Visualizzazione post con etichetta ritardo aziende. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ritardo aziende. Mostra tutti i post

giovedì 3 aprile 2014

Il prezzo del ritardo (2)

Continuiamo il discorso iniziato ieri, leggendo insieme ciò che dice la scrittrice Diana DeLonzor, sempre su: "il venerdì di Repubblica", che offre ai ritardatari cronici cinque strategie per cambiare.
  1. Valutate obiettivamente il tempo per le routine quotidiane: anche se una volta siamo riusciti ad arrivare al lavoro in 5 minuti, meglio basarsi sul fatto che il più delle volte ce ne vogliono 15
  2. Cambiare atteggiamento verso la puntualità: scrivete su un foglio di carta tutte le cose positive che discenderanno dallo smettere di arrivare in ritardo, saranno di stimolo a cambiare atteggiamento
  3. Non abbiate paura dell'attesa: molti ritardatari sono persone che si sentono a disagio a restare con le mani in mano, per cui tendono ad arrivare agli appuntamenti all'ultimo momento. In effetti, però, i tempi morti si possono anche impiegare utilmente o usare per rilassarsi
  4. Valutate differentemente i vostri impegni: le routine quotidiane tendono a prevalere sugli appuntamenti saltuari, facendo arrivare in ritardo. Suddividete, quindi, le attività del giorno fra quelle che vanno assolutamente fatte in tempo e quelle che, per una volta, possono aspettare
  5. Non vi distraete: prima di uscire per un appuntamento, non mettetevi a fare cose che possono farvi perdere facilmente il senso del tempo, come guardare la tv, rispondere alle mail o impegnarvi in uno scambio di messaggi. Meglio spendere quel tempo a controllare di avere tutto quello che serve per andare all'appuntamento

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

lunedì 7 ottobre 2013

Misurare il ritardo della nostra organizzazione

Perché certe organizzazioni funzionano bene e sanno adattarsi in un batter d'occhio alle mutate condizioni dei mercati di riferimento ed altre arrancano perennemente in difficoltà?

La risposta semplice è che le prime accumulano meno ritardi delle seconde potendo così permettersi di avere più tempo a disposizione per:
  • fare eventuali cambi di programma nel modo più indolore possibile
  • adattarsi alle nuove richieste della clientela 
  • sfruttare le difficoltà altrui cogliendo al volo nuove opportunità

Le aziende che basano il loro modo di lavorare su magazzini pachidermici, pianificazioni molto estese nel tempo, distanze geografiche enormi da coprire velocemente, ecc. tendono ad amplificare gli effetti di qualunque piccolo cambiamento o incertezza e a subire un impatto maggiore rispetto alle loro concorrenti più snelle.

Riconoscere l'origine dei nostri ritardi è il primo passo per migliorare.
Tipicamente, possiamo perdere tempo lungo i flussi delle informazioni, nella sinergia tra le singole attività lavorative, durante i processi decisionali e nel fare innovazione ed il modomigliore per capire come tutti questi ritardi inneschino un ciclo di perdite sempre più grande è ragionare sull'impatto di ognuno di questi flussi singolarmente, cosa che faremo a partire da domani.

Non mancate!

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)