mercoledì 9 marzo 2011

Gli elementi della Lean manufacturing (2)

Completiamo il discorso iniziato ieri vedendo gli ultimi due elementi che contribuiscono ad implementare la Produzione snella all'interno di un'organizzazione:

Il controllo dei processi

- Total Productive Maintenance
- Poka-Yoke
- SMED (Single Minute Exchange of Die)
- istruzioni di lavoro grafiche
- controlli visuali
- miglioramento continuo
- gestione stop linea
- controllo statistico di processo
- 5S

Le misurazioni

- spedizioni in linea con le previsioni
- controllo del lead-time
- costi totali
- livello qualitativo
- utilizzo spazio
- distanze
- produttività


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martedì 8 marzo 2011

Gli elementi della Lean manufacturing

Per sviluppare al meglio la cultura della Lean manufacturing all'interno delle nostre organizzazioni occorre concentrarsi su 4 elementi:

- i flussi
- le relazioni tra le persone (ruoli, funzioni, comunicazione)
- il controllo dei processi (monitoraggio, controllo, stabilizzazione, miglioramento)
- le misurazioni (obiettivi da raggiungere, riconoscimento per chi ci riesce, risultati visibili a tutti e misurabili)


Per impostare un ragionamento sui questi 4 elementi possiamo partire da uno schema personalizzato per ognuno:

I flussi

- valutazione dei prodotti e delle loro quantità
- mappatura dei processi
- calcolo del takt time
- bilanciamento dei carichi di lavoro
- applicazione del kanban
- layout pensato a celle produttive
- standardizzazione del lavoro
- flusso "un pezzo alla volta" (one-piece flow)

Le relazioni tra le persone

- team multidisciplinari
- sviluppo di figure formate secondo i principi "lean"
- formazione degli operatori
- piani per una comunicazione efficace ed efficiente
- definizione univoca di ruoli e responsabilità

Domani vedremo insieme gli altri due elementi: il controllo dei processi e le misurazioni. Nel frattempo, se volete ampliare questi primi elenchi ne sarò felice.

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lunedì 7 marzo 2011

Cosa vi serve per crescere?

Le risorse umane sono la base di qualunque progetto della Qualità. Perché collaborino al meglio, però, devono essere soddisfatte di ciò che fanno.

Sul forum molti di voi scrivono che vogliono cambiare lavoro perché non si sentono realizzati in quello attuale. Ci siamo, dunque, chiesti, cosa bisogna fare perché le persone lavorino bene e siano felici di fare quello che fanno.
Voi avete qualche idea in proposito?

A noi sono venute in mente queste cose:

- possibilità di poter decidere in maniera autonoma le principali cose del proprio lavoro

- possibilità di imparare qualcosa ogni giorno

- avere un lavoro vario che permetta di mantenere un certo interesse per esso

- avere supporto e rispetto da colleghi e superiori

- pensare che il proprio lavoro abbia un significato più ampio all'interno di un disegno generale

- avere un lavoro che permetta di pensare al futuro e di progettarlo comprendendo nel proprio disegno anche l'azienda

Cosa aggiungereste a questo elenco?

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venerdì 4 marzo 2011

Controllo Qualità: la check list è ok ma la fornitura non va bene. Come mai?

Vi è mai capitato di ricevere una fornitura contenente prodotti difettosi nonostante si fosse effettuato un Controllo della Qualità accurato che non aveva evidenziato anomalie? 
Alcuni affezionati lettori di QualitiAmo ci hanno proposto di affrontare il problema perché sembra che la cosa capiti abbastanza frequentemente quando si importano prodotti da alcuni Paesi, nonostante il fatto che le agenzie locali esercitino controlli all'apparenza stringenti.  
Com'è possibile?
La prima cosa da dire è che il Controllo Qualità di una spedizione non è infallibile al 100%. Anche con una squadra di ispettori eccellente una piccola parte di problemi può comunque sfuggire.  

Proviamo a vedere quali sono le sei spiegazioni più frequenti in questi casi:

1)
l'acquirente non invia specifiche chiare e non manda campioni di riferimento.  


2)
il cliente non legge tutta la relazione inviata dall'ispettore che ha svolto il controllo. In alcuni casi, l'ispettore nota qualcosa sospetto e scrive una nota per segnalare un'anomalia ma non invia un rapporto negativo perché non è chiaro se ciò che ha individuato è conforme o meno alle specifiche del cliente. 


3)
le fabbriche e le navi non aspettano che il cliente riceva il rapporto e prenda una decisione. Quando i prodotti sono nel magazzino dello spedizioniere o su un aereo o nave, il cliente
per fermare l'intero processo ha bisogno di prove inconfutabili che la merce ha problemi di qualità. 

4)
l'ispettore non fa bene il proprio lavoro e qui i motivi possono essere molteplici. Nella maggior parte delle società di Controllo della Qualità, gli ispettori non ricevono nemmeno una telefonata da parte dei loro supervisori e alcuni finiscono inevitabilmente per accelerare le ispezioni in modo da andare da altri clienti.


5)
l'agenzia invia un ispettore che non è qualificato per una certa categoria di prodotti. 

 

6) in ultimo esiste il problema della corruzione e ci possono essere fabbriche che pagano gli ispettori per chiudere un occhio e non segnalare alcuni problemi.

Qualcuno di voi ha degli esempi di Controlli Qualità effettuati da terzi che non sono andati a buon fine? Se sì, siete riusciti ad individuare le motivazioni?

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giovedì 3 marzo 2011

Migliorare la nostra memoria (2)

Periodicamente, qui su QualitiAmo torniamo sul discorso del miglioramento della memoria perché crediamo sia fondamentale per fare al meglio il nostro lavoro.
Ricordare la frase giusta al momento giusto, sapere dove reperire alcune informazioni, concentrarsi per ritrovare tutte le nozioni apprese relative all'utilizzo di un particolare strumento, infatti, potrà facilitare moltissimo il nostro lavoro.

Per consolidare  le  informazioni  e fissarle per sempre nella nostra memoria  a  lungo  termine,  il modo migliore di agire è quello di utilizzare più volte le informazioni appena apprese.
Fare  un  uso  cosciente  di ciò che si è appreso, infatti, aiuta ad attivare un'area cerebrale più vasta nel processo di memorizzazione e ci supporta nel fissare i concetti che vogliamo ricordare.

Se, ad  esempio,  vogliamo ricordare un  nuovo  vocabolo straniero appena appreso, dovremo provare ad utilizzarlo in diverse frasi che lo contengono, favorendo, così, il consolidamento nella nostra memoria della parola appresa.

Non vi siete mai chiesti perché attività come guidare la macchina o andare  in  bicicletta  si  ricordano  per  tutta  la  vita? Proprio perché le abbiamo messe in pratica e le abbiamo legate a tanti, tanti esercizi.

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mercoledì 2 marzo 2011

Progettare un sistema d'ascolto

Come si fa a progettare un sistema di ascolto che ci permetta di avere le idee chiare su ciò che pensano i nostri clienti di noi? Quali sono le caratteristiche che dovrebbero definirlo?

Noi abbiamo provato a raccoglierne qualcuna. Riuscite ad aggiungerne altre?

Caratteristiche di un sistema di ascolto

1) dimensionato alle capacità e all'interesse aziendali a gestire informazioni
2) con obiettivi allineati alloe priorità strategiche
3) sistematicità e continuità
4) composto da canali multipli, complementari per delineare un quadro d'insieme
5) non ridondante
6) coerente con la tipologia di settore e di clienti
7) che consenta la raccolta degli stimoli "a caldo"
8) che serva ad individuare eventuali problemi
9) capace di esplorare tutti gli aspetti della relazione con il cliente

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martedì 1 marzo 2011

I clienti fedeli rendono di più

I clienti fedeli sono disposti a pagare prezzi più elevati anche perché passare alla concorrenza significa spiegare da capo le loro esigenze che la vecchia azienda già conosce e soddisfa.

I clienti fedeli raccomandano il prodotto/servizio a parenti, amici, conoscenti. Il potere del passaparola è immenso, ricordatevelo...e usatelo con QualitiAmo! ;o)

Un altro vantaggio che deriva dai clienti fedeli è che sanno già cosa comprare e come utilizzare i servizi e quindi fanno spendere meno tempo e meno risorse per servirli.

In ultimo, un cliente fedele tende a comprare nel tempo sempre più prodotti/servizi con una netta crescita dei ricavi.

Avete ancora dei dubbi sul fatto che la fedeltà paghi? ;o)

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