Visualizzazione post con etichetta colloqui lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta colloqui lavoro. Mostra tutti i post

mercoledì 13 novembre 2019

La domanda che stronca quasi sempre i candidati

Quale domanda stronca i candidati a un colloquio di lavoro? Inaspettatamente è questa.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 19 aprile 2019

Il metodo Star e i colloqui di lavoro

Conoscete il metodo Star? Potrebbe esservi utile durante i colloqui per cercare un nuovo lavoro.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 14 febbraio 2019

5 esercizi per avere successo nei colloqui di lavoro

Quale potrebbe essere una strategia per affrontare con successo la selezione per un nuovo lavoro? Ce lo racconta "D".

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 16 novembre 2018

Domande dei colloqui per metterti in difficoltà

Quali sono le domande che possono metterti più in difficoltà durante un colloquio e come fare per aggirarle? Ce lo racconta "Business Insider Italia".

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

martedì 4 settembre 2018

Quali sono le domande da farsi prima di assumere qualcuno?

Vi interessa sapere quali domande il vertice di Amazon chiede di farsi prima di assumere qualcuno? Ce lo racconta "Business Insider Italia".

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 21 luglio 2017

Colloquio di assunzione? I consigli dei guru del management

(Fonte: "La Stampa")

Come comportarsi durante il colloquio di assunzione? La risposta scatena una valanga di consigli spesso fuorvianti, come soprattutto quello di recitare una parte per stupire il selezionatore. Una stroncatura arriva invece da alcuni guru del management che suggeriscono esattamente il contrario. In sostanza, dicono i ricercatori, durante un colloquio meglio rilassarsi e cercare di essere se stessi: è il modo migliore per ottenere il lavoro.
Il cambio di marcia per i jobseeker viene da una batteria di ricerche apparse sul Journal of Applied Psychology, in cui Celia Moore (dipartimento di management dell’università Bocconi), Sun Young Lee (University College London), Kawon Kim (The Hong Kong Polytechnic
University) e Daniel Cable (London Business School) confermano che i
candidati di alta qualità che si sforzano di presentare se stessi con precisione e verità aumentano la probabilità di ricevere un’offerta di lavoro.
Mentre i luoghi comuni sulla ricerca di lavoro incoraggiano a presentare solo gli aspetti migliori per apparire più attraenti agli intervistatori, gli autori della ricerca (The Advantage of Being Oneself: The Role of Applicant Self-Verification in Organizational Hiring Decisions) hanno constatato che è più vantaggioso presentarsi per come si è veramente,
specie se si è candidati di alta qualità. Al centro della ricerca è il concetto di autoverifica, il desiderio di presentarsi con precisione, in modo che gli altri si facciano di noi la stessa immagine che abbiamo di noi stessi. E la ricerca mostra, per la prima volta, che l’autoverifica può avere importanti effetti importanti proprio durante una selezione.
Tre gli studi che lo dimostrano.
Il primo utilizza un campione di insegnanti di tutto il mondo alla ricerca di un lavoro negli Stati Uniti e conclude che una forte propensione all’autoverifica aumenta la probabilità di trovare un lavoro dal 51% al 73%.
Il secondo studio conferma questo effetto in un ambito radicalmente
diverso: avvocati che fanno domanda per una posizione nelle forze armate statunitensi, nel qual caso i candidati di alta qualità aumentano
di cinque volte le possibilità di ricevere un’offerta di lavoro, dal 3% al 17 per cento, se hanno una forte propensione all’autoverifica. L’effetto si evidenzia solo per i candidati di buona qualità; per gli altri la propensione all’autoverifica può addirittura peggiorare la posizione.
Nel terzo studio i ricercatori hanno analizzato 300 persone selezionando quelli con una propensione all’autoverifica molto alta o molto bassa. Le persone con una forte propensione parlano di se stessi in maniera più fluida e sono percepite come più autentiche e meno manipolatrici. Il
che spiega perché ottengano buoni risultati nel mercato del lavoro. «In un colloquio di lavoro - conclude Celia Moore - cerchiamo spesso di presentarci come perfetti. Il nostro studio dimostra che questo istinto è sbagliato. Gli intervistatori percepiscono un’autorappresentazione
troppo perfetta come inautentica e potenzialmente sviante. In definitiva,
se si è un candidato di alta qualità, si può essere se stessi. Si può essere onesti e autentici. E si avranno maggiori probabilità di ottenere un lavoro».


(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 30 marzo 2017

Come fare colpo nei colloqui di lavoro

(Fonte: "Business Insider")

La responsabile della selezione di Facebook spiega come fare colpo nei colloqui di lavoro. Questo è l'articolo di "Business Insider".

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

martedì 5 gennaio 2016

Riconoscere una buona organizzazione durante un colloquio

Quando avete la possibilità di svolgere un colloquio di lavoro presso l'organizzazione che potrebbe assumervi, dovete prestare particolare attenzione ai segnali che potrebbero far pensare a un futuro datore di lavoro poco appetibile.

Se, ad esempio, l'azienda è afflitta da un turnover alto, è segno che le persone non si trovano bene a lavorare lì, magari perché mancano prospettive di carriera, o perché non si guadagna abbastanza o - ancora - perché non c'è un ambiente sereno.
Informatevi discretamente su quante persone abbiano abbandonato l'azienda negli ultimi anni e su quali percorsi di carriera abbiano fatto e poi imbastite le vostre riflessioni.
Un modo efficace per raccogliere informazioni è quello di usare LinkedIn per cercare chi ha lavorato nell'azienda e per quanto tempo. Potete addirittura spingervi a contattare qualcuna di queste persone per raccogliere qualche informazione ma state molto attenti a come vi muovete.

Anche l'etica, naturalmente, è importantissima.
Raccogliete anche in questo caso informazioni sull'organizzazione e cercate di capire se le sue politiche sono il frutto di scelte di un certo tipo oppure no.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è l'utilizzo delle risorse.
Se vi verrà affidato un certo lavoro da svolgere, dovete avere la certezza di poter contare sulle risorse necessarie per svolgerlo bene. Non abbiate, dunque, timore di informarvi su cosa si aspetta l'azienda e su come intende supportarvi nell'eventualità che voi siate il candidato prescelto per svolgere le mansioni indicate per la posizione.

L'ultima cosa fondamentale alla quale dedicare grande attenzione è la cultura che vige in azienda.
I sintomi di una cattiva cultura appaiono sotto molteplici forne, dunque siate sempre pronti a coglierli osservando l'ambiente che vi circonda e preparatevi anche a fare le domande giuste per cercare di intuirla.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 7 settembre 2012

Rifiutare la candidatura di un potenziale collaboratore

Una volta terminata la serie di colloqui di lavoro tesa a farvi trovare un nuovo collaboratore da assumere, le buone regole del management insegnano che - per correttezza - bisognerebbe contattare tutti i candidati rifiutati per informarli che la selezione si è conclusa. 


Un esempio di lettera di rifiuto che è possibile utilizzare in questi frangenti è riportata qui di seguito:


Data .....................
Oggetto: candidatura ricerca di lavoro ......................

Gentile Sig. .........,

con riferimento alla posizione professionale di cui all'oggetto, la ringraziamo per aver partecipato ai nostri colloqui a scopo conoscitivo.

 
Mi dispiace doverla informare che, dopo attenta valutazione, la nostra scelta è ricaduta su un altro candidato le cui qualifiche ed esperienze sono risultate più idonee alle nostre esigenze.


Siamo felici dell'interesse che ha dimostrato per la nostra società e la informiamo che conserveremo il suo nominativo per eventuali colloqui futuri che potrebbero essere di suo interesse. 

In ogni caso, cogliamo l'occasione per augurarle di concludere presto e con successo la sua ricerca di un nuovo posto lavoro.

Cordiali saluti,

.....

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 19 gennaio 2012

Com'è andato il colloquio? (2)

Dopo aver visto insieme quali sono i segnali di un colloquio vincente, oggi esamineremo quelli tipici di un colloquio da migliorare.

Prima impressione


Avete scelto un abbigliamento abbastanza elegante ma non troppo professionale.
Entrando avete salutato il vostro interlucotore dimenticando, però, di stringergli la mano.
La vostra conversazione ha espresso, però, entusiasmo per il vostro lavoro e un profondo impegno.


Contenuto del colloquio


Avete dimostrato di avere esperienza nel ruolo proposto ma avete mostrato di non sapere nulla dell'azienda per la quale dovreste lavorare.
Non siete riusciti a collegare in maniera efficace ciò che sapete alle competenze richieste per svolgere la professione alla quale state mirando.


Competenza nel sostenere il colloquio


Avete guardato dritto negli occhi il vostro esaminatore e avete parlato in maniera sciolta e grammaticamente corretta ma inserendo nel discorso espressioni poco professionali come "cioè", "uhm...", ecc. Il ritmo del colloquio, comunque, non ne ha risentito troppo.

In alcuni momenti avete parlato un po' troppo velocemente mostrando di essere tesi.

Avete mostrato interesse per la posizione ma non avete fatto alcuna domanda. Vi siete, però, ricordati di ringraziare il vostro esaminatore prima di andarvene.


Domani vedremo di riassumere i contenuti di un colloquio andato decisamente male.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

mercoledì 18 gennaio 2012

Com'è andato il colloquio?

Come sapere se il colloquio che avete appena terminato è stato un buon colloquio?
Vediamo insieme alcuni segnali di un colloquio vincente.


Prima impressione

L'impressione che avete dato è molto professionale, sia come abbigliamento che come contenuti esposti durante il colloquio.
La vostra conversazione è stata sciolta e ha mirato a mostrare il vostro coinvolgimento nella professione che svolgete

Contenuto del colloquio

Avete dimostrato di avere esperienza nel ruolo proposto e avete ben collegato le vostre competenze alle singole attività che dovreste svolgere nel nuovo posto di lavoro.

Competenza nel sostenere il colloquio


Avete guardato dritto negli occhi il vostro esaminatore e avete parlato in maniera sciolta e grammaticamente corretta, alla giusta velocità, mostrando di essere padroni della situazione.

Avete mostrato il vostro interesse nei confronti della posizione di lavoro offerta e avete fatto le domande appropriate per saperne di più.

Al termine, avete ringraziato il vostro interlocutore.

Domani vedremo di riassumere i contenuti di un colloquio da migliorare.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

lunedì 21 febbraio 2011

Colloqui di lavoro: le risposte vincenti (4)

Cosa si aspetta l'esaminatore?

In un colloquio, ognuna delle due parti in gioco si aspetta di ottenere qualcosa. Nei giorni scorsi abbiamo visto come vuole ottenere il candidato ma è importante anche capire a cosa miri il cacciatore di teste.
Scopriamolo insieme:

La prima cosa che il vostro intervistatore vorrà sapere è se siete esperti e competenti per quanto concerne l'area di interesse.
E' ovvio che se la vostra formazione e la vostra esperienza lavorativa non fossero state in linea con ciò che l'esaminatore sta cercando non sareste nemmeno arrivati al colloquio ma durante la chiacchierata a tu per tu il cacciatore di teste cercherà di capire se tutto ciò che sapete (e che siete) si adatterà all'organizzazione che cerca la figura per la quale vi siete candidati.

La seconda cosa che dovrà venire fuori dal colloquio è la vostra motivazione perché potreste essere le persone più adatte al mondo a ricoprire un certo incarico ma se non avete davvero voglia di farlo non renderete al meglio. 
Ad esempio: siete motivati ad apprendere cose nuove e a sviluppare nuove competenze o vi considerate già arrivati?

Terza cosa importante che dovrà emergere dal lavoro di un buon intervistatore: sapete lavorare con gli altri e rispettare le regole che l'ambiente di lavoro vi impone o siete un battitore libero?

Nel caso in cui si assuma una figura manageriale, poi, si verificherà anche la vostra capacità di calarvi nei panni di un problem solver. Come ve la cavate a gestire situazioni fuori dall'ordinaria amministrazione? Sapete distinguere tra le situazioni dove occorre improvvisare e quelle in cui bisogna seguire le regole e le procedure? Sapete gestire in fretta una situazione imprevista facendo un'analisi dei dati in vostro possesso e prendendo la giusta decisione?

Ultima cosa ma fondamentale: volete davvero questo lavoro o lo considerate solamente una tappa per crescere professionalmente e per aumentare il vostro stipendio? Vi stuferete di lavorare in quella zona geografica o in un certo tipo di ambiente?

Ecco: mentre voi darete le vostre risposte, chi sta davanti a voi cercherà di sondarvi nel profondo per capire cosa si cela dietro la maschera del candidato perfetto. Non dimenticatelo!




(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 18 febbraio 2011

Colloqui di lavoro: le risposte vincenti (3)

Preparatevi al meglio al colloquio di lavoro

Fate una lista dei punti forti per la posizione alla quale aspirate. Quali qualifiche, competenze, esperienza, conoscenza di fondo e tratti della personalità possedete che potrebbero essere adatti a questo particolare lavoro? Scrivetele e cercate di inserirli nelle risposte che darete.

Mettendovi nei panni del cacciatore di teste, cercate poi di individuare quali domande fareste per trovare la persona più adatta a svolgere quel  lavoro. A questo punto, sviluppate due liste di domande e risposte: la prima sarà generica e adatta a qualunque colloquio di lavoro mentre la seconda, sviluppata leggendo attentamente l’annuncio, si baserà sulle possibili domande per una posizione specifica. 

Ad esempio, se l'annuncio dice che si cerca qualcuno con "forti competenze di customer service", assicuratevi di includere in almeno una risposta la frase "innata capacità di servizio al cliente".
Ricordate che durante un colloquio dovete “vendervi” e che il modo migliore per vendere qualcosa è creare un racconto che supporti il prodotto in vendita (voi).  

Per quanto possibile, dunque, rispondete alle domande del cacciatore di teste con un breve racconto che dia esempi specifici delle vostre esperienze. 

Per farvi capire quanto il racconto sia importante, immaginate due persone ad un colloquio di lavoro per un posto di toelettatore di cani. "Ha mai affrontato cani aggressivi?", chiede l’esaminatore. "Sì, circa un cane ogni 10 ha tendenze aggressive", risponde Corrado.
Luca, invece, risponde così: "Oh, sì, molto spesso. Ricordo di una situazione in cui un cliente ha portato in negozio il suo pitbull, Attila. Ha iniziato a ringhiare e mi ha subito fatto capire che non aveva nessuna intenzione di farmi avvicinare. Penso che mi avrebbe strappato un braccio se con lui non avessi usato la mia autorità". 

Voi a chi dareste il posto?

Infine, ricordate che le domande che vi verranno poste durante un colloquio riguardano per forza di cose il passato ma mirano a capire cosa potete fare nel presente. Tenetelo sempre presente e parlate dei vostri successi spiegando che sono pertinenti col lavoro specifico per cui state sostenendo l’intervista.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 17 febbraio 2011

Colloqui di lavoro: le risposte vincenti (2)

Seconda parte della nostra discussione su come gestire al meglio i colloqui di lavoro.

Come rispondere alle domande

Prima di tutto dovete sapere alcune cose:

Non vi è alcun modo di prevedere tutte le domande che vi verranno fatte ad un colloquio di lavoro.
In altre parole, aspettatevi di ricevere alcune domande che non avete previsto, indipendentemente da quanto avete lavorato su questa cosa.

Proprio per questo motivo, dunque, è fondamentale preparare al meglio le risposte più prevedibili e scontate.

Stilate una lista di domande che potrebbero farvi al colloquio e cercate la risposta più adatta nei luoghi migliori come, ad esempio, forum dedicati, libri, siti Internet specifici o guide sull’argomento.
Attenzione, però, non utilizzare le risposte campione parola per parola! I cacciatori di teste non sono stupidi e leggono regolarmente le risorse che trattano di colloqui di lavoro, domande e risposte quindi intuiscono ad un chilometro di distanza se una risposta è farina del vostro sacco o se l’avete copiata da un forum del settore.

Dunque, la parole d’ordine del perfetto candidato sarà personalizzare ogni risposta tramite le proprie esperienze e filtrarla in base alla propria personalità e allo stile che ci contraddistingue. Questo è fondamentale e vi darà un grande vantaggio rispetto ai candidati che si limiteranno a recitare risposte tutte identiche tra loro

E’ importante anche dire che le domande che vi verranno fatte durante il colloquio non sono qualcosa da temere ma un’occasione per eccellere. Vi consentono di mostrare perché siete la persona più adatta per un certo lavoro, quindi non temetele ma andatene a caccia! Il segreto è semplicemente quello di dare risposte migliori di altri, ed è qui che entra in gioco la vostra preparazione


(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

mercoledì 16 febbraio 2011

Colloqui di lavoro: le risposte vincenti

I professionisti che si occupano di Risorse Umane, i selezionatori e i cacciatori di teste che possono avviare o pregiudicare una carriera concordano su una cosa: il modo migliore per prepararsi ad un colloquio di lavoro è quello di anticipare le domande e di sviluppare le risposte migliori, facendo tanta pratica.

Prepararsi una lista di possibili domande e pensare in anticipo alle migliori risposte da dare può essere estremamente utile e può significare fare la differenza tra ottenere un lavoro e ricevere una lettera che ci dice che è stato preferito un altro candidato.


Del resto, anche se è una battuta vecchia, è utile ricordare che non viene quasi mai assunta la persona più qualificata ma quella che sa gestire al meglio il colloquio.
E cosa significa "saper gestire il colloquio"? Diverse cose:

1) convincere l'esaminatore che siamo adatti al lavoro per il quale ci stiamo candidando
2) convincerlo che siamo anche adatti a lavorare nell'organizzazione che lui ha in mente
3) cercare di piacergli sia a livello professionale che a livello personale
4) ricavare le informazioni necessarie per capire se il lavoro ci interessa


Da domani, per qualche giorno, vedremo come fare tutto questo passo dopo passo. Non mancate! ;o)

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)