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giovedì 8 settembre 2016

Le decisioni: tutte le tipologie

Le decisioni che vengono prese ogni giorno dalle organizzazioni possono avere diverse caratteristiche che ci consentono di raggrupparle secondo diversi fattori.

Il primo riguarda la loro struttura che le suddivide in:
  • Decisioni strutturate - sono decisioni nelle quali lo scopo è ben chiaro e compreso da tutti e che seguono una serie di passaggi logici e razionali secondo un modello razionale. Ad esempio, un'organizzazione potrebbe decidere di volerne sapere di più sull'azienda X e, per raggiungere lo scopo, potrebbe ricorrere agli archivi di una rivista del settore, a un'indagine di mercato o a un altro strumento ancora. In poche parole, se si decide in modo strutturato, per affrontare il problema si applicano metodologie ben conosciute e testate.
  • Decisioni non strutturate - si contrappongono alle decisioni strutturate perché i percorsi che le caratterizzano possono essere ambigui e non del tutto comprensibili da parte di chi partecipa al processo decisionale. Potrebbe essere difficile, ad esempio, individuare correttamente i benefici collegati alle decisioni, capire quali informazioni potrebbero facilitare il lavoro o come trasformare il problema in opportunità. Se, ad esempio, si lancia un nuovo videogioco, potrebbero non essere ben chiaro l'impatto sociale o gli obiettivi di mercato.
Il secondo identifica le decisioni in base al fatto che possano essere o meno programmabili nel tempo:
  • Decisioni programmate - sono decisioni strutturate che seguono procedure e step chiari e ben individuati. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di decisioni di routine e, quindi, che si ripetono nel tempo.
  • Decisioni non programmate - sono decisioni che devono essere prese in assenza di pratiche e procedure consolidate
Abbiamo poi una terza suddivisione che si basa sull'approccio strategico:
  • Decisioni strategiche - solitamente sono relative all'utilizzo più appropriato delle risorse dell'organizzazione per il raggiungimento di un obiettivo entro un certo lasso di tempo. Si basano sullo scopo finale dell'azienda per determinare cosa occorra fare per raggiungere l'obiettivo stabilito.
  • Decisioni operative - sono decisioni che hanno un orizzonte temporale breve e che seguono le decisioni strategiche al fine di calarle nella quotidianità

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mercoledì 19 settembre 2012

Decisioni e framing (3)

Avete preso le vostre decisioni e scelto l'alternativa preferita tra quelle proposte ieri e l'altro ieri?
Bene, leggiamo ora cosa scrive Rino Rumiati:

"Come si può osservare i due problemi sono equivalenti. Infatti, prevedere che 200 persone saranno salvate (nel caso del programma 1), rispetto alla previsione di 600 persone morte, è la stessa cosa
che fare la stima di 400 persone morte (nel caso dell'adozione del programma 3). Altrettanto equivalenti sono gli altri due programmi: sia in 2 che in 4 c'è 1/3 di probabilità che si salvino 600 persone.
Nonostante questa equivalenza strutturale si osservarono forti differenze nelle risposte date dai soggetti appartenenti ai due gruppi. Il 72% dei soggetti cui erano state presentate le prime due
opzioni sceglieva il programma 1; mentre il 78% dei soggetti ai quali erano state presentate le opzioni nella seconda formulazione sceglieva il programma 4.


Secondo Tversky e Kahneman i soggetti, di fronte alle due formulazioni, si rappresentano i problemi, cioè elaborano dei frames, in maniera differente nelle due condizioni. Il problema formulato nel primo modo viene elaborato come frame di guadagni, ossia in termini di vite salvate. La scelta prevalente dell'opzione sicura (1) è la scelta tipica di avversione al rischio nel dominio dei guadagni. 
Il problema nella sua seconda formulazione viene invece elaborato come frame di perdite, ossia in termini di vite perdute. In tal caso, la scelta prevalente dell'opzione rischiosa (cioè 4) è il comportamento tipico della ricerca del rischio nel dominio delle perdite."

Interessante, vero? Quanto abbiamo appena letto ci fa comprendere come le nostre decisioni che crediamo "autonome" siano spesso pesantemente influenzate dalla cornice dentro la quale ci vengono presentate le possibili alternative. Del resto i bravi decision maker questo lo sanno molto bene... ;o)

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martedì 18 settembre 2012

Decisioni e framing (2)

Continuiamo il discorso iniziato ieri e ispirato al libro "Decidere" di Rino Rumiati e riproponiamo la situazione già presentata:

Si immagini che gli USA si stiano preparando a fronteggiare un'insolita malattia asiatica a causa della quale ci si aspetta debbano morire 600 persone. Vengono proposti due programmi alternativi per combatterla

ipotizzando, però, che le nuove ipotesi tra cui scegliere siano queste:
  • programma 3 - se verrà adottato il programma 3, 400 persone moriranno;
  • programma 4 - se verrà adottato il programma 4, c'è 1/3 di probabilità che nessuno muoia e 2/3 di probabilità che muoiano 600 persone
 Scegliete sempre d'istinto. Appuntamento a domani...


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lunedì 17 settembre 2012

Decisioni e framing

Sto rileggendo "Decidere" di Rino Rumiati e mi sono imbattuta nella teoria dell'incorniciamento o "framing" sulla quale penso valga la pena spendere qualche parola.
Prima di farlo, però, vi chiedo di provare a leggere il brano seguente e di scegliere d'impulso l'alternativa che preferite:

Si immagini che gli USA si stiano preparando a fronteggiare un'insolita malattia asiatica a causa della quale ci si aspetta debbano morire 600 persone. Vengono proposti due programmi alternativi per combatterla. 
Si assuma che le stime scientifiche esatte delle conseguenze dei programmi siano le seguenti:
  • programma 1 - se verrà adottato il programma 1, 200 persone saranno salvate;
  • programma 2 - se verrà adottato il programma 2, c'è 1/3 di probabilità che si salvino 600 persone e 2/3 di probabilità che nessuno si salvi 
 Scegliete!

A domani per la continuazione...

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lunedì 20 agosto 2012

Prendere decisioni efficaci: il suggerimento di Franklin

Leggete cosa scriveva Benjamin Franklin a un suo amico preoccupato di non riuscire a prendere la decisione giusta. Altro che i manuali di decision making!

Per mancanza di informazioni sufficienti non posso consigliarti che cosa decidere, ma se hai la compiacenza di leggermi posso dirti come...

Il mio modo di procedere è quello di dividere a metà un foglio di carta mediante una riga ottenendo così due colonne; sopra una delle colonne scrivo "pro" e sopra l'altra "contro". Poi, facendo tre o quattro considerazioni al giorno, colloco sotto le due differenti etichette dei brevi appunti che mi serviranno di volta in volta per la valutazione "a favore" o "contro". Dopo averli disposti in un unico formato mi sforzo di stimare i rispettivi pesi... per effettuare alla fine il bilancio... E, sebbene il peso
delle ragioni non possa essere stabilito con la precisione delle quantità algebriche, quando ciascuna di esse viene considerata in questo modo, separatamente e comparativamente, e l'intera questione mi sia ben presente, penso di poter meglio giudicare e di essere meno propenso a fare passi sconsiderati; e infatti ho trovato un notevole vantaggio nell'adottare questo tipo di equazione, in ciò che può essere chiamata algebra morale o prudenziale.


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mercoledì 4 giugno 2008

Come diventare un buon manager: imparare a prendere decisioni

Imparare a decidere è una delle cose più difficili ma è anche una base imprescindibile per qualunque manager.

Il modo più sicuro per prendere una decisione, spesso, è quello che si basa su una buona raccolòta di dati e di evidenze oggettive. Non fidatevi del vostro intuito: informatevi, chiedete a chi ne sa più di voi su un determinato argomento, raccogliete tutte le informazioni che vi servono per prendere una decisione giusta, non solo quelle che possono andare a supporto di una vostra teoria.

Accettate eventuali suggerimenti se possono tornare utili alla causa che state perseguendo e non privatevi dell'utilissimo supporto che può arrivarvi dall'esperienza di chi conosce l'organizzazione da più tempo di voi.