Visualizzazione post con etichetta lean production. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lean production. Mostra tutti i post

lunedì 14 dicembre 2015

Iniziative lean che non funzionano. Perché? (5)

L'ultima ragione che farà sicuramente fallire qualsiasi iniziativa lean, anche nell'azienda che l'abbia pianificata meglio, è la mancanza di una leadership forte.

Capite da soli che questo è anche il problema più difficile da risolvere perché, se manca un leader, è difficile crearlo da zero.
In questo caso non esiste una vera e propria soluzione ma questo aspetto va tenuto, comunque, nella giusta considerazione.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 11 dicembre 2015

Iniziative lean che non funzionano. Perché? (4)

Il quarto motivo che impedisce ai progetti lean di essere degnamente implementati nelle organizzazioni è la mancanza di obiettivi ben definiti e il mancato chiarimento delle aspettative relative al progetto nel suo insieme.

Anche la mancanza di un monitoraggio continuo dei progressi fatti e dell'applicazione di eventuali azioni correttive crea problemi, ovviamente.

La soluzione, in questo caso, è decidere cosa si vuole ottenere dall'iniziativa lean che si vuole mettere in pratica, stabilire obiettivi ben chiari e mettere in campo misurazioni atte a verificare che vengano raggiuntio.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 10 dicembre 2015

Iniziative lean che non funzionano. Perché? (3)

Tra i motivi che più spesso portano al fallimento di un progetto lean c'è la mancanza di una vera e propria preparazione per affrontarlo degnamente.

Preparate un buon piano, dunque, e studiatelo nei minimi particolari.
Non dimenticate di considerare la formazione di tutte le persone che dovranno partecipare al progetto, la gestione di team di lavoro multifunzionali, l'empowerment delle persone e lo stanziamento di tutte le risorse necessarie.

Senza pianificazione non si va da nessuna parte, a maggior ragione se avete in mente di implementare un cambiamento culturale importante come quello proposto dal lean thinking.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

mercoledì 9 dicembre 2015

Iniziative lean che non funzionano. Perché? (2)

Il secondo motivo per cui le iniziative lean non funzionano all'interno delle organizzazioni che le implementano è perché mancano una profonda comprensione di ciò che si sta cercando di fare e un supporto reale da parte delle persone.

Bisogna sforzarsi di coinvolgere tutti i lavoratori che devono partecipare all'iniziativa lean affinché si impegnino dando il massimo e sforzandosi in tutti i modi di contribuire al progetto.
In caso contrario, i miglioramenti ottenuti non saranno sicuramente in linea con le aspettative.

Ma come si fa a convincere davvero le persone?

Come abbiamo ripetuto spesso, bisogna, prima di tutto, spiegare bene cosa si intende fare in modo da rendere il cambiamento meno traumatico. Se le persone non sanno cosa aspettarsi, è probabile che sviluppino una paura nei confronti di qualsiasi cosa destinata a cambiare la loro routine quotidiana.

La seconda cosa da fare è far notare come ogni persona che parteciperà al progetto potrà ottenere qualche vantaggio dal miglioramento collettivo del modo di lavorare. 

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

lunedì 7 dicembre 2015

Iniziative lean che non funzionano. Perché?

Quali sono le ragioni principali che portano al fallimento degli interventi lean all'interno delle nostre organizzazioni?

Qualche giorno fa si discuteva di questo argomento su LinkedIn e sono uscite alcune considerazioni interessanti che ho pensato di riportarvi.

Il primo motivo che porta al fallimento di un'iniziativa lean è che non c'è la necessaria pianificazione.

E quale può essere la soluzione più ovvia a questa problematica?
Non si può semplicemente decidere in un giorno di diventare lean e sperare che tutto vada per il verso giusto. Occorre determinare quali vincoli ostacolino la nostra capacità di migliorare la velocità di consegna, aumentare la qualità di prodotti e servizi ed eliminare le attività prive di valore aggiunto. 
Come se tutto questo non bastasse, il vostro piano di implementazione dovrà essere sviluppato in base alla mappatura del valore e all'analisi dei gap esistenti.
Quali saranno gli altri motivi che portano all'insuccesso delle iniziative lean? Ne parleremo nei prossimi giorni. Voi, nel frattempo, avete qualche idea in proposito?

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

martedì 12 maggio 2015

Organizzarsi in maniera snella: qualche suggerimento - 6

Il quinto e ultimo step per organizzarsi secondo i principi del lean think è:

5) gestire e mantenere nel tempo il nuovo modo di lavorare

Gestire e mantenere nel tempo un modo di lavorare di questo tipo significa fare in modo che i lavoratori ma anche i loro responsabili si adattino, spesso rapidamente, alle mutevoli aspettative dei clienti e degli stakeholder, ai nuovi metodi di lavoro e alle nuove competenze necessarie per svolgere il lavoro.  

L'obiettivo, in linea con quelli delle organizzazioni più tradizionali, sarà quello di raggiungere risultati in linea con le aspettative dei clienti e delle altre parti interessate ma ciò che dovrà cambiare sostanzialmente è che il lavoro e la forza lavoro dovranno necessariamente distaccarsi da ciò che ritroviamo nelle aziende non organizzate secondo i dettami del lean thinking. 
Questo significa che bisognerà tenere il passo con modi sempre più innovativi di lavorare e di gestire il personale. 
I modi di pensare e di pianificare il lavoro secondo schemi tradizionali hanno le loro radici nell'età industriale e si basano sulle opinioni degli economisti che riducono gli esseri umani a dei semplici fornitori in grado di soddisfare le esigenze della produzione o dell'erogazione dei servizi.
Purtroppo, poche organizzazioni si impegnano in maniera completa e sistematica in un approccio al lavoro più in linea coi tempi. 

In base al lean thinking dovremmo essere in grado di soddisfare i nostri clienti e di superare le loro stesse aspettative impegnandoci contemporanemanete a diminuire gli sprechi e ad essere efficienti riuscendo, però, ad assicurare anche un'otttima qualità del nostro lavoro.

Una buona pianificazione del lavoro inizia chiedendosi quali prodotti o servizi siano realmente desiderati dai clienti e dalle altre parti interessate e cercando i modi più efficienti ed efficaci per far lavorare le persone in modo da consegnare questi prodotti, oppure erogare questi servizi nel modo migliore.

Cosa ne pensate?

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

lunedì 11 maggio 2015

Organizzarsi in maniera snella: qualche suggerimento - 5

Il quarto step per organizzarsi secondo i principi del lean think è:

4) ottimizzare il lavoro pensando al futuro

Ogni giorno nel mondo della tecnologia vengono introdotte nuove opportunità che possono contribuire a modificare i risultati del lavoro di un'organizzazione e ogni giorno i clienti possonocambiare idea su ciò che considerano risultati buoni o addirittura eccezionali per ciò che riguarda il lavoro compiuto da un'organizzazione.
Sono solamente due tra le decine e decine di esempi che avremmo potuto farvi per spiegare come il futuro debba essere costruito con attenzione giorno dopo giorno senza abbassare mai la guardia per non correre il rischio di rimanere indietro rispetto alla concorrenza.

Pensate per un attimo a cosa voleva la gente da un telefono cellulare cinque anni fa e a cosa pretende oggi dallo stesso oggetto. 

 
Cercate di avere sempre le idee chiare su ciò che ritenete una qualità del lavoro svolto accettabile o addirittura superiore alle aspettative e fate in modo che questa continua attenzione influenzi i risultati misurabili che intendete raggiungere e la selezione delle capacità e dei talenti umani necessari per ottenerli.


(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

venerdì 8 maggio 2015

Organizzarsi in maniera snella: qualche suggerimento - 4

Il terzo passaggio per imparare ad organizzarsi in maniera snella è:

3) identificare il valore aggiunto che ogni singola persona può portare al progetto

In questa fase occorre esplorare la gamma completa dei talenti umani disponibili all'interno dell'organizzazione.

Tutti i vostri collaboratori e colleghi contribuiscono nello stesso modo a soddisfare o addirittura a deliziare i clienti e gli stakeholder?  

Di solito la risposta a questa domanda è "no". Allora bisogna chiedersi chi faccia il lavoro migliore e chi contribuisca maggiormente a rendere l'organizzazione più competitiva e in che modo.Chiedetevi anche quali siano le caratteristiche uniche che queste persone possiedono e come potrebbero essere descritte al fine di coltivarle all'interno del resto dell'organizzazione.

Il concetto di "talento" è ancora al centro del dibattito degli esperti perché alcuni restringono la definizione di "persone dotate di talento" a coloro che riescono ad emergere grazie alle competenze che hanno e a come le utilizzano per svolgere bene le attività che vengono loro affidate all'interno dell'organizzazione per la quale lavorano. Altri, invece, definiscono il talento comeun punto di forza del singolo individo che non deve necessariamente venire espresso in qualche modo e altri ancora ritengono persone di talento coloro che possiedono una conoscenza finalizzata alla crescita del valore dell'organizzazione per la quale lavorano.


Comunque la si pensi, è bene ricordare che ognuno di noi ha la possibilità di diventare una persona di talento particolarmente brava in ​​qualcosa che possa tornare utile alla propria organizzazione. Ricordate la regola delle 10.000 ore?


(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 7 maggio 2015

Organizzarsi in maniera snella: qualche suggerimento - 3

Iniziamo ad analizzare il primo passo per implementare il lean thinking all'interno delle nostre organizzazioni:

2 - Ottimizzare la pianificazione del lavoro

Se decidete di riorganizzare la vostra realtà secondo i principi lean dovete essere preparati a lavorare in modo diverso dal consueto.  

Iniziate chiedendovi: "Quali risultati misurabili servirebbero ai nostri clienti e agli altri stakeholder e quale ruolo dovrebbe avere ogni collaboratore all'interno dell'organizzazione per raggiungere questi risultati?"

L'altra domanda da farsi è: "Cosa fa la nostra organizzazione meglio di qualsiasi altro?" 
Per rispondere adeguatamente individuate tutti gli output dei vostri processi che riguardino i clienti esterni e le altre parti interessate. Poi chiedete loro, attraverso poche domande mirate, cosa vorrebbero vedere in termini di risultato.  
In che termini definiscono come "buono" un prodotto? E in base a cosa gli altri stakeholder stabiliscono che i risultati raggiunti sono da considerare validi?
Chiedetevi cosa serva per soddisfare le loro aspettative o, addirittura, superarle e su cosa possa far leva l'intera organizzazione per riuscire meglio dei concorrenti in questo lavoro.
Ripetete questo approccio per ogni processo dell'organizzazione chiedendovi come allineare gli output con i risultati desiderati e attesi. 


Per completare questo ragionamento dovreste, infine, chiedervi quali indicatori di performance sia giusto attendersi da ogni collaboratore proprio in base ai risultati complessivi che desiderate ottenere.
Una volta che li avreste stabiliti, pensate a come potrebbero essere raggiunti e quali comportamenti dovrebbero stare alla base di questo tipo di lavoro. 
A questo punto non vi resta che parlare con ognuna delle persone che vorrete coinvolgere nel progetto.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

mercoledì 6 maggio 2015

Organizzarsi in maniera snella: qualche suggerimento - 2

Iniziamo ad analizzare il primo passo per implementare il lean thinking all'interno delle nostre organizzazioni:

1 - Chiarire gli obiettivi, i ruoli e le responsabilità

Il primo passo da compiere per avvicinarsi alla filosofia lean è quello di chiarire il motivo per cui l'organizzazione stia intraprendendo questo percorso e quali risultati misurabili si desiderino.  
Ciò comporta chiarire gli obiettivi che, ad esempio, potrebbero includere:

- un taglio delle spese di gestione;- un abbattimento del costo del lavoro;- una riduzione degli sprechi;- un aumento della soddisfazione del cliente e degli stakeholder;- una riduzione dei tempi di realizzazione del prodotto o del servizio;- una reazione più rapida alle condizioni mutevoli del mercato;- una reattività maggiore nell'allineare le competenze alle esigenze del business
 

Stabilite una base di partenza (un punto misurabile) per ogni obiettivo che avete individuato e concordato e poi impostate i necessari sistemi di feedback per raccogliere i dati che vi servono dai clienti o dagli altri soggetti interessati al fine di garantire che i risultati vengano monitoratinel tempo.

Accordatevi su "chi" debba fare "che cosa" per raggiungere gli obiettivi.  

Cercate di chiarire almeno il ruolo che dovranno avere:

- la Direzione;
- il top management;- il dipartimento delle Risorse Umane;- ogni responsabile di processo;
- i singoli collaboratori
 
Decidete, infine, quali debbano essere le responsabilità dei singoli e all'interno dei gruppi di lavoro. Pensatele in base a come ogni persona potrebbe supportare l'organizzazione nel raggiungimento degli obiettivi che si è posta. 


Domani vedremo insieme come ottimizzare la pianificazione del lavoro.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

martedì 5 maggio 2015

Organizzarsi in maniera snella: qualche suggerimento

Molti di voi si sono avvicinati, nel tempo, ai principali concetti del "lean thinking" o, per dirla in italiano, del pensiero privo di quelle sovrastrutture che tendono ad appesantirlo e a portarlo a concepire organizzazioni elefantiache, ridondanti, lente e poco reattive.
Alcuni l'hanno fatto per pura curiosità mentre altri si sono informati perché avevano l'idea di applicare questi concetti nella realtà in cui lavorano. Pochi, però, l'hanno fatto davvero e i colleghi con i quali abbiamo interagito in quresti mesi hanno lamentato quasi tutti la stessa difficoltà: non capivano in pratica cosa bisognasse fare per diventare più "lean".

Ed ecco da dove nasce la riflessione odierna.
Vogliamo darvi una sorta di elenco da seguire per muovere i primi passi in questo mondo affascinante anche se siamo certi che l'elenco migliore lo scriverete voi stessi perché conoscete bene la realtà in cui andrete ad applicare certe nozioni e certi strumenti e dunque nessuno meglio di voi potrà scrivere un piano d'attacco concepito ad hoc!

La cosa che vi consigliamo per partire col piede giusto è di non ritenere il lean thining qualcosa di avulso dalle strategie aziendali perché è il modo migliore per far concepire la Qualità come una sorta di estranea all'interno della quotidianità del vostro lavoro.

Vediamo, dunque, i passi per sviluppare il pensiero snello in maniera strategica:

1) chiarire gli obiettivi, i ruoli e le responsabilità;
2) ottimizzare la pianificazione del lavoro;
3) identificare il valore aggiunto che ogni singola persona può portare al progetto;
4) ottimizzare il lavoro pensando al futuro;
5) gestire e mantenere nel tempo il nuovo modo di lavorare

Nei prossimi giorni analizzeremo nel dettaglio ognuno di questi passaggi per capire meglio in cosa consista.

(Conosci già il nostro sito? Si chiama QualitiAmo - La Qualità gratis sul web ed è pieno di consigli per chi si occupa di Qualità, ISO 9001 e certificazione)

giovedì 1 ottobre 2009

Come diventare "lean"?

Molti di voi, incuriositi dalle numerose discussioni e dagli approfondimenti sulla Lean manufacturing, ci hanno scritto per sapere da dove incominciare per intraprendere questo viaggio importante verso la riduzione degli sprechi e l'ottimizzazione dei flussi di lavoro.

Il nostro consiglio è quello di partire cercando di costruire un'organizzazione "lean" mediante la formazione e la condivisione di informazioni.

Visitate i siti e i blog che trattano dell'argomento, italiani e, se conoscete un po'le lingue, anche stranieri.
Leggete i libri che sono stati pubblicati, soprattutto le pietre miliari dei grandi pensatori snelli (se seguite regolarmente QualitiAmo avrete sicuramente numerosi spunti).
Visitate, quando possibile, le organizzazioni che hanno fatto della Produzione snella il loro "credo", richiedendo un invito o approfittando degli "open day" che spesso le grandi aziende organizzano.

Oltre a tutto questo, però, non dimenticate che, molto semplicemente, la Lean production si basa su pochi principi, inattaccabili nel loro essere cristallini.

I principi della produzione snella -

Eliminate gli sprechi, tutti gli sprechi.

Cercate sempre di imparare cose nuove, informatevi, crescete professionalmente, trovate nuovi modi per essere "lean" e fate esperienza di tutti gli strumenti che possono servirvi.

Prendete una decisione solo dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari per prenderla.

Velocizzate il vostro modo di lavorare, snellite le procedure, riducete il "time to market". Ricordate che essere veloci (ma precisi) è un vantaggio sostanziale per battere la concorrenza.

Rispettate le persone e aiutatele a migliorare. Questo non significa limitare i contrasti che portano a crescere ma solo ragionare in un'ottica di squadra, tutti con lo stesso obiettivo.

Cercate di essere credibili e affidabili. Guadagnatevi la fiducia degli altri.

Ottimizzate, ottimizzate tutto. Non scaricate sugli altri un problema che ritenete non sia vostro. Se si ripercuote sui flussi e crea sprechi è un problema anche vostro. Cercate di risolverlo.

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

lunedì 29 giugno 2009

Diventare lean: un occhio alle persone

Cultura lean. Cosa si intende esattamente con questo termine? A cosa pensiamo quando qualcuno di parla di lean manufacturing?
Come devono comportarsi le persone in un'azienda lean, come devono cambiare le loro abitudini?

Potremmo riassumere tutto in una semplice frase: "le persone devono cercare ed eliminare gli sprechi ogni giorno, per sempre".

Le cose, però, non sono sempre così facili, soprattutto quando parliamo di quella parte del sistema costituita dalle risorse umane. Le persone, però, possono essere considerate come il sistema stesso, sono quelle che, giorno dopo giorno, fanno in modo che le cose accadano.
Considerare, dunque, l'applicazione della produzione snella dal lato delle persone è una cosa tutt'altro che oziosa o inutile.

Considerate per un attimo questi passaggi:

- definire il valore
- mappare i flussi del valore
- stabilire il flusso corretto
- cercare di dare valore aggiunto ad ogni step dei nostri processi
- ricercare la perfezione

Si tratta della sequenza di implementazione del Lean Thinking proposta da Womak, Jones e Roos ed è stata la guida e la bussola per una generazione di imprenditori e di manager.

L'insegnamento che ne deriva è quello di stabilire uno stato corrente delle cose e di progettare, poi, una visione dei flussi di valore come vorremmo che fosse in futuro, cercando di applicarla quanto più fedelmente possibile.

Ma cosa devono fare ogni giorno le persone per tendere al miglioramento continuo? E tutti questi sforzi come devono essere organizzati per dare un reale beneficio ai clienti e all'azienda?

Ci sono alcune cose sulle quali bisogna ragionare.
Qual è l'obiettivo della vostra organizzazione? Potete descriverlo? Riuscite ora a descriverlo in termini di lavoro che le singole persone dovranno compiere?

Se volete che si cambi modo di lavorare, dovete farvi altre domande ancora.
Quando volete che le vostre risorse umane inzino a lavorare secondo il nuovo sistema? Cosa dovranno fare esattamente, ad esempio quando si imbatteranno in un problema? Come risponderanno gli esperti a questo problema? Chi sarà il responsabile della sua risoluzione?

Se tutte domande prevedono l'utilizzo di nuove skill in azienda, dovrete prevedere un'accurata formazione, pena il fallimento del progetto.
Formare le persone, però, non basta, occorrerà anche che qualcuno verifichi se, una volta formate, esse sono in grado di lavorare come ci si aspetta da loro.

Abituatevi, dunque, a chiedervi sempre: " Se facciamo così, cosa succederà?", "e poi?", "e dopo ancora?"

Non smettete di farvi domande quando progettate un cambiamento importante come questo. I flussi dei materiali si possono cambiare, i processi si possono mettere a punto ma la gestione delle persone non è altrettanto semplice.

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

martedì 9 giugno 2009

La lean manufacturing "al volo"

La Lean manufacturing, o Produzione snella, è una filosofia industriale ispirata al Toyota Production System.
Mira a minimizzare, fino ad annullare, gli sprechi, agendo in modo globale lungo tutto il processo produttivo, così da arrivare a diminuire la complessità della produzione e massimizzarne la felssibilità.

I principi della filosofia Lean possono essere così espressi:

- focus sul flusso del valore
- eliminazione degli sprechi
- miglioramento continuo

Dapprima, dunque, è richiesta la mappatura del flusso del valore, strumento in cui si integrano i singoli processi in una visione macro per evidenziare il flusso dei materiali, delle informazioni e delle persone, in modo da facilitare l'individuazione di eventuali sprechi.

In quest'ottica entra l'idea del "pull", un sistema "tirato" che agisce "just in time", cioè solo quando c'è bisogno. Il risultato è che si produce solo quando necessario, nella misura necessaria e perché richiesto dal cliente.

Le fasi che distinguono un progetto Lean sono le seguenti:

1) definizione del valore per il cliente

2) mappatura del flusso attuale e confronto con quello futuro per individuare la sequenza corretta di attività

3) far scorrere il flusso

4) far tirare il flusso dal cliente

5) consolidare il processo, imparando a seguire il flusso in maniera sempre più efficace ed efficiente

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

venerdì 3 aprile 2009

Intervista a Jim Huntzinger: seconda parte

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Evolving Excellence ha intervistato Jim Huntzinger, Fondatore e Presidente del Lean Accounting Summit, del TWI Summit e del Lean and Green Summit.
Questa è la seconda parte dell'intervista. La prima è stata pubblicata ieri.

Qual è la cosa che viene spesso fraintesa quando parliamo di metodologia "lean"?

Ci dimentichiamo troppo spesso che il pensiero snell è una metodologia che riguarda gli strumenti e le persone. Che si basa sulla voglia di imparare cose nuove e che nuovi strumenti, persone e voglia di imparare vanno a costituire un'organizzazione che sa evolversi e che in maniera continua e dinamica costruisce un sistema che si basa su questi tre elementi cambiandoli, nello stesso tempo, in maniera sistematica.

Secondo lei qual è l'opportunità pù importante che ha oggi la metodologia "lean"?


Il pensiero snello è stato sfruttato solo in minima parte.
Va sviluppato nel suo insieme ed è quello che dovremo fare in futuro, cambiando in maniera drastica il nostro modo di pensare, di comprendere le cose e di comportarci di conseguenza.

Dobbiamo concentrarci sull'obiettivo di creare ricchezza come non abbiamo mai fatto prima. Per riuscire in questo obiettivo dovremo cambiare radicalmente i nostri modelli di riferimento per il business, i nostri sistemi educativi e i nostri sistemi politici.

Tutto questo non sarà affatto facile e richiederà parecchio lavoro ma si può assolutamente fare e bisogna farlo.

giovedì 2 aprile 2009

Intervista a Jim Huntzinger: qual è l'aspetto più importante della cultura "lean"

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Evolving Excellence ha intervistato Jim Huntzinger, Fondatore e Presidente del Lean Accounting Summit, del TWI Summit e del Lean and Green Summit chiedendogli, a suo giudizio, quale fosse l'aspetto più importante della metodologia "lean".

Questa è la risposta di Huntzinger.

Un aspetto deriva sicuramente dal modello di business che propone. La metodologia lean è ineguagliabile nella sua capacità di generare ricchezza in fretta.

Il secondo aspetto – che è collegato al primo – è ciò che è si sta ancora scoprendo per quanto riguarda lo sviluppo e l'evoluzione dei settori in cui si applica.
Basti pensare alla lean accounting dove, a mio giudizio, siamo appena all'inizio.

Grazie al mio lavoro, ho il piacere di parlare spesso con persone che lavorano in organzzazioni che stanno applicando il pensiero snello e che mi raccontano di scoprire nuove dinamiche ogni giorno.
Le aziende stanno riuscendo a portare avanti cambiamenti che non avrebbero mai osato nemmeno pensare solo poco tempo fa.

Tutto questo è esattamente ciò che Peter Senge (n.d.t. il maggiore studioso delle teorie e delle metodologie per la creazione e la gestione di una learning organization.) definisce come una "learning organization".

giovedì 26 marzo 2009

Lean manufacturing e risorse umane

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Come si possono coinvolgere attivamente le persone in un progetto di Lean manufacturing?

La questione non è affatto semplice se pensiamo che i nostri colleghi non hanno la più pallida idea di cosa sia la Produzione snella e di cosa comporti.

Quando ci troviamo davanti ad un mancanto coinvolgimento del personale in attività come questa, occorre farsi qualche domanda: perché la gente non vuole farsi coinvolgere in un lavoro impostato secondo le tecniche e gli strumenti della Produzione snella?

Prima di tutto, può sembrare sciocco, ma per far passare l'idea di ciò che vogliamo fare, ci occorre uno slogan.

In secondo luogo, iniziamo ad applicare fin da subito il concetto basilare della lean production: il genba management, l'opportunità, cioè, di avere direttamente il feedback delle persone recandosi presso le loro postazioni di lavoro e cercando di risolvere insieme i problemi, impostando tutti i miglioramenti del caso.

Questo è il messaggio che la gente deve recepire: i problemi non verranno più affrontati 6 mesi dopo la segnalazione, quando, magari, chi l'ha segnalati nemmeno più si ricorda cosa fosse successo ma subito, migliorando un pochino ogni giorno.

Un altro elemento dei sistemi "lean" che può migliorare il nostro modo di lavorare è il Teian Kaizen che fornisce ai responsabili un nuovo modo di impostare il lavoro e di valutare le performance dei loro uomini.

Iniziamo da queste semplici basi per avviare un lavoro che ci impegnerà per molto, molto tempo in futuro.

mercoledì 18 marzo 2009

Lean Six Sigma

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Come ci dice il nome stesso, il Lean Six Sigma è una metodologia che combina il Six Sigma e la Lean manufacturing.

La produzione snella, infatti, si focalizza sulla velocità mentre il Six Sigma si focalizza sulla qualità. Combinando le due si otterrà qualità più velocemente.

Le tipiche applicazioni del Lean Six Sigma sono:

1. identificare il processo più importante per fornire al cliente valore aggiunto
2. mappare il processo con una mappa del valore
3. identificare i colli di bottiglia e i vincoli
4. applicare i cicli DMAIC/DMAD(O)V per ridurre la varianza e standardizzare

Aziende con sistemi Six Sigma maturi, come la Textron, aggiungono alla "cassetta degli attrezzi" gli strumenti della lean production, mentre aziende forti nella produzione snella, come la Caterpillar, puntano al Sei Sigma.

giovedì 12 marzo 2009

Applichiamo i principi della produzione snella ai processi industriali (3)

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Ricollegandoci al discorso di ieri, la gestione dei cambiamenti di prodotto, che in certe realtà produttive può andare a coprire anche 18 ore di tempo, sono un esempio di spreco dovuto all'attesa.

I difetti sono il risultato della produzione di materiale che non si accorda alle specifiche, mentre la presenza di troppi processi indica che il materiale è iper processato rispetto a quanto sarebbe richiesto dal cliente.

Tutto questo aggiunge costi che possono essere ridotti o eliminati, utilizzando le nostre due metodologie.

Nel flusso di valore perfetto, i prodotti sono affidabili, efficienti, di buona qualità, in quantità sufficiente.
Una condizione non ottimale rispetto ad ognuna di queste caratteristiche, dunque, costituisce uno spreco.

Dato che nessun flusso di valore è perfetto, nel mondo reale ci saranno sicuramente degli sprechi che offrono lo spunto per sforzarsi di migliorare.

Mediante un diagramma di Ishikawa è possibile identificare le cause che hanno originato gli sprechi e poi applicare la metodologia migliore per eliminarli.

Se le cause che originano gli sprechi in un ambiente produttivo possono essere molto diverse tra loro, è vero, però, che alcune si ripresentano con una certa regolarità:

- condizione dei macchinari o degli strumenti (spesso non sottoposti a corretta manutenzione)
- progettazione e tecnologia degli impianti
- attrezzaggi e tempi di setup

Nel primo caso si può organizzare un evento Kaizen mirato al miglioramento della manutenzione di un certo macchinario o di una particolare attrezzatura.

Nel secondo caso ci troviamo davanti ad impianti che lavorano con una resa bassa. Occorre fare un'analisi tecnica e degli esperimenti per sapere cosa migliorare o aggiornare.

Nel terzo e ultimo caso, possiamo provare ad utilizzare tecniche come la SMED (Single Minute Exchange of Die) per ridurre i tempi di setup.

Occorre, dunque, una certa dose di cautela nell'applicare certi strumenti.
In molte aziende sembra che diventare lean sia qualcosa che si riferisce soprattutto all'applicazione di strumenti quali “un pezzo alla volta”, “mappa del valore”, “lavoro standardizzato” o “eventi kaizen”, ma spesso i risultati attesi non arrivano.

Toyota, invece, si è focalizzata sui suoi principi e non solo sugli strumenti. Nella maggioranza degli stabilimenti Toyota, non ci sono persone incaricate di ricoprire il ruolo di agenti del cambiamento o di black belt. Inoltre, la preparazione di mappe del valore è rara e vengono fatte solo per applicarle ad aree problematiche.

Negli ultimi 50 anni, “Il TPS (Sistema di Produzione Toyota) si è rivolto all'obiettivo di produrre profitti, cercando di soddifare i clienti fornendo la migliore qualità possibile al prezzo più basso possibile e nelle tempistiche minori possibile.

Tutto questo è stato fatto cercando di sviluppare, nel medesimo tempo, talenti e professionalità della forza lavoro attraverso routine giornaliere di miglioramento continuo e di problem solving.

Tutto questo viene quotidianamente mischiato con i due principi base della produzione in Toyota: il just-in-time e il jidoka. L'enfasi di Toyota sul miglioramento dei processi piuttosto che sull'implementazione di semplici strumenti, è la ragione del suo enorme successo.

Nonostante tutto quello che abbiamo detto, l'uso di strumenti quali la Lean manufacturing, il Six Sigma o la Teoria dei vincoli può essere utilissimo nei contesti giusti.
L'approccio corretto, dunque, è quello di adattare gli strumenti al processo dopo aver preso in considerazione la particolare situazione in cui ci si trova.

In altre parole, meglio seguire il suggerimento di Takashi Ohno, il fondatore della metodologia Toyota: “Chiedi dove c'è più bisogno di migliorare e inizia a lavorare da lì”.

mercoledì 11 marzo 2009

Applichiamo i principi della produzione snella ai processi industriali (2)

(Leggi tutte le riflessioni dello Staff di QualitiAmo sul forum di QualitiAmo - La Qualità gratis sul web)

Un'organizzazione produttiva a flusso continuo è fondamentalmente diversa da una organizzata per lotti o con un flusso che si può definire come discreto.

Nel primo caso, infatti, il materiale si muove in base ad un flusso continuo, mentre nel secondo le parti avanzano per pacchetti discreti o batch.

Dato che, se parliamo di Lean manufacturing e di Six Sigma, è stato fatto moltissimo per quanto riguarda la loro applicazione nelle aziende che producono per lotti, sembrerebbe naturale prendere le cose così come stanno e trasferirle, in maniera speculare, nelle industrie di processo.

Questo modo di fare, però, è qualcosa di molto simile a quello che succederebbe se volessimo infilare dei perni a base quadrata in buchi rotondi.

L'approccio migliore, invece, sembra essere quello di adattare tecniche e principi a questo ambiente così diverso, in modo da utilizzare e sviluppare gli strumenti più adatti al miglioramento dei nostri processi produttivi.

La produzione snella identifica 7 sprechi nell'ambiente produttivo e, precisamente:

- iperproduzione: produrre troppo o troppo presto
- magazzini: produzione extra che viene immagazzinata per tamponare eventuali variazioni nella domanda
- trasporto: movimentazioni di materiali prive di valore aggiunto
- attese: aumento delle tempistiche del ciclo produttivo senza aumento corrispondente di valore
- movimenti: movimenti degli operatori che non forniscono alcun valore aggiunto
- difetti: prodotti non conformi alle specifiche dei clienti
- troppi processi: processare un materiale troppe volte o troppo a lungo rispetto a ciò che chiede il cliente

I primi 3 tipi di sprechi si riferiscono ad una mancanza di flusso omogeneo di materiale. Per la definizione stessa di industria di processo, i materiali fluiscono su base continua da un processo all'altro, senza periodi di stop o di attesa tra uno e l'altro.

Dunque, la gran parte di ciò che viene richiesto nella produzione lean avverrebbe per default. Iperproduzione, magazzini e trasporti sarebbero semplicemente dei non-problemi o dei problemi assolutamente trascurabili in questo tipo di industria.

Anche gli sprechi dovuti ai troppi movimenti richiesti agli operatori dovrebbero rappresentare un piccolo problema perché gli operatori, tendenzialmente, si trovano a monitorare macchinari automatizzati e i loro movimenti non impattano sulla capacità del macchinario di continuare a processare il materiale.

Tre tipi di sprechi, però, attese, difetti e troppi processi, esistono anche nell'industria che non lavora per lotti e sono terreno fertile per l'applicazione di metodologie quali la produzione snella e il Sei Sigma.

Li vedremo domani.