In questi giorni sto leggendo "Tokyo Vice", biografia avvincente di un giornalista americano in lotta contro la "yakuza" (la mafia giapponese).
La vicenda si svolge nel 1993. Leggete un po' cosa succede quando il nostro aspirante giornalista entra per la prima volta nella redazione del "Yomiuri Shimbun", il più importante quotidiano giapponese:
"Poi Nakajima ci consegnò: una copia del manuale dei cronisti di nera, versione 1.1, dal titolo UN GIORNO NELLA VITA DEL CRONISTA DI NERA; un cercapersone che avremmo tenuto eternamente agganciato al fianco e che doveva restare sempre acceso; infine una serie di documenti - collezioni di articoli suddivisi in categorie come Rapina, Omicidio, Aggressione, Incendo doloso, Stupefacenti, Criminalità organizzata, Appalti truccati, Incidenti stradali e Scippi"
(...)
"Questi sono esempi di pezzi che scriverete come cronisti di nera - disse Nakajima. - Studiate gli articoli e tenete a mente lo stile. Nel giro di una settimana, mi aspetto che abbiate imparato."
Vi ricordo che era il 1993 e che nella redazione di un quotidiano (mi viene da ridere se penso ai nostri...) avevano le procedure! Commovente, vero?
E' vero che non si diventa certo giornalisti con le procedure ma credo che molti dei nostri professionisti odierni ne avrebbero veramente bisogno.
Ah! Se siete interessati all'argomento, il libro è straordinario: una biografia scritta col piglio di un romanzo che svela molti lati oscuri della civiltà giapponese. Io lo sto divorando! ;o)
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giovedì 10 novembre 2011
Tokyo Vice e le procedure
mercoledì 9 novembre 2011
L'utopia di Adriano Olivetti diventa realtà
Sul numero del Venerdì di Repubblica di un paio di settimane fa abbiamo trovato un interessante articolo su Adriano Olivetti, preparato perché in questi giorni è stato pubblicato un fumetto che immagina che le sue idee rivoluzionarie ispirino un nuovo Rinascimento nell'Italia del 2060.
Ve ne riportiamo alcuni stralci.
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Provate a immaginarlo. "Adriano aveva allora la barba, una barba incolta e ricciuta, di un colore fuulvo; aveva lunghi capelli biondo fulvi, che si arricciolavano sulla nuca, ed era grasso e pallido.
La divisa militare gli cadeva male sulle spalle, che erano grasse e tonde; e non ho mai visto una persona, in panni grigio verdi e con una pistola alla cintola, più goffa e meno marziale di lui..."
Così Natalia Ginzburg, che sarebbe diventata sua cognata, descriveva in "Lessico famigliare" un giovane Adriano Olivetti.
"Aveva un'aria molto malinconica, forse perché non gli piaceva niente fare il soldato; era timido e silenzioso, ma quando parlava, parlava allora a lungo e a voce bassisssima, e diceva cose confuse ed oscure, fissando il vuoto con piccoli occhi celesti, che erano insieme freddi e sognanti..."
(...)
Il fumetto proietta Olivetti nel 2060, a un secolo esatto dalla sua scomparsa.
(...)
Olivetti dipana il proprio pensiero in un'intervista immaginaria rilasciata a una studentessa in vista del bicentenario dell'unità d'Italia. Un'Italia che - immagina la graphic novel - sta vivendo un Nuovo Rinascimento, organizzata in distretti culturali che avvicinano cittadini e funzionari, produttori e consumatori, il Nord e il Sud, secondo la lezione dell'ingegnere di Ivrea.
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martedì 8 novembre 2011
I fornitori e la ISO 9001
Su un numero di qualche tempo fa di Quality Progress ci si interrogava su cosa alle organizzazioni interessasse valutare in tema di fornitori. La risposta, ovviamente, è stata: "l'aderenza agli standard della Qualità e alle cogenze applicabili".
Lo standard ISO 9001 è il più applicato in Italia e nel mondo ma non è certo l'unico se parliamo di fornitori. Esistono, infatti, standard più avanzati e specifici quali, ad esempio:
- AS9100, dedicata al settore aeronautico
- ISO/TS 16949, dedicata all'automotive
- ISO 13485, dedicata ai dispositivi medici
- ISO 22000, dedicata al settore alimentare
Quando le organizzazioni e i loro fornitori cercano di individuare i gap tra i diversi sistemi di gestione, spesso iniziano a nascere i primi problemi di incomprensione. C'è un metodo, tuttavia, che potrebbe essere di aiuto in questi frangenti e che si chiama "ISO 9001 modificata", una sorta di linea guida basata sulla ISO 9001 e sul risk management.
Ne parleremo domani, non mancate!
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lunedì 7 novembre 2011
Il Flow Kaizen e il Point Kaizen
Esistono due tipologie di Kaizen:
- Flow Kaizen – determina miglioramenti nel flusso del valore. Il Flow Kaizen, o miglioramento continuo del flusso del valore, è un intervento esteso su un intero processo
- Point Kaizen – determina l’eliminazione degli sprechi in un punto preciso del processo. Se, ad esempio, organizzo un intervento Kaizen di una settimana, mirato al raggiungimento di un obiettivo specifico come, ad esempio, la riduzione dei tempi di attrezzaggio di una macchina, sto facendo Point Kaizen perché sto migliorando solo un punto del mio flusso del valore
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venerdì 4 novembre 2011
L'innovazione
L'innovazione è un progresso sostanziale, un passo in avanti significativo nelle prestazioni. In inglese si definisce "breakthrough" che potremmo tradurre come "sfondamento".
Innovare, cioè procedere per grandi "salti" è uno dei due modi che conosciamo per migliorare su base continua i nostri processi. L'altro, ovviamente, è il Kaizen.
Nella ISO 9004 si parla parecchio di innovazione, ad esempio raccomandando che il top management preveda, oltre ai piccoli miglioramenti, anche azioni di vero e proprio progresso.
Occorrerà, poi, individuare le misurazioni più opportune per mantenere monitorata l'innovazione effettuata.
Un grande passo avanti nelle nostre prestazioni si ottiene solo attraverso una serie ragionata di passaggi:
- determinare l'obiettivo da raggiungere (per esempio raggiungere nuovi mercati, progettare prodotti, applicare nuove tecnologie, arrivare a nuovi livelli di efficienza e di efficacia gestionale, applicare nuovi standard, ecc.)
- determinare le politiche necessarie per il miglioramento, cioè gli indirizzi di massima per permettere la gestione capace di provocare o stimolare il miglioramento
- condurre uno studio di fattibilità per capire se realizzazione dell'obiettivo è fattibile e per analizzare le diverse strategie o soluzioni concettuali applicabili
- produrre piani per il miglioramento che specifichino il mezzo con cui l'obiettivo sarà raggiunto
- organizzare le risorse per attuare il piano
- effettuare ricerche, analisi e progetti per definire una soluzione possibile in mezzo ad alternative credibili
- modellare e sviluppare la soluzione migliore ed effettuare prove per dimostrare che soddisfa l'obiettivo posto
- identificare e superare le resistenze al cambiamento
- attuare il cambiamento
- mettere in atto i controlli necessari per assicurare di mantenere il nuovo livello di prestazioni raggiunto
giovedì 3 novembre 2011
Le regole d'oro dell'audit
Proviamo a vederne qualcuna insieme:
- occorre spiegare in modo neutrale, senza alcun giudizio morale, che l'auditor ISO 9001 è già a conoscenza di certe informazioni che la persona auditata può essere tentata di non dare
- bisogna tenere presente che inizialmente chi è auditato può manifestare imbarazzo, sfiducia, tensione. Permettere di manifestare liberamente queste sensazioni può aiutare a conquistare la fiducia della persona oggetto della verifica ispettiva
- spiegare che le domande non hanno lo scopo di invadere la privacy della persona auditata ma servono per adempiere al dovere di ricerca della verità. Se possibile, indicare sempre il fine specifico per cui la singola domanda è posta
- far presente che le informazioni fornite dalla persona auditata verranno messe a conoscenza di parti terze secondo modalità ben stabilite
- dutante l'audit mostrare attenzione vigile mantenendo il contatto visivo
- formulare le domande in modo attento e controllare che siano state correttamente intese
- osservare il linguaggio non verbale della persona auditata
- le domande più delicate vanno poste quando si ègià stabilito un rapporto di fiducia fra l'auditor e chi è auditato
Avete trovato interessanti queste indicazioni? Le ho trovate su Mente & Cervello e, anche se non indirizzate direttamente allo svolgimento delle verifiche ispettive (le ho adattate io), mi sono sembrate utili per chiunque faccia il nostro lavoro.
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mercoledì 2 novembre 2011
Sviluppare una nuova abitudine
Credo che tutti abbiano sentito parlare almeno una volta della ricerca fatta negli USA dagli Alcolisti Anonimi che provarono a vedere quanto tempo fosse necessario per sviluppare una nuova abitudine.
Per tutti coloro che non sono al corrente dello studio, ricordo che il tempo stabilito fu di 21 giorni. Tre settimane per apprendere una nuova abitudine virtuosa, nella vita come nel lavoro.
All'inizio un modo facile per ricordarci che dobbiamo restare fedeli alla nuova abitudine è quello di utilizzare dei semplici memo che ci ricordino periodicamente quello che ci siamo ripromessi di fare. Possono essere memo elettronici sul PC, svegliette sul telefonino o semplici foglietti adesivi messi là dove sappiamo che il nostro occhio cadrà durante la giornata.
Apprendere una nuova abitudine, dunque, è semplice. Non rimandate più!
Bastano tre semplici passi:
1) scrivere la nuova abitudine
2) scrivere la data in cui abbiamo iniziato ad esercitarla
3) ricordarcela per i 21 giorni successivi
Al termine delle tre settimane, dovrebbe essere già diventata parte di voi. In caso contrario, forse nei giorni precedenti avete sgarrato ;o)
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