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mercoledì 30 marzo 2016

Studiare da leader (4)


Stabilito che occorra cercare i leader potenziali da formare tra le persone che sono emerse per merito, gli aspetti che dovrebbero metterle in luce sono i seguenti:
  • il fatto che mettano in grado il gruppo a cui appartengono di raggiungere gli obiettivi, lavorando in modo coeso e con armonia. Le evidenze di questo modo di fare sono il fatto che la persona sia concentrata sulle attività da svolgere più che sull'esigenza di emergere e il fatto che trovi il tempo per occuparsi delle persone che si rivolgono a lei;
  • il fatto che la persona abbia le conoscenze e le capacità necessarie a svolgere bene il lavoro che fa e ad ottenere dagli altri il rispetto necessario;
  • il fatto che alla persona vengano riconosciute le qualità tipiche dei leader: entusiasmo, impegno, onestà, integrità, umanità, capacità di conquistare la fiducia altrui, capacità di iniziativa, capacità decisionale, facilità nel risolvere i problemi, creatività e tendenza naturale all'innovazione, abilità nel comunicare con tutti a ogni livello, bravura nel gestire il proprio tempo e i propri impegni, tendenza naturale al team building, capacità di pianificazione, bravura nel delegare, capacità di coordinare un lavoro e di controllarne l'avanzamento, attenzione alle esigenze altrui, bravura nel motivare gli altri, tendenza naturale a sfruttare le qualità di tutti, disciplina, tendenza a pensare in maniera logica, senso della realtà ben radicato, buona capacità di giudizio, ottima capacità di ascolto, assenza di aggressività e di desiderio di prevaricare gli altri, ecc.
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martedì 29 marzo 2016

Studiare da leader (3)

Spiegando che i leader vanno formati, nei giorni scorsi abbiamo accennato al fatto che i profili da formare debbano essere scelti tra quelli che mostrano già forti tendenze alla leadership.

Quali sono, dunque, le evidenze da ricercare?

Partiamo da alcune semplici considerazioni. 
In che modo qualcuno si ritrova a ricoprire il ruolo di leader? Ci sono quattro possibilità che non si escludono a vicenda:
  1. una persona si trova ad emergere all'interno di un gruppo che manca di un leader naturale. Pur non avendo alcun tipo di investitura ufficiale, questa persona viene chiamata a guidare il gruppo grazie al tacito consenso;
  2. un collaboratore viene scelto da un superiore per avere un avanzamento gerarchico che lo porterà ad esercitare il ruolo di capo e di guida;
  3. un gruppo viene invitato ad eleggere un proprio leader;
  4. un figlio o un parente assume il ruolo di leader per diritto di nascita (ad esempio subentrando al genitore nella guida dell'azienda di famiglia)
Tutti questi percorsi hanno i loro pro e i loro contro che non staremo a discutere in questa sede.  
Limitiamoci a dire che, se dovete scegliere un leader potenziale, forse è bene guardare a chi si è distinto per doti personali e non per diritto di nascita. Con le dovute eccezioni, naturalmente.

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venerdì 25 marzo 2016

Studiare da leader (2)

Prima di tutto bisogna imparare a selezionare le persone migliori, quelle che hanno un potenziale, che tendono già a farsi seguire e che possono quindi aspirare a guidare gli altri in modo costruttivo.
Cercate i segnali rivelatori, ne abbiamo parlato spesso in passato. Ci sono persone che sono leader naturali e che non hanno difficoltà a imporre agli altri le proprie idee. E' tra loro che dovrete scegliere i candidati migliori. 

Non dimenticate, poi, di valutare i valori dei candidati, la loro integrità ed onestà, il senso della giustizia, il modo che hanno di rapportarsi con gli altri.


Stabilito chi formare, scegliete il programma di formazione al quale sottoporli in base alle lacune che mostrano. Una persona che si rivela eccellente nell'operatività quotidiana, infatti, non diventa automaticamente un buon capo.
Investire sulle persone migliori significa verificare in quali campi debbano ancora crescere e supportarle in questo percorso. Ci sono tante buone letture da fare e chi storce il naso dicendo che "leader si nasce e non si diventa" deve provare a riflettere sul fatto che nessuno lo è per grazia ricevuta e che anche chi è naturalmente portato ad esserlo deve sviluppare le competenze necessarie per restarlo nel tempo e non fare danni nel lungo termine.


Formato il vostro leader potenziale, non vi resterà che affidargli alcune sfide via via sempre più ambiziose e vedere come se la cava e se ha bisogno di formarsi ulteriormente.Date al vostro leader in formazione il tempo di pensare, di riflettere e di raggiungere i traguardi che si è posto secondo le tempistiche che ritiene migliori e poi fate insieme il punto sulla situazione per vedere dove bisogna migliorare.



I potenziali leader devono crescere in modo naturale e la crescita richiede tempo.

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giovedì 24 marzo 2016

Studiare da leader

Sono molti i professionisti ai quali viene chiesto di ricoprire un ruolo da leader all'interno di un progetto o in una certa situazione molto delicata da gestire o in altre occasioni ancora e qualcuno potrebbe - giustamente - non sentirsi all'altezza se non è stato preparato a diventare un riferimento per le altre persone.

Abbiamo detto tante volte che non esiste una vera e propria formula da seguire per trasformarsi da manager a leader e che ci sono persone che sono più portate di altre a farsi seguire dai collaboratori, soprattutto tra chi ha già una certa età, una certa esperienza e l'abitudine di lavorare in gruppo.  
Ci sono, però, alcuni principi che sono riconosciuti dagli esperti come delle vere e proprie fondamenta per risultare credibili nel ruolo di leader ed è bene partire proprio da questi per avere una chance di sperimentare se si possa o meno diventare un leader almeno per qualche aspetto della propria quotidianità lavorativa.


La prima cosa sulla quale concentrarsi, se vogliamo avere una chance di crescere come leader, è quella di formarsi per poter ricoprire degnamente questo ruolo.

Dovrebbe essere la norma: se vogliamo diventare quello che oggi non siamo, dovremmo prepararci a dovere ma si sa che agire è più facile che studiare ed è da qui che nascono i problemi.  

Spesso si fa l'errore di ritenere che il tempo speso a pensare sia tempo sprecato e che i veri leader debbano agire. Ed ecco che i pensieri superficiali e inconcludenti diventano un'abitudine perché non si può perdere tempo.Se si passa la giornata lavorativa ad agire e a cercare di sopravvivere in qualche modo, sarà difficile trovare il tempo per riflettere e per cercare la soluzione migliore per risolvere un problema.


Ecco, quindi, che chi aspira a diventare leader deve prima di tutto trovare il coraggio di fermarsi a penare, a costo di sembrare inconcludente e di sentirsi accusare di aver perso tempo.

Einstein una volta si trovò a dire: "Penso e penso, per mesi, anche per anni. Novantanove volte laconclusione alla quale arrivo è sbagliata. La centesima volta ho ragione".


Quello che sperimentiamo ogni giorno, invece, è che le organizzazioni non vogliono leader pensanti ma persone che compiano miracoli senza "perdere tempo" a farsi le domande giuste e a pesare le possibili soluzioni.E se questi sono i leader, è facile che il noto proverbio "Se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa", sia la logica conseguenza.

Il fatto è che nessuna organizzazione dovrebbe affidare il ruolo di leader a qualcuno che non sia stato adeguatamente formato.
Pensateci bene: affidereste i vostri figli a insegnanti che non abbiano studiato? E allora perché accettare che persone che fino a ieri svolgevano un altro lavoro, si improvvisino leader?


Non si può insegnare la letteratura a chi non conosce la grammatica di base per costruire una frase!

  
Ma allora come si fa a formare un futuro leader? Lo vedremo domani.


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