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giovedì 7 febbraio 2013

Gestire i fornitori con i principi del Lean thinking (3)

Per costruire una catena di fornitura davvero lean occorre:
  • integrare i lead time di azienda e fornitori e programmare in base a questi le consegne
  • "tirare" i flussi partendo dalle richieste dei clienti utilizzando strumenti quali il takt time, il bilanciamento dei flussi, il flusso "one piece"
  • abbattere i magazzini
  • essere certi di avere ciò che serve, quando serve, dove serve
  • avere ispezioni di Controllo Qualità ridotte al minimo perché si deve tendere a zero difetti già in sede di progettazione/produzione del prodotto

Tutto questo si può ottenere con l'applicazione di:
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mercoledì 6 febbraio 2013

Gestire i fornitori con i principi del Lean thinking (2)

Paragonando come avviene la gestione dei fornitori in un'organizzazione di tipo convenzionale e in una di stampo lean possiamo vedere che:
  • la tradizionale ha struttura piramidale compostra da molte persone mentre la lean ha meno personale e una gestione più orizzontale
  • nella prima (tradizionale) ci si avvale spesso di personale di cooperative esterne, nella seconda (lean) quasi mai
  • la scelta di ricorrere all'outsourcing si basa solamente sui costi oppure su strategie ben definite
  • le interazioni sono di tipo "win-loose" (io vinco, tu perdi) o di tipo "win-win" (cooperativo)
  • la selezione dei fornitori viene fatta solamente in base al prezzo o anche in base alle performance
  • il contratto è breve e non circostanziato mentre nel secondo caso è lungo e ben dettagliato perché va a normare una collaborazione di più ampio respiro
  • nel primo caso i prezzi continuano a salire mentre nel secondo tendono a scendere
  • la qualità deve essere pesantemente ispezionata oppure viene progettata fin dai primi passi
  • le consegne vengono fatte in grandi o piccole quantità
  • i magazzini vengono tenuti alti o bassi
  • la comunicazione è limitata o ben gestita
  • il flusso delle informazioni segue una sola via o due vie (per collaborare)
  • la flessibilità nelle forniture è bassa oppure alta
  • la condivisione delle conoscenze è bassa o alta
  • gli investimenti dedicati sono pochissimi o molti
  • l'impegno reciproco è limitato o alto
  • la governance è imposta dal mercato o gestita dal management

Domani riassumeremo insieme le caratteristiche che distinguono la gestione della catena di fornitura in un'ottica lean. Non mancate!

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martedì 5 febbraio 2013

Gestire i fornitori con i principi del Lean thinking

Applicare il Lean thinking alla catena di fornitura per creare una lean supply chain rappresenta un nuovo modo di ripensare la rete di fornitori. I principi del Lean thinking, infatti, prevedono una collaborazione attiva con chi ci fornisce i prodotti e i servizi di cui abbiamo bisogno e questo implica:
  • relazioni di tipo collaborativo
  • meccanismi di coordinamento
  • partnership e alleanze strategiche
La lean supply chain si colloca a metà strada tra i due modelli classici di fornitura che ben conosciamo:
  • l'organizzazione che acquista tutto all'esterno abbattendo, così, i propri costi di produzione ma innalzando enormemente i costi di coordinamento. L'unico meccanismo che regola i rapporti tra azienda e fonitori in questo caso è il prezzo
  • l'organizzazione che produce tutto ciò che può in casa con alti costi di produzione ma bassi costi di coordinamento.
Il terzo modello è, appunto, quello lean che riesce ad abbattere sia i costi di produzione sia quelli di coordinamento confermandosi come il modo di procedere più efficace per gestire le forniture. L'organizzazione in questo caso acquista all'esterno sia prodotti altamente customizzati sia prodotti standard e il tutto viene gestito attraverso alleanze strategiche con i fornitori.

I principi su cui si basa sono:
  • attenzione alla rete di fornitori che viene vista come un unico flusso di valore
  • eliminazione degli sprechi a tutti i livelli (dall'azienda ai fornitori)
  • flussi sincronizzati tra le diverse strutture
  • costi delle singole transazioni ridotti al minimo
  • rapporti di tipo collaborativo
  • trasparenza
  • risposte rapide
  • gestione dell'incertezza e dei rischi
  • condivisione delle conoscenze

Domani vedremo insieme quali siano nel dettaglio le differenze tra un approccio tradizionale alla fornitura e uno di stampo snello.

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mercoledì 29 ottobre 2008

La "Lean" Supply Chain

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

E' stata definita l'ultima frontiera del concetto di just-in-time, l'elemento base della logistica moderna. Si tratta della lean supply chain (lean = snello), oggi la parola d'ordine per tutte le imprese che intendano darsi un'organizzazione efficiente e flessibile.

La lean supply chain nasce dall'evoluzione di un concetto che all'inizio era legato strettamente al mondo produttivo, quello della Lean manufacturing, consistente in un modo di produrre che consentisse di realizzare anche piccole produzioni, limitando al massimo gli sprechi e gli impieghi eccessivi di risorse, realizzando forniture mirate alle esigenze di ciascun cliente (spesso dopo che il prodotto fosse già stato scelto e, in taluni casi, pagato).

L'adozione sempre più diffusa del just-in-time ha impresso grande dinamismo alla modernizzazione della logistica: con l'avvento dell'informatica è stato, infatti, possibile rendere accessibile a tutti l'obiettivo di ridurre drasticamente il magazzino, modificandone la gestione e il modo di operare.

Ma che cosa significa, per un logistico, dare vita ad una lean supply chain?

Significa creare parametri di snellezza, in riferimento ai quali deve essere modellata tutta la filiera. Ma sempre con un punto di riferimento centrale: il cliente, inteso non solo come cliente finale, ma anche come destinatario internedio del servizio e/o del prodotto.

Si devono quindi dimensionare procedure, tempi e flussi di informazioni mantenendo come obiettivo di tutta l'attività quello di far giungere a destinazione i prodotti nel minor tempo possibile e in funzione delle urgenze necessarie, permettendo al destinatario di eseguire al meglio il suo compito: assemblare o redistribuire componenti, collocare i prodotti nei punti vendita, ecc.

Per raggiungere questo obiettivo, è indispensabile agire su diversi elementi. In primo lugo, il contenimento degli sprechi, sia con il risparmio sia con la razionalizzazione: operando tagli e revisioni delle procedure in funzione della riduzione e del contenimento dei costi.

Un secondo elemento importante per la lean supply chain è l'esigenza di creare valore ad ogni stadio della filiera.
Tutti i passaggi intermedi devono essere funzionali al conseguimento dell'obiettivo finale: devono quindi essere ridotti di numero per non caricare inutili costi sui vari stadi della catena.

Ultimo ma più qualificante aspetto dal punto di vista dell'approccio "lean" è l'esigenza di trasparenza.
Nella lean supply chain la condivisione delle informazioni deve essere totale, a tutti i livelli e da tutti i punti di vista. Il cliente deve avere la massima visibilità su tutte le fasi della catena, sapendo in ogni momento dove sono i suoi prodotti o i rispettivi componenti.

La lean supply chain non ha più una connotazione gerarchica tra gli attori delle sue diverse fasi e può essere definita un'"aggregazione di opportunità".

Per avere una supply chain che risponda efficacemente alle esigenze di "snellezza", infine, è molto importante rendere armoniche e omogenee le interfacce tra i vari stadi della catena e, in secondo luogo, mettere a punto strumenti di valutazione delle perfomance logistiche, i cosiddetti KPI (Key Performance Indicator): solo in questo modo è possibile controllare e governare i costi dei flussi e la creazione di valore nell'ambito di una supply chain.