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mercoledì 19 settembre 2012

Decisioni e framing (3)

Avete preso le vostre decisioni e scelto l'alternativa preferita tra quelle proposte ieri e l'altro ieri?
Bene, leggiamo ora cosa scrive Rino Rumiati:

"Come si può osservare i due problemi sono equivalenti. Infatti, prevedere che 200 persone saranno salvate (nel caso del programma 1), rispetto alla previsione di 600 persone morte, è la stessa cosa
che fare la stima di 400 persone morte (nel caso dell'adozione del programma 3). Altrettanto equivalenti sono gli altri due programmi: sia in 2 che in 4 c'è 1/3 di probabilità che si salvino 600 persone.
Nonostante questa equivalenza strutturale si osservarono forti differenze nelle risposte date dai soggetti appartenenti ai due gruppi. Il 72% dei soggetti cui erano state presentate le prime due
opzioni sceglieva il programma 1; mentre il 78% dei soggetti ai quali erano state presentate le opzioni nella seconda formulazione sceglieva il programma 4.


Secondo Tversky e Kahneman i soggetti, di fronte alle due formulazioni, si rappresentano i problemi, cioè elaborano dei frames, in maniera differente nelle due condizioni. Il problema formulato nel primo modo viene elaborato come frame di guadagni, ossia in termini di vite salvate. La scelta prevalente dell'opzione sicura (1) è la scelta tipica di avversione al rischio nel dominio dei guadagni. 
Il problema nella sua seconda formulazione viene invece elaborato come frame di perdite, ossia in termini di vite perdute. In tal caso, la scelta prevalente dell'opzione rischiosa (cioè 4) è il comportamento tipico della ricerca del rischio nel dominio delle perdite."

Interessante, vero? Quanto abbiamo appena letto ci fa comprendere come le nostre decisioni che crediamo "autonome" siano spesso pesantemente influenzate dalla cornice dentro la quale ci vengono presentate le possibili alternative. Del resto i bravi decision maker questo lo sanno molto bene... ;o)

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martedì 18 settembre 2012

Decisioni e framing (2)

Continuiamo il discorso iniziato ieri e ispirato al libro "Decidere" di Rino Rumiati e riproponiamo la situazione già presentata:

Si immagini che gli USA si stiano preparando a fronteggiare un'insolita malattia asiatica a causa della quale ci si aspetta debbano morire 600 persone. Vengono proposti due programmi alternativi per combatterla

ipotizzando, però, che le nuove ipotesi tra cui scegliere siano queste:
  • programma 3 - se verrà adottato il programma 3, 400 persone moriranno;
  • programma 4 - se verrà adottato il programma 4, c'è 1/3 di probabilità che nessuno muoia e 2/3 di probabilità che muoiano 600 persone
 Scegliete sempre d'istinto. Appuntamento a domani...


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lunedì 17 settembre 2012

Decisioni e framing

Sto rileggendo "Decidere" di Rino Rumiati e mi sono imbattuta nella teoria dell'incorniciamento o "framing" sulla quale penso valga la pena spendere qualche parola.
Prima di farlo, però, vi chiedo di provare a leggere il brano seguente e di scegliere d'impulso l'alternativa che preferite:

Si immagini che gli USA si stiano preparando a fronteggiare un'insolita malattia asiatica a causa della quale ci si aspetta debbano morire 600 persone. Vengono proposti due programmi alternativi per combatterla. 
Si assuma che le stime scientifiche esatte delle conseguenze dei programmi siano le seguenti:
  • programma 1 - se verrà adottato il programma 1, 200 persone saranno salvate;
  • programma 2 - se verrà adottato il programma 2, c'è 1/3 di probabilità che si salvino 600 persone e 2/3 di probabilità che nessuno si salvi 
 Scegliete!

A domani per la continuazione...

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lunedì 20 agosto 2012

Prendere decisioni efficaci: il suggerimento di Franklin

Leggete cosa scriveva Benjamin Franklin a un suo amico preoccupato di non riuscire a prendere la decisione giusta. Altro che i manuali di decision making!

Per mancanza di informazioni sufficienti non posso consigliarti che cosa decidere, ma se hai la compiacenza di leggermi posso dirti come...

Il mio modo di procedere è quello di dividere a metà un foglio di carta mediante una riga ottenendo così due colonne; sopra una delle colonne scrivo "pro" e sopra l'altra "contro". Poi, facendo tre o quattro considerazioni al giorno, colloco sotto le due differenti etichette dei brevi appunti che mi serviranno di volta in volta per la valutazione "a favore" o "contro". Dopo averli disposti in un unico formato mi sforzo di stimare i rispettivi pesi... per effettuare alla fine il bilancio... E, sebbene il peso
delle ragioni non possa essere stabilito con la precisione delle quantità algebriche, quando ciascuna di esse viene considerata in questo modo, separatamente e comparativamente, e l'intera questione mi sia ben presente, penso di poter meglio giudicare e di essere meno propenso a fare passi sconsiderati; e infatti ho trovato un notevole vantaggio nell'adottare questo tipo di equazione, in ciò che può essere chiamata algebra morale o prudenziale.


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lunedì 4 gennaio 2010

Il ruolo del team leader nelle decisioni di gruppo

La responsabilità maggiore nelle decisioni di gruppo è del team leader, che si trova in una situazione critica nell'influenzare la qualità e l'accettazione di una decisione.

Se siete il team leader di un gruppo, dovete essere come un direttore d'orchestra che non suona uno strumento particolare ma conduce e guida gli orchestarli.

Il team leader deve dirigere l'attenzione sia sul processo che sul contenuto della decisione.
Colui che si focalizza sul processo, aumenta la pressione sulla corretta definizione del problema e aiuta a generare soluzioni alternative, assicurando ai partecipanti di potersi esprimere liberamente e gestendo i potenziali conflitti.

Il team leader può influenzare anche il contenuto, insistendo su alti livelli qualitativi e di accettazioone e prevenendo le decisioni non applicabili.

Molti team leader diventano però troppo coinvolti nel contenuto della decisione di gruppo, perché normalmente sono a conoscenza di molti aspetti collegati alla decisione ed hanno una naturale propensione a  offrire il loro contributo diretto nella decisione.
Eppure è un errore.

Focalizzare la propria attenzione sul processo decisionale richiede disponibilità a disimparare abitudini passate e a praticare l'accettazione del dissenso.

A partire da domani proveremo a fornirvi alcuni suggerimenti per gestire il processo decisionale del gruppo. Non mancate di tornare a trovarci!

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lunedì 19 ottobre 2009

Decisione efficace: gli errori da evitare

Un processo decisionale efficace:

- mette a fuoco ciò che è importante, logico e coerente
- fonde il pensiero analitico a quello intuitivo
- richiede solo la quantità di informazioni necessarie
- incoraggia e guida la raccolta di informazioni rilevanti
- è rapido, attendibile, di semplice utilizzo e flessibile
- analizza le conseguenze della scelta
- risolve i problemi legati all'incertezza
- accetta un buon livello di tollerenza del rischio
- verifica la decisioni collegate

In questo contesto, è poi importante evitare gli errori più comuni:

- lavorare al problema sbagliato
- non individuare gli obiettivi_chiave
- non sviluppare alternative valide e/o creative
- trascurare le conseguenze cruciali delle alternative
- dare scarso peso ai compromessi
- non curarsi dell'incertezza
- non calcolare la tollerabilità del rischio
- non pianificare in anticipo quando ci si trova di fronte a decisioni collegate nel tempo

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)