Visualizzazione post con etichetta sprechi taiichi ohno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sprechi taiichi ohno. Mostra tutti i post

lunedì 28 aprile 2008

I 7 sprechi: sovrapproduzione

Questo spreco deriva dal produrre più prodotto del richiesto o dal produrlo troppo in anticipo rispetto alla richiesta del mercato.

La sovrapproduzione aumenta la probabilità che i prodotti diventino obsoleti, porta al rischio di produrre la cosa sbagliata ( non più richiesta dal mercato ) ed alle vendite senza il giusto margine.
Nel caso peggiore occorre disfarsi dei articoli prodotti, trattandoli come scarti.

Questo spreco è molto pericoloso per le aziende perché tende a nascondere i problemi di produzione. Inoltre, la sovrapproduzione deve essere immagazzinata, gestita e protetta, generando quindi altri sprechi.

Tutto ciò, dunue, che prevede un lavoro in più nell'ambito della produzione può essere definito come "spreco".
Spreco, dunque, è produrre più cose di quante ne servano ma anche, ad esempio, allungare le tempistiche di progettazione più direttamente legate alla fase produttiva.

Per evitare una sovrapproduzione la prima cosa da fare è quella di evitare di cercare di intuire cosa vuole il cliente. le specifiche esistono proprio per questo e, anche se può sembrare assurdo, la grande percentuale di lavoro legato alla sovrapproduzione è dovuta proprio ad un'errata interpretazione delle specifiche e dei desideri del cliente.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 24 aprile 2008

I 7 sprechi: i difetti

Tra gli obiettivi primari della Lean Manufacturing, come sappiamo, c’è l’eliminazione degli sprechi.

Sembra abbastanza ovvio: chi vorrebbe degli sprechi all’interno della propria azienda?
La cosa interessante, però, è cercare di capire cosa venga identificato come “spreco” ad esempio in Toyota, leader indiscusso della produzione snella.

Nel Toyota Production System vengono identificati 7 sprechi:

- Difetti
- Sovrapproduzione
- Trasporti
- Attese
- Magazzini
- Movimentazioni
- Processi non ottimizzati


Inizieremo oggi a prendere in esame il primo di questi sprechi: i difetti.

I difetti qualitativi sono identificati come sprechi perché portano il cliente a non accettare il prodotto che gli abbiamo spedito.

Può trattarsi di una funzionalità che non rispetta le specifiche, di un difetto fisico che salta facilmente all’occhio o di un’eccezione che va a causare dei problemi.

Quante ore, giornate e settimane avete passato nella vostra carriera lavorativa cercando di porre rimedio ai difetti?

Il nodo cruciale relativo ai difetti è, però, quando essi vengono rilevati e quando si riesce a porvi rimedio.
Un difetto, infatti, costa relativamente poco se viene individuato all’inizio del processo produttivo mentre costa sempre di più se la rilevazione è prossima alla spedizione del prodotto al cliente o, peggio ancora, avviene ad opera del cliente stesso.

Un aspetto, poi, che viene spesso trascurato in questo tipo di analisi è quello relativo al numero di difetti generati a partire dal primo: più il difetto originario avanza nella catena produttiva, maggiori probabilità ci saranno che origini, a sua volta, altri difetti.

La produzione snella cerca di ovviare a questo inconveniente producendo un solo pezzo per volta in modo che un eventuale difetto venga individuato sul nascere e non generi sprechi a valanga come nel caso delle produzioni per grandi lotti.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)