La Qualità è spesso oggetto di enormi resistenze e di leggende metropolitane.
Quando sentirete di nuovo un vostro collega affermare: "è impossibile!" provate a raccontargli quante altre volte nel corso della storia questa affermazione è stata smentita.
Qualche idea? Eccola!
Nel 1895 Lord Kelvin affermò che era impossibile che macchine più pesanti dell'aria volassero.
Nel 1932 il grande Albert Einstein disse che non saremmo mai riusciti ad ottenere energia dall'atomo
Negli anni '60 i media americani ed europei erano fiduciosi che le aziende giapponesi non costituissero una minaccia per le loro produzioni
Nel 1962 una casa discografica rifiutò di scritturare un gruppo di musicisti affermando che non li aveva trovati interessanti e che, comunque, musica come quella non sarebbe piaciuta alla gente. Erano i Beatles!
Nel 1970 si pensava che la gente non avrebbe mai comprato un personal computer (!)
Sempre nel 1970 Margaret Thatcher disse che in vita non avrebbe purtroppo mai visto un Primo Ministro donna (!)
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venerdì 21 ottobre 2011
E' impossibile!
venerdì 29 gennaio 2010
Da cosa nasce la resistenza al cambiamento?
Qualunque professionista della Qualità sa molto bene che implementare un Sistema Qualità richiede un cambiamento profondo e che le persone, solitamente, sono molto restie al cambiamento.
Ma da cosa deriva questa profonda resistenza al cambiamento? Proviamo a fare una breve analisi delle organizzazioni del nostro Paese.
Il tessuto connettivo delle aziende italiane è costituito per lo più da piccole e medie imprese (PMI) dove l'attenzione e quindi il successo all'interno dell'azienda è rivolto alla capacità di realizzare un determinato prodotto o servizio per il mercato.
Perché un'organizzazione abbia davvero successo, il mercato richiede, però, che siano coinvolte tutte le aree aziendali e non soltanto quelle produttive.
Tale indispensabile integrazione induce a focalizzare l'attenzione sull'organizzazione di tipo sistemico, l'unico "antidoto" possibile alla "malattia" della paura del cambiamento.
Si ha paura, infatti, di ciò che non si conosce e non si è in grado di prevedere.
Il cambiamento che occorre fare è quello di riuscire ad impadronirsi degli strumenti operativi più adatti per determinare le cause delle non conformità e non solo per trattarle, risolvendo temporaneamente il problema.
Per le PMI, però, recepire questo invito ad un cambiamento gestionale così profondo non è per nulla facile. Questa difficoltà aumenta ancora di più se pensiamo al mercato in cui ci troviamo ad operare che richiede prese di posizione rapide e precise.
La crisi sta spingendo le grandi aziende, di cui le PMI sono spessissimo partner nelle forniture, a ridurre drasticamente il parco fornitori. Uno dei criteri utilizzati come discriminante in questa scelta è spesso proprio la capacità gestionale della piccola azienda e il suo pensiero di tipo sistemico.
Cambiare, dunque, è necessario per sopravvivere, come già sosteneva Deming.
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