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lunedì 8 ottobre 2018

Le aziende con i migliori stage

Fare gli stagisti, in qualche caso, può essere molto frustrante ma ci sono aziende dove uno stage può essere una buona opportunità lavorativa e anche offrire una contropartita economica di un certo rispetto. Ce ne parla "Business Insider Italia". 

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martedì 23 gennaio 2018

Tirocini, ogni regione fa da sé

(Fonte: "Italia Oggi")

Tirocini: qualcosa è cambiato in termini normativi, ma più sulla carta che nella realtà. Perché, dopo quasi otto mesi dall'approvazione delle nuove linee guida per i tirocini extra-curriculari (...), solo poche regioni le hanno di fatto recepite. Lazio, Calabria, Sicilia, Basilicata, Veneto, Lombardia, Molise, provincia autonoma di Trento e Liguria. Nelle altre, la situazione è varia e procede in maniera disomogenea. Alcune regioni non hanno ancora neppure cominciato a elaborare il nuovo testo. Altre hanno avviato tavoli con le parti sociali e sono a metà dell'opera. Fermo restando che nelle regioni "in attesa di recepimento" resta ovviamente in vigore la normativa precedente, occorre sottolineare che, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, intervenuta nel 2001, la materia è di esclusiva competenza regionale, per cui solo un tratto della parabola normativa dell'istituto è ascrivibile al legislatore nazionale.

(...)

Amndiamo ad analizzare, regione per regione, quali sono le novità, alla luce del monitoraggio di Adapt sui tirocini extracurriculari a sei mesi dalle nuove linee guida approvate (...).
Partendo da una prima definizione: quella di "stage" o "tirocinio". E cioè un momento di formazione in "situazione", di apprendimento di tipo pratico ed esperenziale finalizzato alla crescita personale e professionale del soggetto da formare, mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.
In altri termini, preso atto dell'importanza di un moderno sistema formativo incentrato sulla combinazione tra momenti di studio e momenti di lavoro, come fasi diverse di un unico modello formativo, il tirocinio altro non è che la variante pratica di questo modello, che può instaurarsi tanto all'interno di un contratto di lavoro (a contenuto formativo) come nel caso dell'apprendistato, quanto al di fuori di esso come nel caso del tirocinio formativo e di orientamento che non è mai configurabile come rapporto di lavoro. Allo stesso tempo il tirocinio formativo e di orientamento è uno strumento di politica attiva, per agevolare, attraverso l'acquisizione di competenze, l'ingresso di un numero sempre più ampio di soggetti nel mondo del lavoro.

Tra le principali novità previste dalle linee guida citate, vi sono: la durata massima degli stage stabilita a 12 mesi e quella minima a 2 mesi; e l'introduzione di nuovi soggetti abilitati all'attivazione dei tirocini e l'ampliamento sia dei compiti del soggetto promotore sia di quelli del soggetto ospitante. Il tirocinio non può durare meno di 2 mesi, a eccezione, si precisa, di quello svolto presso soggetti ospitanti che operano stagionalmente, per i quali la durata minima è ridotta a un mese.
Per quanto riguarda i soggetti promotori, sono introdotti tre nuovi soggetti abilitati all'attivazione dei tirocini: le fondazioni di istruzione tecnica superiore (Its), l'Anpal (l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che naturalmente nel 2013 non esisteva), e i soggetti autorizzati all'intermediazione dall'Anpal stessa. Se, tuttavia, non si fanno differenze per l'attivazione di tirocini regionali, le cose cambiano quando si tratta di mobilità interregionale: non tutti gli enti promotori saranno, infatti, abilitati a promuovere tirocini presso soggetti ospitanti situati al di fuori del territorio regionale. L'autorizzazione, in questo caso, riguarda solamente i servizi per l'impiego e le agenzie regionali per il lavoro, gli istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici e dell'Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) e le fondazioni di istruzione tecnica superiore.

Con riferimento alla durata, quasi tutte le regioni si discostano dalle linee guida nazionali, fissando la durata massima a 6 mesi, proroghe comprese (fanno eccezione Sicilia e Basilicata). 

(...)

Altro parametro introdotto è l'indennità di partecipazione, rispetto alla quale è interessante evidenziare che nessuna regione si allinea a quanto stabilito dalle linee guida nazionali (fatta eccezione per la sola regione Sicilia che conserva il minimo dei 300 eruro mensili). La maggior parte delle regioni fissa i tetti massimi previsti per le indennità tra i 450 euro e i 660 euro. O poco più giù come la regione Calabria che fissa l'importo minimo a 400 euro. Eccezion fatta per la regione Lazio, che ha deciso di innalzare l'indennità prevista fino a 800 euro.

Ciò che ne viene fuori (...) guardando la mappatura dei punti qualificanti (come indennità di partecipazione e durata), è però l'idea di uno stravolgimento della funzione più nobile e di prospettiva dei tirocini nei percorsi formativi dei giovani, condizionato da un eccesso di tirocini di dubbia natura (piuttosto che da misure di reale occupabilità per i giovani). Un'evoluzione (o involuzione) che non poco inciderà sul funzionamento del mercato del lavoro, anche ai danni dell'apprendistato.

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giovedì 16 novembre 2017

10 consigli per avere successo con uno stage

"La Repubblica" ci spiega come avere successo facendo una stage e ci offre qualche consiglio per ricavarne il massimo dal punto di vista professionale.

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martedì 1 agosto 2017

Stage: le nuove regole contro gli abusi

 (Fonte: "La Stampa")

Da  opportunità  formativa  sono  diventati  l’icona  della  precarietà  e degli  abusi.  Stage  e  tirocini conquistano la cronaca di giornali e mass media solo quando scoppiano  evidenti  violazioni,
ma se gestiti come prevedono le norme sono uno trampolino per portare i giovani nel mondo  del  lavoro.  Dopo  l’accordo tra Stato e Regioni del 25 maggio, ora le amministrazioni regionali hanno tempo fino al 25 novembre per recepire le nuove Linee guida per la realizzazione di stage e tirocini.
 

Il  nuovo  testo  contiene  disposizioni  importanti.  Innanzitutto vanno distinti tra di loro  i  tirocini  curriculari  da quelli  extracurricolari.  La nuova  normativa  riguarda questi ultimi, vale a dire stage che  vengono  realizzati  dopo l’acquisizione del titolo di studio, e non come parte del programma  di  studi.  Si  calcola che gli stage di questo tipo realizzati  in  Italia  coinvolgano
ogni anno oltre 300 mila giovani, ma se si aggiungono i tirocini offerti al di fuori delle norme, al nero o senza rispettare i requisiti richiesti, si stima che il popolo degli stagisti arrivi a superare  le  500  mila  unità.


L’avvertenza è quella di riportare  la  trasparenza  in  questo mondo  e  stroncare  gli  abusi,
uno dei quali riguarda l’indennità di partecipazione e un altro  la  presenza  di  due  tutor, uno  da  parte  dei  promotori, l‘altro  da  parte  dell’azienda ospitante.
Gli stage non possono essere proposti da singoli individui o autoproposti, anche perché è
prevista  la  presenza  di  una convenzione e di una polizza di assicurazione  contro  gli  incidenti  sul  lavoro  e  per  la  responsabilità  civile.  Nel  documento  di  23  pagine  stilato  da Stato e Regioni vi sono anche gli allegati che servono per la stesura del progetto formativo dello  stage  (www.cliclavoro.gov.it,  Formazione).  


L’indennità mensile minima è stata confermata a 300 euro, ma in  diverse  regioni  si  pagano
400-500  euro.  Piemonte  e Abruzzo pagano di più (fino a 600 euro), ma ci sono aziende che  pagano  mille  euro.  Sono previste  sanzioni  per  chi  non rispetta  le  linee  guida.  Per esempio,  la  mancata  corresponsione dell’indennità comporta  una  sanzione  amministrativa da un minimo di mille ad un massimo di 6 mila euro.
La  durata  minima  è  stata portata a due mesi, salvo le attività  stagionali  (un  mese), mentre quella massima è di 12 mesi, estesi a 24 mesi per i disabili.  Per  tirocini  in  mobilità interregionale,  dovrà  essere applicata  la  normativa  regionale in cui si colloca il soggetto ospitante.  Rimane  salva  la
possibilità  di  accentramento per i datori di lavoro pubblici e privati con sedi in più regioni, che  possono  fare  riferimento alla sola normativa della regione dove è collocata la sede legale. Sono previste anche quote di stagisti a seconda delle dimensioni aziendali: in generale uno stagista sotto i 5 dipendenti, due fino a 20, il 10% sopra i 20 dipendenti. 


Nell’ambito del programma nazionale  Garanzia  Giovani possono essere promossi tirocini  extracurriculari  di  orientamento,  inserimento  o  reinserimento e tirocini in mobilità geografica nazionale e transnazionale. Inoltre, il 1° marzo 2016 è stata avviata la misura Super  Bonus  occupazionale trasformazione  tirocini,  che sostiene la trasformazione dei tirocini  in  contratti  di  lavoro attraverso  un  incentivo  per  i datori di lavoro.


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martedì 15 dicembre 2015

Stage - uno su dieci ce la fa

(Fonte: "D")

Sono 320mila i giovani che hanno fatto uno stage in un'impresa privata nel 2014, secondo il dossier "Formazione continua e tirocini formativi" del rapporto Excelsior di Unioncamere.
E rispetto a chi li ha preceduti - almeno coloro che hanno svolto stage "extracurricolari", cioè dopo il diploma o la laurea - hanno avuto condizioni migliori: da quando, tra il 2013 e il 2014, è entrata in vigore regione per regione una nuova normativa, infatti, si è finalmente delineato un chiaro schema di garanzie e diritti, tra cui quello al rimborso spese - tra i temi più importanti per i giovani che, il 10 novembre, sono scesi in  piazza in quattro continenti per la prima "Giornata internazionale degli stagisti".

I tirocini extracurricolari in Italia non possono più essere gratuiti: ogni regione ha posto un limite minimo - dai 300 euro al mese della Sicilia e di Trento ai 600 di Piemonte e Abruzzo - per garantirne la sostenibilità economica e non escludere i meno abbienti dall'uso di questo strumento per accrescere le competenze.

Resta invece aperto il problema della confusa regolamentazione dei tirocini curricolari, quelli svolti per esempio dagli studenti. Per loro non solo non c'è alcun diritto al rimborso, ma manca un quadro normativo definito, dato che il vecchio decreto ministeriale di riferimento, (il 142/1998), per effetto dell'accavallamento con le nuove leggi regionali, risulta inutilizzabile.

Ma gli stagisti d'Italia sono molti di più dei 320mila censiti da Unioncamere: a quelli nelle aziende private vanno aggiunti quelli in enti pubblici e non profit, per un totale intorno al mezzo milione l'anno.

Sempre secondo il rapporto, un aspetto rilevante è che i tirocinanti sono in leggero aumento rispetto all'anno precedente (+3,1%) e lo stage resta una porta appena socchiusa sul mondo del lavoro: solo l'11,9% nel 2014 ha avuto una proposta di assunzione.
Un miglioramento, comunque, rispetto al passato: tra il 2010 e il 2013 la percentuale non aveva mai superato il 10%.

Anche per questo è importante scegliere con cognizione: conoscere il mercato degli stage e confrontare le offerte per limitare le perdite di tempo. Specie perché, in Italia, la categoria non è fatta solo di giovanissimi: quasi un terzo degli stagisti del 2014 viene dall'università (...).
Interessate ai profili "alti" sono soprattutto le grandi aziende (in quelle con oltre 250 dipendenti, 3 stagisti su 5 sono laureandi o laureati), che sono anche quelle che assumono di più (3 stagisti su 10). 

Il settore più propenso a stabilizzare è quello dell'informatica e telecomunicazioni (33% di stage diventano contratti). Solo il 6% viene assunto invece nella sanità privata.

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martedì 5 novembre 2013

Cose da sapere sugli stage (2)

Continuiamo a leggere l'articolo tratto dalla rivista "D" per orientarci meglio nel mondo degli stage.
Oggi capiremo come funzionano i tirocini all'estero.

"Viene da Usa e Inghilterra l'ultima polemica contro gli stage gratuiti che sarebbero discriminatori, anzi, doppiamente discriminatori perché, pur ormai necessari per entrare nel mondo dei lavori più remunerativi e per cominciare a mettere piede in certi ambienti di prestigio, sarebbero - in realtà - alla portata solo di tirocinanti privilegiati, quantomeno con famiglie abbienti alle spalle."

(...)

"Conferma l'inglese Paul Redmond, presidente dell'Association of Graduate Careers Advisory Services che spiega che in Inghilterra è difficile che si sfruttino gli studenti perché l'istituzione universitaria è coinvolta e fa da intermediario. 
Esistono delle regole.

Il problema nasce coi laureati e con le aziende che offrono stage, che - a questo punto -non sono più stage, a giovani che sono già - a tutti gli effetti - sul mercato del lavoro. 
Non è solo questione di dignità del singolo, è giustizia sociale: solo i figli dei ricchi possono permettersi stage non pagati. 
Quando un recruiter preferisce un candidato che ha fatto percorsi non retribuiti a uno che non ha potuto fare esperienze lavorative di rilievo, magari perché lavorava in un bar per pagarsi gli studi, sta compiendo due errori: da un lato discrimina i non abbienti, dall'altro si nega la possibilità di scegliere in una rosa ben più ampia di candidati."

"Diversa ancora la situazione in Estremo Oriente, eden professionale ambito da molti giovani connazionali. Qui il vero stipendio è la possibilità di spingersi sempre più a Est ma passando dalla porta sul retro.
Lo stage è l'escamotage per addentrarsi in paesi difficili e costruirsi una carriera. La retribuzione è bassa, ma l'esperienza consente nuove conoscenze professionali e umane, un discreto e non eccessivo impegno lavorativo, una crescita e un divertimento stile Erasmus. 
I dati confermano il flusso: secondo la Fondazione Migrantes, nel 2013 sono stati registrati in Asia 3.500 italiani residenti in più rispetto all'anno prima e il paese più interessato è, neanche a dirlo, la Cina, dove sono soprattutto i giovani sui 30 anni a scegliere un tirocinio che si trasformerà in uno stipendio annuo di 37 mila dollari per il 20% di loro."

(...)

"La legge cinese vieta che lo stage sia retribuito, ma sono previsti un bonus di circa 500 dollari, vitto, alloggio e la possibilità concreta che lo stage si trasfromi in un posto fisso. 
Il 60% dei tirocinanti riceve poi proposte di lavoro ma solo il 40% accetta, molti tornano per finire gli studi.

Non c'è solo la Cina. Il 64,3% delle imprese sudcoreane esprime il desiderio di arruolare studenti stranieri in organico. I settori aperti sono quelli degli affari internazioneli, dello sviluppo tecnologico, del marketing; di solito il periodo è di 6 mesi, il contributo economico può arrivare a 900 euro."

(...)
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lunedì 4 novembre 2013

Cose da sapere sugli stage

(Tratto da: "D")

Eccovi alcuni stralci di un articolo che ho trovato molto interessante per chiarire la situazione degli stage in Italia e perché offre alcuni validi suggerimenti per fare questo tipo di tirocini all'estero.

Buona lettura!

"Ti stanno offrendo uno stage rolling o uno stage finalizzato ad assunzione?"

(...)

"Rolling: programma a rotazione per coprire il buco di una figura professionale come un assistente, una figura junior, una segretaria. 
Finalizzato ad assunzione: ricerca del profilo giusto per sviluppare una divisione o funzione.

Controllate su Google se gli aggregatori danno lo stesso annuncio di lavoro datato in anni passati (in questo caso lo stage è rolling), ricercate su LinkedIn la sopravvivenza in azienda di precedenti stagisti. Se non esiste lo stage è rolling. Osservate il tipo di colloquio (ingaggio veloce e recruiter molto giovane? Probabilmente si tratta di rolling), verificate se la mail assegnata riporta vicino al nome la dicitura "ext" o "External" perché siamo in una situazione rolling più che mai, controllate l'alternanza periodica delle firme nelle e-mail non personali per le comunicazioni generiche (ancora rolling!), testate sul campo consistenza delle mansioni e destino degli stagisti più anziani."

(...)

"Il ministro Fornero ha diviso gli stage in curriculari, cioè connessi al percorso di studio (non retribuiti e sottoposti al controllo del Miur, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca), ed extracurriculari, cioè estranei all'iter formativo (retribuzione lorda minima di 400 euro e durata massima di 6 mesi), in sintesi la metà dei tirocini attivati in Italia.

Il passo successivo doveva essere il recepimento del provvedimento da parte delle singole regioni, tenute a emettere delle leggi che ne ricalcassero i principi guida. Tutto ciò entro luglio. Molti gli sforamenti tra cui quello clamoroso della regione Lombardia che da sola accoglie circa 90mila stagisti l'anno."

(...)

"Si teme l'azzeramento delle truppe degli stagisti extracurriculari di cui, rimborso spese a parte, è contingentata la presenza. In teoria, nulla vieta a un'azienda di dotarsi di tutti i curriculari che vuole, gratuiti e non normati."

"Il problema è che l'Italia è l'unico paese al mondo dove i contratti di lavoro di serie B costano meno dei contratti a tempo indeterminato"

(...)

"Secondo l'ultimo studio di Excelsior, sistema informativo che fornisce periodicamente dati di previsione sui fabbisogni professionali e formativi delle aziende, solo 1 stagista su 10 assapora l'assunzione. Per la precisione, nel 2012 è entrato negli organici aziendali il 10,6% dei tirocinanti; gli stage attivati in Italia dalle imprese sono stati circa 307 mila."

(...)

Domani, con l'aiuto di questo articolo, vedremo insieme la situazione degli stage all'estero.

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lunedì 8 agosto 2011

Uno stage nel campo della Qualità (4)

Chiudiamo le chiacchiere dedicate alla ricerca di uno stage con gli ultimissimi consigli. Se volete, ora, potete raccontarci le vostre esperienze!

  1. cercatevi lo stage da soli, meglio se all'estero: gli stage in Italia sono spesso inutili e inconcludenti, soprattutto quando a trovarveli sono le università o se vengono svolti presso gli enti pubblici. Piuttosto che buttare via il vostro tempo in stage non retribuiti e senza prospettiva di impiego, perché non provate a cercare qualcosa all'estero dove c'è spesso più serietà, sono garantite le retribuzioni minime previste dalla legge e i tutor sono più orientati ad insegnarvi il mestiere?
  2. le società piccole sono spesso più stimolanti: saranno le uniche che vi permetteranno di poter seguire ogni fase delle attività, un'esperienza importantissima per un giovane
  3. sfruttate i tempi morti: assorbite come una spugna dai colleghi più esperti, anche solo guardarli lavorare sarà istruttivo. Gli stagisti hanno spesso lunghi tempi morti in cui vengono "dimenticati" in un angolo. Sfruttateli per osservare il funzionamento dell'organizzazione dove vi trovate e non tiratevi mai indietro se vi propongono di fare una nuova esperienza
  4. non è mai troppo presto: i ragazzi più lungimiranti iniziano a cercare uno stage già intorno al secondo anno di università. Non sarà una passeggiata, visto che dovrete lavorare e studiare, ma farsi formare quando si è ancora così giovani non potrà che aiutarvi a bruciare le tappe in futuro

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giovedì 4 agosto 2011

Uno stage nel campo della Qualità (2)

Siete giovani, alle prime armi e volete avviare la vostra carriera nel campo della Qualità con uno stage?

Eccovi 5 consigli per uno stage vincente:

  1. siate propositivi: non abbiate paura di dire una stupidaggine: da uno stagista non ci si aspetta di avere soluzioni ma le buone idee sono sempre apprezzate
  2. memorizzate i nomi e i ruoli dei colleghi: serve a capire le dinamiche dell'ufficio e ad evitare situazioni imbarazzanti
  3. date il massimo: preparatevi a mesi di duro lavoro e cercate di non comportarvi come un impiegato che timbra il cartellino. Fermatevi un po' di più e non perdete troppo tempo alla macchinetta del caffé
  4. tenete un diario dello stage con le attività svolte: servirà ad arricchire il curriculum con le competenze acquisite e ad inserire nella lettera di presentazione una descrizione del lavoro svolto
  5. siate disponibili e non remissivi: non siete lì per portare il caffé ma per fare un'esperienza formativa: le richieste più fastidiose (fotocopie, ecc.) vengono fatte quando lo stagista non ha niente da fare. Per evitare che accada, mostratevi sempre disponibili a cercate di tenervi impegnati
Domani vedremo insieme 5 comportamenti da evitare durante uno stage.

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mercoledì 3 agosto 2011

Uno stage nel campo della Qualità

Lo stage è una tappa obbligatoria della carriera professionale, anche in quello del professionista della Qualità. Ma come affrontare questo step nel modo più intelligente?
Da domani, inizieremo a darvi qualche consiglio pratico. Nel frattempo, inquadriamo meglio l'argomento:

Una strada infallibile per accedere al mondo del lavoro?
Non sempre. Anzi, il più delle volte lo stage è un vicolo cieco e i 500.000 stagisti che ogni anno bussano alle porte delle aziende lo sanno bene. Solo il 50% di loro viene retribuito e solo l'11% finisce con l'essere assunto, percentuale che sale oltre il 20% se si tratta di una grande azienda e scende al 7% in caso di piccole realtà.

Limiti di età
La normativa italiana non ne prevede ma è consigliabile non proporsi come stagista oltre i 27-28 anni. Meglio fare esperienze durante l'università o addirittura l'ultimo anno di superiori

Mai invertire il percorso
Se avete già avuto un contratto, evitate di proporvi per uno stage a meno che non si tratti di un settore molto diverso da quello nel quale lavoravate prima. Dopo un contratto dovreste pretenderne un altro almeno di pari livello

Rimborsi spese? Sì, grazie
E' giusto che l'impegno dello stagista venga remunerato. Il consiglio è quello di accettare un tirocinio gratuito solo durante la scuola superiore. Per gli universitari, l'importo minimo consigliato è di 250 euro al mese che sale a 500 per i neolaureati

Pochi ma buoni
Quanti stage si possono fare nella vita? C'è chi ha superato la decina ma troppi non fanno bene al curriculum. L'ideale sarebbe arrivare alla laurea con due già completati e farne un altro dopo. L'importante è scegliere quelli giusti, ossia retribuiti e attinenti al proprio campo di interesse

Come non farsi fregare
Chi fa uno stage, oltre all'esperienza, cerca un modo per entrare nel mondo del lavoro. Ma come si fa a scoprire se esistono chance di avere un contratto, dopo? Le aziende non sono quasi mai chiare su questo punto. La risposta classica è: "dipende da come va il tirocinio".
Un trucco semplice per capire cosa riserva il futuro è chiedere, invece, qual è la percentuale di ex stagisti assunti al termine del periodo formativo

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