giovedì 9 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (5)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

La seconda parte è stata pubblicata il 6 aprile.

La terza parte è stata pubblicata il 7 aprile.

La quarta parte è stata pubblicata l'8 aprile.

21) Una Six Sigma Black Belt dovrebbe essere in grado di calcolare il tasso di rendimento interno e di utilizzarlo per scegliere su quale progetto concentrarsi.

22) Deve essere in grado di conoscere i costi della non qualità e di indicare quale sia il livello di Sigma ottimale, tenuto conto di essi.

23) Deve conoscere le categorie principali dei costi della non qualità per allocarli correttamente.

24) Data una raccolta dati dei costi della non qualità nel tempo, deve essere in grado di tracciare un'analisi statistica dei trend.

25) Data una raccolta dati dei costi della non qualità nel tempo, deve essere in grado di tracciare un'analisi statistica della distribuzione dei costi tra le varie categorie.

mercoledì 8 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (4)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

La seconda parte è stata pubblicata il 6 aprile.

La terza parte è stata pubblicata il 7 aprile.

16) Una Six Sigma Black Belt deve essere in grado di completare una matrice QFD (Quality Function Deployment.

17) Deve essere capace di stimare le risorse nvestite in un progetto, tenendo conto anche del valore aggiunto presente e futuro.

18) Deve saper calcolare il PV (present value, valore presente) e l'FV (future value, valore futuro).

19) Deve saper calcolare il break-even point di un progetto.

20) Deve riuscire a calcolare il valore netto attuale dei flussi di cassa e utilizzare i risultati per scegliere un progetto tra diversi progetti in competizione tra loro.

martedì 7 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (3)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

La seconda parte è stata pubblicata il 6 aprile.

11) Una Six Sigma Black Belt deve essere in grado di analizzare i dati che derivano dai clienti interni e da quelli esterni.

12) Deve comprendere a fondo i ruoli che le persone ricoprono all'interno di un'organizzazione per quanto riguarda il cambiamento.

13) Deve saper costruire e testare prima dell'utilizzo un questionario cliente.

14) Dati due o più insiemi di dati derivanti da questionari, deve essere in grado di stabilire se ci sono differenze significative a livello statistico tra di essi.

15) Deve saper quantificare il valore della customer retention (capacità di trattenere i clienti, di fare in modo, cioè, che non vadano a comprare da altre organizzazioni).

lunedì 6 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (2)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

6) Una Six Sigma Black Belt (la "cintura nera" tra i professionisti che si occupano di Sei Sigma) deve essere in grado di stabilire sistemi di controllo tali da permettere di mantenere i progressi ottenuti applicando la metodologia.

7) Deve capire l'importanza di riuscire a comunicare la necessità di un miglioramento continuo dei processi, anche dopo che gli obiettivi posti sono stati raggiunti.

8) Deve essere in grado di quantificare i benefici raggiunti con il Sei Sigma.

9) Deve essere capace di calcolare il livello di PPM associato ai diversi gradi sigma (ad esempio un livello 6 Sigma equivale a 3.4 PPM).

10) Deve essere in grado di calcolare i costi legati ad una mancanza di Qualità, associandoli ai diversi gradi di sigma raggiunti.

venerdì 3 aprile 2009

Intervista a Jim Huntzinger: seconda parte

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Evolving Excellence ha intervistato Jim Huntzinger, Fondatore e Presidente del Lean Accounting Summit, del TWI Summit e del Lean and Green Summit.
Questa è la seconda parte dell'intervista. La prima è stata pubblicata ieri.

Qual è la cosa che viene spesso fraintesa quando parliamo di metodologia "lean"?

Ci dimentichiamo troppo spesso che il pensiero snell è una metodologia che riguarda gli strumenti e le persone. Che si basa sulla voglia di imparare cose nuove e che nuovi strumenti, persone e voglia di imparare vanno a costituire un'organizzazione che sa evolversi e che in maniera continua e dinamica costruisce un sistema che si basa su questi tre elementi cambiandoli, nello stesso tempo, in maniera sistematica.

Secondo lei qual è l'opportunità pù importante che ha oggi la metodologia "lean"?


Il pensiero snello è stato sfruttato solo in minima parte.
Va sviluppato nel suo insieme ed è quello che dovremo fare in futuro, cambiando in maniera drastica il nostro modo di pensare, di comprendere le cose e di comportarci di conseguenza.

Dobbiamo concentrarci sull'obiettivo di creare ricchezza come non abbiamo mai fatto prima. Per riuscire in questo obiettivo dovremo cambiare radicalmente i nostri modelli di riferimento per il business, i nostri sistemi educativi e i nostri sistemi politici.

Tutto questo non sarà affatto facile e richiederà parecchio lavoro ma si può assolutamente fare e bisogna farlo.

giovedì 2 aprile 2009

Intervista a Jim Huntzinger: qual è l'aspetto più importante della cultura "lean"

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Evolving Excellence ha intervistato Jim Huntzinger, Fondatore e Presidente del Lean Accounting Summit, del TWI Summit e del Lean and Green Summit chiedendogli, a suo giudizio, quale fosse l'aspetto più importante della metodologia "lean".

Questa è la risposta di Huntzinger.

Un aspetto deriva sicuramente dal modello di business che propone. La metodologia lean è ineguagliabile nella sua capacità di generare ricchezza in fretta.

Il secondo aspetto – che è collegato al primo – è ciò che è si sta ancora scoprendo per quanto riguarda lo sviluppo e l'evoluzione dei settori in cui si applica.
Basti pensare alla lean accounting dove, a mio giudizio, siamo appena all'inizio.

Grazie al mio lavoro, ho il piacere di parlare spesso con persone che lavorano in organzzazioni che stanno applicando il pensiero snello e che mi raccontano di scoprire nuove dinamiche ogni giorno.
Le aziende stanno riuscendo a portare avanti cambiamenti che non avrebbero mai osato nemmeno pensare solo poco tempo fa.

Tutto questo è esattamente ciò che Peter Senge (n.d.t. il maggiore studioso delle teorie e delle metodologie per la creazione e la gestione di una learning organization.) definisce come una "learning organization".

mercoledì 1 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere

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Oggi inizieremo ad elencare le cose che dovrebbero rientrare nel patrimonio di conoscenze e di capacità di una Black Belt ("cintura nera") che si occupi dell'applicazione della metodologia Six Sigma.

Vediamo insieme le prime 5, delle altre parleremo nei prossimi giorni.

1) Deve essere orientato ad esaminare le quantità oltre che la qualità.

2) Deve essere in grado di utilizzare i dati raccolti per trasformare delle idee generiche in obiettivi ben precisi.

3)Deve essere in grado di indirizzare le azioni dell'organizzazione verso il raggiungimento degli obiettivi posti.

4) Deve essere in grado di stabilire dei piani di lavoro per il raggiungimento degli obiettivi.

5) Deve essere in grado di misurare e tracciare i progressi fatti e di confrontarli con gli obiettivi posti, in modo da poter fornire utili report al management o ai clienti.