giovedì 30 aprile 2009

Migliorare con la Qualità la Logistica

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La Qualità può esssere applicata anche per approfondire i controlli applicati nel processo di Logistica.

In particolare, per impostare azioni di miglioramento, potremmo iniziare col farci queste domande:

1) Qual è il livello di qualità delle spedizioni (sono puntuali o sono in ritardo)?
2) Quali sono i costi delle spedizioni?
3) Qual è la qualità dei materiali spediti? Vengono danneggiati durante il trasporto?
4) Qual è la qualità dei materiali movimentati all'interno dell'organizzazione? Vengono movimentati correttamente?
5) Quali sono le tempistiche necessarie per dare una risposta al cliente in tema di logistica?

mercoledì 29 aprile 2009

Migliorare con la Qualità il dipartimento Risorse Umane

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Come tutti noi sappiamo, ogni dipartimento aziendale può trarre grande giovamento da un'azione ben pianificata di miglioramento.

Il problema, però, è che spesso non si sa da dove partire per analizzare cosa bisgna migliorare.

Proviamo, dunque, a dare qualche spunto per avviare un miglioramento nell'area delle Risorse Umane.

1) Qual è il livello di considerazione che i clienti hanno del nostro personale?
2) Qual è la qualità della formazione e dello sviluppo del nostro personale?
3) Com'è il morale delle persone che lavorano in azienda?
4) Qual è il livello di "retention" dei talenti aziendali?

martedì 28 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (12)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

La seconda parte è stata pubblicata il 6 aprile.

La terza parte è stata pubblicata il 7 aprile.

La quarta parte è stata pubblicata l'8 aprile.

La quinta parte è stata pubblicata il 9 aprile.

La sesta parte è stata pubblicata il 13 aprile.

La settima parte è stata pubblicata il 14 aprile.

L'ottava parte è stata pubblicata il 16 aprile.

La nona parte è stata pubblicata il 20 aprile.

La decima parte è stata pubblicata il 22 aprile.

L'undicesima parte è stata pubblicata il 24 aprile.

56) Un Six Sigma Black Belt deve essere in grado di calcolare gli intervalli di confidenza per ogni tipo di statistica.

57) Deve essere capace di leggere i valori che derivano da un'ogiva della frequenza.

58) Deve essere familiare con concetti basilari relativi alle distribuzioni di probabilità statistiche quali: ipergeometrica, binomiale, di Poisson, normale, esponenziale, chi-quadro, ecc.

59) Partendo da una serie di dati, deve essere capace di identificare in maniera corretta quale distribuzione occorra utilizzare per condurre l'analisi.

60) Deve sapere che, a seconda dell'analisi che bisogna condurre, possono essere utilizzate tecniche diverse. Deve essere in grado di scegliere la tecnica adatta e di utilizzarla al meglio.

lunedì 27 aprile 2009

Controllo visuale: un valore aggiunto

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Un sistema che permetta di esercitare un controllo visivo sul nostro processo ci aiuta nel compito di fornire al cliente ciò che ci chiede e si identifica, quindi, come un valore aggiunto.

Tutto questo succede, essenzialmente, in quattro modi. Vediamoli brevemente:

1) Identificando un prodotto difettoso e assicurando che non venga consegnato al cliente.

2) Guidando il processo, ad esempio aiutando a posizionare correttamente un certo pezzo come una ruota su un perno, ad esempio.

3) Controllando il processo e registrando i dati di questi controlli.

4) Migliorando il processo mediante lo studio dei dati raccolti.

venerdì 24 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (11)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

La seconda parte è stata pubblicata il 6 aprile.

La terza parte è stata pubblicata il 7 aprile.

La quarta parte è stata pubblicata l'8 aprile.

La quinta parte è stata pubblicata il 9 aprile.

La sesta parte è stata pubblicata il 13 aprile.

La settima parte è stata pubblicata il 14 aprile.

L'ottava parte è stata pubblicata il 16 aprile.

La nona parte è stata pubblicata il 20 aprile.

La decima parte è stata pubblicata il 22 aprile.

51) Una Six Sigma Black Belt deve sapare quando applicare metodologie statistiche analitiche e quando no.

52) Deve dimostrare di aver afferrato i concetti basilari di probabilità.

53) Deve conoscere i metodi fattoriali, le permutazioni e le combinazioni e quando utilizzarli nelle distribuzioni di probabilità.

54) Deve sapere come calcolare i valori attesi per variabili casuali continue e discrete.

55) Deve sapere come calcolare statistiche univariate per alcuni campioni rappresentativi.

giovedì 23 aprile 2009

Standard, anomalia e ideale

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Qualche tempo fa, Gemba Panta Rei riportò le seguenti affermazioni, sostenendo che fossero tutte vere:

1. Quando manca uno standard per fare un certo lavoro, c'è un'anomalia
2. Quando lo standard esiste ma non viene seguito, c'è un'anomalia
3. Quando lo standard esiste e viene seguito, può esserci un'anomalia

La maggior parte di voi, leggendo queste frasi, sarà sicuramente d'accordo con le prime due ma non certo con la terza. Vediamole, dunque, nel dettaglio.

La prima frase è sicuramente vera perché uno standard deve esistere a priori per ogni processo. Quando sembra mancare, semplicemente il management non l'ha riconosciuto o non l'ha reso evidente. Non aver chiaramente stabilito uno standard, dunque, rappresenta un'anomalia.

Anche la seconda frase è vera perché, quando viene identificato uno standard, è come se affermassimo che quello è il modo corretto di procedere, quello normale. Non seguirlo, dunque, rappresenta un'anomalia.

L'ultima frase è vera, anche se a prima vista parrebbe il contrario, perché anche se viene seguito uno standard può trattarsi di mera aderenza a ciò che è richiesto ma essere percepito come una situazione lontana da quella desiderata.

Toyota afferma che gli standard sono un qualcosa di temporaneo e che non c'è niente di stabilito in maniera assoluta. C'è sempre un obiettivo più alto al quale ci si riferisce come "condizione ideale".
La metodologia Kaizen, molto seguita in azienda, sfida le persone ad andare presso il gemba (una postazione di lavoro) per osservare direttamente quello che succede, capire ed individuare eventuali situazioni o cose che pur non avendo grossi difetti potrebbero, se trascurate, diventare dei problemi, provare ad immaginare quale potrebbe essere la situazione ideale e muoversi in quella direzione per superare lo standard e tendere all'ideale, una condizione percepita come priva di forzature.

mercoledì 22 aprile 2009

Le 100 cose che una Six Sigma Black Belt dovrebbe sapere (10)

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La prima parte di questo post è stata pubblicata il primo aprile.

La seconda parte è stata pubblicata il 6 aprile.

La terza parte è stata pubblicata il 7 aprile.

La quarta parte è stata pubblicata l'8 aprile.

La quinta parte è stata pubblicata il 9 aprile.

La sesta parte è stata pubblicata il 13 aprile.

La settima parte è stata pubblicata il 14 aprile.

L'ottava parte è stata pubblicata il 16 aprile.

La nona parte è stata pubblicata il 20 aprile.

46) Dato un insieme di dati grezzi, una Six Sigma Black Belt deve essere in grado di identificare misure statistiche per quanto riguarda la tendenza, la dispersione e la forma.

47) Dato un insieme di dati, deve essere capace di costruire un istogramma.

48) Dato un grafico ramo-foglia (stem & leaf plot) deve essere capace di riprodurre un esempio di numeri che abbiano la stessa accuratezza mostrata nel diagramma.

49) Dato un diagramma a scatola e baffi (box plot), deve essere in grado di identificare il venticinquesimo e il settantacinquesimo percentile e la mediana.

50) Deve sapere quando applicare metodi statistici enumerativi e quando no.