La seconda grande "trappola" nella quale è facile cadere quando si cerca un lavoro (non importa se si è ancora studenti o se si ha già qualche anno di esperienza nel mondo del lavoro) è la seguente:
"Il mio percorso di studi (o il lavoro fatto finora) non si collega direttamente a nessuna professione", oppure; "non voglio seguire la carriera tracciata dal mio percorso di studi (o dal lavoro fatto fino ad oggi)"
Gli studi, le specializzazioni e l'esperienza maturata non devono per forza essere direttamente collegati alla vostra carriera professionale.
Focalizzatevi su ciò che avete imparato e sulle competenze che avete sviluppato e cercate di capire quali conoscenze avete maturato e come sarebbe possibile trasferirle in un ambito professionale a voi più consono che non corrisponda al naturale sbocco del vostro percorso di studi o dell'esperienza maturata fino ad oggi.
Domani la terza trappola che spesso scatta in chi cerca un nuovo lavoro. Resterete con noi? ;o)
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mercoledì 30 novembre 2011
Le trappole in cui si cade quando si cerca un lavoro (2)
martedì 29 novembre 2011
Le trappole in cui si cade quando si cerca un lavoro
Quando si cerca lavoro da tanto tempo, è facile diventare preda di una serie di "trappole" che ci spingono a rinunciare.
Cerchiamo, dunque, di identificare insieme quali sono questi meccanismi psicologici che ci demotivano e di capire come combatterli.
"Non so cosa voglio fare nella vita"
Non sapere cosa si vuole davvero fare nella vita e non fissare un obiettivo chiaro è il primo passo per cadere in questa trappola. Questo meccanismo negativo agisce soprattutto su chi ha appena terminato il proprio corso di studi e si sta approcciando per la prima volta al mercato del lavoro.
Come abbiamo spiegato molte volte, una strategia per trovare un lavoro deve partire dalla definizione dei propri obiettivi al riguardo.
I vostri obiettivi possono anche essere più di uno ma è importante concentrare tutte le proprie energie solo su uno, almeno all'inizio.
Intendiamoci, questo non significa che - se volete fare il Responsabile Qualità - dobbiate rifiutare tutti i lavori che non hanno attinenza con questo (ci mancherebbe altro, visto il periodo di crisi!) ma, semplicemente, che dovrete cercare di tirare fuori tutto ciò che impararerete in questa vostra parentesi professionale cercando di collegarlo al vostro obiettivo.
Cerco di spiegarmi meglio: poniamo che vi abbiano offerto un lavoro come Operatore di call center. Ovviamente questa mansione è lontana anni luce dal lavoro di Responsabile Qualità che vorreste ma potreste imparare a gestire al meglio i clienti, a tranquillizzarli quando sono arrabbiati, ad approcciarli nel migliore dei modi e spiegare tutto questo nel vostro curriculum quando andrete a delineare questa esperienza lavorativa.
La cosa importante è far capire a chi vi legge che tutto ciò che avete fatto e avete imparato l'avete fatto e imparato pensando alla Qualità e a quello che sarà il vostro mestiere definitivo.
Domani esamineremo insieme una nuova "trappola", non mancate!
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lunedì 28 novembre 2011
La paura di parlare
"Riza Psicosomatica" di questo mese affronta un tema che, secondo me, è molto sentito soprattutto nel mondo del lavoro: la paura di non sapere cosa dire.
Quante volte ci siamo ritrovati in una riunione e non siamo riusciti ad inserirci nella discussione solamente perché avevamo paura di parlare? Magari ci è già successo anche in un lavoro di gruppo o - perché no - qui sul forum di QualitiAmo dove tutti sembrano così preparati da indurci a pensare di non essere all'altezza.
La rivista ci offre tre consigli pratici per vincere questa paura:
- non forziamoci a prendere la parola - il primo passo è legittimarsi nella possibilità di stare in silenzio o di dire anche solo pochissime parole. Non succede niente. Piuttosto impariamo a sfruttare il silenzio per spostare la nostra attenzione da noi stessi agli altri, per osservarli meglio, per farci un'idea più precisa di quello che stanno dicendo e - di conseguenza - per produrre riflessioni di cui, volendo, potremmo parlare
- parliamo di ciò che conosciamo - portiamo il discorso su un terreno nostro, su argomenti che ci sono familiari ma - soprattutto - che ci piacciono. Se - invece - non ci interessano, non saper cosa dire è naturale! Anzi, sarebbe bello che tante persone non parlassero a vanvera di ciò di cui non sanno niente. Se vogliamo possiamo fare domande, chiedere, informarci. Non rischiamo niente
- disinneschiamo il "giudice interiore" - è fondamentale ridurre il nostro giudice interno che non ci lascia liberi di esprimerci. Non importa che gli altri ne sappiano più di noi se abbiamo voglia di condividere con gli altri la nostra opinione. Ricordate che, spesso, chi sembra sapere tutto e si atteggia a superiore è solamente una persona che ha imparato a "vendersi" bene
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venerdì 25 novembre 2011
Il candidato perfetto secondo i cacciatori di teste
Qual è la lista dei desideri che i cacciatori di teste esprimono riguardo al candidato perfetto? Vediamola insieme:
- buona capacità di comunicare verbalmente e per iscritto
- etica
- capacità di interagire con le persone
- attitudine al lavoro di squadra
- capacità analitiche
- flessibilità, adattabilità
- attenzione ai dettagli
- buona iniziativa
- esperienza pregressa
- capacità di Problem solving
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giovedì 24 novembre 2011
Motivare le persone
Torniamo sull'argomento motivazione per riassumere brevemente ciò che si deve e ciò che non si deve fare per motivare i nostri colleghi o collaboratori.
Cosa fare per motivare
- assicurarsi che colleghi e collaboratori abbiano tutto il supporto di cui hanno bisogno
- garantire loro gli strumenti necessari per poter lavorare
- comunicare con loro chiaramente anche se questo richiede tempo
- condividere con loro tutte le informazioni necessarie per svolgere un buon lavoro. Non nascondere nemmeno eventuali cattive notizie
- adottare la politica della "porta aperta", cioè essere sempre pronti ad ascoltare chi ha bisogno del nostro aiuto
- incoraggiare la creatività
- quando non si può implementare un'idea presentata, spiegare sempre il perché ed, eventualmente, quando si pensa di poterla applicare
- far sapere quanto ogni collaboratore/collega è stato utile all'organizzazione all'interno di un quadro generale
Cosa NON fare per motivare
- sottolineare a colleghi/collaboratori che sono fortunati ad avere un lavoro
- non rispondere a chi ci fa domande o ci chiede informazioni
- ignorare le voci di corridoio e non fornire una versione ufficiale delle questioni più delicate
- non supportare le nuove idee
- non riconoscere il contributo dei colleghi o collaboratori all'interno dell'organizzazione
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mercoledì 23 novembre 2011
Rendersi indispensabili (4)
Ultimo appuntamento per imparare come sfruttare al meglio le nostre caratteristiche positive.
Abbiamo visto:
- come individuare i nostri punti di forza
- come scegliere quello su cui concentrarci
- come decidere quale aspetto migliorare
Come migliorare la caratteristica scelta del punto di forza su cui vogliamo concentrarci
Poniamo che voi, da bravi motivatori, sappiate scrivere bene, spiegare chiaramente i concetti, aiutare le persone a capire cosa ci si aspetta da loro, parlare con i diversi livelli della vostra organizzazione scegliendo il linguaggio più adatto, ecc. ma che non sappiate assolutamente essere concisi.
Ecco, questa sarà la caratteristica legata alla comunicazione che dovrete sviluppare.
Potete iniziare raccogliendo materiale online (se vi serve qualche input, fatecelo sapere. Potremmo decidere di parlare di quell'argomento su QualitiAmo), leggendo dei libri dedicati all'argomento, facendo pratica in famiglia e con gli amici e chiedendo a tutti di suggerire come essere più concisi ed incisivi.
Se scoprirete - poi - che l'argomento vi appassiona davvero, potrete decidere di frequentare un corso (dal vivo o virtualmente, tramite internet) o di affidarvi a un coach.
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martedì 22 novembre 2011
Rendersi indispensabili (3)
Terzo appuntamento con la nostra crescita professionale. Dopo aver individuato i vostri punti di forza e aver scelto quello sul quale concentrarvi, oggi vedremo insieme come:
Sviluppare un nuovo aspetto del vostro punto forte
Poniamo, ad esempio, che siate molto bravi a motivare i vostri colleghi.
Vediamo quali competenze si accompagnano, solitamente, a questa caratteristica:
- capacità di connettersi con gli altri a livello emozionale
- capacità di comunicare una visione chiara e una direzione univoca
- buona predisposizione alla comunicazione
- volontà di far crescere gli altri
- predisposizione a prendere l'iniziativa
- ecc.
Una volta individuata, non dovrete fare altro che iniziare a formarvi in questo nuovo campo per rendervi ancora più imbattibili e potenziare notevolmente quello che è già un vostro punto di forza.
Ricordate sempre che dovrete scegliere un percorso che sia importante per la vostra organizzazione e che abbiate voglia di seguire anche se, in questo caso, dovrete concentrarvi sui punti più deboli. Se sapete motivare le persone ma avete qualche difficoltà a comunicare bene, ecco che è questa la strada che dovrà seguire il vostro empowerment!
Ma quali sono le caratteristiche complementari che corrispondono ai singoli pregi di un leader che abbiamo elencato ieri?
Non abbiate fretta, questa è materia da Q-club e presto faremo un piccolo esercizio per trovarle tutte. ;o)
A domani per le conclusioni!
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