Visualizzazione post con etichetta manutenzione preventiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manutenzione preventiva. Mostra tutti i post

lunedì 24 giugno 2013

La manutenzione preventiva come esempio di azione preventiva

I programmi di manutenzione preventiva sono, probabilmente, le azioni preventive più comuni nelle aziende anche se pochi professionisti della Qualità li inquadrano e li formalizzano come tali.

Si fa manutenzione preventiva per assicurare che macchinari e strumenti funzionino srempre a dovere e per non dover interrompere i processi nei quali vengono utilizzati.

Questi programmi precedono di molto il boom della ISO 9001 e sono stati ormai accettati come una buona pratica delle aree produttive. Dato, però, che solitamente si parla di manutenzione preventiva senza utilizzare il gergo tipico della Qualità, essa viene percepita come un qualcosa legato alla Produzione e svincolato dal discorso delle azioni preventive.

Sono essenzialmente due gli aspetti che distinguono la manutenzione preventiva e che hanno contribuito a non farla vivere come un'azione preventiva.

La prima è che la manutenzione preventiva è un'azione continua che si sviluppa nel tempo e, dunque, non viene mai associata ad un singolo progetto con una data di inizio e una data di chiusura come ci aspettiamo invece per le azioni preventive.
Fino a quando ci saranno macchine e strumenti all'interno della nostra organizzazione, ci saranno tutti i requisiti necessari per impostare un processo di manutenzione preventiva.

L'altra cosa che potrebbe generare dubbi nei professionisti della Qualità è che, una volta impostato un programma di manutenzione preventiva, occorre che ci sia una vigilanza ininterrotta per monitorarne l'efficacia, modificare la programmazione degli interventi quando necessario, ricordare di inserire nel programma i nuovi macchinari acquistati e revisionare la documentazione ogni volta che si renda necessario.
Tutto questo fa vivere questo processo come qualcosa di svincolato dalla prevenzione.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

martedì 12 luglio 2011

Il TPS - La manutenzione preventiva

L'ultimo pilastro del Toyota Production System (TPS) è la manutenzione preventiva (Total Productive Maintenance o TPM).  

La strategia alla base della TPM è quella di eliminare i problema potenziali degli impianti produttivi, ovvero eliminare un problema prima che questo si verifichi.
Gli elementi della Total Productive Maintenance sono:  

1. massimizzare l'efficacia delle attrezzature e dei macchinari
2. stabilire un sistema rigoroso di manutenzione preventiva per tutta la loro durata 

3. farla attuare da diversi dipartimenti aziendali (engineering, operations, manutenzione vera e propria)
4. coinvolgere ogni singolo dipendente, dal top management ai lavoratori della linea
5. motivare la forza lavoro attraverso attività in piccoli gruppi
La manutenzione nello stile occidentale vede come unico responsabile il dipartimento addetto, in una logica di chiara divisione del lavoro.

La manutenzione in stile giapponese, invece, si basa sulla partecipazione di tutti e sull'autonomia degli operatori nella cura della propria attrezzatura.
 

Secondo il TPS, questo personale costituisce una risorsa vitale per l'azienda perché diagnostica e ripara i problemi ma pratica anche una sorta di "medicina preventiva", fermando le "malattie" (i problemi) prima che questi si verifichino.
Ma cosa succede quando si verifica un problema o un'anomalia? I dettami TPM standard sono:  

FERMARE LA MACCHINA (importante perché non si producano anomalie e sprechi)CHIAMARE QUALCUNO CHE POSSA FORNIRE SUPPORTO ATTENDERE  
Il personale designato:
- indaga sull'anomalia
- ne identifica la causa
- prende le misure appropriate per risolverla
- mantiene una registrazione dell'intervento al fine di operare un intervento Kaizen (ora o in futuro) per fare in modo che la problematica non si ripresenti in futuro
Obiettivo della TPM  è ottenere un'efficienza globale degli impianti, eliminando i tre grandi sprechi che sono ostacoli enormi all'efficacia attrezzature:
down time (macchine ferme)
rallentamenti del lavoro
d
ifettosità (scarti e difetti ma anche rendimento ridotto)


(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)