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giovedì 22 luglio 2010

Le regole del miglioramento

Dall'insieme delle teorie dei guru giapponesi e americani derivano alcuni insegnamenti che è bene seguire per un miglioramento continuo:

1) la soddisfazione del cliente esterno deve costituire la prima preoccupazione di tutto il personale
2) non si può soddisfare il cliente esterno senza soddisfare i clienti interni dell'azienda
3) tutto il personale deve, pertanto, essere coinvolto nel processo di miglioramento della soddisfazione del cliente esterno e interno
4) il miglioramento della soddisfazione del cliente passa attraverso il lavoro in team e il miglioramento continuo di tutti i processi aziendali
5) i metodi statistici e le tecniche della qualità devono essere noti a tutti
6) standardizzare ciò che va bene e migliorare ciò che va male
7) la formazione di base e specialistica deve essere continua ed estesa a tutti i livelli
8) il mangement (dirigenti e quadri) deve gestire in prima persona la leadership del cambiamento culturale
9) i criteri di valutazione del personale devono tenere conto dei risultati raggiunti, ma anche degli sforzi profusi dal personale per realizzarli

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lunedì 29 settembre 2008

Come rendere più efficace il Kaizen?

Il Kaizen, può essere reso più efficace mediante l'applicazione di tre semplici principi:

- considerate nell'insieme il processo sul quale state applicando il kaizen e i risultati raggiunti. Se prenderete in considerazione solo i risultati, rischierete di perdere di vista l'insieme e di non accorgervi dello spostamento di alcuni equilibri all'interno del vostro processo

- ad un livello più alto, ricordatevi di ragionare sempre in maniera sistemica, concentrandovi sul funzionamento di tutto il Sistema Qualità. In caso contrario potreste creare dei benefici all'interno di un processo ma grandi problemi negli altri

- utilizzate sempre un approccio teso ad imparare, non a criticare. Le critiche sono inutili, quello che serve davvero è capire perché si è commesso un errore

lunedì 12 maggio 2008

Le barriere al Kaizen: "Ghettizzare chi non la pensa come la maggioranza"

Oggi chiudiamo questo post dedicato ai 5 ostacoli che impediscono alle organizzazioni di implementare il Kaizen presentando l’ultima barriera:

5) Ghettizzare chi non la pensa come la maggioranza: se la vostra organizzazione si fossilizza sul conformarsi agli ordini dei superiori più che sul miglioramento in sé, lo sviluppo del Kaizen sarà, per forza di cose, difficile.

Un’azienda, infatti, per sopravvivere deve continuare ad adattarsi all’ambiente in cui si trova e ai suoi cambiamenti e per riuscire a farlo nella maniera ottimale ha bisogno del contributo di tutti anche dei “cani sciolti”, coloro, cioè, che sono in grado di pensare in maniera innovativa e che, tenendo come riferimento le regole, riescono ad inventare nuovi modi per fare le cose.

Forse queste persone non avranno sempre l’immagine rassicurante che si vorrebbe ma, se vengono messe ai margini, tutti gli altri collaboratori avranno la netta impressione che convenga di più seguire il flusso e la massa piuttosto che provare a cambiare le cose.

giovedì 8 maggio 2008

Le barriere al Kaizen: l'abbondanza di risorse

3) Abbondanza di risorse: questa affermazione può sembrare un controsenso ma, spesso, è proprio l'abbondanza di risorse a disposizione a frenare un'organizzazione e a non consentirle di cogliere le opportunità di miglioramento.

Quando ci sono troppe risorse a disposizione, infatti, gli sprechi vengono ignorati e i problemi si risolvono investendo più denaro.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale gran parte dell'economia giapponese era distrutta e Toyota si trovò a fare i conti con moltissimi problemi e poche risorse per fronteggiarli.
Non ci si poteva permettere nessun tipo di spreco ed è proprio da questa necessità che nacque un nuovo sistema produttivo che, più tardi, passò alla storia come “Just In Time”.
La mancanza di risorse, dunque, spinse Toyota verso l'innovazione e verso il Kaizen.