preso confidenza col concetto di potere esplorandone quelli che possono essere gli aspetti positivi.
Il potere, però, non ha solo una grande attrattiva ma può essere decisamente discutibile. Ecco perché, gli uomini di potere più intelligenti preferiscono parlare di:
influenza: un concetto decisamente più "morbido" ed elasticoautorità: cioè qualcosa che cresce in modo naturale
responsabilità: un fardello pesante da sopportare ma che si accetta volentieri per il bene comune
energia: o potere della leadership
Tutte cose belle se sono sincere ma attenzione a riconoscere chi si cela dietro a questebelle parole perché, se si tratta di una persona assetata di potere, alla fine il concetto sarà sempre lo stesso: puoi fare quello che voglio io.
La ricerca del potere fine a se stessa ha sempre qualcosa di disturbante. Chiunque di noi, lavorando, ha conosciuto uomini egoisti, brutali, privi di coscienza. In una parola: affamati di potere.
Queste persone credono che, senza di loro, i colleghi non troverebbero la strada e, visto che ci sono, cercano di influenzarli per piegarli ai loro scopi.Chi li segue pensa che siano persone forti, sebbene spietate, in grado di insegnare molto oppure spera di ottenere da loro qualcosa prima di vederli soccombere nella triste lotta per il potere (c'è sempre un animale più forte se viviamo secondo le leggi della giungla).
Una cosa, però, è certa: chi vive solo per avere il potere non ispira né simpatia né fiducia.
Queste persone devono fare i conti quotidianamente con persone disposte a resistere al loro stile di vita, con i sospetti, con le alleanze segrete pronte a distruggerle e con una malcelata gioia che serpeggia spontanea quando falliscono.Del resto, parliamoci chiaro: un aumento del potere di queste persone, per come lo concepiscono, significa una restrizione della libertà sul lato opposto, quello di chi subisce le loro angherie.
E' vero, però, che a molti fa comodo sottostare a persone del genere perché, quando ci sono errori da giustificare, la colpa ricade sull'uomo di potere non su chi risulta essere una semplice pedina nelle sue mani.
Se, però, non volete essere pedine ma vi trovate a dover affrontare una persona come quella descritta, continuate a leggerci. Impareremo insieme come contrastarla.
(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)
mercoledì 10 agosto 2011
I giochi di potere: come capirli e combatterli
I giochi di potere sono ovunque attorno a noi: al lavoro, nelle relazioni, tra amici, nell'educazione dei bambini, per strada.
In fondo, se vi fermate un attimo a pensarci, non siamo poi così diversi da quelle tribù di scimmie che guardiamo dall'alto in basso e che cercano di imporsi con la forza, riconoscendo come capo naturale l'individuo che riesce a dominare gli altri.
Quante volte, nelle vostre giornate lavorative, vi capita di vedere persone forti o investite di una qualche autorità che cercano di guadagnare terreno sulle altre?
Quanti giochi di potere vengono portati avanti per impressionarci o per sfruttare le nostre emozioni, allo scopo di trarre un qualche vantaggio?
I giochi di potere, però, possono arrivare a logorare le persone e a tirare fuori il peggio da loro portandole anche alla distruzione.
Che cos'è il potere?
"Se necessario, non esitare a vendere tua madre per avere il potere. Una volta che l'avrai avuto, ti accorgereai che ci sono diversi modi per riavere di nuovo indietro tua madre"(Proverbio Ashanti)
Ci sono poche che sembrano essere desiderabili come il potere. Sul posto di lavoro, nelle relazioni o sulla corsia di sorpasso di un'autostrada spesso facciamo di tutto per piegare o influenzare le altre persone e, in senso lato, dominarle.
Del resto non è forse questo il vero potere? Affermare la propria volontà?
Vedere che gli altri ci rispettano e fanno ciò che vogliamo aumenta la nostra autostima, riduce lo stress e ci rende più forti (almeno in apparenza), preparandoci ad affrontare nuove sfide in futuro.
Tutti hanno bisogno di provare l'esperienza del potere. Sapevate che già a quattro mesi di età i bambini esercitano il loro potere per controllare l'ambiente in cui vivono? Le giovani mamme e i giovani papà che frequentano queste pagine potrebbero raccontarci fior di aneddoti sull'argomento!
Tutti noi vogliamo fare la differenza e distinguerci dagli altri ed esercitare il potere su qualcuno è un modo per riuscirci perché il potere fornisce riconoscimento e prestigio.
Il sociologo americano Richard Sennett ha affermato che: "Non è quello che sappiamo fare bene che ci fa raggiungere una posizione di potere, anzi spesso è proprio il contrario che ci permette di essere più forti".Del resto è normale, no? Le persone forti e prepotenti si fanno seguire da molte altre che, solo per il fatto di aver deciso di seguirle, non possono ammettere che queste abbiano dubbie capacità perché sarebbe troppo imbarazzante accorgersi che stanno seguendo qualcuno che non lo merita affattoe che non ha particolari capacità.
Domani continueremo il nostro discorso sul potere. Nel frattempo, ci dite se l'argomento scelto (leggero e più adatto alle vacanze rispetto alla Qualità) vi piace? ;o)
(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)
martedì 30 marzo 2010
Il potere e il management
Oggi parleremo di potere e di management.
Quali sono, secondo voi, i parametri che indicano che all'interno di un'organizzazione si privilegiano i rapporti di potere rispetto al buon management?
E quali, invece, gli indici di buon management?
Noi ne abbiamo indicato qualcuno, gli altri aggiungeteli voi!
Potere:
- centralizzazione
- organizzazione verticistica
- tanto personale dedicato alla supervisione
- molti differenziali retributivi
- strutture in cui il lavoro dei "colletti bianchi" è tenuto in maggiore considerazione rispetto a quello dei "colletti blu"
Management:
- minore centralizzazione
- organizzazione piatta
- bassi differenziali di retribuzione
- strutture in cui i lavori manuali e d'ufficio sono valutati ugualmente
(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)