venerdì 29 gennaio 2016

Scambi fra colleghi e idee per i capi: il boom delle community aziendali

L'evoluzione della vecchia "intranet" è una sofisticata piattaforma, ora anche per i dispositivi mobili, che permette la diffusione capillare delle conoscenze.

Anche in questo caso, ce ne parla "Affari & Finanza" con questo articolo.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 28 gennaio 2016

Competenze per le PA, ecco i criteri

Alla luce dei nuovi trend (mobile, cloud computing, evoluzioni web, pagamenti elettronici) ecco i profili lavorativi più ricercati secondo le associazioni delle imprese del settore ICT.

Ce ne parla questo articolo di "Affari & Finanza".

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

mercoledì 27 gennaio 2016

Quale cultura vige all'interno della vostra organizzazione?

Quale cultura vige all'interno della vostra organizzazione? Quali sono le percezioni dei lavoratori in merito ai valori aziendali?
 
Per rispondere a queste e a molte altre domande, si deve partire da un'analisi che possiamo articolare in dodici punti. 

Vediamoli insieme:
  1. Cambiamento: quanto sono a loro agio con il cambiamento le persone che lavorano nella vostra organizzazione e come gestiscono le richieste di cambiamento che provengono dall'interno e dall'esterno?
  2. Orientamento agli stakeholder: l'azienda ha sviluppato un serio percorso per comprendere a fondo le esigenze degli stakeholder e per risolvere eventuali problemi che possano riscontrare?
  3. Competitività: qual è il grado di impegno dell'organizzazione nel cercare di superare la concorrenza? I concorrenti vengono presi seriamente o le loro performance vengono ridicolizzate?
  4. Creatività e innovazione: creatività e innovazione vengono osteggiate o incoraggiate? Vengono messe a disposizione le risorse necessarie per favorire scelte innovative? Si cerca di promuovere nei dipendenti una mentalità imprenditoriale nell'amministrare le risorse a disposizione per affrontare i problemi o produrre miglioramenti?
  5. Divertimento: si incoraggia un'atmosfera distesa all'interno dell'azienda oppure no? Si fa in modo che le persone si godano l'ambiente di lavoro oppure si cerca di renderlo quanto più punitivo possibile?
  6. Apprendimento: qual è il grado a cui l'organizzazione incoraggia i propri dipendenti a impegnarsi in un apprendimento continuo e nello sviluppare nuove conoscenze? I più anziani vengono incoraggiati a diventare coach dei più giovani? 
  7. Rispetto: le persone possono esprimersi liberamente all'interno dell'organizzazione? Le loro opinioni vengono rispettate? Si cerca di andare incontro alle esigenze individuali dei lavoratori?
  8. Responsabilità: alle persone viene insegnato ad essere responsabili e ad assumersi l'onere delle proprie decisioni e delle azioni che compiono?
  9. Risultati: si insegna ai collaboratori ad impegnarsi per ottenere i risultati attesi? Si analizzano gli errori non con lo scopo di colpevolizzare chi li ha commessi ma con il desiderio di capire perché non sono stati centrati gli obiettivi?
  10. Responsabilità sociale: l'organizzazione si impegna per rispondere alle esigenze dell'ambiente in cui opera e per agire in modo socialmente responsabile?
  11. Lavoro di squadra: all'interno dell'azienda si favorisce il lavoro di squadra oppure no? Si cerca di conciliare il successo individuale con quello del gruppo? Si favorisce un clima di collaborazione?
  12. Fiducia: quanta attenzione dedica l'organizzazione alla costruzione della fiducia? Come viene incoraggiata la comunicazione a tutti i livelli? Ci si impegna per creare un ambiente aperto, onesto, integro e corretto?
Lasciamo a ognuno di voi le considerazioni del caso in base a ciò che succede nei vostri ambienti di lavoro.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

martedì 26 gennaio 2016

Quanto siete coinvolti in ciò che fate?

Quanto siete coinvolti nel vostro lavoro?

La domanda è quanto mai attuale visto che sembra che, negli ultimi anni, solamente una minoranza di dipendenti sia pienamente impegnata in ciò che fa.
Un recente sondaggio tra i lavoratori inglesi suggerisce addiritttura che oltre l'80 per cento di essi non si impegni al massimo nel lavoro svolto.

Va decisamente meglio con i lavoratori degli Stati Uniti che sono tra i più impegnati al mondo ma anche qui si è rilevato che solo il 20 per cento è davvero appassionato a ciò che fa.  


Avete una minima idea di quanto tutto questo può costare alle organizzazioni? 
Davvero parecchi soldi...pensate che solamente in Inghilterra questi costi si aggirano intorno a 64,7 miliardi di sterline!

In questi anni c'è stato un ulteriore calo dei livelli di impegno, un vero e proprio record negativo se prendiamo come riferimento gli ultimi decenni. 

Gli studiosi hanno scoperto che:
  • il lavoro soddisfa solo la metà delle persone che lo svolge;
  • meno di un lavoratore su dieci non vede l'ora di arrivare sul posto di lavoro per iniziare a svolgere le attività quotidiane e più di un quarto non ha proprio mai la voglia di andare al lavoro;
  • poco meno della metà dei lavoratori intervistati afferma di non vedere il lavoro solamente come "un lavoro" anche se non si sente coinvolta in ciò che fa. Insomma, le persone vorrebbero trovare qualche motivazione forte in ciò che fanno;
  • solo la metà degli intervistati sente di aver raggiunto una buon equilibrio tra vita e lavoro
Se la gente si impegna meno nel mondo del lavoro, le organizzazioni avranno una serie di conseguenze. Tra queste ricordiamo:

  • una minore fiducia nel datore di lavoro che si affianca a un indebolimento della fiducia generale figlio della profonda recessione che stiamo vivendo e delle continue turbolenze economiche. I rapporti tra datori di lavoro e dipendenti sono sempre più tesi, la fiducia nelle istituzioni e nei mercati è seriamente minata e questa sfiducia si è estesa anche all'interno delle  organizzazioni. Oggi le persone sono più inclini ad essere diffidenti che fiduciose e sono meno disposte ad impegnarsi nel lavoro;
  • il rischio a lungo termine è, naturalmente, non riuscire a trattenere all'interno delle aziende le persone migliori. Certo, con i livelli di disoccupazione odierni le persone hanno parecchie difficoltà a spostarsi ma le previsioni degli esperti sono che, non appena il mercato del lavoro migliorerà, ci sarà un fortissimo turnover nelle organizzaizoni che non sono riuscite ad avere dalla loro parte i dipendenti;
  • più sarà lunga questa crisi, più severe saranno le misure adottate dalle aziende per riuscire a sopravvivere e questo metterà ancora più a rischio le relazioni con i dipendenti che tenderanno a fare il minimo necessario per mantenere un posto di lavoro. Il problema, però, è che proprio perché viviamo tempi così diffili, le aziende avrebbero bisogno di ottenere il massimo dalle persone che vi lavorano. Capite ora perché avere collaboratori che si impegnino è così importante per il datore di lavoro? 
E nelle vostre realtà lavorative cosa sta succedendo?
I vertici riescono a motivare le persone oppure vi sembra di vivere davvero in un brutto clima aziendale?

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

lunedì 25 gennaio 2016

Procrastinare fa bene

Vi avevamo appena convinto che procrastinare non fosse la scelta più saggia ed ecco che gli studiosi provano a convincerci del contrario! Non ci credete? leggete questo articolo de: "Il Corriere della Sera" (in fondo alla pagina) e diteci cosa ne pensate. 

Se, poi, volete rileggere la nostra raccolta di articoli su come gestire al meglio il tempo che avete a disposizione, eccovela!

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 22 gennaio 2016

Lavorare da casa ed essere più produttivi? Si può!

E' possibile lavorare da casa ed essere più produttivi che in ufficio. Secondo questo articolo del "Corriere della Sera" sì.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 21 gennaio 2016

La ISO 9001:2015 e la gestione dei rischi

L'idea del risk-based thinking, se ci pensate bene, non è così nuova perché, qualsiasi organizzazione minimamente avveduta decida di cambiare qualcosa o di affrontare degnamente un cambiamento derivante dall'ambiente esterno, sa che ci sono scelte da fare, opportunità da cogliere e rischi da analizzare.

Iniziare a pensare tenendo conto anche di rischi e opportunità, dunque, è qualcosa che - in teoria - si è sempre fatto e che appartiene a qualsiasi area aziendale e a qualsiasi suo livello.
Il vantaggio, naturalmente, è che qualsiasi cosa sia associata a un cambiamento - fortemente voluto o in qualche modo subito, non importa - dovreste avere ben poche sorprese se avrete fatto una buona analisi di rischi e delle opportunità.

Per capire bene i vostri rischi, dovrete comprendere a fondo l'organizzazione nella quale lavorate e le problematiche interne ed esterne che deve affrontare.
Dovrete anche avere ben chiare le esigenze di tutte le parti interessate (anche in questo caso interne ed esterne).

Se parliamo di piccole organizzazioni, anche il pensionamento di una risorsa chiave o la perdita di un fornitore importante è qualcosa che può comportare dei forti rischi (ma anche delle ottime opportunità).

A seconda dell'organizzazione nella quale lavorate, dovrete scegliere il livello di analisi del rischio da applicare dato che la ISO 9001:2015 ci lascia in tal senso tutta la flessibilità necessaria per decidere se procedere con un apporoccio di base o con qualcosa di più sistematico e articolato.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)