mercoledì 11 gennaio 2012

Il nostro modo di essere e di agire

Sul numero di dicembre di "Riza Psicosomatica" ho trovato uno spunto interessante che descrive il nostro modo di agire e reagire, differenziandolo in 4 categorie nelle quali - forse - ognuno di noi potrà identificarsi.

Eccovi alcuni stralci del testo:

Il leader naturale che controlla tutto

La tua autorealizzazione è la tua bussola. Hai un'alta opinione di te e della tua intelligenza, ti piace sentirti speciale e unico e cerchi l'ammirazione e la stima degli altri, basata non sulla piaggeria ma sul riconoscimento delle tue capacità effettive e dei risultati che sai raggiungere.


Il tuo talento consiste nell'analizzare le situazioni e i problemi cercandone la logica interna

(...)

Sei indipendente, hai una grande autonomia decisionale non offuscata da interessi personali

(...)

La competizione ti stimola e dai il meglio quando sei sotto pressione.
Prendere decisioni difficili non ti spaventa.
Sei un punto di riferimento per colleghi e amici, una guida che rassicura gli altri.

(...)

Il tuo punto debole è che tendi a mettere in secondo piano le emozioni, a non vederle; per questo, quando si presentano, possono creare conflitti dentro di te.

(...)


Un altro punto debole è che non dimostri spesso empatia e puoi diventare troppo rigido non tornando mai indietro da una decisione e non ammettendo mai di aver sbagliato.

(...)

Le tue frasi tipiche sono:


""Se faccio una cosa vado fino in fondo o non mi ci metto neanche"
"Volere è potere"
"Calma, niente panico, cerchiamo di ragionare"

Domani vedremo il secondo tipo di persone: coloro che hanno messo il sentimento al posto di comando.

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martedì 10 gennaio 2012

Affrontare i problemi e le difficoltà (5)

L'ultimo modo che hanno le persone per affrontare difficoltà e problemi è quello razionale.
"Riza Psicosomatica", dunque, oggi ci parlerà delle persone razionali.

Il razionale


Guardi il pelo nell'uomo e perdi di vista tutto l'insieme



"Analizziamo la situazione": è questa la tua prima reazione di fronte a qualcosa che ti mette in crisi o ti preoccupa.
Vuoi saperne di più, capire, informarti, riflettere in modo da dominare con la mente la situazione da fronteggiare.
Ma a forza di analizzarlo, il problema piuttosto che semplificarsi si complica, si scinde in un'infinità di sottoproblemi che, lungi dallo sbrogliarla, ingarbugliano la matassa, rendendo ogni decisione impossibile e penosa.
Il problema si allarga a macchia d'olio e alla fine ti convinci che una soluzione non c'è. 


Il tuo meccanismo di difesa: è la razionalità, l'arma con cui cerchi di affrontare tutto ciò che ti turba emotivamente. Ma molti problemi possono essere superati solo con un moto istintivo, che ragionando diventa impossibile.


L'effetto: perdi di vista il cuore della questione, la visione di insieme e non sai stabilire le giuste priorità. L'analisi capillare ti confonde e ti porta su un piano astratto facendoti perdere il contatto con la realtà.

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lunedì 9 gennaio 2012

Affrontare i problemi e le difficoltà (4)

Nell'analisi dei profili psicologici che adottiamo nel risolvere i problemi, oggi è il turno del decisionista.

Leggiamo insieme cosa scrive"Riza Psicosomatica":

Il decisionista


L'importante è agire, anche a caso, pur di non sentire l'ansia



"Via il dente via il dolore": è questo il tuo motto.
Le questioni da risolvere prima si affrontano e meglio è, così puoi rilassarti e goderti il riposo.
La tua reazione di fronte a una preoccupazione è l'azione tempestiva, per non dire impulsiva e radicale. 
Quel che conta è che tu abbia fatto chiarezza, che non ci siano tarli a roderti, perché nulla per te è meno tollerabile delle vie di mezzo, delle zone d'ombra che attentano al tuo desiderio di tranquillità e di linearità.


Il tuo meccanismo di difesa: l'azione. Agire ti solleva dal senso di impotenza e di incertezza ed elimina materialnente la causa della tensione.


L'effetto: gli imprevisti rappresentano l'opportunità per guardare le cose da un'angolazione diversa; sopprimendoli ti neghi proprio questa possibilità.
Rischi di buttare via il bambino con l'acqua sporca e di mantenere una visione del mondo troppo rigida.

Domani ultimo appuntamento con la figura del "razionale".


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giovedì 5 gennaio 2012

Affrontare i problemi e le difficoltà (3)

Oggi "Riza Psicosomatica" ci aiuterà a tratteggiare il profilo di chi, invece di affrontare i problemi, li posticipa.

Il posticipatore


Rimandi sempre a domani, così i sassolini diventano montagne



"Ci pensiamo dopo, adesso c'è altro più urgente"; "domani me ne occupo". Rimbalzare da un giorno all'altro il confronto con ciò che ti dà da pensare è un'ottima strategia per prendere tempo e aspettare che le cose si risolvano da sé. Ciò che davvero speri - in fondo - è che le cose prendano una piega inattesa, che le situazioni cambino senza fare nulla.


Il tuo meccanismo di difesa: il pensiero magico è "se non faccio nulla le cose si risolveranno da sole". Sperare in un intervento esterno ti alleggerisce dalle responsabilità di affrontare le tue paure.



L'effetto: a furia di rimandare, l'ansia si seda ma divampa appena sei costretto a ripensarci. Così rischi di cronicizzare uno stato che sarebbe destinato a esaurirsi nel giro di breve, di fare di un sassolino una montagna.

Lunedì prenderemo in esame la figura del "decisionista".
Non mancate!

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mercoledì 4 gennaio 2012

Affrontare i problemi e le difficoltà (2)

Continuiamo la lettura di "Riza Psicosomatica" alla scoperta del secondo profilo adottato dalle persone che si trovano davanti a nuove sfide:

Lo struzzo

Li neghi ma temi che i problemi scoprano dove ti nascondi


"Meglio non  pensarci": la tua prima reazione i problemi è sicuramente l'ansia: non sai da che parte prenderli, tutto ti sembra al di sopra delle tue capacità, una valanga che potrebbe travolgerti, trascinando anche tutto ciò che faticosamente tieni a bada.
Ecco perché, per riuscire a mantenere un minimo di equilibrio, adotti la strategia dello struzzo: smetti di parlarne, minimizzi, deleghi, in poche parole fai di tutto per rimuovere ciò che ti angustia, fino a quando le questioni irrisolte non si presentano come un boomerang.


Il tuo meccanismo di difesa: è la negazione. Agisci un po' come i bimbi che, chiudendo gli occhi, si aspettano di veder sparire ciò che li spaventa.


L'effetto: non pensarci non vuol dire cancellare il problema, la necessità di evitare la questione spinosa fa sì che tu debba stare sempre sulla difensiva.
Il pensiero rimosso continua ad agire producendo un'ansia che trova sfogo nei sintomi somatici: insonnia, mal di testa, colite...


Domani prenderemo in esame la figura del "posticipatore".
Non mancate!

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martedì 3 gennaio 2012

Affrontare i problemi: tu come fai?

Continuiamo il discorso iniziato ieri, leggendo come - secondo la rivista "Riza Psicosomatica" - le persone reagiscono di fronte a una sfida.
C'è chi chiude gli occhi per non vedere i pericoli, chi analizza nel dettaglio la situazione e poi non muove un dito, chi deve "fare qualcosa se no sta male".

Ecco cinque ritratti che ci aiutano a fare chiarezza sull'approccio mentale sbagliato ai problemi.

Il delegante

Ne parli con tutti, ti scarichi ma poi hai le idee confuse


"Aiuto, ho un problema": la tua prima reazione di fronte a un problema è quella di condividerlo con qualcun altro, che ti ascolti e che ti possa dare un consiglio o anche semplicemente aiutarti a vedere le cose da un altro punto di vista.
In realtà parlarne ti aiuta a scaricare l'ansia più che a trovare una soluzione. Infatti raramente ti mostri ricettivo alle indicazioni che gli altri ti offrono.


Il tuo meccanismo di difesa: portare fuori quello che ti opprime. Parlare è uno sfogo, un modo per tirare fuori le emozioni che ti si agitano dentro ma anche per chiedere rassicurazione.


L'effetto: ridurre l'anzia ti aiuta, ma non è sufficiente per motivarti ad agire o rassicurarti.
Il rischio è quello di continuare a parlarne con più persone, spostando ora sull'uno ora sull'altro un processo che dovrebbe avvenire dentro di te. Per non parlare dell'effetto confusivo che hanno tante chiacchiere!

Domani prenderemo in esame la figura dello "struzzo".
Non mancate!

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lunedì 2 gennaio 2012

Affrontare i problemi e le difficoltà

Qualche tempo fa la rivista "Riza Psicosomatica" pubblicò una bella riflessione sulle difficoltà della vita, spiegando che se ci sembrano troppo grandi, probabilmente abbiamo solamente una visuale troppo ravvicinata.

Prova a pensarci: quante volte è capitato che quello che in un momento della vita ti appariva come un problema irrisolvibile, in un momento successivo sia svanito persino dal ricordo?
In quel momento ti spaccavi la testa per trovare una soluzione che facesse quadrare tutto e ti sentivi un incapace perché non ci riuscivi. Ma se ci rifletti adesso, dopo tanti anni, non capisci nemmeno più perché ti dannavi tanto.


Hai forse fatto cadere quell'ostacolo a colpi di maglio? 
Niente affatto. Semplicemente sei cambiato tu, sei diverso, guardi le cose da un altro punto di vista. 
E quel nodo si è sciolto da solo.


Ecco, se vogliamo affrontare la vita in un modo sano, dobbiamo rendere più consapevole questo naturalissimo modo di procedere e usarlo tutte le volte che ne abbiamo bisogno.

Appuntamento a domani per iniziare ad esaminare i diversi modi che le persone hanno nell'affrontare un problema o una difficoltà.

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