lunedì 12 novembre 2012

Ricerca di un nuovo lavoro: di cosa non preoccuparsi (2)

Continuiamo il discorso iniziato venerdì, elencando le ultime due cose che non conviene provare a tenere sotto controllo quando ci si prepara a sostenere un colloquio di lavoro.

Dare un risposta immediata

Non preoccupatevi se avete bisogno di pensare prima di dare una risposta. Nessun esaminatore si aspetta di vedere seduto davanti a sé un robot in grado di rispondere senza pensare e farlo sarebbe, anzi, addirittura controproducente.

Dopo aver ascoltato la domanda, dunque, rispondete con: "ottima domanda. Mi dà un momento per raccogliere le idee e risponderle nel migliore dei modi?" State certi che chi vi siede davanti apprezzerà la vostra professionalità e la vostra serietà.

Non essere qualificati al 100 per cento

Anche quella di non avere tutti i requisiti necessari per partecipare al colloquio è una paura inutile perché, ancora una volta, se l'esaminatore vi ha convocato è perché ritiene di aver comunque visto qualcosa di interessante nel vostro curriculum.

Avrete dei concorrenti più qualificati di voi contro i quali "combattere" per conquistarvi quel posto di lavoro? Certamente sì ma concentrarvi solamente su questo vi farà uscire fuori di testa.
Pensate invece al perché siete lì e a cosa potete offrire al vostro ipotetico futuro datore di lavoro.

Buona foruna!

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venerdì 9 novembre 2012

Ricerca di un nuovo lavoro: di cosa non preoccuparsi

Vi abbiamo spiegato molte volte cosa tenere sotto controllo quando iniziate a cercare un nuovo lavoro ma ci sono cose che, per quanta attenzione possiate fare e per quanta accuratezza possiate mettere nella vostra preparazione, non potrete tenere sotto controllo. Vale la pena, dunque, non preoccuparsene troppo per non perdere in serenità, stressandoci prima di un colloquio.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Il voto ricevuto a scuola (scuola superiore, laurea)

Quel che è fatto è fatto e, ormai, non potete più incidere sul voto con il quale i vostri insegnanti vi hanno giudicato. Tra l'altro, se all'esaminatore il vostro profilo non fosse parso adatto alla selezione in corso, non vi avrebbe mai chiamato quindi preoccuparsi del voto è del tutto inutile.

Chi vuole introdurvi nel mondo del lavoro o calarvi in una nuova realtà professionale è decisamente più interessato alla vostra esperienza, alle competenze e al talento naturale che si evidenziano nel vostro curriculum e che dovrete essere in grado di riprodurre in un colloquio a tu per tu.

Indovinare quali domande vi verranno fatte

Tanti, tantissimi di voi continuano a chiederci se abbiamo nuove domande, oltre a quelle già presentate, che possano costituire il piatto forte di un colloquio di lavoro. Il fatto - però - è che prepararsi è utile e può aiutare a tranquillizzarsi quelli tra voi che sono più ansiosi, sarà impossibile controllare tutto e potrete sempre aspettarvi la domanda che vi metterà in crisi perché inattesa.

Cercate dunque di pensare che avete le competenze giuste per sostenere quel colloquio e provate a comunicare in modo efficace, spiegando come affrontereste ciò che vi è stato chiesto.

Lunedì continueremo il discorso. Non mancate!

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giovedì 8 novembre 2012

Strumenti analitici per Lean thinking (6)

L'ultimo strumento del quale ci occuperemo in questa panoramica degli strumenti più semplici da utilizzare ed applicare nell'ambito del Lean thinking sarà quello delle carte di controllo.

Le carte di controllo, o control chart, rappresentano uno strumento per il controllo statistico di processo che può essere utilizzato per determinare se un processo è in uno stato di controllo statistico o meno ed apportare, in quest'ultimo caso, le necessarie correzioni. L'analisi dei dati del grafico ci informa, dunque, se il processo è stabile oppure no.  
noltre, i dati raccolti attarverso di esso possono essere utilizzati per prevedere l'andamento futuro del processo.
 
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mercoledì 7 novembre 2012

Strumenti analitici per Lean thinking (5)

Lo strumento che esamineremo oggi è chiamato diagramma a lisca di pesce, o diagramma "causa ed effetto" o, ancora, diagramma di Ishikawa dal nome del suo inventore: Kaoru Ishikawa.  

Qualunque sia il nome con cui preferite chiamare questo tool, sappiate che il diagramma a lisca di pesce è un ottimo strumento per approfondire un problema quando abbiamo bisogno di determinarne la causa principale e siamo in possesso di molte opinioni da parte di coloro che lavorano a stretto contatto con il processo da esaminare (ricordiamo, infatti, che questo è l'ennesimo strumento da applicare ai nostri processi in ambito Lean thinking).  

Grazie a questo diagramma potremo definire chiaramente l'effetto da studiare e poi riflettere su quali possano essere le possibili cause, in base alle categorie di problemi comuni nel vostro settore di riferimento.
 
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martedì 6 novembre 2012

Strumenti analitici per Lean thinking (4)

Il terzo strumento molto utile per iniziare ad applicare il Lean thinking (dopo quelli dell'analisi input-output e del diagramma di flusso) è il principio di Pareto o regola dell'80/20.

Questo strumento è utile per comprendere che la maggioranza degli effetti è dovuta a una minoranza di cause. Un semplice studio dei vostri dati, infatti, potrà facilmente mostrare che:

- la maggioranza (80%) dei vostri profitti proviene dal 20% dei vostri clienti 
- l'80% dei reclami proviene dal 20% dei clienti
- l'80% delle vendite si deve al 20% dei vostri prodotti
- l'80% dei vostri errori è legato al 20% dei processi

Non male, dunque, per capire su quali problematiche concentrarsi per migliorare la redditività, l'efficacia e l'efficienza.


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lunedì 5 novembre 2012

Strumenti analitici per Lean thinking (3)

Come anticipato la scorsa settimana, lo strumento di analisi che andremo ad esaminare oggi è il diagramma di flusso.

Quella del diagramma di flusso è una tecnica semplice che ci consente di rappresentare facilmente una sequenza di attività all'interno di un processo. Questo strumento è utile per spiegare ed evidenziare le relazioni e le dipendenze che possiamo riscontrare all'interno di un processo.  

Oltre a questo, il flowchart è uno strumento utile per spiegare, valutare e analizzare i modi per migliorare l'efficacia del processo che stiamo esaminando perché è semplice tracciare sulla carta la situazione di partenza e quella auspicata e vedere come dobbiamo operare per implementare i miglioramenti progettati.  

I diagrammi di flusso sono utili nell'applicazione del Lean thinking perché, grazie a loro, si può separare in modo chiaro l'azione che fornisce valore da quell'operazione che non fornisce alcun valore aggiunto.

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venerdì 2 novembre 2012

Strumenti analitici per Lean thinking (2)

Il primo strumento che esamineremo per incominciare ad utilizzare sul campo i dettami del Lean thinking è l'analisi degli input e degli output.

Questa semplice tecnica ci permette di definire un processo, esaminandolo mentre si interfaccia con l'ambiente in cui opera e con altri processi all'interno di un sistema.  

L'analisi inizia con la definizione di tutti gli input necessari per il buon funzionamento del processo che, grazie a loro, dovrà dare origine a certi risultati specifici e definiti (output).  
I diagrammi di flusso (di cui parleremo lunedì) ci permettono di rappresentare rapidamente e chiaramente il processo sotto esame. Lo scopo, però, in questo caso non sarà quello di descrivere la sequenza di attività necessarie per il suo buon funzionamento ma solamente quello di identificare ciò che vogliamo ottenere (output) con ciò che forniamo in origine al processo (input).
 
E' a queste due caselline del diagramma di flusso (ovvero sulle loro interdipendenze) che dovremo, dunque, porre tutta la nostra attenzione.

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