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mercoledì 13 novembre 2019
La domanda che stronca quasi sempre i candidati
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venerdì 19 aprile 2019
Il metodo Star e i colloqui di lavoro
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giovedì 14 febbraio 2019
5 esercizi per avere successo nei colloqui di lavoro
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venerdì 16 novembre 2018
Domande dei colloqui per metterti in difficoltà
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martedì 4 settembre 2018
Quali sono le domande da farsi prima di assumere qualcuno?
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venerdì 21 luglio 2017
Colloquio di assunzione? I consigli dei guru del management
Come comportarsi durante il colloquio di assunzione? La risposta scatena una valanga di consigli spesso fuorvianti, come soprattutto quello di recitare una parte per stupire il selezionatore. Una stroncatura arriva invece da alcuni guru del management che suggeriscono esattamente il contrario. In sostanza, dicono i ricercatori, durante un colloquio meglio rilassarsi e cercare di essere se stessi: è il modo migliore per ottenere il lavoro.
Il cambio di marcia per i jobseeker viene da una batteria di ricerche apparse sul Journal of Applied Psychology, in cui Celia Moore (dipartimento di management dell’università Bocconi), Sun Young Lee (University College London), Kawon Kim (The Hong Kong Polytechnic
University) e Daniel Cable (London Business School) confermano che i
candidati di alta qualità che si sforzano di presentare se stessi con precisione e verità aumentano la probabilità di ricevere un’offerta di lavoro.
Mentre i luoghi comuni sulla ricerca di lavoro incoraggiano a presentare solo gli aspetti migliori per apparire più attraenti agli intervistatori, gli autori della ricerca (The Advantage of Being Oneself: The Role of Applicant Self-Verification in Organizational Hiring Decisions) hanno constatato che è più vantaggioso presentarsi per come si è veramente,
specie se si è candidati di alta qualità. Al centro della ricerca è il concetto di autoverifica, il desiderio di presentarsi con precisione, in modo che gli altri si facciano di noi la stessa immagine che abbiamo di noi stessi. E la ricerca mostra, per la prima volta, che l’autoverifica può avere importanti effetti importanti proprio durante una selezione.
Tre gli studi che lo dimostrano.
Il primo utilizza un campione di insegnanti di tutto il mondo alla ricerca di un lavoro negli Stati Uniti e conclude che una forte propensione all’autoverifica aumenta la probabilità di trovare un lavoro dal 51% al 73%.
Il secondo studio conferma questo effetto in un ambito radicalmente
diverso: avvocati che fanno domanda per una posizione nelle forze armate statunitensi, nel qual caso i candidati di alta qualità aumentano
di cinque volte le possibilità di ricevere un’offerta di lavoro, dal 3% al 17 per cento, se hanno una forte propensione all’autoverifica. L’effetto si evidenzia solo per i candidati di buona qualità; per gli altri la propensione all’autoverifica può addirittura peggiorare la posizione.
Nel terzo studio i ricercatori hanno analizzato 300 persone selezionando quelli con una propensione all’autoverifica molto alta o molto bassa. Le persone con una forte propensione parlano di se stessi in maniera più fluida e sono percepite come più autentiche e meno manipolatrici. Il
che spiega perché ottengano buoni risultati nel mercato del lavoro. «In un colloquio di lavoro - conclude Celia Moore - cerchiamo spesso di presentarci come perfetti. Il nostro studio dimostra che questo istinto è sbagliato. Gli intervistatori percepiscono un’autorappresentazione
troppo perfetta come inautentica e potenzialmente sviante. In definitiva,
se si è un candidato di alta qualità, si può essere se stessi. Si può essere onesti e autentici. E si avranno maggiori probabilità di ottenere un lavoro».
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giovedì 30 marzo 2017
Come fare colpo nei colloqui di lavoro
La responsabile della selezione di Facebook spiega come fare colpo nei colloqui di lavoro. Questo è l'articolo di "Business Insider".
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martedì 5 gennaio 2016
Riconoscere una buona organizzazione durante un colloquio
Se, ad esempio, l'azienda è afflitta da un turnover alto, è segno che le persone non si trovano bene a lavorare lì, magari perché mancano prospettive di carriera, o perché non si guadagna abbastanza o - ancora - perché non c'è un ambiente sereno.
Informatevi discretamente su quante persone abbiano abbandonato l'azienda negli ultimi anni e su quali percorsi di carriera abbiano fatto e poi imbastite le vostre riflessioni.
Un modo efficace per raccogliere informazioni è quello di usare LinkedIn per cercare chi ha lavorato nell'azienda e per quanto tempo. Potete addirittura spingervi a contattare qualcuna di queste persone per raccogliere qualche informazione ma state molto attenti a come vi muovete.
Anche l'etica, naturalmente, è importantissima.
Raccogliete anche in questo caso informazioni sull'organizzazione e cercate di capire se le sue politiche sono il frutto di scelte di un certo tipo oppure no.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è l'utilizzo delle risorse.
Se vi verrà affidato un certo lavoro da svolgere, dovete avere la certezza di poter contare sulle risorse necessarie per svolgerlo bene. Non abbiate, dunque, timore di informarvi su cosa si aspetta l'azienda e su come intende supportarvi nell'eventualità che voi siate il candidato prescelto per svolgere le mansioni indicate per la posizione.
L'ultima cosa fondamentale alla quale dedicare grande attenzione è la cultura che vige in azienda.
I sintomi di una cattiva cultura appaiono sotto molteplici forne, dunque siate sempre pronti a coglierli osservando l'ambiente che vi circonda e preparatevi anche a fare le domande giuste per cercare di intuirla.
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venerdì 7 settembre 2012
Rifiutare la candidatura di un potenziale collaboratore
Un esempio di lettera di rifiuto che è possibile utilizzare in questi frangenti è riportata qui di seguito:
Data .....................
Oggetto: candidatura ricerca di lavoro ......................
Gentile Sig. .........,
con riferimento alla posizione professionale di cui all'oggetto, la ringraziamo per aver partecipato ai nostri colloqui a scopo conoscitivo.
Mi dispiace doverla informare che, dopo attenta valutazione, la nostra scelta è ricaduta su un altro candidato le cui qualifiche ed esperienze sono risultate più idonee alle nostre esigenze.
Siamo felici dell'interesse che ha dimostrato per la nostra società e la informiamo che conserveremo il suo nominativo per eventuali colloqui futuri che potrebbero essere di suo interesse.
In ogni caso, cogliamo l'occasione per augurarle di concludere presto e con successo la sua ricerca di un nuovo posto lavoro.
Cordiali saluti,
.....
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giovedì 19 gennaio 2012
Com'è andato il colloquio? (2)
Dopo aver visto insieme quali sono i segnali di un colloquio vincente, oggi esamineremo quelli tipici di un colloquio da migliorare.
Prima impressione
Avete scelto un abbigliamento abbastanza elegante ma non troppo professionale.
Entrando avete salutato il vostro interlucotore dimenticando, però, di stringergli la mano.
La vostra conversazione ha espresso, però, entusiasmo per il vostro lavoro e un profondo impegno.
Contenuto del colloquio
Avete dimostrato di avere esperienza nel ruolo proposto ma avete mostrato di non sapere nulla dell'azienda per la quale dovreste lavorare.
Non siete riusciti a collegare in maniera efficace ciò che sapete alle competenze richieste per svolgere la professione alla quale state mirando.
Competenza nel sostenere il colloquio
Avete guardato dritto negli occhi il vostro esaminatore e avete parlato in maniera sciolta e grammaticamente corretta ma inserendo nel discorso espressioni poco professionali come "cioè", "uhm...", ecc. Il ritmo del colloquio, comunque, non ne ha risentito troppo.
In alcuni momenti avete parlato un po' troppo velocemente mostrando di essere tesi.
Avete mostrato interesse per la posizione ma non avete fatto alcuna domanda. Vi siete, però, ricordati di ringraziare il vostro esaminatore prima di andarvene.
Domani vedremo di riassumere i contenuti di un colloquio andato decisamente male.
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mercoledì 18 gennaio 2012
Com'è andato il colloquio?
Come sapere se il colloquio che avete appena terminato è stato un buon colloquio?
Vediamo insieme alcuni segnali di un colloquio vincente.
Prima impressione
L'impressione che avete dato è molto professionale, sia come abbigliamento che come contenuti esposti durante il colloquio.
La vostra conversazione è stata sciolta e ha mirato a mostrare il vostro coinvolgimento nella professione che svolgete
Contenuto del colloquio
Avete dimostrato di avere esperienza nel ruolo proposto e avete ben collegato le vostre competenze alle singole attività che dovreste svolgere nel nuovo posto di lavoro.
Competenza nel sostenere il colloquio
Avete guardato dritto negli occhi il vostro esaminatore e avete parlato in maniera sciolta e grammaticamente corretta, alla giusta velocità, mostrando di essere padroni della situazione.
Avete mostrato il vostro interesse nei confronti della posizione di lavoro offerta e avete fatto le domande appropriate per saperne di più.
Al termine, avete ringraziato il vostro interlocutore.
Domani vedremo di riassumere i contenuti di un colloquio da migliorare.
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lunedì 21 febbraio 2011
Colloqui di lavoro: le risposte vincenti (4)
Cosa si aspetta l'esaminatore?
In un colloquio, ognuna delle due parti in gioco si aspetta di ottenere qualcosa. Nei giorni scorsi abbiamo visto come vuole ottenere il candidato ma è importante anche capire a cosa miri il cacciatore di teste.
Scopriamolo insieme:
La prima cosa che il vostro intervistatore vorrà sapere è se siete esperti e competenti per quanto concerne l'area di interesse.
E' ovvio che se la vostra formazione e la vostra esperienza lavorativa non fossero state in linea con ciò che l'esaminatore sta cercando non sareste nemmeno arrivati al colloquio ma durante la chiacchierata a tu per tu il cacciatore di teste cercherà di capire se tutto ciò che sapete (e che siete) si adatterà all'organizzazione che cerca la figura per la quale vi siete candidati.
La seconda cosa che dovrà venire fuori dal colloquio è la vostra motivazione perché potreste essere le persone più adatte al mondo a ricoprire un certo incarico ma se non avete davvero voglia di farlo non renderete al meglio.
Ad esempio: siete motivati ad apprendere cose nuove e a sviluppare nuove competenze o vi considerate già arrivati?
Terza cosa importante che dovrà emergere dal lavoro di un buon intervistatore: sapete lavorare con gli altri e rispettare le regole che l'ambiente di lavoro vi impone o siete un battitore libero?
Nel caso in cui si assuma una figura manageriale, poi, si verificherà anche la vostra capacità di calarvi nei panni di un problem solver. Come ve la cavate a gestire situazioni fuori dall'ordinaria amministrazione? Sapete distinguere tra le situazioni dove occorre improvvisare e quelle in cui bisogna seguire le regole e le procedure? Sapete gestire in fretta una situazione imprevista facendo un'analisi dei dati in vostro possesso e prendendo la giusta decisione?
Ultima cosa ma fondamentale: volete davvero questo lavoro o lo considerate solamente una tappa per crescere professionalmente e per aumentare il vostro stipendio? Vi stuferete di lavorare in quella zona geografica o in un certo tipo di ambiente?
Ecco: mentre voi darete le vostre risposte, chi sta davanti a voi cercherà di sondarvi nel profondo per capire cosa si cela dietro la maschera del candidato perfetto. Non dimenticatelo!
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venerdì 18 febbraio 2011
Colloqui di lavoro: le risposte vincenti (3)
Fate una lista dei punti forti per la posizione alla quale aspirate. Quali qualifiche, competenze, esperienza, conoscenza di fondo e tratti della personalità possedete che potrebbero essere adatti a questo particolare lavoro? Scrivetele e cercate di inserirli nelle risposte che darete.
Mettendovi nei panni del cacciatore di teste, cercate poi di individuare quali domande fareste per trovare la persona più adatta a svolgere quel lavoro. A questo punto, sviluppate due liste di domande e risposte: la prima sarà generica e adatta a qualunque colloquio di lavoro mentre la seconda, sviluppata leggendo attentamente l’annuncio, si baserà sulle possibili domande per una posizione specifica.
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giovedì 17 febbraio 2011
Colloqui di lavoro: le risposte vincenti (2)
Seconda parte della nostra discussione su come gestire al meglio i colloqui di lavoro.
Come rispondere alle domande
Non vi è alcun modo di prevedere tutte le domande che vi verranno fatte ad un colloquio di lavoro. In altre parole, aspettatevi di ricevere alcune domande che non avete previsto, indipendentemente da quanto avete lavorato su questa cosa.
E’ importante anche dire che le domande che vi verranno fatte durante il colloquio non sono qualcosa da temere ma un’occasione per eccellere. Vi consentono di mostrare perché siete la persona più adatta per un certo lavoro, quindi non temetele ma andatene a caccia! Il segreto è semplicemente quello di dare risposte migliori di altri, ed è qui che entra in gioco la vostra preparazione
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mercoledì 16 febbraio 2011
Colloqui di lavoro: le risposte vincenti
I professionisti che si occupano di Risorse Umane, i selezionatori e i cacciatori di teste che possono avviare o pregiudicare una carriera concordano su una cosa: il modo migliore per prepararsi ad un colloquio di lavoro è quello di anticipare le domande e di sviluppare le risposte migliori, facendo tanta pratica.
Prepararsi una lista di possibili domande e pensare in anticipo alle migliori risposte da dare può essere estremamente utile e può significare fare la differenza tra ottenere un lavoro e ricevere una lettera che ci dice che è stato preferito un altro candidato.
Del resto, anche se è una battuta vecchia, è utile ricordare che non viene quasi mai assunta la persona più qualificata ma quella che sa gestire al meglio il colloquio.
E cosa significa "saper gestire il colloquio"? Diverse cose:
1) convincere l'esaminatore che siamo adatti al lavoro per il quale ci stiamo candidando
2) convincerlo che siamo anche adatti a lavorare nell'organizzazione che lui ha in mente
3) cercare di piacergli sia a livello professionale che a livello personale
4) ricavare le informazioni necessarie per capire se il lavoro ci interessa
Da domani, per qualche giorno, vedremo come fare tutto questo passo dopo passo. Non mancate! ;o)
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