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martedì 28 agosto 2018

I meccanismi mentali alla base delle decisioni che prendiamo

Su "Donna Moderna" mi hanno segnalato e ho letto l'intervista a Francesca Gino, economista con la passione per la psicologia, che studia i meccanismi mentali che stanno alla base delle decisioni che prendiamo.

Vi riporto i brani dell'intervista che ritengo più interessanti.

(...)

Crede che il lavoro sia fonte di frustrazione?

In molte delle aziende che analizzo è così. Dopo un certo periodo i dipendenti si disinteressano e sprecano sempre di più il loro tempo, il che li rende infelici e frustrati. Perché succede?

Già, perché?

Perdiamo la novità, quindi l'eccitazione. Si insinua la noia. Ci ho riflettuto durante il mio progetto di ricerca sulla ribellione, che è diventato un libro: "Talento ribelle. Perché paga rompere le regole sul lavoro e nella vita".

Di cosa parla?

Di come faccia bene infrangere la routine: arricchisce la nostra vita. Quando rompiamo le regole troviamo più divertimento nel lavoro e nelle interazioni con gli altri. Abbiamo tutti bisogno di più ribellione nelle nostre vite.

(...)

Ci vuole coraggio a ribellarsi

Si impara pian piano, cambiando la routine.

(...)

Da ribelli non è più dura in ufficio?

Al contrario. Il ribelle, a suo agio in situazioni nuove, si adatta naturalmente a un mondo sempre più incerto. Incoraggiare il giusto tipo di violazione delle regole è ciò che i leader di oggi devono fare. Noi però pensiamo ai ribelli nel modo sbagliato. Non sempre sono persone come Steve Jobs, creativi ma difficili da gestire, che non vorresti avere come capo né come dipendente. Ribelle non significa emarginato o piantagrane: è chi trasgredisce in modo positivo e produttivo.

(...)

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mercoledì 19 febbraio 2014

Le decisioni sono di 4 tipi (5)

Oggi concludiamo il discorso sulla classificazione delle decisioni esaminando l'ultimo gruppo:

Gruppo 4 - controllo alto e performance alta


Per ciò che riguarda le decisioni che ricadono nel quarto gruppo, possiamo influenzare direttamente gli output e il loro successo dipende da quanto saremo stati bravi rispetto alla concorrenza.
In poche parole abbiamo l'essenza di ciò che possaimo definire "management strategico".

I manager non sono semplici consumatori che scelgono un prodotto (l'esempio che vi abbiamo dato parlando del gruppo 1)  ma, grazie alla loro capacità di guidare le persone, di ispirarle e di comunicare con loro, possono influenzare l'output delle decisioni.
Se ci pensate, questa è la definizione stessa di "management": saper gestire le cose in modo da raggiungere un certo risultato.

I manager lavorano per organizzazioni nelle quali fare meglio della concorrenza è assolutamente vitale. Ricadono in questo gruppo scelte quali creare un nuovo prodotto ma anche, nello sport, forgiare le performance di un atleta scegliendo per lui l'allenamento giusto e i fattori che possono motivarlo al meglio. Oppure pensiamo ai politici: chi vota ricade nel primo gruppo perché sceglie il politico che ritiene migliore per sé ma per il candidato le cose stanno in maniera diametralmente opposta: una sola persona può vincere e l'output di questa decisione va costruito col duro lavoro.
Vincere una campagna elettorale significa fare meglio degli avversari, mobilitare i supporter giusti che facciano presa sul pubblico, ecc.

Cosa ne pensate?


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martedì 18 febbraio 2014

Le decisioni sono di 4 tipi (4)

Oggi parleremo del terzo gruppo di decisioni:

Gruppo 3 - controllo basso e performance alta

Il terzo gruppo introduce la dimensione competitiva. Il successo non è più solamente questione di performance assoluta ma di quanto facciamo bene rispetto agli altri.

La migliore decisione, in questo caso, dovrà essere in grado di anticipare i movimenti dei nostri rivali e per prendere la decisione giusta dovremo avere sempre gli occhi puntati sulla concorrenza.

Domani concluderemo il discorso esaminanado insieme l'ultimo gruppo, il 4. Non mancate!

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lunedì 17 febbraio 2014

Le decisioni sono di 4 tipi (3)

Ed eccoci arrivati alla seconda tipologia di decisioni:


Gruppo 2 - controllo alto e performance bassa

Se con la mia decisione posso influenzare ciò che avverrà, allora ricado nel secondo gruppo decisionale, quello in cui posso utilizzare le mie energie per fare in modo che le cose accadano.

Se, ad esempio, devo decidere quanto sarà lungo un progetto, ho un controllo molto alto sulla mia decisione perché, in larga parte, dipende da me quanto far durare questo progetto e dovrò impegnarmi per farlo durare il meno possibile.

In questa casistica ricadono tutte le decisioni per le quali è fondamentale avere una buona attitudine nell'affronatre il lavoro che c'è dietro ma anche analizzare ciò che si è fatto a lavoro concluso per imparare dai propri errori.

Lunedì esamineremo insieme il gruppo 3.


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venerdì 14 febbraio 2014

Le decisioni sono di 4 tipi (2)

Iniziamo ad esaminare una per una le tipologie di decisioni che abbiamo individuato ieri:

Gruppo 1 - controllo basso e performance bassa

Se vado al supermercato e scelgo un prodotto non ho alcun modo di influenzare questi prodotti perché, che io li scelga o meno, essi non cambieranno: un litro di latte rimarrà sempre un litro di latte.
Questo significa che il nostro controllo su questa tipologia di decisioni è molto basso e che ci conviene scegliere il prodotto migliore per noi.

Se facciamo la spesa non siamo nemmeno interessati a ciò che fanno gli altri perché vogliamo ottenere il massimo da ciò che acquistiamo ma non ci interessa ciò che faranno gli altri clienti perché l'obiettivo è fare bene, non competere con loro.

Un altro esempio di decisione che ricade all'interno di questo gruppo è quella relativa a come investire i nostri soldi personali.

Domani esamineremo insieme il secondo gruppo.

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giovedì 13 febbraio 2014

Le decisioni sono di 4 tipi

Per diventare più bravi a decidere è importante individuare quale tipologia di decisione dobbiamo prendere ma per categorizzare al meglio le decisioni occorre considerare almeno due dimensioni in base alle quali classificarle: il controllo che abbiamo su di esse e il modo di misurare il successo della decisione che abbiamo preso.

Se - ad esempio -  possiamo scegliere tra diverse opzioni o possiamo addirittura costruircele, ricadremo in un certo gruppo. Se, una volta presa la decisione, non potremo più agire su di essa avremo una certa situazione ma se possiamo pilotare ciò che succederà allora ricadremo in un'altra categoria ancora.
Se dobbiamo fare bene ma non ci importa cosa faranno gli altri, ricadremo in una tipologia di decisione ma se dobbiamo fare meglio degli altri saremo in un'altra categoria.

Capito il "giochino"?

Proviamo ad individuare le quattro principali tipologie di decisioni in base a ciò che abbiamo detto:
  1. se non ho un controllo diretto sugli output della mia decisione e non sono nemmeno in competizione con altri nel prenderla, allora ricado nel primo gruppo;
  2. nel secondo gruppo rientrano le decisioni che possono influenzare direttamente gli output ma dove non devo preoccuparmi troppo di ciò che fanno gli altri;
  3. nel terzo campo devo prestare particolare attenzione alle mie performance perché mi devo guardare dai concorrenti, ma non ho un controllo diretto sugli output;
  4. nel quarto e ultimo campo ricadono le decisioni dove devo prestare attenzione alle performance ma anche agli output (rientrano in questo campo le decisioni strategiche come lanciare un nuovo prodotto sul mercato)
A domani per iniziare ad esaminare i singoli gruppi.

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giovedì 30 gennaio 2014

Decidere: le modalità

Sull'ultimo numero della rivista: "The European Business Review" si affronta il tema delle decisioni, spiegando che possono essere di cinque tipi diversi:
  1. "Io decido" - Questo è l'atteggiamento tipico di un capo che non ha intenzione di coinvolgere altre persone nella sua decisione. I motivi possono essere molti. Potrebbe trattarsi di un capo dirigista oppure, più comunemente, la decisione è relativa a qualcosa di cui lui è l'unico responsabile.
  2. "Mi consulterò e deciderò" - In questo caso chi deve prendere la decisione lo farà in autonomia ma con il supporto di alcune consultazioni.
  3. "Decideremo insieme" - Chi pronuncia questa frase vuole coinvolgere i presenti in una decisione comune e si incarica di guidarare questo processo
  4. "Consultatevi, fatemi sapere e poi deciderò" - In questo caso abbiamo un abbozzo di delega. La persona che deve prendere la decisione vuole basarla sui dati raccolti da altri e sulle loro idee
  5. "Decidete" - In questo caso la delega della decisione è totale
Comunemente, nelle organizzazioni troviamo i due atteggiamenti più estremi: "Io decido" e "Decidete" che, spesso, possono trascinarsi dietro alcuni problemi (nel primo caso un atteggiamento troppo dispotico e nel secondo una mancanza di leadership).

Per scegliere quale atteggiamento adottare è opportuno, prima di tutto, stabilire a quale tipologia appartenga la questione da risolvere. Alcuni argomenti, infatti, non sono adatti a una decisione collettiva mentre altri lo sono.

Il secondo passo è assicurarsi che tutti abbiano capito quale processo dovrà essere seguito per prendere la decisione al fine di non perdere tempo e generare frustrazione.

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