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lunedì 26 ottobre 2015

Una panoramica sul Knowledge Management (4)

I dati, di solito, sono di tipo numerico, alfabetico o testuale.Le informazioni sono, invece, elementi che descrivono situazioni così come vengono raccontate e che non è detto siano veritiere e corrette perché possono essere state interpretate in maniera soggettiva. Pertanto, le informazioni possono essere più o meno corrette e andrebbero sempre interpretate e contestualizzate in base ai dati a cui bisognerebbe fare riferimento.
La conoscenza, infine, è un insieme di informazioni ben strutturate all'interno della mente delle persone e che risultano preziose per formulare nuove idee, avere intuizioni e fare interpretazioni.
Le persone trasformano costantemente la conoscenza in diverse forme di informazioni quali memo, e-mail, manuali e report mentre acquisiscono a loro volta informazioni dagli altri per migliorare la loro conoscenza.  

Questa rigenerazione perpetua della conoscenza in informazioni e delle informazioni in conoscenza è necessaria visto che le persone non sono sempre in grado di condividere le proprie conoscenze con gli altri a causa di vincoli come il tempo, il numero di persone che sono realmente informate, la posizione geografica, ecc.
La conoscenza, proprio come le informazioni, non ha alcun valore per le imprese se non viene applicata alle decisioni che devono prendere. Ricercare, archiviare e conservare le informazioni più utili è, infatti, fondamentale se si vuole competere ma non è sufficiente. Le informazioni devono generare conoscenza e questa conoscenza deve essere interiorizzata nei collaboratori per essere funzionale e deve coesistere con l'attitudine umana del prendere decisioni intelligenti.  

L'interiorizzazione della conoscenza dovrebbe poi tradursi in azioni che riflettano un cambiamento nel comportamento delle persone e nella cultura dell'organizzazione. 
 
La creazione di conoscenza, la sua applicazione e il suo utilizzo sono questioni complesse determinate dalla cultura aziendale, dai sistemi premianti, dalla struttura dell'organizzazione, dalla sua strategia, dalle competenze delle persone, dai loro valori e dalla progettazione dei processi di lavoro.
 

Le informazioni sono trasformate in conoscenza attraverso un processo sociale di condivisione ecomprensione ma bisogna prestare attenzione alla differenza che esiste tra la conoscenza tacitae quella esplicita. 
La conoscenza esplicita è la conoscenza formale che è stata catturata dalla memoria aziendale. Definisce le attività intellettuali di un'organizzazione, indipendentemente dai suoi dipendenti, quindi è la conoscenza strutturata. La conoscenza tacita, invece, è una conoscenza pratica che è in grado di produrre le azioni e che è la chiave per fare le cose. Essa ha una dimensione cognitiva importante che è costituita dai modelli mentali, da ciò in cui crede ogni persona e dalle sue prospettive. La conoscenza tacita è una conoscenza personale che è difficile da formulare e misurare.
Il knowledge managemente si traduce nell'azione sinergica delle conoscenze tacite e di quelle esplicite perché si basa sulle conoscenze e sulle intuizioni soggettive tacite che, però, devono poi essere messe a disposizione di tutta l'organizzazione per poter essere elaborate e acquisite. 


La combinazione della conoscenza tacita e di quella esplicita migliora l'utilizzo e il riutilizzo delle conoscenze e aiuta a sviluppare le migliori pratiche e a creare nuove conoscenze attraverso la revisione e la distruzione di quelle esistenti che risultano superate.  
Questo flusso si basa su azioni innovative che producono un vantaggio competitivo.

La conoscenza che non scorre non cresce e alla fine diventa obsoleta, ecco perché questo meccanismo è così importante.
Il ruolo primario del knowledge management è proprio quello di stimolare il flusso di conoscenze in tutta l'organizzazione


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venerdì 23 ottobre 2015

Una panoramica sul Knowledge Management (3)

La gestione della conoscenza, in pratica, comprende l'identificazione e la mappatura del patrimonio intellettuale dell'organizzazione, la produzione di nuove conoscenze per ottenere un vantaggio competitivo, l'accesso per chi di dovere alle informazioni aziendali necessarie, la condivisione delle pratiche migliori, ecc. 

In estrema sintesi, il knowledge management è la leva di saggezza collettiva che serve per aumentarela reattività e la capacità di innovazione, il processo attraverso il quale l'organizzazione genera ricchezza.
Ora riflettiamo su alcuni concetti estremamente importanti:

  • la conoscenza è un flusso di informazioni collegate le une alle altre in modo consapevole. Deriva dalla relazioni tra le persone e dai loro contributi;
  • le conoscenze maturate sono applicabili in nuovi ambienti. Le informazioni utilizzate per  affrontare una situazione nuova per la quale non esistono risultati precedenti, si articoleranno - a loro volta - in nuove conoscenze, aumentata capacità di competere con la concorrenza e nuova crescita;
  • la gestione della conoscenza è sempre rilevante per l'ambiente in cui si opera;
  • le soluzioni scelte per la gestione delle conoscenze dipendono dalla cultura di base dell'organizzazione
Uno dei problemi principali nella gestione della conoscenza è che spesso si fa una grande confusione tra i dati, le informazioni e le conoscenze che vengono considerati sinonimi l'uno dell'altro frustrando la capacità di sviluppare i requisiti necessari per la loro buona gestione. 
Benché tutti questi fattori siano, infatti, collegati tra loro, manifestano differenze sostanziali e sono proprio queste differenze la chiave per consentire una loro identificazione, assimilazione e utilizzo corretto. 
Nei prossimi giorni vedremo meglio queste differenze e impareremo a distinguere bene questi elementi.


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giovedì 22 ottobre 2015

Una panoramica sul Knowledge Management (2)

Partendo dalle definizioni viste ieri, il knowledge management può essere considerato come un'attività che ha due aspetti principali:
  • trattare le componenti che riguardano la conoscenza delle attività relative al business aziendale all'interno della strategia, delle politiche e della pratica quotidiana a tutti i livelli dell'organizzazione;
  • sforzarsi di creare una connessione diretta tra le attività intellettuali di un'organizzazione e la sua crescita 

La conoscenza oggi è considerata una risorsa strategica e un fattore di stabilità perché riesce a portareun vantaggio decisivo all'interno della "lotta" con la concorrenza. 
La gestione della conoscenza permette all'azienda di innovare prodotti, processi e servizi e consente allo stesso tempo di ridurre i costi di progettazione, produzione, distribuzione, ecc. 
In futuro, la differenza la faranno proprio le aziende capaci di gestire la conoscenza secondo un approccio consapevole, controllato e volontario.
Quella del knowledge management è una disciplina che è nata in risposta ad una vasta gamma di problemi derivanti dalle perdite di conoscenza a causa del pensionamento di alcune persone, dello sviluppo delle tecnologie che può portare al mancato accesso ad alcune informazioni che risiedono su sistemi diventati obsoleti e all'innovazione in generale che - quando non è gestita al meglio - può creare problemi. 


La necessità di gestione della conoscenza è aumentata anche a causa dei rapidi cambiamenti nel contesto imprenditoriale. Oggi, ad esempio, occorrono conoscenze approfondite relative alle diverse esigenze dei clienti e alle loro preferenze. 
 

Il knowledge management è un processo complesso, lungo e difficile perché riguarda la gestione del percorso di trasmissione della conoscenza nel caso di pensionamenti, formazione di nuovo personale, gestione di progetti di formazione per affiancamento, lavori di gruppo, gestione dei feedback.
A seconda dei casi, si tratta di gestire le lezioni apprese dal passato per capitalizzarle, imparare dal presente per anticipare il futuro e garantire la sopravvivenza della società in un ambiente fortemente concorrenziale

Nei prossimi giorni vedremo come gestire la conoscenza in pratica.


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mercoledì 21 ottobre 2015

Una panoramica sul Knowledge Management

La capacità di innovazione delle organizzazioni è un punto fondamentale per il loro successo, visto che oggi operano più che mai in un ambiente estremamente concorrenziale.  
Così, per assicurarsi di ricoprire un ruolo importante all'interno del mercato globale, è necessario combinare - ancora più di prima - la soddisfazione dei clienti, la produttività e la competitività.  

Ovviamente non si può trascurare nemmeno di affrontare la crescita della tecnologia che, con l'aumento del volume delle informazioni disponibili e accessibili che ha portato, può renderne difficile la gestione da parte delle organizzazioni meno preparate. 
Queste informazioni vengono diversificate, delocalizzate e non sono sempre facilmente controllabili ma vanno elaborate e gestite tenendo conto del loro senso all'interno di una strategia aziendale perché questo significa gestire la conoscenza o, per dirla con gli americani, "knowledge management".  

La conoscenza è un insieme di intuizioni, ragionamenti, esperienze correlate relative ai clienti, ai prodotti, ai processi, ai mercati, alla concorrenza e così via che permette azioni mirate ed efficaci.La gestione della conoscenza è un approccio organizzato e sistematico che mira a creare, diffondere, applicare, rinnovare e aggiornare la conoscenza per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi.

Domani continueremo il discorso analizzando i due aspetti principali del knowledge management.
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