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mercoledì 31 gennaio 2018

Professionisti col timbro di qualità (3)

Chiudiamo l'articolo del Sole con un ultimo schema riassuntivo di domande e risposte sul tema della certificazione.

(Fonte: "Il Sole 24 Ore")

Cos’è la certificazione?
La certificazione è la valutazione delle conformità di un prodotto, un’organizzazione, un servizio o
una persona, a determinate specifiche (norme) tecniche messe a punto dall’Uni, l’ente italiano di normazione. L’Uni è infatti l’organizzazione riconosciuta da Ue e Stato italiano per elaborare e
pubblicare le norme tecniche, definite in base al consenso delle parti interessate (industrie, imprese,
professionisti, Pa, mondo accademico, consumatori, ecc.) in regime di volontarietà.

Per i professionisti in cosa consiste la certificazione?
Bisogna distinguere tra i professionisti organizzati in ordini e collegi (ingegneri, geometri, periti industriali, medici, giornalisti, avvocati, commercialisti, etc.) ed i professionisti cui si applica la
legge 4/2013. Nel primo ambito l’abilitazione all’esercizio della professione è regolamentata in
forma cogente e la certificazione è del tutto volontaria. Nel secondo ambito la certificazione -sempre
volontaria - consiste nella conformità a norme Uni.

Che differenza c’è fra la certificazione del professionista e quella dello studio professionale?
La certificazione del professionista si basa su una valutazione delle competenze, abilità e conoscenze della persona mentre la certificazione di uno studio professionale considera aspetti di efficacia ed
efficienza gestionale, per esempio valutando i sistemi di gestione (qualità, ambiente, sicurezza, anticorruzione) dell’organizzazione .

Esistono norme Uni sulla certificazione di studi professionali e professionisti?
Lo standard internazionale Uni En Iso 9001 (aggiornato nel 2015) riguarda un sistema di gestione che può essere applicato anche agli studi professionali. Per le professioni non ordinistiche sono state
predisposte oltre 40 norme Uni.

Cosa sono le prassi  di riferimento?
Le prassi di riferimento elaborate da Uni sono uno strumento tecnico di trasferimento di buone
pratiche innovative, già sperimentate sul mercato, affinché le positive esperienze settoriali e/o locali possano essere messe a disposizione di tutti i soggetti interessati al fine di far crescere la conoscenza
condivisa e raggiungere il futuro stato dell’arte, rappresentato dalle norme Uni. Le prassi permettono di certificarsi ed entro massimo cinque anni devono essere trasformate in norme tecniche

Chi rilascia la certificazione?
La certificazione di qualità attesta la conformità a norme tecniche o prassi di riferimento Uni ed è
svolta da organismi di certificazione verificati dall’ente di accreditamento (Accredia). È
un’attività distinta da quella di Uni il cui compito è definire le specifiche tecniche univoche per
la qualificazione di prodotti, servizi, organizzazioni e persone .

Quali sono i costi e i vantaggi della certificazione?
La certificazione delle competenze ha costi molto più bassi (in un rapporto di uno a dieci) di quelli necessari per certificare uno studio professionale che richiede un iter più lungo (diversi mesi) e
complesso. I vantaggi sono di carattere competitivo: distingue qualitativamente sul mercato e
migliora organizzazione e gestione dei rischi.


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martedì 30 gennaio 2018

Professionisti col timbro di qualità (2)

Con riferimento all'articolo pubblicato ieri, vediamo quale categorie di professionisti si stanno muovendo verso una certificazione.

(Fonte: "Il Sole 24 Ore")

Avvocati

Certificazione:
Il 27 ottobre scorso è stata ratificata la prima prassi di riferimento per l’organizzazione e la gestione dei rischi connessi all’esercizio della professione degli studi legali messa a punto dall’Associazione studi legali associati (Asla) e dall’Uni 

Percorso:
Entro massimo 5 anni dalla pubblicazione la prassi deve essere trasformata in norma di certificazione previo esame dei contenuti alla luce del suo utilizzo sul mercato. La prassi è comunque già un documento che permette di certificarsi

Geometri

Certificazione:
L’ordine sta lavorando a un sistema di certificazione delle competenze del professionista sul modello di  quello messo a punto dagli ingegneri poiché il regolamento sulla formazione prevede la possibilità di aderire a un percorso di qualificazione

Percorso:
Insieme con l’Uni, i geometri hanno messo a punto 47 standard di qualità con cui hanno indicato la corretta modalità di svolgimento di altrettante prestazioni professionali (ad esempio esecuzione di planimetrie, frazionamenti, valutazioni, progettazione)

Ingegneri

Certificazione:
Un'agenzia creata dal Consiglio nazionale offre una certificazione volontaria delle
specializzazioni del professionista.
Sono 34 i comparti individuati e due i livelli di esperienza. (...)


Percorso:
L'agenzia ha chiesto l’accreditamento di Accredia, l’ente di attestazione dei certificatori, previsto a primavera. La certificazione non ha valore legale, ma fa ottenere 15 crediti formativi. A breve possibili ricerche mirate di professionisti aperte a tutti

Studi professionali

Certificazione:
Lo standard internazionale Uni En Iso 9001 (l’ultimo aggiornamento è del 2015) certifica il sistema di gestione e organizzazione e può essere applicato anche agli studi professionali.
Permette di tenere sotto controllo il processo dell’attività


Percorso:
Gli studi certificati sono circa 100 per quanto riguarda architetti e avvocati e circa 50 per i commercialisti.
Discorso a parte per gli ingegneri (più di 6mila fra studi e società di ingegneria) perché il documento li agevola nella partecipazione alle gare.


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lunedì 29 gennaio 2018

Professionisti con timbro di qualità

(Fonte: "Il Sole 24 Ore")

La certificazione di qualità muove i primi passi anche fra i professionisti iscritti agli ordini. Per attestare le specializzazioni e le competenze individuali, in prima fila tra le categorie ci sono gli ingegneri, mentre per gli studi legali è stata approvata la prima prassi di riferimento che permette
di certificare i sistemi di gestione e di organizzazione. La certificazione comincia a farsi strada anche tra i professionisti. L’attestazione delle competenze professionali o della qualità dell’organizzazione del proprio studio rappresenta infatti una carta da giocare in un mercato sempre più competitivo. Una carta utile anche se del tutto volontaria poiché per i professionisti iscritti a ordini o collegi non esiste alcun obbligo di certificazione.


Due possibilità  

Quando si parla di certificazione di solito si intende l’attestazione di qualità di un prodotto ad opera
di un organismo indipendente.
Per i professionisti la certificazione può, invece, prendere due strade a seconda che riguardi lo
studio professionale o il singolo: nel primo caso viene certificato il modello organizzativo, mentre
nel secondo le competenze.
La prima strada è quella seguita dalla prassi di riferimento messa a punto da Asla (Associazione studi legali associati) in collaborazione con Uni (l’ente italiano di normazione). Ratificata il 27 ottobre scorso, può essere applicata da tutti gli studi. La seconda è invece stata attuata dal
Consiglio nazionale ingegneri e punta a certificare le competenze del professionista. Un modello cui intendono ora ispirarsi anche i geometri.
 

L’organizzazione
Per certificare uno studio professionale si può ricorrere allo standard internazionale Iso 9001 (aggiornato nel 2015), che attesta la qualità del sistema di gestione e organizzazione. Finora questo strumento è stato poco utilizzato. «La percezione - spiega Filippo Trifiletti, direttore generale di Accredia (l’ente di accreditamento nazionale che attesta l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione) - era che riguardasse solo i processi industriali.
Ma la crescente complessità della società sta cambiando lo scenario». Ad oggi, però, secondo
Accredia sono solo una cinquantina di studi di commercialisti certificati Iso 9001: un centinaio
gli studi legali e di architettura.
«Per gli avvocati, la norma Iso 9001 è difficilmente applicabile, perché non risponde alle peculiarità della professione», spiega l’avvocato Marco Ferraro, membro del Consiglio direttivo di Asla che insieme ad Uni ha promosso l’elaborazione della prima prassi di riferimento pensata proprio per gli studi legali.
Non esistendo obblighi normativi, né incentivi o agevolazioni, i benefici della certificazione si misurano in termini di vantaggio competitivo. «Senza un’organizzazione dei processi e una gestione avanzata dei rischi non c’è futuro per una professione che in questi anni è stata stravolta da innovazioni e progresso tecnologico - continua Ferraro -. E questo è vero soprattutto per gli avvocati che si confrontano con le attività produttive. I costi, per uno studio medio, sono di circa 8-10mila euro annui ma i benefici in termini di aumento della produttività, efficienza, riduzione dei rischi e crescita professionale (in particolar modo per i giovani grazie alla condivisione delle informazioni) sono molto maggiori». 


Le competenze
Strada diversa è quella della certificazione delle competenze, cui guardano soprattutto le professioni tecniche. A fare da apripista sono gli ingegneri (...) a cui intendono ispirarsi i geometri che puntano però su un sistema integrato per tutte le professioni tecniche: «Sarebbe meglio creare un organismo unico - dice il presidente del Collegio nazionale, Maurizio Savoncelli - perché l’interdisciplinarietà è vincente. La certificazione delle competenze è l’approdo di tutte le professioni tecniche: coniuga le conoscenze accademiche con il saper fare». I geometri, insieme con l’Uni, hanno già messo a punto 47 standard di qualità (in fase di aggiornamento) che indicano le modalità di svolgimento di altrettante prestazioni professionali. «È un percorso guidato, una check list che permette al professionista di rendere prestazioni di qualità e al committente di comprendere se l’onorario è adeguato ».
Infine, c’è chi ha deciso di non intervenire. Il Consiglio nazionale degli architetti ha scelto di non avviare propri percorsi di certificazione «perché - spiega il consigliere Marco Aimetti - per i
nostri iscritti esistono già corsi di specializzazione (...)».


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giovedì 13 maggio 2010

La certificazione

La certificazione è certamente uno degli aspetti della Qualità che, nel bene e nel male, tutti conoscono, seppure sommariamente, dal comune cittadino ad ogni imprenditore o manager di ogni azienda pubblica o privata.

Nel bene perché la certificazione e il modello ISO di riferimento, sono un importante veicolo di diffusione della cultura della conformità attraverso prescrizioni dell'assicurazione-garanzia-gestione della Qualità del Sistema e/o del prodotto.

Nel male perché essere conformi non significa essere competitivi ed, anzi, può talvolta costituire un obiettivo, oltre che limitato, illusorio quando non fallace.


La richiesta, da parte del cliente-acquirente, di un eventuale ente di controllo e più in generale del mercato, di essere garantito, assicurato sia a livello di prodotto che di sistema della conformità ai requisiti stabiliti, potrebbe essere soddisfatta dall'azione di controllo effettuata da un organismo indipendente (cosiddetto "terzo"), purché (questo è il tasto dolente) questi effettui una reale e sostanziale azione di verifica della confomità certificata.

In caso contrario tanto vale, almeno per chi ne ha la possibilità, effettuare direttamente l'azione di verifica (ed è questo che avviene in molti casi) con tanti saluti ad un vero libero mercato garantista.

Cosa ne pensate?

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martedì 29 luglio 2008

La vera Qualità si sviluppa nelle organizzazioni valide

(Potete leggere altre riflessioni e trovare moltissimo materiale sulla Qualità nel nostro sito: QualitiAmo - la Qualità gratis sul web)

I meccanismi su cui poggia la Qualità all'interno di un'organizzazione sono delicatissimi e molto personali, ecco perché due aziende che sviluppano un Sistema di Gestione della Qualità identico avranno risultati comunque molto diversi.

Qualità è, prima di tutto, armonia, amore per il proprio ambiente di lavoro, attenzione per il cliente ma anche per il collega.

Quali sono i fattori che fanno di un'organizzazione l'organizzazione "ideale" in cui sviluppare la Qualità?

Vediamone qualcuno:

1) un’azienda che ha successo in base a molti criteri, non solo in base ai soldi
2) un’azienda dove le persone vengono per fare le cose invece che vederle fatte
3) un’azienda dove la burocrazia è minima
4) un’azienda dove i manager sanno che esiste sempre una soluzione
5) un’azienda dove le nuove idee sono le benvenute
6) un’azienda dove i dipendenti vanno a casa la sera con un senso di soddisfazione
7) un’azienda che è famosa per il suo ruolo nel mondo degli affari
8) un’azienda il cui carattere è sinonimo del più alto livello di etica e di integrità
9) un’azienda che è considerata un buon posto dove lavorare
10) un’azienda che è conosciuta per la sua capacità innovativa e creatività
11) un’azienda dove ci si assume responsabilità invece di evitarla
12) un’azienda dove “lavoro di gruppo” è un componente essenziale della vita dei dipendenti invece che essere solo un clichè
13) un’azienda che preferisce essere prima in classifica invece che seguire a ruota
14) un’azienda che è rispettata dalla concorrenza, è scelta come collaboratore dai propri clienti, è stimata dai suoi azionisti e viene supportata entusiasticamente dai suoi dipendenti

(Potete leggere altre riflessioni e trovare moltissimo materiale sulla Qualità nel nostro sito: QualitiAmo - la Qualità gratis sul web)

mercoledì 14 novembre 2007

Migliorare la credibilità delle certificazioni

Il Sincert ha emesso di recente una relazione con la quale ha sottolineato l’importanza di ridare credibilità alle certificazioni dei sistemi di gestione, prendendo in esame tutte le criticità ad esse collegate.

Questo il link per scaricare il documento:

Uno stralcio del testo afferma che “L’accreditamento deve assicurare che le certificazioni accreditate di sistemi di gestione (qualità, ambiente, sicurezza delle informazioni, salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza
alimentare, ecc.) siano indicatori affidabili della capacità dell’Organizzazione certificata di soddisfare coerentemente gli obiettivi degli standard di riferimento (accreditamento focalizzato sugli obiettivi)”.

Vi proponiamo una riflessione comune su questo documento, a nostro giudizio molto importante.

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