Nell'augurarvi un Capodanno esplosivo, vi regaliamo questo bel brano di Shrinivas Gondhalekar, direttore del Kaizen Institute, sull'importanza del Gemba.
Il concetto occidentale di risolvere i problemi rimanendo seduti in ufficio a fissare un computer è stato diffuso con ostinazione da molti consulenti e scuole di management occidentali che ritengono che sia possibile procedere alla diagnosi, semplicemenmte analizzando i dati e che tutti i dati possano essere raccolti in un computer.
Tendenzioso ma molto comodo, soprattutto in Paesi tropicali con l'India, dove i gemba sono luoghi caldissimi in cui si sudano le proverbiali 7 camicie, mentre i computer sono installati in ambienti freschi, asciutti, con l'aria condizionata.
...
A quasi nessuno piace andare nel gemba, dove fa caldo e si suda; si preferisce far raccogliere i dati a qualcun altro e poi lasciare che sia il computer a fare le analisi. Analogamente anche l'implementazione della soluzione dovrà spettare ad altri.
Qualcuno si procura i dati, il computer li analizza e qualcun altro mette in atto.
Il professor Ishikawa, noto per avere divulgato il diagramma a lisca di pesce, era solito dire: "parlate con i dati". Quando gli portavano i dati, li cestinava chiedendo: "E i fatti, dove sono i fatti?"
Rendendomi conto che stavo per cadere nella trappola di affidarmi ai dati di qualcun altro, mi tolsi la cravatta, misi una t-shirt al posto della camicia e iniziai a sporcarmi le mani in gemba caldi e afosi, a caccia di fatti.
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giovedì 31 dicembre 2009
L'importanza del "Gemba"
mercoledì 30 dicembre 2009
La soglia di difetti e la mentalità giapponese
Una vecchia storiella racconta di un produttore giapponese di componentistica elettronica che un giorno ricevette un ordine di 10.000 pezzi da un'azienda americana.
L'ordine diceva che sarebbe stata accettata una soglia di difetti dello 0,03%.
L'azienda giapponese spedì puntualmente la consegna in due pacchi separati.
Un pacco conteneva 9.997 pezzi buoni e l'altro, chiuso con un nastro rosso, ne conteneva 3 difettosi.
La nota accompagnatoria diceva: "Siamo molto spiacenti, ma non capiamo le pratiche operative americane. Non comprendiamo perché l'azienda richieda 3 articoli difettosi ogni 10.000 pezzi, tuttavia, nel rispetto delle esigenze dei vostri clienti, abbiamo appositamente prodotto i 3 pezzi difettosi che vi trasmettiamo separatamente. Confidando in una consegna soddisfacente, porgiamo distinti saluti".
Ed ora sotto, vogliamo leggere i vostri commenti!
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martedì 29 dicembre 2009
Prendere decisioni sotto stress
Il disastro aereo avvenuto nel 1977 a Tenerife è un buon esempio di quanto difficile sia prendere decisioni efficaci, specialmente quando le condizioni di stress sono molto forti.
Un boeing 747 della KLM si scontrò con un 747 della Pan Am al momento del decollo, con la conseguente perdita di 583 vite umane.
Entrambi gli apparecchi erano stati dirottati a causa di un'esplosione dovuta a una bomba nel loro aeroporto di destinazione, nelle isole Canarie.
L'incidente è avvenuto perché l'aereo della KLM iniziò il decollo sulla stessa pista dell'aereo Pan Am prima che questa fosse sagombra.
Le decisioni che culminarono con l'incidente furono influenzate negativamernte dall'interruzione delle normali procedure da parte del personale di bordo e di quello della torre di controllo.
Le difficili condizioni per manovrare il jumbo nel piccolo aeroporto hanno reso ancora più stressante, per il comandante della KLM, la pressione a ridurre al minimo il suo ritardo a Tenerife.
Le comunicazioni erano tali che le informazioni non giungevano oppure erano frammentarie, i messaggi non erano chiari o erano fraintesi.
Ci fu anche un'interruzione nel coordinamento tra le varie squadre di lavoro che non si confrontarono apertamente, magari mettendo anche in dubbio le decisioni, quando ebbe inizio lo sfortunato decollo.
Quale insegnamento possiamo ricavare da questa tragica circostanza?
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lunedì 28 dicembre 2009
L'efficacia di un gruppo dipende dalla fiducia?
Un elemento di particolare importanza per l'efficacia di un gruppo è la fiducia tra i membri del team. Nelle organizzazioni caratterizzate da una cultura in cui viene tenuto in grande considerazione il comportamento etico, è più probabile che si sviluppi un ambiente in cui i membri del gruppo possano aver fiducia gli uni negli altri e nei leader dell'organizzazione.
Vi proponiamo alcune domande chiave sul tema della fiducia che qualunque membro di un gruppo dovrebbe porsi:
1) Ho fiducia nel commitment del management verso i risultati e gli obiettivi del gruppo?
2) Ho fiducia nel fatto che le idee e i suggerimenti nati all'interno del gruppo verranno effettivamente implementati ed accettati?
3) Ho fiducia che, in quanto membro del gruppo, il mio lavoro nelle attività del team sarà valutato e considerato dal mio capo diretto come elemento importante della mia prestazione?
4) Ho fiducia nel fatto che vi sia da parte di tutti i membri del mio team una reale apertura mentale alle idee e alle opinioni di tutti gli altri?
5) Ho fiducia nelle conoscenze e capacità degli altri membri del gruppo?
La fiducia è un elemento critico per l'efficacia del gruppo poiché i gruppi non raggiungeranno mai una maturità ed efficacia completa senza stabilire un alto livello di fiducia tra i propri membri.
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venerdì 25 dicembre 2009
Buon Natale!
Buon Natale di cuore a tutti coloro che ci seguono con affetto. Il blog riprenderà gli aggiornamenti lunedì 28 dicembre.
AUGURI!!!
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giovedì 24 dicembre 2009
Creare un buon ambiente per il lavoro di gruppo (2)
Quali sono i fattori che predispongono un gruppo a lavorare bene? Dopo aver visto i primi 4 ieri, vediamone altri 4 oggi:
5) Interdipendenze: date la possibilità al gruppo di lavorare autonomamente per prevenire ed evitare che le richieste da parte di attori organizzativi esterni al gruppo interferiscano e rallentino l'operato del gruppo
6) Dimensioni: a meno che non vi siano importanti motivi per decidere diversamente, i gruppi dovrebbero essere composti da un numero di componenti non superiore a 8-10 persone, soprattutto se, per l'efficacia del gruppo, è prevista una forte interazione sociale,
Occorre, inoltre, evitare la costituzione di gruppi formati da due o tre persone. Se il gruppo deve essere più grande, suddividetelo in sottogruppi, nell'intento di facilitare una risoluzione interattiva dei problemi.
7) Grado di differenziazione cognitiva: l'attrazione interpersonale può costituire un importante punto di forza per la coesione e la cooperazione di gruppo. Tuttavia le differenze cognitive e caratteriali tra i membri di un gruppo sono un fattore essenziale, se creatività e innovazione sono degli obiettivi primari.
8) Empowerment: create l'aspettativa che i gruppi identifichino, selezionino e risolvano i problemi il più possibile autonomamente e che si abituino ad autovalutare la qualità del proprio lavoro. Supportate e incentivate il gruppo alla formazione trasversale tra i suoi membri e a cambiare alcuni ruoli interni, se necessario. Limitate quanto possibile l'intervento dei capi diretti dei componenti del team.
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mercoledì 23 dicembre 2009
Creare un buon ambiente per il lavoro di gruppo
Come abbiamo detto tante volte, perché si riesca a lavorare in un'ottica di Qualità, occorre fare del buon team building per abituare le persone a lavorare insieme.
Di seguito proviamo ad elencare alcuni suggerimenti pratici per creare un buon ambiente di lavoro e per far lavorare efficacemente ed efficientemente i team.
1) Selezione: sviluppate metodi e strumenti di selezione che permettano di individuare le capacità e la predisposizione a lavorare in team. Le persone provenienti da organizzazioni gerarchiche e non orientate al lavoro di gruppo, potranno avere serie difficoltà ad adattarsi in un ambiente team based.
All'atto dell'assunzione, valutate, dunque, anche la predisposizione alle relazioni interpersonali.
2) Formazione: sponsorizzate attività di training ad hoc per assicurarvi che le capacità di lavorare in team siano diffuse. Facciamo riferimento a corsi di team building, project management, gestione delle riunioni, negoziazione, comunicazione, ecc.
3) Ricompense: sistemi di retribuzione che prevedano parte della retribuzione legata ai risultati del lavoro di squadra possono stimolare e incentivare, se ben progettati, il lavoro in team.
4) Obiettivi: preoccupatevi che gli obiettivi di lavoro di gruppo siano chiari, specifici, misurabili, difficili e raggiungibili. Insomma, preoccupatevi che il processo di goal setting sia ben impostato al fine di creare motivazione nel team
Gli altri 4 suggerimenti ve li daremo domani. Nel frattempo, quali sono i vostri?
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