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lunedì 16 marzo 2009

Kanban e sistemi "pull": un esperimento (2)

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Nel post di ieri abbiamo visto che, proseguendo nell'esperimento proposto, si scendeva sempre più nello specifico e che, più aumentava il dettaglio, più attività lavorative bisognava prevedere.

Possiamo paragonare questa esperienza alla sabbia che passa dalla parte alta alla parte bassa di una clessidra: la parte più stretta, dove passano solo pochi granuli di sabbia alla volta, è la parte di scrittura e codifica dei nostri standard mentre le pareti della clessidra sono rappresentate da tempo e risorse che pongono dei limiti al vostro lavoro.
La distanza tra le pareti dell'imbuto, infine, è inversamente proporzionale alla velocità del processo.



A questo punto, però, come si può gestire il flusso di questa tipologia di sistema? Ad esempio dividendo il kanban dell'esempio fatto ieri in due parti:

- la prima parte si focalizzerà maggiormente sull'aspetto creativo di definizione del problema, della soluzione, delle persone da coinvolgere e degli obiettivi, senza un ordine preciso

- la seconda parte sarà, invece, meno creativa e più tecnica e avrà un suo ordine ben preciso e dei paletti ben fissati

venerdì 13 marzo 2009

Kanban e sistemi "pull": un esperimento

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)


Oggi vogliamo raccontarvi un esperimento condotto da Jef Newsom, esperto di metodologie della Qualità, su Kanban e pull system.

Si parte in gruppo, formando una linea e muovendosi uno ad uno verso destra riempendo lo schema così rappresentato su una lavagna.

Scopo del lavoro è quello di focalizzarsi sugli obiettivi personali dei partecipanti.

L'obiettivo finale viene dato dalla Direzione e viene riportato nella casella "goal".

Ecco una breve spiegazione del significato di ogni casella:

People:
le persone, all'interno dei sistemi, possono rivestire il ruolo di protagonisti, antagonisti (coloro che cercano di abusare del sistema), beneficiari (coloro che ricaveranno benefici dal sistema) o vittime (coloro che potrebbero essere danneggiati dal sistema).

Personal goals:
sono gli obiettivi personali di ogni partecipante. Ad esempio: per registrare un ordine occorre che un impiegato dell'Ufficio Commerciale inserisca i dati all'interno di un'apposita maschera elettronica e li salvi per riversarli nel database aziendale.
In questa sezione si mostra perchè bisogna fare una cosa, cosa occorre fare e chi lo deve fare.

S.A.F.E. scenarios:
l'acronimo S.A.F.E. sta per Success, Advance, Fail ed Error.
Ognuno di questi scenari tipici descrivere come potrebbero finire i nostri obiettivi personali all'interno del nostro esperimento Kanban.

Interactions:
per ogni scenario descritto, occorre definire una o più interazioni. Quali oggetti utilizzeremo? Quali andranno creati o distrutti? Con quali dati avremo a che fare? Quando li creeremo? Dove li salveremo? Quali relazioni dovremo considerare? Ecc. ecc.

Test/Specs o UI
:
considerando le interazioni si possono scrivere test, specifiche, progetti, schemi, schizzi, ecc.

Code:
eccoci arrivati, finalmente, alla codifica. Prendete il test, la specifica o altro e redigeteli, codificandoli



Guardando la lavagna completata con le nostre note appare subito chiara una cosa: spostandoci da sinistra a destra la quantità di informazioni aumenta in maniera esponenziale.

Cntinueremo il discorso domani.