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lunedì 13 agosto 2018

La teoria dei vincoli

Chi di voi conosce la teoria dei vincoli? Interessante vero?
Se riuscite a capire il francese o a leggere l'inglese questo video offre qualche spunto utile.
Buona visione!

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giovedì 8 gennaio 2015

6TOC: conoscete questo strumento? - 2

Eccovi gli altri passaggi chiave necessari per applicare al meglio lo strumento 6TOC.

Suddividere il processo

Una volta stabilito su quale processo iniziare a lavorare e - in particolare - su quale sua parte, iniziate a suddividerla in parti più piccole per poterle affrontare con maggiore facilità. In pratica, dovrete suddividere il flusso del valore in piccole fasi logiche e funzionali.

Fatta la segmentazione, identificate le fasi in cui è presente un vincolo e, come detto in precedenza, iniziate a lavorare dal vincolo che ha l'impatto peggiore sull'indicatore di riferimento.
Non passate alla fase successiva fino a quando non avrete eliminato o ridotto il più possibile i vincoli (uomini o macchine sottoutilizzati, materiali non presenti quando se ne ha bisogno, ecc.) della fase recedente.

Puntate al risultato migliore possibile

Lo scopo finale è cercare di capire cosa potete ottenere da un certo processo "nei giorni buoni", cioè quando tutte le cose scorrono bene (in questo vi saranno utilissimi gli uomini che lavorano direttamente sul processo e che lo conoscono meglio) e cercare di riprodurre questo risultato ogni singolo giorno.

In tutto questo lavoro vi saranno utili strumenti utilizzati tipicamente nell'ambito del Lean thinking come, ad esempio, il tempo per ciclo per migliorare la velocità dei processi e altri tipici del Six Sigma, come ad esempio la correlazione, per mettere a fuoco la dinamica causa-effetto.

Comunicare 

Juran scrisse che mettere le persone in grado di avere un controllo diretto sul loro lavoro significa:
  1. spiegare loro quali sono gli obiettivi dell'organizzazione;
  2. indicare come possano contribuire al loro raggiungimento;
  3. renderli abbastanza autonomi perché possano effettuare tutti i cambiamenti richiesti per dare il loro contributo
Spesso però, come ben sappiamo, la comunicazione è l'anello debole anche in un lavoro ben fatto in tutti gli altri aspetti fondamentali ed è per questo che il 6TOC suggerisce di creare un vero e proprio piano della comunicazione che permetta ai lavoratori di avere un controllo diretto su ciò che si sta facendo.
Non trascurate questo aspetto perché è importantissimo! Ne abbiamo parlato diffusamente in entrambi i nostri libri ("Le PMI alla conquista del mercato" e "La nuova ISO 9001:2015") perché crediamo sia uno degli aspetti fondamentali se davvero si vogliono cambiare le cose all'interno della propria organizzazione.

Una comunicazione continua e ben fatta porta a prendere decisioni proattive e a fare una seria analisi delle cause e degli effetti.

Su QualitiAmo trovate moltissimi spunti relativi alla comunicazione che vi saranno utilissimi anche nell'applicazione del Six Toc.



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mercoledì 7 gennaio 2015

6TOC: conoscete questo strumento?

Il 6TOC (Six Toc) è uno strumento che combina il Six Sigma, il Lean thinking e la Teoria dei vincoli (Theory of constraints).

Questo strumento viene utilizzato per portare miglioramenti al sistema costituito dai processi dell'organizzazione che lo applica. Lo scopo è quello di ricercare sinergie tra i tre strumenti (6 Sigma, Lean manufacturing e TOC) per farli lavorare insieme al meglio e migliorare la Qualità riducendo la varianza dei processi, abbattendo gli sprechi e gestendo al meglio eventuali vincoli. 
D'altronde già oggi il Sei Sigma non è più uno strumento utilizzato solamente per migliorare i processi produttivi ma viene regolarmente applicato nella gestione dei progetti, nel guidare nel modo giusto i cambiamenti importanti, nel team building e in molte altre situazioni specifiche. Applicarlo con uno sguardo rivolto ad eventuali vincoli e in un'ottica lean può aiutare chi lo utilizza a creare un sistema capace di eliminare o, almeno, ridurre i vincoli mentre - allo stesso tempo - migliora i flussi dei processi e riduce le difettosità.

La rivista "Quality Progress" dà una chiara indicazione di quali debbano essere i passi per applicare al meglio questo strumento. Vediamoli anche noi nel dettaglio.

Stabilire quali misurazioni applicare

Capire quali debbano essere gli indicatori aziendali è il primo passaggio, obbligato, che dobbiamo compiere per tirare fuori il meglio da questa metodologia. Questi indicatori dovranno essere direttamente collegati con il successo o l'insuccesso dell'organizzazione e devono essere quelli maggiormente monitorati dal vertice e comunicati al resto dell'azienda nel modo migliore.
La prima cosa che viene in mente sono, naturalmente, indicatori economici come - ad esempio - i ricavi che derivano dagli ordini fatti dai clienti, il risultato operativo per ogni ora lavorata, gli utili per ogni azione emessa, ecc. Possiamo avere però anche misure più operative quali la quantità prodotta per ora, i costi totali rispetto alle vendite, ecc.

Ovviamente, ci dovrà essere molta chiarezza all'interno dell'azienda su ciò che viene ritenuto un indicatore della massima importanza, sulla sua definizione, su come si calcola e su come si può migliorare.

Ovviamente, ogni indicatore "importante" si baserà su indicatori più piccoli legati a diversi processi aziendali che, insieme, contribuiscono al suo andamento finale.
E' importante anche individuare bene questi indicatori "di mezzo" perché possono fare riferimento alle diverse aree aziendali ed essere compresi meglio dalle persone che vi lavorano.

Identificare i processi più importanti

Una volta stabiliti gli indicatori chiave dell'organizzazione, non vi resterà che identificare  quali processi li influenzino maggiormente, come possano essere migliorati e quali vincoli presentino sui quali iniziare a lavorare.

Identificati i vincoli, come ad esempio eventuali colli di bottiglia, andranno ordinati dal più influente sull'indicatore chiave di riferimento al meno influente in modo da iniziare ad agire sui fattori più importanti ai fini del miglioramento delle nostre misurazioni di riferimento.

Domani vedremo gli altri step dell'applicazione del 6TOC.



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giovedì 6 agosto 2009

Colli di bottiglia e Teoria dei vincoli

Tutti i sistemi hanno dei vincoli di cui bisogna tenere conto, dei semplici colli di bottiglia che, in situazioni particolari, possono costringerci a rivedere le nostre pianificazioni.

La Teoria dei vincoli è nata proprio per poter gestire in maniera ottimale queste situazioni.
Il primo insegnamento che possiamo ricavarne è che il nostro vincolo o, se preferite, il nostro collo di bottiglia determinerà la capacità dell'intero sistema.

Questo può significare che se lavoriamo per ottimizzare un processo privo di colli di bottiglia, tutto il nostro lavoro può risultare completamente inutile se a valle abbiamo un processo con dei vincoli ben precisi.
Solo quando rimuoviamo o, almeno, riusciamo a ridurre il vincolo, infatti, abbiamo un riflesso sull'intero sistema. Ecco da dove deriva l'enorme importanza di riconoscere questi rallentamenti.

Se, come abbiamo visto, ogni sistema dinamico ha almeno un vincolo, il nostro lavoro sarà quello di imparare a gestirli al meglio.

Cerchiamo di capire meglio le dinamiche dei sistemi con un semplice esempio.
Poniamo che in un fastfood ci siano persone che preparano gli ingredienti per "assemblare" un panino e persone che lo assemblano. Se chi prepara le fette di pomodoro, il cetriolo, l'hamburger e le fette di pane tagliate riesce a mantenere un ritmo di 200 panini all'ora ma chi li assembla ne fa solo 180 avremo individuato il vincolo nel reparto assemblaggio e la capacità del nostro sistema sarà di soli 180 panini all'ora.

Tutto chiaro? Il nostro lavoro, a questo punto, sarà quello di cercare di velocizzare il settore assemblaggio.

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)