Visualizzazione post con etichetta valutazione personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta valutazione personale. Mostra tutti i post

venerdì 30 agosto 2013

Fare una valutazione del personale (6)

Il penultimo criterio da prendere in considerazione se si vuole fare una buona selezione dei candidati in fase di colloquio è quello dei costi.
Il processo di valutazione giustifica i soldi spesi per portarlo avanti?

Questi non sono certo calcoli facili da fare perché, se è semplice stimare il costo di un selezionatore professionista, non lo è affatto calcolare i benefici economici di una buona selezione o i costi dell'assunzione di una persona che poi, nel tempo, non si riveli idonea a ricoprire l'incarico che le è stato affidato.

E' bene, però, anche rendersi conto della posizione ricoperta dall'organizzazione nella lista di posti nei quali la gente amerebbe lavorare. Alcune aziende, infatti, non possono aspirare ad assumere i migliori e, anche se è brutto dirlo, dovranno accontentarsi dei candidati scartati dalle organizzazioni più appetibili.
Se non si tiene conto di questo, si rischia di cadere nel luogo comune che spesso si sente ripetere: "non troviamo nessuno che sia all'altezza di ricoprire questa posizione, sono mesi che facciamo colloqui!"

In ultimo, la metodologia scelta per valutare un candidato deve essere semplice da applicare perché la persona che ci siede davanti non deve avere l'impressione di essere sottoposta a un processo macchinoso che potrebbe dare come risultato qualcosa di falsato.
La chiacchierata del colloquio dovrà essere fluida e quanto più naturale possibile. Se mostreremo di affidarci a metodologie complicate da mettere in atto non faremo altro che mettere in difficoltà il candidato che darà, ovviamente, il peggio di sé.

Terminata questa lunga discussione, non ci resta che sperare che vogliate condividere con noi ciò che pensate sull'argomento quindi...spazio ai vostri interventi!

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 29 agosto 2013

Fare una valutazione del personale (5)


    Una valutazione dei potenziali candidati durante un colloquio dovrà anche essere corretta, ovvero rispettare i termini di legge. E' questo il terzo dei sei criteri che esamineremo oggi.
    Nel processo di valutazione del personale non devono, dunque, subentrare criteri discriminatori quali, ad esempio, il genere, la religione, la razza, ecc.

    Il quarto criterio riguarda, invece, l'accettazione da parte di chi si sottopone al processo di valutazione dei metodi utilizzati. E' bene tenere presente questo criterio perché, in tempi di crisi, i candidati possono accettare metodi di selezione che non accetterebbero se il mercato del lavoro fosse favorevole. Questo, però, a lungo andare non farà che portare l'azienda a selezionare persone che, alla prima occasione, scapperanno a gambe levate da quella realtà.

    Test troppo spinti relativi alla personalità o prove di grafologia, ad esempio, potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno esattamente come prove che abbiano come scopo finale quello di valutare abilità astratte potrebbero essere viste come qualcosa di estraneo all'ambiente lavorativo e, come tali, non comprese fino in fondo.

    A presto per l'esame del quinto requisito.

    (Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

    mercoledì 28 agosto 2013

    Fare una valutazione del personale (4)


    Come mai alcune volte le valtazioni effettuate durante un colloquio non si rilevano valide e come comportarsi per aumentare questa validità?

    Il primo motivo è sicuramente la mancanza di formazione che porta il valutatore a non condurre il colloquio nel migliore dei modi oppure a non utilizzare bene gli strumenti per la valutazione dei candidati.

    Il secondo motivo potrebbe essere una misurazione imperfetta delle performance lavorative una volta che il candidato è stato assunto. Questo, ovviamente, genera un conflitto tra ciò che si è stabilito in sede di colloquio e ciò che, in pratica, si è visto durante lo svolgimento della normale attività lavorativa.

    Il problema è che molte organizzazioni non hanno la più pallida idea di cosa significhi una buona performance professionale perché sono incapaci di definirla in maniera accurata. E se noi abbiamo misurazioni inefficaci, è difficile, poi, tarare al meglio un processo di selezione e renderlo valido. Se, infatti, non sappiamo cosa stiamo cercando, è impossibile accorgerci quando l'abbiamo trovato.

    E' bene, dunque, spendere del tempo per decidere cosa debba essere assolutamente fatto affinché una performance venga giudicata buona e come si possa essere certi che i risultati ipotizzati siano stati effettivamente raggiunti.

    Il terzo punto da tenere bene a mente è che la performance di un lavoratore non dipende solamente dalle sue capacità, dalle competenze che ha e dalla preparazione che dimostra ma viene enormemente influenzata anche da altri fattori quali la gestione da parte del suo responsabile, la cultura dell'organizzazione in cui si trova ad operare e il mercato del lavoro nel suo insieme.

    In ultimo, anche la qualità delle informazioni fornite può essere fuorviante e mettere in dubbio la validità dell'intero processo di valutazione.
    Ricordiamo brevemente che le informazioni sono fornite:
    1. dal candidato tramite una lettera di presentazione, un curriculum, la chiacchierata del colloquio ed eventuali risposte a questionari mirati
    2. da terzi, solitamente tramite una lettera di referenze
    3. dai giudizi e dai voti ottenuti ad esempio durante gli esami scolastici o i percorsi di qualificazione professionale
    4. durante una prova pratica se il colloquio ne prevede una
    Accertarsi che le informazioni raccolte siano veritiere sarà il primo compito per qualsiasi azienda che voglia essere certa di impostare un processo di valutazione valido.

    A domani per la presentazione del terzo criterio da rispettare per valutare al meglio i candidati!

    (Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

    martedì 27 agosto 2013

    Fare una valutazione del personale (3)

    Il secondo criterio che una valutazione dovrà soddisfare per essere ritenuta buona sarà di risultare valida.

    Essere valido significa mostrare accuratezza nei risultati e, nel caso di un processo di selezione del personale, riuscire a individuare in poco tempo i buoni candidati, scartando quelli che non lo sono.

    La cosa migliore da fare per assicurare che i nostri risultati siano validi è fare un vero e proprio studio di validità raccogliendo nel tempo due serie di informazioni: il predittore (durante il colloquio, nel corso dei test, ecc.) e il criterio (che sarà l'indice della relativa performance).
    Se - ad esempio - stiamo conducendo un colloquio, il giudizio del valutatore formerà il predittore mentre il criterio sarà dato dalla valutazione della prestazione ad esempio dopo un anno di lavoro.
    Se il punteggio dato dal valutatore durante il colloquio era 4 e, a distanza di un anno, questo punteggio viene confermato dopo aver valutato le reali performance all'interno dell'azienda, ecco che il metodo di selezione da noi scelto sembra essere valido. Naturalmente, per essere certi della validità dei nostri giudizi, questo studio dovrà protrarsi nel tempo e rendersi ogni volta un po' più accurato.

    Prima di passare ad esaminare il terzo criterio da rispettare per assicurarci una buona valutazione, domani vedremo insieme come comportarci nel caso in cui il nostro giudizio in sede di colloquio non si sia rivelato valido.

    (Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

    lunedì 26 agosto 2013

    Fare una valutazione del personale (2)

    Continuiamo il discorso iniziato venerdì scorso, sottolineando come la valutazione di un candidato effettuata durante un colloquio orientativo debba essere prima di tutto veritiera.

    Questo è forse il criterio più difficile da rispettare perché una valutazione eseguita su una persona che non si conosce sarà più che altro un'interpretazione delle risposte e dei segnali forniti dal candidato.

    Le due cose migliori da fare per assicurarsi risultati quanto più veritieri possibile sono:
    1. mettere a confronto due serie di informazioni raccolte in momenti ed occasioni diversi, ad esempio eseguendo due volte i test psicologici. Se i risultati delle due serie di informazioni raccolte sono assimilabili, è probabile che il test stia dando una risposta veritiera
    2. confrontare i giudizi dati da due differenti valutatori sulla stessa serie di dati. Ad esempio fate in modo che i candidati possano interagire tra loro liberamente all'interno di un gruppo di discussione e lasciate che vengano osservati da due diversi esperti. Confrontate poi le sensazioni che entrambi hanno avuto e valutate se siano o meno assimilabili tra loro
    (Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

    venerdì 23 agosto 2013

    Fare una valutazione del personale

    Per valutare il personale che si sottopone a un colloquio per poter lavorare all'interno di un'organizzazione occorre scegliere una metodologia che rispetti più criteri possiile tra i seguenti sei:
    1. deve dare risultati veritieri, ovvero fornire un quadro realistico della persona valutata
    2. deve risultare valida, ovvero riuscire a individuare gli individui potenzialmente capaci di dare ottime performance segnalando quelli che non lo sono
    3. deve essere corretta, ovvero rispettare i principali requisiti di legge (pari opportunità, ecc.)
    4. deve risultare accettabile sia a chi si sottopone alla valutazione sia all'organizzazione che la fa
    5. deve essere efficiente, ovvero dare risultati che giustifichino i costi sostenuti per farla
    6. deve essere semplice da mettere in pratica e adattarsi al processo di selezione del personale in modo da permettere ai selezionatori di mostrarsi ai candidati ben organizzati e preparati
    Sarà difficile che un solo metodo di valutazione rispetti tutti i criteri elencati, dunque la nostra scelta sarà probabilmente il risultato di un compromesso.

    A partire da lunedì esamineremo i sei criteri uno alla volta, non mancate!

    (Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)