giovedì 21 luglio 2016

Chi va in vacanza rende di più

(Fonte: "D")

"Molto più che un luogo comune: andare in vacanza fa bene, e la conferma viene dal Bureau of Labour Statistics Usa.

Il beneficio non è solo per i workaholic americani: anche l'Italia ha i suoi maniaci del lavoro, che lavorano 300 ore in più l'anno degli omologhi francesi e 200 in più dei tedeschi.

Staccare la spina non giova solo al fisico (secondo l'Oms, chi lavora troppo in genere ha uno stile di vita malsano: poca attività fisica, più alcol e tabacco, pasti irregolari, poco sonno), ma anche al business: secondo la ricerca americana, trascorrere più di 8 ore in ufficio tutti i giorni senza concedersi almeno due settimane consecutive di ferie l'anno riduce la produttività del 30%."

(...)

"In Italia, secondo uno studio della Cgil, restano in media 11 giorni di ferie nel cassetto, tra ferie e permessi, che si accumulano di anno in anno con un impatto negativo sull'economia: perché si traducono in una riduzione di posti di lavoro. E' sempre la Cgil a stimare le ricadute di un corretto utilizzo dei propri giorni di ferie: se tutti li smaltissero, si creerebbero 105mila posti di lavoro in più, facendo crescere il Pil dello 0,6% e contribuendo ad aumentare il poter d'acquisto.

La realtà è un'altra: nelle aziende ci sono posizioni con un ruolo insostituibile. Questo è avvenuto soprattutto perché, a causa della crisi, le figure doppie sono state spesso tagliate (...) in più, essendo i salari italiani mediamente bassi, molti scelgono di non consumare i giorni di permesso e di farseli monetizzare in busta paga."

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"Convincere i bulimici del lavoro a lasciare la propria scrivania non è semplice (...), ma ci sono alcune strategie per sedare i sensi di colpa.

Innanzitutto pianificare la vacanza in anticipo è il primo passo per meglio organizzare le settimane che precedono la partenza. Per due settimane out of office, bisognerebbe cominciare a pensarci dieci settimane prima, anche per coordinarsi coi colleghi.

Secondo, imparare a dialogare. A tutti piace pensare di essere indispensabili, ma in un'azienda ben oliata questo non dovrebbe succedere, al contrario bisognerebbe assicurarsi che qualcuno sia sempre in grado di sostituirvi - anche in caso di malattia e contrattempi.

Terzo, prevedere i momenti di follia che precedono la partenza, senza sobbarcarsi di extra dell'ultimo momento. Anche in questo caso, il consiglio è programmare per tempo, concentrando le giornate di super lavoro almeno 10 giorni lavorativi prima, così gli ultimi saranno utili per pianificare il rientro.

Quarta regola (una volta partiti): evitare di controllare compulsivamente le email. Se non si vuole spegnere lo smartphone, datevi una regola: dedicate al lavoro 10 minuti la mattina presto. 

E' bene sapere che ci vogliono almeno due setttimane per ricaricare le batterie: i primi 3 giorni servono per scrollarsi lo stress, mentre negli ultimi 2 ci si prepara al rientro, quindi ne restano appena 9 di puro relax."

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