Ieri e sabato abbiamo esaminato i due grandi sprechi che possiamo tranquillamente affiancare ai sette indicati da Ohno.
Concludiamo il discorso con altri tre sprechi che, seppur minori, incidono in maniera assolutamente negativa sulle performance di un'organizzazione:
3) assegnare alle persone compiti per i quali non sono adatte (si creano sicuramente sprechi dato che la persona scelta per fare un lavoro non è adatta o competente o, semplicemente, non è interessata a farlo. Se si farà un'analisi approfondita del perché la persona scelta non è adatta a compiere un certo compito si risalirà a uno dei due grandi difetti che abbiamo indicato in precdenza: un manager non è stato in grado di "ascoltare", in senso lato, il suo collaboratore)
4) non fornire supporto alle persone
5) un alto turnover, cioè molte persone che decidono di lasciare l'organizzazione per cercare un posto di lavoro migliore (il morale di chi rimane si abbassa, l'esperienza e la conoscenza approfondita dell'azienda latitano. Se non è uno spreco questo...)
martedì 8 luglio 2008
Altri sprechi oltre a quelli di Ohno: il 3, il 4 e il 5
lunedì 7 luglio 2008
Altri sprechi oltre a quelli di Ohno: 2) non parlare
Sabato abbiamo parlato di uno spreco enorme all'interno delle aziende: l'incapacità di ascoltare.
Oggi vedremo, invece, perché molte persone non parlano volentieri all'interno delle aziende e come questo possa essere considerato uno spreco.
Quando la gente non parla sgnifica che ha paura o che, ormai, è rassegnata. Entrambi gli stati d'animo, come potete capire, sono fortemente dannosi per qualunque organizzazione e vengono captati immediatamente da qualunque auditor entri in azienda per certificare un Sistema Qualità.
La paura è molto difficile da eliminare, soprattutto quando è ben radicata e si basa sul fatto che alcune persone sono state punite o isolate per aver detto, in passato, qualcosa di impopolare.
Anche chi è scoraggiato è difficile da convincere perché parlerà poco volentieri se ha già provato parecchie volte in precedenza e non è stato mai ascoltato.
Penserà che parlare serva solo a sprecare preziose energie e, forse, nel suo intimo sarà anche contento di vedere che l'azienda commette errori proprio perché non ha voglia di ascoltare i collaboratori.
Altre possibilità, quando una persona tace, sono:
- che sia stata presa in giro l'ultima volta che ha espresso un'opinione
- che pensi di non avere abbastanza informazioni per dire la sua
- che creda di non essere abbastanza competente per esprimere un'opinione
- che sia convinta che, essendo appena stata assunta, non debba subito esprimere un'opinione.
Qualunque sia il motivo per cui un collaboratore tace, trovatelo e cercate di eliminarlo. I consigli dei nostri collaboratori sono troppo preziosi per poterne fare a meno. Ricordate sempre che la grande forza di Toyota si fonda su un sistema di ascolto dei dipendenti radicato e diffuso a tutti i livelli.