Terminiamo il discorso sui capi difficili, aggiungendo le ultime due tipologie.
Capo incompleto
Ci sono capi a cui mancano skill fondamentali come, ad esempio, saper fare squadra o avere la capacità di risolvere i problemi. Tradotto: sono boss non abbastanza qualificati per il loro ruolo.Come lo si affronta: ci vuole assertività, bisogna saper dire "no" quando chiede di compensare le sue lacune. Se, però, decidete di aiutarlo e - insieme - raggiungete un obiettivo, mettete in luce il suo contributo. E' una mossa che potrebbe valere una promozione.
Capo pettegolo
Tende a creare conflitti, a metter zizzania, spesso punzecchiando i dipendenti e costringendoli a esprimere critiche gli uni sugli altri, con la scusa di alimentare una sana competizione.
Come lo si affronta: guai a dirgli: "esagera con i pettegolezzi". E' un atteggiamento che non paga mai. Meglio chiamarsi fuori dai giochi, evitando di prendere parte a queste conversazioni provocatorie.
Se potete, infine, cambiate argomento quando il boss inizia a sparlare.
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mercoledì 31 agosto 2011
Gestire un capo difficile (3)
martedì 30 agosto 2011
Gestire un capo difficile (2)
Continuiamo il discorso sui capi difficili, aggiungendone altre due tipologie.
Capo egocentrico
E' uno dei capi più difficili da gestire perché:
- non gli interessa se gli altri condividono le sue scelte perché, tanto, restano le migliori
- ha poca capacità di ascolto
- è reticente nei chiarimenti
Come lo si affronta: non rinunciate mai a esporre le vostre idee e a dare un contributo. Se avete domande da fargli, concentratele perché lui non dà molta retta ai collaboratori.
Capo ingiusto
E' il classico capo che non applica le regole in modo equo ma fa preferenze in modo smaccato.
Come lo si affronta: cercate di comprendere perché non siete nelle sue grazie, ammesso che dipenda da voi e non da lui. Poi, non fategli capire che le sue simpatie verso altri colleghi vi fanno soffrire. Non prendetelo mai di petto e non ditegli: "lei non mi considera". Meglio chiedergli come potete allineravi al suo modo di lavorare, cosa si aspetta da voi, senza metterla sul piano personale.
Domani vedremo come affrontare le ultime due tipologie di capi difficili.
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martedì 8 giugno 2010
I rapporti con il vostro capo
"Come ben sa ogni manager, dovete saper trattare con il vostro capo altrettanto bene, se non meglio, che con i vostri collaboratori.
Per trattare con lui in modo efficace somno essenziali l'atteggiamento e l'approccio giusti. Ciò vuol dire capire prima di tutto cosa vuole veramente.
Cercate quindi di individuare chiaramente i suoi programmi e poi formulate le vostre idee in modo che vi si adattino.
Quando avrete costruito con lui un buon rapporto, potrete permettervi di essere più polemico.
Dovrete, inoltre fare in modo, per quanto possibile, di diventare indispensabili più per quello che fate che perché dite sempre di sì.
Quando concludete bene un progetto, dunque, fate in modo che il vostro capo lo sappia, magari accennando brevemente a quanto sia stato difficile.
Tuttavia, fate anche in modo che il vostro capo goda almeno in parte del riflesso della vostra gloria. Questo farà sì che sia più disposto ad ascoltarvi e ad aiutarvi in futuro.
Dovreste anche provare a mettervi nei panni del vostro capo e cercare di vedere le cose dal suo punto di vista, in modo da comprendere quali sono le sue motivazioni.
Studiando, infine, un po' la personalità del vostro capo e provando a presentare le vostre idee in un modo che è in sintonia con il suo carattere, aumenterete le vostre probabilità di successo.
Potete anche chiedervi che cosa vi aspettereste dai vostri dipendenti se vi trovaste al suo posto. Chiedetevi in base a quali motivazioni il vostro capo dovrebbe accogliere la vostra proposta.
Se non siete in grado di trovare parecchie buone ragioni per sostenerla, probabilmente sarà respinta".
Quanto sopra l'abbiamo trovato in un vecchio articolo pubblicato un bel po' di anni fa. Pensate sia ancora attuale? Cosa aggiungereste o togliereste per riproporlo in un contesto del 2010?
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