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martedì 24 novembre 2015

L'apprendimento come base per un futuro professionale

Viviamo in una società basata sulla conoscenza e sul miglioramento continuo e l'apprendimento è la chiave per il nostro futuro.  
Le competenze rappresentano il livello di capacità che una persona possiede nel proprio campo professionale e determina la qualità e la quantità dei risultati che può raggiungere. 
Per riuscire nel vostro lavoro dovete impegnarvi di più sulla formazione di quanto facciate quotidianamente per adempiere ai vostri compiti professionali.Abbracciare una vita basata sull'apprendimento e dedicare parecchio tempo a migliorare le vostre abilità, conoscenze ed esperienze, significa - infatti - costruire una base solida da cui partire per realizzareun buon successo professionale.

Cercate di ritagliarvi qualche minuto ogni giorno per imparare qualcosa dai colleghi più anziani o più dotati di esperienza. Ognuno ha qualcosa da insegnare, basta capire in cosa si distingua.

In ultimo, provate a leggere almeno un libro all'anno per auto-migliorarvi professionalmente, anche se la vostra organizzazione non vi sostiene in questo percorso e dovrete sacrificare il tempo libero per crescere professionalmente. Individuate i vostri punti deboli e cercate di migliorarvi partendo proprio da quelli.


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giovedì 16 ottobre 2014

Strategie di apprendimento che funzionano (5)

Ed eccoci arrivati all'ultimo appuntamento con le tecniche di apprendimento segnalate come efficaci dalla rivista "Mente & cervello".

(...)

Pratica intercalata

Come funziona
Gli studenti tendono a memorizzare per blocchi, finendo un argomento o un tipo di problema prima di passare al successivo.

Recenti ricerche hanno invece mostrato i benefici della pratica intercalata, in cui lo studente alterna diversi tipi di informazioni o problemi.

(...)

Il fatto di intercalare consente agli studenti di esercitarsi a scegliere il metodo giusto e li spinge a confrontare i diversi tipi di problemi.

Quando funziona
Quando i tipi di problemi sono analoghi, forse perché la giustapposizione rende più facile capire le differenze.
Lo studio a blocchi (...) può essere più efficace quando gli esempi non sono molto simili perché sottolinea ciò che hanno in comune.

E' possibile che la pratica intercalata sia utile solo a chi ha già una certa competenza.
I risultati dipendono anche dal tipo di contenuto.

Il metodo migliora le prestazioni per i problemi algebrici, ed è risultato efficace in uno studio in cui alcuni studenti di medicina imparavano a interpretare le registrazioni dell'attività elettrica per diagnosticare i disturbi cardiaci.


E' pratico?
Pare di sì. Uno studente motivato può usare facilmente il metodo anche senza istruzioni.
(...)

Dopo aver presentato un tipo di problemi (o un argomento), i primi esercizi sono dedicati a esso. Una volta introdotti i problemi successivi, poi, si mischiano i relativi esercizi con alcuni esempi di quelli precedenti.


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mercoledì 15 ottobre 2014

Strategie di apprendimento che funzionano (4)

Grazie a "Mente & cervello",  siamo arrivati a parlare della quarta potente tecnica di apprendimento.


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Auto-spiegazione

Come funziona
Gli studenti devono dare spiegazioni di ciò che apprendono ripercorrendo i propri processi mentali con domande come "quali nuove informazioni hai da questa frase?" e "che rapporto c'è con ciò che già sapevi?"

Analogamente all'interrogazione/elaborazione, l'autospiegazione può servire a integrare nuove informazioni e conoscenze precedenti.


Quando funziona
E' utile dall'asilo al liceo, e aiuta nella soluzione di problemi di matematica e ragionamento logico, nell'apprendimento da testi narrativi e persino nell'impadronirsi delle strategie per il gioco degli scacchi.

(...)

Questa tecnica migliora la memoria, la comprensione, la capacità di risolvere i problemi, una gamma di risultati davvero notevole.
Nella maggior parte degli studi, però, gli effetti sono stati misurati nel giro di qualche minuto, e non si sa se durino più a lungo in chi aveva conoscenze precedenti o in chi ne aveva poche.

E' pratico?
Non possiamo ancora dirlo con certezza.
Da una parte la maggior parte degli studenti richiede solo un minimo di istruzioni e al massimo un po' di esercizio (...), di contro alcuni studi riferiscono che questa tecnica richiede parecchio tempo, allungando i tempi di studio dal 30 al 100 per cento.

Questa tecnica appare più debole rispetto alle altre ma offre anch'essa qualche vantaggio.
A domani per l'ultimo strumento!

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martedì 14 ottobre 2014

Strategie di apprendimento che funzionano (3)

Oggi "Mente & cervello" ci trasporterà nel mondo dell'interrogazione/elaborazione, la terza tecnica che sembra funzionare per apprendere cose nuove.

(...)

Interrogazione/Elaborazione

Come funziona
Curiosi per natura, siamo sempre in cerca di spiegazioni per il mondo che abbiamo intorno.

Un notevole corpus di evidenze suggerisce che anche spingere gli studenti a rispondere ad alcuni perché può facilitare l'apprendimento.

Con questa tecnica, l'interrogazione con elaborazione, lo studente deve dare spiegazioni, rispondendo a domande come "perché è ragionevole?" o "come mai è vero?".

In un esperimento alcuni studenti leggevano frasi come "l'uomo affamato entrò in macchina". I soggetti assegnati al gruppo dell'interrogazione/elaborazione dovevano dire il perché, mentre quelli di un altro gruppo trovavano una spiegazione già data, come "l'uomo affamato entrò in macchina per andare al ristorante". Un terzo gruppo leggeva le frasi e basta.
Alla richiesta di ricordare chi aveva compiuto l'azione ("chi entrò in macchina?") il gruppo dell'interrogazione/elaborazione diede il 72 per cento di risposte corrette, a fronte del 37 per cento degli altri.


Quando funziona
Quando si studiano nozioni fattuali - in particolare se l'argomento è già conosciuto, almeno in parte.

Maggiori sono le conoscenze precedenti, maggiori sono le possibilità che il metodo diventi potente.

(...)

E' possibile che le conoscenze precedenti consentano agli studenti di spiegare a se stessi come mai un certo fatto sia vero in modo più appropriato.

(...)

L'interrogazione/elaborazione agevola chiaramente il ricordo dei fatti, ma è meno certo che serva anche a migliorare la comprensione, e non vi sono informazioni conclusive sulla persistenza nel tempo delle cognizioni acquisite.

E' pratico?
Sì. L'addestramento richiesto è minimo, e l'impegno di tempo ragionevole.

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Conoscevate già questo metodo? L'avete trovato utile?

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lunedì 13 ottobre 2014

Strategie di apprendimento che funzionano (2)

Continuiamo a leggere: "Mente & cervello" e a parlare di apprendimento analizzando la seconda tecnica che garantisce risultati in questo campo.

(...)

Pratica distribuita

Come funziona
Spesso gli studenti si riducono all'ultimo momento per poi darsi a grandi "abbuffate" di studio.
Distribuire lo studio nel tempo, però, è assai più efficace.


(...)

Analizzando 254 studi, con oltre 14.000 partecipanti, si è visto che gli studenti ricordavano di più dopo uno studio intervallato (47 per cento) che dopo uno studio continuo (37 per cento).

Quando funziona
Ne beneficiano sia i bambini di appena tre anni, sia studenti universitari e adulti.
La distribuzione dello studio nel tempo è utile nell'apprendimento di vocaboli stranieri, delle definizioni delle parole e persino nell'acquisizione di abilità come quelle richieste dalla matematica, dalla musica e dalla chirurgia.


E' pratico?
Sì. Anche se di solito i libri raggruppano i problemi in base all'argomento, lo studente può alternarli per conto proprio.

E' necessario programmare in anticipo e superare la tendenza a rimandare lo studio.

Come usarlo?
In genere sono più efficaci gli intervalli lunghi.

In uno studio, un intervallo di 30 giorni migliorava le prestazioni più di un intervallo di un solo giorno.

In uno studio on line sull'apprendimento di informazioni semplici, il massimo delle prestazioni si è ottenuto quando gli intervalli tra le sessioni di apprendimento erano tra il 10 e il 20 per cento dell'intervallo di ritenzione.

Per ricordare qualcosa per una settimana, le sessioni dovrebbero essere separate da 12-24 ore; per ricordare per cinque anni, l'intervallo dovrebbe essere tra i sei e i 12 mesi.

Sembra strano, ma effettivamente le informazioni restano nella mente anche nel corso di questi lunghi intervalli, e quel che si dimentica si impara di nuovo in fretta.
Intervalli lunghi tra i periodi di studio sono l'ideale per tenere a mente i concetti fondamentali su cui si fondano le conoscenze avanzate.

(...)

A domani.

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venerdì 10 ottobre 2014

Strategie di apprendimento che funzionano

Sull'ultimo numero della rivista: "Mente & cervello",  si parla di apprendimento e, in particolare, si citano cinque tecniche che funzionano e che permettono di apprendere più facilmente le cose.

Dato che credo fortemente che non si debba mai smettere di imparare, ve le riporto.

(...)

Interrogazioni di riepilogo

Come funziona
Contrariamente agli esami scritti con cui si valutano le conoscenze, le interrogazioni di riepilogo sono condotte dallo studente per conto suo, fuori dalla classe.

Fra i possibili ausili vi sono schede didattiche - fisiche o digitali - con cui verificare ciò che si ricorda e le domande esemplificative alla fine dei vari capitoli del libro di testo.

Anche se molti studenti preferiscono ridurre al minimo gli esami, centinaia di esperimenti mostrano che questo metodo migliora apprendimento e ritenzione delle nozioni.

(...)

Una teoria è che l'interrogazione inneschi una ricerca mentale nella memoria a lungo termine che attiva altre informazioni correlate, formando molteplici cammini mnemonici che rendono la nozione più accessibile.

Quando funziona
Tutti, dai bambini in età prescolare agli studenti di medicina del quarto anno, fino agli adulti di mezz'età, possono trarne beneficio. Può servire per memorizzare ogni genere di informazione fattuale, come l'apprendimento di parole straniere, l'ortografia o l'elenco delle parti dei fiori.

(...)

Le più efficaci sono le sessioni di interrogazione brevi e frequenti, soprattutto quando poi si dà un riscontro sulle risposte esatte.

E' pratico?
Sì. Non prende molto tempo ed è facile da imparare.

Come usarlo?
Gli studenti possono interrogare se stessi mediante schede didattiche o applicando il sistema Cornell: quando si prendono appunti in classe, in una colonna separata a lato della pagina si scrivono parole chiave o domande. In seguito si può svolgere una verifica coprendo gli appunti e rispondendo alle domande (o spiegando le parole chiave) scritte sull'altro lato.

(...)

Cosa ne pensate? Avete già usato questo metodo qualche volta? Ci raccontate come?

Continueremo questa discussione lunedì. Non mancate!

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mercoledì 27 aprile 2011

Qual è il mio modo di apprendere le cose?

In quale modo apprendete le cose? Ve lo siete mai chiesto?
Ci ha pensato per voi Peter Drucker. Leggiamo cosa scrive.

Molti scrittori straordinari - Winston Churchill non è che uno dei tanti esempi - andavano male a
scuola, tanto che la ricordano come una vera e propria tortura. Ma i loro compagni di classe ne
hanno di solito un ricordo diverso; magari non amavano molto andare a scuola, ma il peggio che
poteva capitare era che si annoiassero. La spiegazione è che gli scrittori, di solito, non imparano
con l'ascolto e la lettura, bensì con la scrittura. Dal momento che la scuola non permette di apprendere in questo modo, prendono brutti voti.


Le scuole di tutto il mondo sono organizzate sulla premessa che esiste una sola maniera giusta di imparare, uguale per tutti. Ma per gli studenti che hanno un modo diverso di apprendere essere costretti a imparare secondo il metodo utilizzato a scuola è un vero e proprio inferno. A ben guardare,
esiste probabilmente una mezza dozzina di modi diversi di apprendere.


Ci sono persone, come Churchill, che apprendono scrivendo. Alcuni imparano prendendo moltissimi
appunti. Per esempio, Beethoven ha lasciato un gran numero di quaderni pieni di note, anche se diceva di non guardarli mai quando componeva. A chi gli chiedeva perché li tenesse, si dice che rispondesse: "Se  non lo scrivo immediatamente, me lo dimentico. Se lo annoto su un quaderno, non lo scordo più e non devo più andarlo a guardare". 

Alcuni imparano facendo, altri ascoltando se stessi parlare.


E voi? Come apprendete? ;o)

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lunedì 24 novembre 2008

Shu-Ha-Ri: i gradi dell'apprendimento

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

La parola giapponese "Shu-Ha-Ri", presa in prestito dall'Aikido, una delle arti marziali più famose, è un modo di ragionare su come avviene la pratica del'apprendimento.

L'apprendimento, secondo lo "Shu-Ha-Ri" avviene in tre fasi ben distinte tra loro:

Shu - Imitazione. Si fa qualcosa copiando qualcuno che l'ha già fatta, senza fare domande.

Ha - E' la fase della comprensione durante la quale si inizia a capire perché si fanno le cose in un certo modo.

Ri - Insegnamento. In questqa fase ci si è impossessati talmente bene delle dinamiche della metodologia appresa da essere in grado di insegnarla a nostra volta.

sabato 17 novembre 2007

Una storiella sull'apprendimento

Per il weekend vi lasciamo una storiella da leggere, con la sua profonda morale.

Un giorno 4 uomini, molto portati all’apprendimento, decisero, sebbene fossero tutti ciechi, di andare a vedere un elefante.

Non appena arrivati sul posto il primo si avvicinò all’elefante e, dopo essersi scontrato con il fianco largo e vigoroso dell’animale esclamò: “l’elefante è simile ad un muro!”

Il secondo, palpando la zanna, gridò “così liscio ed acuminato, di sicuro l’elefante è simile ad una lancia!”

Il terzo si avvicinò all’animale e sfiorando la proboscide sentenziò “l’elefante è proprio come un serpente!”

Il quarto fece scivolare la mano sopra al ginocchio e, dopo un attimo di riflessione, concluse “mi è molto chiaro, l’elefante è proprio come un albero!”

E così gli uomini disputarono concitatamente ma nessuno di loro cambiò opinione e, sebbene ognuno di loro avesse parzialmente ragione, tutti erano in torto.


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