mercoledì 9 febbraio 2011

Migliorare la nostra memoria

Lo sapete che il nostro cervello ha una capacità di concentrazione che è inferiore ai quaranta minuti? Quando proviamo a rimanere concentrati per un tempo maggiore, infatti, ci accorgiamo che facciamo una grande fatica e che otteniamo risultati modesti.

Il metodo migliore per migliorare la nostra memoria, dunque, è non pretendere troppo dal nostro cervello e non sfidare i suoi limiti fisici. Fermarci per qualche minuto ogni sessione di apprendimento lunga quaranta minuti  aumenterà  sensibilmente  le  nostre possibilità di ricordare ciò che stiamo imparando,  riducendo  il  tempo totale necessario per apprendere nuove informazioni.

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martedì 8 febbraio 2011

Tirare fuori il meglio dalle persone

Dopo aver visto ieri come si fa a tirare fuori il peggio dai collaboratori, oggi esamineremo come stimolare comportamenti positivi.


1 - Attrarre talenti
Le persone con talento possono arricchire un ambiente di lavoro. Cercate di portarle a lavorare per voi e, una volta che ci sarete riusciti, sfruttatene al massimo le potenzialità e, soprattutto, non fatevele scappare. Ricordate che quando si cresce, si cresce tutti!


2 - Creare un ambiente di lavoro piacevole
Un ambiente sereno e rilassato porta le persone a tirare fuori il meglio e a condividerlo con gli altri per stimolare la crescita dell'organizzazione. Non contate le pause caffé dei vostri collaboratori, non impedite loro di passare qualche minuto su internet o di scambiare due chiacchiere col vicino ma sfidateli a creare occasioni di miglioramento e stimolateli a sfruttare ogni situazione a vantaggio dell'azienda. Sono queste le cose che pagano davvero, non i minuti in più passati alla scrivania.


3 - Creare nuove sfide
Il bravo motivatore saprà sempre quando è il momento giusto per mettere sul tavolo nuove sfide e per costringere i collaboratori a superare i propri limiti.
Attenzione però. Questo non significa stressarli ma semplicemente aiutarli a crescere e a far crescere l'organizzazione che si avvale del loro contributo.


4 - Stimolare il dibattito
Prendere decisioni solo dopo aver ascoltato il parere di tutti coloro che possono aiutarci a chiarire la situazione da valutare è il modo migliore per non sbagliare e per creare una comunione di intenti e un'unità di obiettivi.


5 - Far crescere le persone

Solo investendo negli altri potrete ricavare risultati eccellenti nella vostra organizzazione. I talenti vanno coltivati e le capacità devono essere fatte crescere. Non abbiate paura di formare i vostri collaboratori. Saranno loro che vi aiuteranno a migliorare su base contrinua.




Volete aggiungere qualcosa a questo elenco di comportamenti virtuosi?

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lunedì 7 febbraio 2011

Tirare fuori il peggio dalle persone

Vi siete mai accorti che ci sono alcuni responsabili che riescono a tirare fuori il peggio dai collaboratori? Come fanno? Quali errori commettono? E' presto detto. Proviamo ad esaminare insieme come sia possibile ottenere il minimo indispensabile dalle persone. Ovviamente voi non fatelo!

1 - Accumulare risorse
Chi accumula risorse spesso le utilizza ben al di sotto di quanto potrebbe. Il discorso vale anche per le persone. Quanti collaboratori non vengono sfruttati per ciò che potrebbero effettivamente fare seguendo la loro indole e sfruttando la passione che hanno e le conoscenze che hanno maturato?


2 - Creare un ambiente pieno di tensione
Un ambiente dove non si lavori in maniera serena contribuisce solo a creare litigi, invidie e gruppi privi di coesione dove le persone non riescono a collaborare. Far lavorare i collaboratori in questo modo è il sistema migliore per tirare fuori solo il peggio da loro.

3 - So tutto io
Mostrare che sappiamo tutto e non lasciare spazio agli altri perché esprimano le proprie opinioni è un sistema infallibile per castrare tutti i possibili suggerimenti. Volete sbagliare da soli? Ecco, questo è il modo migliore per riuscirci!


4 - Il decision-maker
Accentrare le decisioni senza discuterle e poi imporle ai collaboratori può funzionare per farsi ubbidire ma difficilmente farà in modo che vi ritroviate circondati da coollaboratori. Piuttosto vi ritroverete intorno dei semplici esecutori, ben felici di vedervi sbagliare.

Quali altri comportamenti, a vostro giudizio, tirano fuori il peggio dalle persone?
Appuntamento a domani per passare in rassegna i comportamenti positivi.

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venerdì 4 febbraio 2011

Creare le giuste aspettative

Chi, tra noi, ha avuto la fortuna di avviare dal principio un progetto per lo sviluppo di un Sistema Qualità all'interno di un'organizzazione si sarà trovato a dover gestire le aspettative delle persone e si sarà reso conto che questa è, forse, la parte più difficile di tutto il lavoro.

Quando una serie di metodologie, idee e strumenti entrano prepotentemente in ambiente, la cultura delle persone che vi lavorano crea inevitabilmente alcune aspettative in merito all'implementazione dell'intero progetto e sta a noi professionisti della materia (oltre che alla Direzione) assicurarci che queste aspettative siano realistiche.

Ecco, dunque, 4 punti da tenere monitorati per accertarci che le aspettative siano allineate con gli obiettivi che l'organizzazione si è posta e non contribuiscano a creare malcontento tra le persone.

1 - Non stabilire troppi obiettivi
Se mettiamo troppa carne al fuoco, è inevitabile che le persone si sentano confuse e non abbiano le idee chiare su cosa aspettarsi al termine del progetto

2 - Non accompagnare gli obiettivi con un piano per raggiungerli
I proclami non fanno bene a nessuno e creano incredulità e incertezza. Spiegate chiaramente alle persone come avete intenzione di fare e come intendete farlo. Dovrà essere chiaro a tutti chi farà le cose ed entro quando queste cose dovranno essere fatte

3 - Responsabilizzare le persone
Nessuno dovrà aspettarsi che la Qualità venga fatta da voi o dagli altri colleghi. Dovrà essere chiaro a tutti che ognuno avrà una parte fondamentale nell'implementazione di questo progetto.


4 - Stabilire misurazioni e monitoraggi per ogni obiettivo

I vostri colleghi dovranno sapere fin dall'inizio che gli obiettivi verranno monitorati periodicamente e che si verificherà con precise misurazioni il loro sviluppo nel tempo.

Cosa aggiungereste a questa lista?

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giovedì 3 febbraio 2011

Hai un problema etico al lavoro?

Qualche tempo fa ho letto un articolo interessante sui problemi a livello etico che, nella veste di lavoratori, possiamo avere nei confronti di colleghi o superiori. Chi di noi, del resto, non si è mai trovato in questa situazione? A me è capitato e a voi?

Vediamo insieme come affrontare il problema e come muoverci facendo il punto della situazione.


Le domande da farsi per affrontare una questione etica

Qualunque sia il problema che dovete affrontare, se si tratta di etica sarà meglio farsi queste domande:

1) qual è esattamente il conflitto che sto affrontando e qual è la mia posizione al riguardo?
2) cosa c'è esattamente in ballo per ognuna delle parti interessate?
3) quali sono le argomentazioni che hai intenzione di utilizzare?
4) possiedi tutte le informazioni che ti servono per dibattere adeguatamente sull'argomento?
5) a chi hai intenzione di rivolgerti? E' la persona giusta?
6) quando ti sei accorto del problema? Perché è sorto?
7) qual è il momento migliore per parlare di questa cosa?
8) c'è qualche alleato che potrebbe darti una mano?
9) è meglio affrontare l'argomento in privato o pubblicamente?
10) quale stile di comunicazione andrebbe meglio per gestire la situazione?

Come potete vedere, queste domande servono per chiarirvi un po' le idee e per affrontare la vostra battaglia con maggiore lucidità e, perché no, con qualche alleato che possa supportarla.
Aggiungereste qualcosa a questa lista?

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mercoledì 2 febbraio 2011

Perché si persiste nell'errore

Sto leggendo alcuni scritti molto interessanti di  Robert Cialdini e mi sono soffermata sul concetto di corenza personale, facendo qualche ragionamento sul perché le persone spesso persistano nei loro errori.

Vi riporto il brano che mi ha indotto a fare queste riflessioni, sperando di stimolare un dibattito sull'argomento.


"E' certo che la coerenza personale è molto apprezzata nella nostra cultura, e a buon diritto, visto che ci permette di muoverci in maniera ragionevole e produttiva: per lo più ce la caviamo meglio quando affrontiamo le cose armati di coerenza; in caso contrario siamo esposti a tutti i colpi di vento.

Ma proprio per tutti questi vantaggi generali, è facile cadere nell'abitudine di mantenere la coerenza in maniera automatica, anche in situazioni dove sarebbe bene non farlo.
Quando agisce in modo inconsulto, può essere un meccanismo disastroso. Ciononostante, anche una coerenza alla cieca ha i suoi lati positivi.

Prima di tutto, come quasi tutte le altre forme di risposta automatica, è una scorciatoia attraverso le complicazioni della vita moderna. Una volta deciso l'argomento, attenersi caparbiamente alla decisione presa ci risparmia la fatica di doverci pensare ancora: non c'è più bisogno di setacciare il nugolo di informazioni che ci assale ogni giorno per individuare quei pochi fatti che contano, non c'è più bisogno di investire energie mentali per soppesare i pro e i contro, non sono più richieste decisioni drastiche.

La prossima volta che ci troveremo davanti a quell'argomento, ci basterà inserire il nostro programma automatico di coerenza e subito sapremo esattamente cosa credere, dire o fare: non dovremo far altro che credere, fare o dire quello che corrisponde alla decisione già presa.

L'attrattiva di un simile dispositivo non è da sottovalutare, in quanto ci offre un metodo comodo, efficace e relativamente agevole per fare i conti con le complicazioni quotidiane di un ambiente che pretende molto dalle nostre energie e capacità mentali.
Si capisce allora perché la tendenza automatica ad essere coerenti sia una raezione tanto difficile da bloccare.

Ci consente di sfuggire alla dura prigionia di un pensiero sempre vigile. Come notava Sir Joshua Reynolds:  non c'è nessun espediente cui un uomo non ricorra per evitare la fatica autentica di pensare.

Col programma automatico di coerenza in funzione, possiamo occuparci tranquillamente delle nostre faccende, felicemente esentati dallo sforzo di dover pensare troppo.

Ma il meccanismo ha anche un'altra più perversa attrattiva. A volte non è la fatica a farci evitare un duro impegno cognitivo quanto le conseguenze spiacevoli che questo comporterebbe.
A volte sono proprio le risposte terribilmente chiare e sgradevoli che può darci il pensiero schietto a consigliarci di non pensare troppo: ci sono delle cose disturbanti di cui preferiamo non renderci conto.

Proprio per il suo automatismo, la coerenza può essere un comodo rifugio per sfuggire a queste fastidiose consapevolezze.
Asserragliati tra le solide mura di una rigida coerenza, possiamo stare al sicuro dagli assedi della ragione."

Cosa ne pensate? Potrebbe essere questo il motivo per cui le persone spesso rifiutano le motivazioni logiche pur di non smetere di sbagliare e di non cambiare nulla nel loro modo di operare?

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martedì 1 febbraio 2011

Le dimensioni della Qualità

Quali sono le dimension i che definiscono la Qualità se parliamo di servizi e di prodotti?

Vediamole insieme.

Le dimensioni della Qualità dei prodotti

- IMMAGINE: la reputazione del prodotto e dell'azienda
- ESTETICA: l'attrattiva del prodotto per i cinque sensi
- EFFICIENZA FUNZIONALE: velocità, cortesia e competenza
- DURATA: periodo di utilizzabilità del prodotto
- CONFORMITA' ALLA DESCRIZIONE: grado di corrispondenza agli standard prestabiliti
- AFFIDABILITA': bassa probabilità di mancato funzionamento
- ELEMENTI SECONDARI: caratteristiche secondarie del prodotto
- PERFORMANCE: caratteristiche primarie del prodotto base

Le dimensioni della Qualità dei servizi

- FIDUCIA: l'abilità, la conoscenza, la cortesia che comporta la fiducia dei clienti
- AFFIDABILITA': l'abilità di fornire quanto promesso in modo continuativo
- CAPACITA' DI RISPOSTA: la disponibilità ad aiutare il cliente e a fornire con tempestività il servizio
- EMPATIA: la capacità di mettersi nei panni dei clienti
- ASPETTI TANGIBILI: le strutture fisiche, le attrezzature e l'aspetto del personale

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