venerdì 28 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento (7)

Vedremo oggi lo schema che "Riza Scienze" propone di seguire per iniziare bene un discorso in pubblico:

elementi indispensabili:
  •  saluto sorridente
  • mi chiamo (nome e cognome)
  • perché sono qui (informazioni utili per il pubblico)
  • cosa faremo insieme
  • perché lo faremo
  • come lo faremo
elementi opzionali:
  •  cosa sono disposto a dare per raggiungere questi obiettivi
  • cosa devono essere disposti a fare per raggiungere questi obiettivi
  • nota di colore (aneddoto o battuta simpatica, utile per raggiungere gli scopi dell'intervento)
Lunedì faremo un piccolo esercizio. Non mancate!

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giovedì 27 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento (6)

Eccovi il secondo scenario pubblicato da "Riza Scienze":

Situazione 2: 
Problema da evitare
Scenario - Anticipare una domanda scomoda: siete molto giovani, parlate a una platea di persone più grandi di voi e, quasi sicuramente, alcune potrebbero sentirsi a disagio a dover prendere lezioni da chi ha molti anni meno

Esempio di cornice esplicita
Sono molto contento di trovarmi qui tra voi, so già che siete un pubblico molto particolare perché prima di entrare in sala ho conversato con molti di voi e nessuno mi ha fatto una domanda che solitamente è di rito: non sei un po' troppo giovane? Questo significa che non giudicate un libro dalla copertina e la cosa mi fa enormemente piacere!

Esempio di cornice implicita
Probabilmente state pensando che io sia molto giovane, almeno lo spero! Questo mi dà un enorme vantaggio: proprio perché non ho dalla mia medaglie da mostrare e capelli bianchi a darmi autorità, posso chiedervi di concentrarvi su ciò che diremo, indipendentemente dalla persona che vi sta parlando e di giudicare la validità di questo intervento esclusivamente da quanto risulterà utile per voi. Vogliamo stringere un patto su questo?

A domani per riassumere ciò che bisogna fare quando si vuole tenere un bel discorso in pubblico.

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mercoledì 26 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento (5)

Come promesso, a partire da oggi inizieremo a vedere alcuni esempi pratici riportati dalla rivista "Riza Scienze" su come instaurare una relazione tra chi parla e chi ascolta.

Situazione 1: 
Problema da evitare
Scenario - Non volete essere interrotti dalle domande del pubblico mentre tenete il vostro discorso

Esempio di cornice esplicita
Vi chiedo la cortesia di porre tutte le domande alla fine, dal momento che a molte risponderò già all'interno del mio discorso. Dedicheremo un ampio spazio, dopo l'intervento, per rispondere a tutti i vostri quesiti.

Esempio di cornice implicita
Avete tutti un blocco e una penna per segnare le domande che potrete fare dopo l'intervento? Chi di voi le ha? Qualcuno può condividere queste cose con i colleghi che non le hanno? Bene, possiamo cominciare?

A domani per la scenario due.

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martedì 25 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento (4)

Qual è la differenza tra un oratore alle prime armi che è terrorizzato dall'idea di parlare a un pubblico e un oratore esperto?
Ancora una volta la leggiamo su "Riza Scienze":

Ritratto di un oratore focalizzato su se stesso

Prima di entrare in scena ripassa mentalmente quello che dirà, il più delle volte non ricordando nulla, avvertendo un senso di vuoto nella sua mente.

Ripete a se stesso di non avere paura.
Spera di non fare brutta fgura e si immagina scene in cui arranca di fronte alla platea.
Controlla i battiti del suo cuore e si augura che le mani non sudino troppo.

Quando parla è focalizzato sulla scaletta che ha preparato, si preoccupa di non saltare nemmeno un punto e di essere inappuntabile.
La cosa migliore che gli possa capitare, pensa, è ricevere un lungo applauso finale e che le persone si complimentino con lui. Vuole fare bella figura!

Ritratto di un oratore perfetto

Sorride prima di entrare in scena: lo fa perché il cuore batte, ha il giusto timore e sa che almeno sorridendo convincerà se stesso di essere un po' più calmo e vivrà quei minuti un po' meglio.

Sbircia il pubblico, non per controllare quanto ce ne sia in sala, ma per capire che tipologia di persone avrà di fronte e quale potrebbe essere il modo migliore di iniziare e a quale volume dovrà portare la sua voce.

Quando arriva il momento di entrare in scena non sa esattamente cosa dirà, ma non importa: si tratta solo di salutare e sorridere.

Quando poi tiene il discorso non smette di avere paura, provare timore, sentire il cuore che batte all'impazzata, semplicemente queste sensazioni passano in secondo piano sostituite dal calore e dall'attenzione che dedica al messaggio che vuole trasmettere perché chi ha di fronte lo colga.

Non perde il filo e raramente ha intoppi, ma se si verificano l'unico a farci caso è lui e i pochi che se ne accorgono non li vivono come un problema, ma solo come normali tentennamenti.

Se dimentica una parte del discorso, si ferma per rileggere i propri appunti: non si giustifica, sa che non c'è nulla di male nel farlo. 
Nel rispondere a una domanda, guarda negli occhi il suo interlocutore. Tuttavia non commette l'errore comune di rivolgersi a una sola persona perché ciò che conta è far arrivare il messaggio a tutti e, quindi, si rivolge d'istinto a ogni persona presente condividendo il dibattito. Non si inceppa e, se accade, si ferma per un istante, ci scherza e ricomincia a parlare.

Domani vedremo alcuni esempi pratici che ci insegneranno come costruire una relazione con il pubblico che ascolta.


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lunedì 24 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento (3)

Se avete letto e seguito i consigli di "Riza Scienze" che abbiamo riportato nelle due puntate precedenti, forse ora avete voglia di scoprire cosa avete trasmesso ai vostri interlocutori comportandovi in un certo modo.
Scopriamolo insieme:
  • sapete prendervi i vostri spazi
  • sapete concedere alla platea i suoi
  • probabilmente non siete lì per errore o per caso
  • potete rivolgervi direttamente a chi vi ascolta
  • li tenete in considerazione
  • non avete paura di incrociare il loro sguardo
  • siete a vostro agio
  • siete sicuri di voi stessi
  • avete qualcosa da dire
  • non avete fretta di dirlo
  • sapete stare zitti e in silenzio senza che la cosa vi mandi nel panico
  • ascoltate chi avete di fronte
  • darete loro il tempo di rispondere
  • non hanno nulla da temere da voi
  • e avete almeno un motivo per sorridere! ;o)
 Domani vedremo insieme la differenza tra un oratore che ha paura di parlare in pubblico e un oratore perfetto.

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venerdì 21 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento (2)

Continuiamo a leggere i pezzi salienti del numero monotematico che "Riza Scienze" ha voluto dedicare all'esposizione in pubblico.

Fare il "Faro" mette a proprio agio il pubblico

Il "Faro", finché non vi sarete abituati e non riuscite a farlo spontaneamente, è un buon modo di mettere a proprio agio il pubblico e, a volte, anche se stessi!
Normalmente, infatti, le persone sono intimorite dal raggiungere il centro di una platea perché si ritrovano improvvisamente con tutti gli occhi addosso e questo genera ansia, allora cercano per prima cosa di dire o fare qualcosa di intelligente per rompere il ghiaccio e conquistare chi hanno di fronte.

Al contrario, con le due mosse precedenti, la situazione è stata rovesciata e sfruttata con vantaggio. Raggiungendo con decisione e tranquillità il centro della scena e incrociando senza timore lo sguardo con i vostri interlocutori, senza fare nulla per impressionarli o ingraziarveli, senza averne timore ma anche senza spavalderia, avete compiuto quella che in sociologia applicata si chiama "dimostrazione di valore sociale". Avete trasmesso implicitamente che non hanno nulla da temere da voi e gli avete dato tempo di inquadrarvi e abituarsi alla vostra presenza, prima di inondarli di parole.

Questo atteggiamento si rivolge direttamente al nostro cervello rettile, la parte più antica della corteccia cerebrale. In modo simile agli animali che si studiano a vicenda, anche per le persone è importante farsi un'idea di chi hanno di fronte e lasciare loro tempo di farlo rimandendo in silenzio viene percepita istintivamente come una forma di estremo rispetto.

Lunedì vedremo cosa, agendo in modo così semplice e tranquillo,avremo già trasmesso al nostro pubblico. Mi sono sembrate considerazioni interessanti, non mancate!

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giovedì 20 settembre 2012

Parlare in pubblico: qualche suggerimento

La rivista "Riza Scienze" di agosto riportava alcuni consigli, più o meno utili e più o meno scritti bene, per parlare in pubblico.
Dato che la paura di esprimersi davanti a una platea di persone sembra sia addirittura la seconda a livello mondiale tra le fobie che spaventano l'uomo (la prima è la paura dei ragni, l'avreste mai detto?) ecco che abbiamo pensato di riproporvi i passi più interessanti del numero monotematico.

Buona lettura!

Mossa n° 1

Guadagnare il centro della scena prima di fare qualunque altra cosa

Che vi introducano o meno, che ci sia un applauso o dei fischi a farvi da cornice, guadagnate il centro della scena in silenzio.
Avanzate con passo deciso: camminate con sicurezza, ma senza correre. A meno che non vi venga naturale sorridere, non preoccupatevi di lasciar trasparire sul viso alcuna emozione. Se dovesse accadere, semplicemente non fateci caso e lasciatela andare.
Siate, per quanto possibile, naturali e neutri, come se la vostra performancenon fosse ancora iniziata. E, in effetti, non lo è: non abbiate fretta di cominciare.

Mossa° 2

Guardare negli occhi il pubblico, sorridere, salutare e..."lasciarsi giudicare"

Una volta guadagnato il centro della scena, rimanendo fermi sul posto, sfoderate un sorriso e guardate le persone che formano il vostro pubblico negli occhi per quanto possibile, una alla volta.
Conclusa questa carrellata di sguardi, salutate con una formula immediata e accessibile ad esempio un semplice "Buonasera".  Fatto questo rimanete in silenzio, continuando a sorridere per tre o quattro secondi e lasciate che le persone si abituino a voi, facendosi inevitabilmente un'idea, non importa quale.

Rispettando questi due semplici punti, avete appena inziato un discorso in pubblico...come un professionista.

A domani per continuare il discorso. Nel frattempo, se lo desiderate, potete dire come la pensate voi e se parlare in pubblico vi spaventi o meno.

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