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giovedì 5 settembre 2019

I videogame nel curriculum: ora giocare aiuta a trovare un lavoro

Mentre ci si diverte si sviluppano «soft skills», utili competenze trasversali come la capacità decisionale, l’intelligenza emotiva o l’abilità nella negoziazione. Ce ne parla: "Il Corriere della Sera".

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venerdì 30 agosto 2019

Sai cucinare? Scrivilo sul CV!

Avreste mai pensato che scrivere sul CV che il vostro hobby è, ad esempio, la cucina potrebbe aiutarvi nella ricerca di un lavoro?

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giovedì 11 aprile 2019

10 regole per un CV perfetto

Ennesimo suggerimento su come muoversi per avere il curriculum perfetto. Il vostro lo è?

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lunedì 12 novembre 2018

La lunghezza del CV

Se sei uno degli imprenditori più influenti del tuo settore e lavori nel campo da molti anni il tuo curriculum non può essere lungo solamente una paginetta, giusto?

Sbagliato! Ce lo spiega "Business Insider Italia".

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lunedì 17 settembre 2018

Gli errori che danno più fastidio in un CV

"Business Insider Italia" ci racconta quali errori diano più fastidio in un curriculum.

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giovedì 13 settembre 2018

Le 10 modifiche da fare al CV se non si è alle prime armi

"Business Insider Italia" ci illustra le 10 modifiche da apportare al curriculum quando non si è più alle prime armi nell ricerca di un lavoro.

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lunedì 27 novembre 2017

10 modifiche da fare al CV se non sei alle prime armi

"Business Insider" ci spiega come cambiare il curriculum se abbiamo già avuto un'esperienza nel campo del lavoro.

Buona lettura!

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giovedì 21 settembre 2017

CV e colloqui vincenti. Quanto conta la motivazione

(Fonte: "La Stampa")

Sono  molti  i  giovani  che vorrebbero  lavorare  all’estero  o  gli  over  50  che vorrebbero  cambiare  lavoro.
Ma spesso non conoscono le regole per scrivere un curriculum e per affrontare il colloquio.
 

Curriculum
Secondo un campione di 619 selezionatori  in  12  paesi  europei intervistati  da  Page  Personnel
queste  sono  le  mosse  da  non trascurare. 


Il numero di pagine. 
Nei paesi del Sud Europa come Spagna, Portogallo e Italia, dove le aziende ricevono un altissimo  volume  di  candidature,  è importante  limitare  il  curriculum  entro  le  due  pagine.  Il 98%  dei  consulenti  Hr  italiani conferma questa misura, seguito dal 92% degli spagnoli e dall’85% della Turchia. In controtendenza la Germania, dove solo il 27% dei “recruiter” richiede un cv inferiore alle due pagine.

La foto. 

Chi intende cercare lavoro in Germania dovrebbe sapere  che,  nonostante  le  rigide leggi  sulla  privacy,  il  100%  dei selezionatori si aspetta di vedere  un’immagine  professionale all’interno del cv. Segue la Polonia con il 79%. Percentuali simili si trovano in Olanda, Svizzera, Spagna e Portogallo. In Italia, il 75% dei selezionatori considera la foto un elemento importante, mentre in Francia e Belgio la foto  viene  considerata  un’extra.

Esperienza.  

Avere  una  precedente  esperienza  all’estero  è importante  per  i  selezionatori dei paesi mediterranei. L’Italia è al vertice con il 91%, seguita da Spagna (83%) e Turchia (80%).
Ovviamente  vanno  certificate le conoscenze delle lingue straniere.  


Interessi  e  motivazione.
Se  si  desidera  ricercare  delle opportunità lavorative nei Paesi  Bassi  bisogna  sapere  che  il
74% dei selezionatori trova decisivo leggere nel cv dettagli sui propri  interessi  personali.  Lo
stesso  succede  in  Portogallo (68%) e Germania (64%). Dimostrare  una  forte  motivazione
personale  è  fondamentale  anche per cambiare lavoro. Lo richiedono  Paesi  Bassi  (90%)  e
Belgio (78%). 


Colloquio
Se il cv ha fatto centro, arriva l’ora del colloquio faccia a faccia con i selezionatori. Secondo Jobrapido, primo motore di ricerca attivo in 58 paesi che lo ha  chiesto  a  2.300  candidati
della sua community, in fase di colloquio la difficoltà più grande è quella di rispondere a domande non strettamente legate al proprio percorso professionale.  Meno  se  si  tratta  di domande di cultura generale o relative alla propria personalità. I candidati sdrammatizzano  le  domande  sulla  motivazione a cambiare lavoro solo se ci si prepara prima: affermano che  l’azienda  assegna  una
grossa  importanza  alla  motivazione e alla voglia di affrontare  nuove  sfide  professionali
(45%). Oltre alla forte motivazione, il 17% pensa che sia importante  dimostrare  le  proprie competenze tecniche, segnalare i tratti del carattere e la  personalità  (16%),  puntare
sull’aspetto  fisico  e  l’abbigliamento (7%), mentre solo il 3% scommette  sul  proprio  livello
di cultura generale. 


Oltre il 65% raccoglie numerose informazioni sull’azienda e il  18%  prepara  un  discorso  sul
proprio  background  professionale. La cura del profilo social, spesso uno dei fattori che invece  i  recruiter  tengono  in  maggiore  considerazione,  viene  invece abbastanza trascurata (se ne preoccupa solo il 4%). Al termine dell’intervista di lavoro, le domande  sono  un  buon  modo
per  mostrare  l’interesse  verso l’azienda (47%).


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mercoledì 10 maggio 2017

L'etica entra nel curriculum

(Fonte: "Italia Oggi")

L'etica entra nel curriculum dei professionisti. Le competenze in senso stretto, infatti, non bastano più. Per trovare spazio in un mercato dove domina il criterio del minor prezzo, è necessario che i professionisti tornino a essere riconosciuti anche come eticamente corretti. Così facendo col tempo potrà essere invertito quel trend che, negli anni, ha visto sempre più i liberi professionisti perdere di credibilità agli occhi dei cittadini.

(...)

L'etica, quindi, come elemento cardine e soprattutto tangibile della relazione tra il cliente e il professionista, che sempre più spesso si trova ad operare in un mondo pieno di regole dove i valori tipici dell'attività svolta rischiano di essere messi in secondo piano. Se, infatti, è vero che l'esercizio della libera professione porta con sé un bagaglio di valori che altre attività non hanno, è pur vero che questo bagaglio di valori è difficile da trasmettere quando dominano solo le esigenze di minor costo. Ed è proprio alla luce di questa consapevolezza, unita alla necessità sentita dalle categorie di tornare a dimostrare il proprio valore morale, che nasce il progetto dell'Uni di dare vita a un Codice etico che sia costruito attarverso lo sviluppo del ragionamento dei professionisti alle prese con casi concreti al di là di quelle che sono le problematiche previste dal codice deontologico. Un obiettivo che, nel lungo periodo, dovrebbe portare all'elaborazione di una vera e propria biblioteca di dilemmi da nutrire e far crescere grazie all'apporto di tutti gli iscritti agli ordini professionali. Un progetto a cui promette di fare da sponda la prassi di riferimento Uni/PdR 21 (che potete scaricare a questo indirizzo gratuitamente fornendo i vostri dati personali) che contiene le linee guida per l'elaborazione di un codice etico quale strumento essenziale per lo sviluppo del ragionamento morale dei professionisti.

(...)

Cosa ne pensate?

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giovedì 29 settembre 2016

Quando le nuove idee sostituiscono il CV

Cosa si sta muovendo nel mondo della ricerca di un nuovo lavoro? Ce lo racconta "Il Corriere della Sera".

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giovedì 18 agosto 2016

Curriculum: comunicare veramente

Un articolo di "Italia Oggi" ci dà qualche consiglio per preparare un buon curriculum.

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lunedì 15 settembre 2014

Google è il vostro nuovo curriculum

Sto leggendo l'interessantissimo libro "What colour is your parachute?" di Richard N. Bolles e ho pensato di condividere con voi una riflessione dell'autore che ho trovato molto interessante.

Se siete rimasti senza lavoro o - semplicemente - ne state cercando uno nuovo, come prima cosa potreste avere la tentazione di scrivere o aggiornare il vostro curriculum.
 

Questo, però, funzionava anni fa, quando ancora non c'era internet. 
A quei tempi, l'unico modo che un selezionatore aveva  per sapere qualcosa su di voi come candidato era il pezzo di carta che avevate scritto, il "curriculum vitae".
Su quel pezzo di carta c'era una sintesi di cosa avevate fatto nella vostra carriera e anche un'idea di tutto quello che ancora avreste voluto fare. Sempre da quel pezzo di carta, un futuro datore di lavoro poteva provare a indovinare che tipo di persona eravate e che tipo di dipendente sareste potuti essere in futuro.  


La cosa buona di tutto questo, dal punto di vista del candidato, era che si aveva il controllo assoluto su tutto ciò che c'era su quel pezzo di carta. Si poteva omettere ciò che non si voleva fosse visto da un potenziale datore di lavoro e si poteva dare risalto alle cose positive.

E' stato bello ma quei giorni sono finiti per sempre. 
Dal 2008 c'è un nuovo curriculum in città e si chiama Google!

 
Tutto quello che un selezionatore deve fare oggi per sapere qualcosa su di voi è digitare il vostro nome su Google e questa semplice azione può considerarsi tranquillamente il vostro nuovo curriculum, con lì - bello evidenziato - anche tutto ciò che avreste voluto nascondere.
 

Se avete postato qualcosa su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Pinterest o YouTube, o se avete il vostro sito web in rete o un album di fotografie o un blog o - ancora - se siete stati sulla pagina Facebook di chiunque altro e avete scritto qualcosa, ogni aspetto di voi può essere messo facilmente in luce (a seconda di come avete impostato la privacy).  

Bye, bye, controllo delle informazioni associate al vostro profilo!
 
La selezione oggi può essere fatta in base:

  • agli errori di grammatica reperiti in rete;
  • alle bugie indicate sul CV e smentite da ciò che avete scritto su Facebook;
  • ai pregiudizi che emergono dalle vostre opinioni;
  • ai contenuti considerati inappropriati
Ovviamente, vale anche il contrario e un potenziale datore di lavoro può decidere di assumervi in base alla creatività e alla professionalità dimostrate in rete, all'impressione complessiva che deriva dal vostro interagire con gli altri on-line, alla gamma dei vostri interessi, alla vostra facilità di comunicazione con gli altri.
Meglio rifletterci!

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mercoledì 30 luglio 2014

Un curriculum più forte (2)

Oggi leggeremo insieme la seconda parte dell'articolo che Il Sole 24 Ore ha dedicato al classico anno di formazione all'estero vedendo quali possono essere i costi e i vantaggi di una simile esperienza.

(...)

Se non si parte con alloggio e retribuzione assicurata, il gap year costa. E non poco, se è vero che alcune stime fissano la dote minima per un anno a 10mila euro.

(...)

Resta il dubbio: un anno di stand by non rischia di penalizzare il curriculum? Secondo le agenzie per il lavoro, è vero il contrario: le aziende valutano con più interesse i candidati con esperienze all'estero dai sei mesi in su. A patto che l'anno sabbatico non renda un po' troppo elastiche le scadenze della laurea triennale o magistrale.

L'anno sabbatico prima di iniziare un ciclo universitario è un'esperienza assolutamente ben vista dalle aziende, se si rispettano due premesse. Prima di tutto dev'essere corposa, di almeno tre o sei mesi. E soprattutto è decisivo che la persona concluda gli studi nella tempistica prevista: il gap year fa la differnza, ma a parità di curriculum si privilegia comunque chi ha ultimato tutto in maniera puntuale.

(...)

Ma in cosa consiste la marcia in più? Perché un gapper dovrebbe essere più convincente dei coetanei, a parità di requisiti? Innanzitutto perché si tratta di un'esperienza fuori casa: questo è indicativo di una persona indipendente, autonoma che si organizza il proprio viaggio e la propria attività lavorativa. In secondo luogo, il fatto che si impara una lingua in più.

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martedì 29 luglio 2014

Un curriculum più forte

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

Sei mesi a Londra. Un anno a Berlino, sulla rotta del tedesco o di un master d'eccellenza. E poi: esperienze in India, ragazze alla pari in Francia e Inghilterra, scambi di un trimestre in Sud America per rifinire la tesi di laurea. Altro che "anno buco": il gap year, l'anno sabbatico, può essere la soluzione a dubbi o periodi di stallo da un'iscrizione universitaria all'altra.

L'idea affascina, se è vero che i "gappers" (oltre 2,5 milioni nel solo Regno Unito) stanno prendendo piede anche in Italia.


(...)

Un gap year con un suo valore per curriculum e formazione va pianificato con cura, senza scelte dellì'ultimo minuto che rischiano di ritorcersi contro per utilità, costi e sicurezza.

(...)

Prima bisogna pensare dove e quando partire, leggere benissimo la documentazione che ci è fornita, prenotare i voli in anticipòo, controllare le vaccinazioni, ottenere visti e permessi di ingresso.

(...)

Va da sé: il gap year non è quasi mai uno "year" di 12 mesi. Ma da qui a esperienze troppo brevi, il passo è lungo. Si sconsigliano trasferimenti inferiori ai tre mesi, la base minima per attività di sostanza nel lavoro e nel volontariato.

Le destinazioni più fruttuose, in vista di un futuro in Italia o all'estero?
Per un'esperienza di lavoro ordinaria e/o con finalità precise (ad esempio un certificato di lingua), conviene orientarsi su mete più comuni come Regno Unito, Francia e Germania. In caso contrario la bussola può sbilanciarsi su orizzonti nuovi e meno conosciuti, soprattutto se si sogna una carriera in cooperazione o consulenza sui mercati emergenti.
Per una prima esperienza si consiglia qualcosa di impatto forte e gratificante, come Africa e India. E' interessante respirare l'energia e la voglia di crescere di questi paesi, conoscendo dinamiche un po' meno familiari rispetto a quelle che si vivrebbero in paesi più vicini o comunque europei.
 

Continueremo la lettura dell'articolo domani. Non mancate!

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venerdì 17 agosto 2012

Le basi del curriculum (3)

Terza e ultima puntata delle informazioni essenziali da includere in un curriculum e di come schematizzarle.

Membro di...

Organizzazione (ad esempio, se cercate un lavoro nell'ambito della Qualità, riportate la vostra iscrizione a gruppi ed associazioni che se ne occupino, siti, forum, social network, ecc.):
Periodo:
Eventuali compiti svolti all'interno:
Eventuali responsabilità:
Competenze apprese:

Le informazioni andranno ripetute per tutte le organizzazioni che ritenete siano state utili nel forgiare la vostra professionalità

Altre attività che hanno contribuito a formarvi professionalmente

Organizzazione:
Posizione ricoperta:
Città:
Periodo:
Attività specifiche nelle quali siete stati coinvolti e competenze maturate.

Specifichiamo che questa tabellina andrà compilata solamente se le vostre esperienze non tipicamente formative o lavorative hanno fatto maturare in voi qualcosa di spendibile in ambito professionale. Il volontariato, ad esempio, può essere importante e bello da riportare in un curriculum ma associatelo a ciò che avete imparato grazie a questa attività e che oggi vi portate dietro in ogni ambito professionale dove andate a lavorare (ad esempio: lavoro di gruppo, attenzione agli altri ed empatia, comunicazione, ecc.).


Interessi personali, sport, hobby

Qui ci sono due scuole di pensiero: chi ritiene che sia inutile riportarli perché non vanno a completare un profilo professionale e chi, al contrario, pensa che in ogni professionista si nasconda una persona e che conoscere meglio questa persona anche grazie a ciò che fa quando non lavora sia estremamente utile. Io, ad esempio, appartengo a questo secondo gruppo.

Mantenete questa sezione breve. Se praticate uno sport a livello amatoriale non è importante sapere quanti premi avete vinto.

Referenze

In certi casi sono importanti anche se in Italia sono ancora poco utilizzate. Se le avete, spendetele al meglio riportando per ognuna:

Nome di chi ha scritto la referenza:
Società:
Indirizzo, telefono, e-mail, ecc:
Titolo/posizione ricoperta:

Limitatevi alle referenze davvero importanti perché a pochi interesserà che la vostra maestra delle elementari vi consideri un bravo ragazzo ;o)

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giovedì 16 agosto 2012

Le basi del curriculum (2)

Seconda parte delle tabelline che riassumono i dati principali da riportare all'interno di un curriculum.

Formazione scolastica

Scuola:
Città:
Laurea/diploma:
Anno:
Voto:
Esperienze significative/premi/corsi particolari:

Riporterete queste informazioni per ogni livello scolastico significativo che abbia contribuito a formarvi professionalmente (es prima e seconda laurea o diploma specifico e laurea, ecc.).
Partite sempre dall'ultimo corso di studi che avete seguito.

Formazione post scolastica

Corso:
Società che l'ha erogato:
Città:
Data:
Obiettivi raggiunti:
Attività formative importanti:

Anche questo schema andrà ripetuto per tutti i corsi significativi che hanno contribuito a costruire la vostra professionalità. Gli altri verranno riuniti in una riga generica.

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martedì 14 agosto 2012

Le basi del curriculum

Sulle pagine del sito e sul forum abbiamo parlato moltissime volte di curriculum e di come impostarlo.
Quello che però, forse, abbiamo spiegato poco è come assicurarsi di non dimenticare tutte le informazioni principali da comunicare in sede di candidatura per poter aspirare a ricoprire la posizione proposta da una società.

Da oggi e per i prossimi giorni, dunque, vi proporremo alcune tabelle che - in maniera schematica - vi aiuteranno ad assicurarvi di non dimenticare nulla di fondamentale nel vostro documento.

Partiamo dalla vostra presentazione essenziale:

Nome:
Cognome:
(o Cognome e Nome, poco importa. La cosa fondamentale è ricordare che nella firma della lettera di presentazione dovrà sempre esserci prima il nome e solo dopo il cognome)
Indirizzo:
Telefono:
Indirizzo e-mail:
Posizione desiderata:

Lista dei più importanti lavori precedenti:

Società:
Città:
Settore:
Prodotti/servizi:
Posizione/titolo (del candidato all'interno della società):
Responsabilità/compiti (idem):
Eventuali attività di supervisore del lavoro altrui:
Principali obiettivi raggiunti:

Questo quadro, ovviamente, andrà riproposto per ogni posizione lavorativa precedente che ritenete sia stata per voi importante e formativa. Tutte le altre andranno indicate semplicemente con una riga di riferimento o, se non attinenti alla vostra professione attuale, riunite nelle generiche "esperienze".

Giovedì continueremo insieme il discorso. Non mancate!

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mercoledì 10 novembre 2010

Curriculum tradizionale o videocurriculum?

Chiudiamo la nostra carrellata sul mondo della ricerca di un nuovo lavoro, proponendovi questo articolo e questo trafiletto sempre tratti dal Sole 24 Ore.

Qualcuno di voi ha già provato l'esperienza del videocurriculum o della videochat? Preferite un approccio più tradizionale? Ne parliamo?

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