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mercoledì 2 luglio 2014

La Qualità per migliorare la supply chain

L'ultimo numero di "Quality Progress" affronta il problema della supply chain e analizza come l'uso degli strumenti della Qualità possa aiutarci a migliorarne le performance.

La base di partenza deve essere uno sforzo di tipo sistemico (riguardante, cioè, l'intero sistema azienda-catena di fornitura) per individuare tutte le attività prive di valore aggiunto al fine di ottimizzare e razionalizzare la supply chain e i suoi rapporti con l'azienda.
Il tutto, naturalmente, va fatto anche in un'ottica di abbattimento dei costi e di miglioramento dell'efficienza complessiva.

Prima di scendere nel dettaglio dell'articolo nei prossimi giorni, qualcuno di voi ha mai fatto un lavoro di questo genere? Se sì, ci raccontate qualcosa?


Potete trovare l'intera conversazione sul forum di QualitiAmo. Per leggerla, vi basterà iscrivervi.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

mercoledì 29 ottobre 2008

La "Lean" Supply Chain

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

E' stata definita l'ultima frontiera del concetto di just-in-time, l'elemento base della logistica moderna. Si tratta della lean supply chain (lean = snello), oggi la parola d'ordine per tutte le imprese che intendano darsi un'organizzazione efficiente e flessibile.

La lean supply chain nasce dall'evoluzione di un concetto che all'inizio era legato strettamente al mondo produttivo, quello della Lean manufacturing, consistente in un modo di produrre che consentisse di realizzare anche piccole produzioni, limitando al massimo gli sprechi e gli impieghi eccessivi di risorse, realizzando forniture mirate alle esigenze di ciascun cliente (spesso dopo che il prodotto fosse già stato scelto e, in taluni casi, pagato).

L'adozione sempre più diffusa del just-in-time ha impresso grande dinamismo alla modernizzazione della logistica: con l'avvento dell'informatica è stato, infatti, possibile rendere accessibile a tutti l'obiettivo di ridurre drasticamente il magazzino, modificandone la gestione e il modo di operare.

Ma che cosa significa, per un logistico, dare vita ad una lean supply chain?

Significa creare parametri di snellezza, in riferimento ai quali deve essere modellata tutta la filiera. Ma sempre con un punto di riferimento centrale: il cliente, inteso non solo come cliente finale, ma anche come destinatario internedio del servizio e/o del prodotto.

Si devono quindi dimensionare procedure, tempi e flussi di informazioni mantenendo come obiettivo di tutta l'attività quello di far giungere a destinazione i prodotti nel minor tempo possibile e in funzione delle urgenze necessarie, permettendo al destinatario di eseguire al meglio il suo compito: assemblare o redistribuire componenti, collocare i prodotti nei punti vendita, ecc.

Per raggiungere questo obiettivo, è indispensabile agire su diversi elementi. In primo lugo, il contenimento degli sprechi, sia con il risparmio sia con la razionalizzazione: operando tagli e revisioni delle procedure in funzione della riduzione e del contenimento dei costi.

Un secondo elemento importante per la lean supply chain è l'esigenza di creare valore ad ogni stadio della filiera.
Tutti i passaggi intermedi devono essere funzionali al conseguimento dell'obiettivo finale: devono quindi essere ridotti di numero per non caricare inutili costi sui vari stadi della catena.

Ultimo ma più qualificante aspetto dal punto di vista dell'approccio "lean" è l'esigenza di trasparenza.
Nella lean supply chain la condivisione delle informazioni deve essere totale, a tutti i livelli e da tutti i punti di vista. Il cliente deve avere la massima visibilità su tutte le fasi della catena, sapendo in ogni momento dove sono i suoi prodotti o i rispettivi componenti.

La lean supply chain non ha più una connotazione gerarchica tra gli attori delle sue diverse fasi e può essere definita un'"aggregazione di opportunità".

Per avere una supply chain che risponda efficacemente alle esigenze di "snellezza", infine, è molto importante rendere armoniche e omogenee le interfacce tra i vari stadi della catena e, in secondo luogo, mettere a punto strumenti di valutazione delle perfomance logistiche, i cosiddetti KPI (Key Performance Indicator): solo in questo modo è possibile controllare e governare i costi dei flussi e la creazione di valore nell'ambito di una supply chain.

lunedì 22 settembre 2008

Gestione della catena della fornitura: un "must" per la Qualità: 1) selezione dei fornitori

Leggi tutte le altre riflessioni sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Oggi iniziamo a parlare di quello che è davvero un punto fermo se si vuole implementare la ISO 9001 all'interno delle nostre organizzazioni: la gestione ottimale della catena di fornitura.

Solitamente, chi vuole adottare un Sistema Qualità all'interno della propria azienda, trova vantaggioso selezionare fornitori che, a loro volta, si basino su un Sistema Qualità certificato in modo da assicurare prodotti e servizi di qualità e consegne puntuali.

In assenza di certificazione, le performance dei fornitori vanno valutate tenendo conto di più parametri, non solo del prezzo. Tra l'altro, anche se ragionassimo solo da un punto di vista puramente finanziario, in caso di forniture non conformi dovremmo tenere conto, oltre che del prezzo da listino, anche del costo delle transazioni extra, di quello delle comunicazioni, del tempo e delle risorse che occorrono da ambo le parti per la risoluzione dei problemi, del prezzo da pagare per il cambiamento continuo dei fornitori, ecc.

Vediamo, dunque, qual è il primo punto da tenere ben presente se vogliamo operare una buona scelta di fornitori (gli altri li vedremo nei prossimi giorni).

1) Selezione dei fornitori: il Responsabile Qualità definisce i criteri per la selezione dei fornitori e per la loro valutazione per gestire al meglio il loro impatto sul Sistema Qualità dell’azienda.

Per fare al meglio questo lavoro si farà supportare da un team multifunzionale formato da colleghi appartenenti alla sfera tecnica e a quella degli utilizzatori del materiale/servizio fornito.

I sistemi di valutazione andranno sviluppati in modo appropriato a seconda del fornitore che dovremo valutare, tenendo conto della tipologia e della complessità del prodotto acquistato, così come della reputazione e delle performance storiche del fornitore.