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martedì 1 ottobre 2013

Scegliere il grafico giusto per veicolare un messaggio che si basa su dati (4)

Osservando i grafici che si vedono in giro, notiamo che spesso il più utilizzato è il diagramma a torta mentre il meno apprezzato risulta essere il diagramma a barre. A volte, poi, ci sono situazioni che si spiegano bene solo utilizzando un'accoppiata di grafici come - ad esempio - un diagramma a punti e uno a colonne o un diagramma a torta con uno a barre.

A seconda di come è disegnato ogni diagramma, però, è più o meno utile nel rappresentare le cinque alternative che abbiamo illustrato ieri.

In caso di confronti tra componenti, infatti, sarebbe bene utilizzare un diagramma a torta, se facciamo un paragone per ottenere una classifica è bene utilizzare, invece, un diagramma a barre.

Diagrammi a colonne e diagrammi a punti sono adatte a rappresentare un confronto tra tempistiche e frequenze di distribuzione.

Per la correlazione sono perfetti, invece, diagramma a barre e diagrammi a punti.

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lunedì 30 settembre 2013

Scegliere il grafico giusto per veicolare un messaggio che si basa su dati (3)

Individuato il messaggio che volete venga comunicato con i dati che presenterete tramite un grafico (come abbiamo visto nei giorni scorsi), non resta che individuare il confronto tra dati che vogliamo mettere in evidenza.

Mettiamo, ad esempio, che il confronto sia tra componenti (ad esempio il prodotto "A" che ha contribuito per il 74% al fatturato aziendale e il prodotto "B" che ha contribuito solamente per il 7%) e che l'interesse sia quello di mostrare la grandezza di ogni componente come percentuale del totale. Ogni volta volta he esamineremo una parte sul totale ricadremo nel confronto tra parti che compongono un insieme.

Se, invece, confrontiamo alcune grandezze per creare una sorta di classifica e utilizziamo espressioni quali: "più grande di" (o "più piccolo di") o "uguale a" allora rientriamo nel confronto teso ad una classificazione.
Ad esempio possiamo avere il prodotto "A" che a maggio ha venduto più del prodotto "B" o del prodotto "C", o i reclami dei clienti che a novembre hanno raggiunto il secondo valore più alto di sempre, ecc.

Confrontare le tempistiche, invece, significa non concentrarsi su una grandezza rispetto al totale o su un punteggio in una classifica ma su come qualcosa cambia nel tempo. Quando esaminiamo i trend settimanali, mensili o annuali rientriamo in questo caso perché utilizziamo termini quali: "aumenta", "diminuisce", "oscilla", "rimane costante", ecc.

Un confronto tra le frequenze di distribuzione, invece, mostra quanti "voci" ricadano in una serie di intervalli numerici progressivi.
Ad esempio, quando diciamo che tot impiegati guadagnano meno di 2000 euro al mese e che un altro tot guadagna di più rientriamo in questo caso.
Un altro esempio è dire che la maggioranza delle spedizioni richiede tra i 5 e i 6 giorni per arrivare al cliente.

In ultimo, possiamo concentrarci sulla correlazione per vedere se la relazione tra due variabi segue (oppure no) il modello che ci aspetteremmo.
Ad esempio, ci si aspetterebbe che, al crescere delle vendite, aumentassero anche i profitti o che le vendite aumentino con l'aumentare dello sconto proposto alla clientela.

Restate con noi perché domani vedremo l'ultimo step di questo processo e, finalmente, scopriremo come scegliere il grafico giusto per rappresentare i nostri dati.

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venerdì 27 settembre 2013

Scegliere il grafico giusto per veicolare un messaggio che si basa su dati (2)

Determinare il messaggio che si vuole trasmettere col grafico

Come abbiamo visto ieri, il primo step per decidere quale grafico rappresenti meglio i dati in vostro possesso è quello di stabilire quale messaggio volete giunga alle persone che osserveranno il diagramma.

Ora è possibile, anzi estremamente probabile, che dobbiate rappresentare i vostri dati utilizzando diagramma diversi per poter poi scegliere liberamente quale veicoli meglio il vostro messaggio.
L'approccio migliore è quello di individuare l'aspetto che vi sembra più importante e strutturare il messaggio in modo che emerga la rappresentazione dei dati che maggiormente lo mette in luce.

Spendere un po' più di tempo ed energie in questo step vi farà risparmiare sforzi in seguito per far recepire il vostro messaggio che potrebbe, addiritttura, diventare il titolo del diagramma.
Ecco un altro argomento interessante: il titolo!
Dite la verità, i grafici che vedete più spesso non hanno titoli simili a questi:
- "trend delle vendite"
- "produttività per regione"
- "distribuzione dei collaboratori per età"
ecc.?

Titoli simili descrivono il soggetto del grafico ma non aggiungono nulla di davvero importante ad esso. Tenere il segreto non vi aiuterà ad essere chiari, dunque esplicitate i titoli dei vostri grafici!
In questo modo centrerete due obiettivi in un colpo solo:
  • eviterete che i vostri interlocutori possano equivocare i dati
  • farete in modo che essi si concentrino sull'aspetto che vi sta più a cuore
Capite che c'è una bella differenza nell'intitolare un grafico:
- "profitti per regione"
- "la metà dei profitti si deve alle regioni dell'est"
- "le regioni ad ovest generano il profitto più basso"
perché il focus cambia radicalmente e il titolo può contribuire a chiarirlo fin dalle prime battute.

Siamo d'accordo su questo primo punto? Volete aggiungere qualche considerazione?
In caso contrario, ci aggiorniamo a lunedì per identificare il confronto che vogliamo emerga all'interno della nostra serie di dati.

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giovedì 26 settembre 2013

Scegliere il grafico giusto per veicolare un messaggio che si basa su dati

Non importa quanti grafici conosciate e quanti siate in grado di riprodurne partendo dai dati che volete rappresentare, quando si tratta di veicolare in modo efficace un messaggio i grafici più efficienti risultano cinque:
  • il diagramma a torta

  • il diagramma a barre


  • il diagramma a colonne


  • il diagramma a linee
 
 
  • il diagramma a punti

Ma come si può scegliere il diagramma giusto? Attraverso tre semplici step:
  1. determinare il messaggio che si vuole trasmettere: occorre utilizzare un diagramma che vi permetta di essere chiari riguardo ai punti specifici che vi stanno a cuore nella rappresentazione dei dati che avete raccolto
  2. identificare il confronto che volete emerga e che può riguardare componenti, articoli, tempistiche, distribuzioni di frequenza, correlazioni, ecc.
  3. scegliere il diagramma migliore
A partire da domani, inizieremo a esaminare ogni step nel dettaglio. Non mancate!

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