E' una cosa estremamente triste che molti di coloro che all'interno delle nostre organizzazioni ricoprono i posti chiave non siano, in realtà, adatti a fare i manager o ad avere la responsabilità della gestione di altre persone.
E' ugualmente triste che anche coloro che avrebbero le capacità per fare bene e per essere un valido supporto nell'ambiente di lavoro, non siano messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio perché non trovano il giusto appoggio nel superiore o la formazione e le informazioni necessarie per riuscire ad adempiere ai propri compiti in maniera brillante .
In un articolo ricco di spunti, McCrimmon scrive per Suite101.com che "I manager davvero validi non sono dei semplici esecutori ma mettono gli altri in grado di fare le cose da soli. Aiutano, infatti, i loro collaboratori a lavorare cercando di essere per loro dei maestri, dei supporter, delle persone che li fanno crescere e che li stimolano in continuazione".
C'è forse una definizione migliore di ciò che significhi essere un manager?
Essere un bravo manager vuol dire mettersi nella posizione di risolvere i problemi, diventare il punto di riferimento per coloro che sono in difficoltà o che hanno qualche questione da risolvere.
Se volete che i vostri collaboratori abbiano fiducia in voi e vi considerino un leader, cercate di essere presenti quando avranno bisogno di voi. Limitarsi a passare la palla e non farsi carico di certe situazioni, significa perdere il rispetto di coloro che lavorano con noi e fare in modo che diventino degli insoddisfatti.
Ricordatelo: sono troppi i manager che si preoccupano di fare colpo sul proprio boss e di centrare gli obiettivi a loro affidati senza coinvolgere in pieno i collaboratori per paura, un domani, di essere messi da parte o per semplice incapacità.
(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)
mercoledì 25 novembre 2009
Un bravo manager
mercoledì 18 giugno 2008
Come diventare un buon manager: utilizzate bene il tempo dei vostri collaboratori
Le persone detestano vedere che il loro tempo viene sprecato. Come manager avete la responsabilità e il dovere di assicurare ai vostri collaboratori che siete in grado di gestire al meglio i progetti e le relative tempistiche, garantendo che nessuno si troverà a fare due volte lo stesso lavoro o ad avere un carico di cose da fare talmente grande da non riuscire a portarlo a termine nel modo migliore.
Come regola generale, quando affidate un progetto a qualcuno, dategli un po' più di tempo di quello che stimate possa servire, servirà per non mettergli troppa pressione addosso, soprattutto le prime volte. Col tempo imparerete a conoscere meglio i vostri uomini e saprete esattamente in quanto tempo riusciranno a portare a termine una certa attività.
Incoraggiate la libera iniziativa e lasciate che le persone proseguano nel loro lavoro come meglio credono. Chiedete solo degli aggiornamenti costanti sul progetto per assicurarvi che si stia andando nella giusta direzione. Non è detto che il vostro modo di fare le cose sia il migliore, lasciate spazio anche alle idee altrui.
Un ultimo consiglio? Cercate di tirare fuori il meglio dalle persone che vi circondano e dal tempo che passano in azienda. Ricordate che un'azienda come Google, ad esempio, permette alle persone che lavorano per lei di impiegare il 20% del tempo in progetti che stanno loro particolarmente a cuore, in modo che possano tirare fuori davvero il meglio da sé.
mercoledì 11 giugno 2008
Come diventare un buon manager: gestire bene il tempo libero
Capita sempre di avere del tempo libero, in tutte le organizzazioni. Chi dice il contrario, forse, non si sa organizzare o ha un organico sottodimensionato.
L'esperienza di ognuno di noi ci insegna che ad ogni periodo contraddistinto da picchi di lavoro se ne contrappone sempre un altro, magari breve, magari poco organico, in cui si riesce a trovare facilmente un po' di tempo libero.
Avere del tempo libero non va visto come una cosa puramente negativa se si riesce ad utilizzarlo al meglio per farne un buon bagaglio per il futuro. Organizzatevi per erogare, in quei giorni, interventi formativi, per fare il punto della situazione con i vostri uomini, per esaminare le non conformità nate nel periodo precedente e per trovare insieme le soluzioni per evitare che si ripetano in futuro, per migliorare la programmazione evitando di ritrovarvi in emergenza nel gestire flussi di lavoro straordinari.
Approfittatene anche per parlare con i vostri fornitori e clienti interni, appianando eventuali divergenze e cercando di collaborare per migliorare il vostro lavoro di squadra. C'è sempre qualcosa da fare se saprete individuarlo.
Mantenere un ritmo di lavoro costante, tra l'altro, vi permetterà di superare bene anche i periodi di lavoro intenso perché vi sarete organizzati in modo da gestirli al meglio.