lunedì 30 aprile 2012

I nostri valori sono importanti

I valori che ci contraddistinguono provengono dal cuore e, in questo momento, sono immutabili e importantissimi per noi.
Forse li cambieremo col tempo ma oggi il nostro allineamento con essi ci garantisce serenità e ci fa sentire bene.

E' questo il motivo principale che ci porta a capire come non si possa scendere a compromessi sui valori perché saremmo persone infelici.
La conoscenza della nostra gerarchia di valori, importante solo per noi in quel dato ordine, è ciò che ci garantisce, infatti, la felicità personale e professionale.
Se, ad esempio, per noi è importante dedicare tanto tempo alla famiglia, saremo infelici in un posto di lavoro che ci costringa ogni giorno a fare ore e ore di straordinario perché non puntiamo solo ai soldi ma alla solidità familiare.

Molti di noi si ritrovano infelici dopo un po' di anni di lavoro nell'organizzazione sbagliata semplicemente perché, quando l'hanno scelta, non avevano ben chiaro il loro riferimento valoriale e hanno accettato condizioni che, al momento sono sembrate ottime, ma, col tempo, si sono rivelate non soddisfacenti (ad esempio un bell'aumento di stipendio in cambio di tante serate passate a lavorare).

Impariamo, dunque, sempre a chiederci cosa sia davvero importante per noi e cerchiamo il modo per assicurarcelo. In fondo tutta la nostra vita è questione di scelte e non è detto che guadagnare quelche euro in più ci garantisca quella serenità che stiamo cercando.

Mercoledì vedremo insieme una lista di possibili valori di riferimento. I vostri, forse, saranno tra questi o forse no ma sarà comunque uno spunto utile per incominciare a ragionare insieme su ciò che ci interessa davvero.

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venerdì 27 aprile 2012

Perché i progetti non raggiungono gli obiettivi?

Nonostante tutti gli sforzi che facciamo per mantenere il controllo di un progetto, molti progetti ancora non vanno a buon fine.  

Come mai?

Ecco alcune cause comuni  che possono portare al fallimento di un progetto:
 
mancanza di comunicazione
mancanza di cooperazione
mancanza di coordinamento
diminuzione di interesse da parte del team di progetto
• riduzione delle risorse
modifica degli obiettivi di progetto
• variazione delle priorità
variazione di prospettiva
modifica del campo di applicazione
nuove tecnologie
• mancanza di formazione
• mancanza di coinvolgimento di tutte le parti interessate


Vi vengono in mente altre motivazioni?

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giovedì 26 aprile 2012

Lavorare in team: alcune espressioni utili

Quali espressioni utilizzare quando si lavora in team?
Eccone alcune:

motivare il team:
- "state facendo un gran lavoro!"
- "ben fatto!"
- "mi piace il vostro entusiasmo" 
- "possiamo trovare una soluzione al problema e la troveremo!"

dare un feedback:
- "ho visto che hai preso l'iniziativa e volevo dirti che penso tu abbia fatto un gran lavoro"
- "apprezzo tutti gli sforzi che hai fatto ma mi piacerebbe che cambiassi approccio"
- "hai ottime doti comunicative, che ne dici di migliorare la tua gestione del tempo?" - "vorrei ringraziarti per il lavoro fatto all'interno di questo progetto"
- "cosa ti serve per migliorare la tua performance?"  
 
creare un'atmosfera positiva:
- "sarà apprezzato il lavoro di tutti"
- "definiamo i nostri obiettivi e vediamo come ognuno di noi può contribuire a raggiungerli"
- "sono qui per ascoltare i vostri suggerimenti" 

sedare i conflitti:
- "aspettiamo fino a quando tutti si saranno calmati, poi riprenderemo il discorso"
- "vorrei che ognuno di voi provasse ad esprimere con rispetto ciò che pensa
- "cerchiamo di mostrare tutti una condotta professionale, ok?" 
- "voglio ascoltare entrambe le campane"

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martedì 24 aprile 2012

I consigli dei coach (4)

Ultimo appuntamento con i consigli degli allenatori sportivi ai manager.
Oggi leggeremo quello di Bruno Bini, allenatore della nazionale francese di calcio femminile.

4) Bruno Bini - Allenatore della nazionale francese di calcio femminile


Bruno Bini consiglia di passare dei bei momenti tutti insieme: allenatore e giocatori.


"Oggi sarà di nuovo una bella giornata. E' con questa frase che apro ogni mattina il piccolo giornale che realizzo per le mie giocatrici, accompagnandola con la foto di un bel momento vissuto insieme.


Il mio modo di allenare prevede un po' di poesia e molto buonumore. Questo, però, non significa che regni l'anarchia! Ad esempio ho proibito alle ragazze di usare computer e smartphone durante i pasti e di portare bijoux durante gli allenamenti.   In breve, cerco di gestire la mia squadra come se fosse la mia famiglia. Del resto, fu proprio mia figlia ad inventare il nostro grido di  battaglia: Lalaluli!

Facciamo anche tante gite insieme. Ho organizzato talmente tanti giri in battello che le mie ragazze non ne vogliono più sentir parlare! Ma per lo shopping, sono sempre pronte..."


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lunedì 23 aprile 2012

I consigli dei coach (3)

Dopo aver letto su "Management" i consigli di Claude Onesta e di Benoît Campargue, oggi ascolteremo quello di Vincent Collet, allenatore della nazionale francese di basket.

3) Vincent Collet - Allenatore della nazionale francese di basket


Vincent Collet consiglia di stimolare i più combattivi perché saranno quelli che trascineranno tutti gli altri.


"Un allenatore deve saper stimolare l'emulazione tra i suoi giocatori e comprendere in fretta quali sono quelli giusti su cui puntare per trasmettere l'entusiasmo a tutti gli altri.


Dopo la sconfitta contro la Spagna nei quarti di finale degli Europei del 2009, i giocatori più esperti apparivano persi, demoralizzati.  Due giorni dopo avremmo dovuto affrontare la Turchia ed ecco che, allora, presi da parte i giovani uno ad uno e dissi loro che era giunto il momento di far vedere a tutti quanto valessero. 

Il giorno della partita, i titolari iniziarono a giocare. 
Una catastrofe! 
Allora incominciai a far entrare i giovani che, gasati al punto giusto, diedero il segnale della rivolta e portarono la squadra alla vittoria"



Domani leggeremo l'ultimo consiglio, quello di Bruno Bini, allenatore della nazionale francese di calcio femminile.

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venerdì 20 aprile 2012

I consigli dei coach (2)

Come promesso, dopo aver letto su "Management" i consigli di Claude Onesta ai manager, oggi esamineremo insieme il consiglio di Benoît Campargue, allenatore della nazionale francese di judo.

2) Benoît Campargue - Allenatore della nazionale francese di judo


Benoît Campargue consiglia di mantenere un atteggiamento aggressivo e da guerrieri.

"Quello che conta in uno sport come il judo, è l'aspetto da guerrieri, l'aggressività. Molti judoka vincono ancora prima di iniziare la gara solamente con il loro aspetto.

Bisogna sempre credere in sé, anche quando le circostanze non ci sono favorevoli. E' questo che ripeto di continuo ai miei atleti: mai dire mai, continuate a credere che tutto sia possibile. 
E' così che il diciottenne Teddy Riner, che tutti giudicavano troppo giovane, è arrivato terzo ai giochi di Pechino del 2008. 
Ed è sempre grazie a questo spirito che Gilles Bonhomme, infortunatosi al ginocchio, è divenuto campione di Francia nel 2011. 

Gli sforzi vengono sempre premiati. Per questo valorizzo chi è d'esempio con il suo lavoro perché credo nella positività dello spirito d'emulazione"



Lunedì leggeremo il consiglio di Vincent Collet, allenatore della nazionale francese di basket.

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giovedì 19 aprile 2012

I consigli dei coach

Sull'ultimo numero della rivista "Management" sono stati pubblicati i consigli rivolti ai manager di 4 famosi allenatori.

Provo a riassumerveli, così li discutiamo insieme:

1) Claude Onesta - Allenatore della nazionale francese di pallamano

Claude Onesta suggerisce ai manager di essere franchi e onesti perché mentendo non si va da nessuna parte.

"Dopo aver perso la partita con l'Ungheria negli europei 2012, sono stato onesto e non ho cercato di indorare la pillola.

Ho spiegato ai miei giocatori che le nostre possibilità di vittoria si erano ridotte al minimo, divenendo quasi nulle. Sarebbe stato inutile illuderli. 
Invece, ho preferito prepararli già al prossimo obiettivo: Londra. 
Prima, però, bisognava completare ciò che stavamo facendo nel modo più dignitoso possibile. Ho spiegato, infatti, che chi si fosse risparmiato nella gara, avrebbe compromesso la sua convocazione per Londra. 
Nessuno si è tirato indietro"

Domani leggeremo il consiglio di Benoît Campargue, allenatore della nazionale francese di judo.

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