giovedì 31 luglio 2014

L'analisi di Albert Humphrey

Qualcuno di voi ha già sentito parlare di Albert Humphrey?


E' uno degli studiosi più importanti nel campo del management perché condusse una ricerca per identificare i motivi che portano le organizzazioni a far fallire i loro piani, elaborando la cosiddetta analisi SOFT che forse, alla maggioranza di voi, dirà poco.



In sostanza, riassumendo i concetti principali di questo studio, Humphrey sostiene che ciò che è buono nel presente possa essere classificato come "soddisfacente", un punto di forza, mentre ciò che sarà buono in futuro sia un'"opportunità".


Ciò che oggi, invece, è cattivo per l'organizzazione è un "errore" o un punto debole da correggere mentre ciò che diventerà cattiva in futuro rappresenta una "minaccia".

Dalle inziali delle parole inglesi nasce l'acronimo SWOT che forse qualcuno di voi ricorderà perché ne abbiamo parlato diverse volte.


Avete mai messo in pratica questo strumento?

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mercoledì 30 luglio 2014

Un curriculum più forte (2)

Oggi leggeremo insieme la seconda parte dell'articolo che Il Sole 24 Ore ha dedicato al classico anno di formazione all'estero vedendo quali possono essere i costi e i vantaggi di una simile esperienza.

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Se non si parte con alloggio e retribuzione assicurata, il gap year costa. E non poco, se è vero che alcune stime fissano la dote minima per un anno a 10mila euro.

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Resta il dubbio: un anno di stand by non rischia di penalizzare il curriculum? Secondo le agenzie per il lavoro, è vero il contrario: le aziende valutano con più interesse i candidati con esperienze all'estero dai sei mesi in su. A patto che l'anno sabbatico non renda un po' troppo elastiche le scadenze della laurea triennale o magistrale.

L'anno sabbatico prima di iniziare un ciclo universitario è un'esperienza assolutamente ben vista dalle aziende, se si rispettano due premesse. Prima di tutto dev'essere corposa, di almeno tre o sei mesi. E soprattutto è decisivo che la persona concluda gli studi nella tempistica prevista: il gap year fa la differnza, ma a parità di curriculum si privilegia comunque chi ha ultimato tutto in maniera puntuale.

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Ma in cosa consiste la marcia in più? Perché un gapper dovrebbe essere più convincente dei coetanei, a parità di requisiti? Innanzitutto perché si tratta di un'esperienza fuori casa: questo è indicativo di una persona indipendente, autonoma che si organizza il proprio viaggio e la propria attività lavorativa. In secondo luogo, il fatto che si impara una lingua in più.

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martedì 29 luglio 2014

Un curriculum più forte

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

Sei mesi a Londra. Un anno a Berlino, sulla rotta del tedesco o di un master d'eccellenza. E poi: esperienze in India, ragazze alla pari in Francia e Inghilterra, scambi di un trimestre in Sud America per rifinire la tesi di laurea. Altro che "anno buco": il gap year, l'anno sabbatico, può essere la soluzione a dubbi o periodi di stallo da un'iscrizione universitaria all'altra.

L'idea affascina, se è vero che i "gappers" (oltre 2,5 milioni nel solo Regno Unito) stanno prendendo piede anche in Italia.


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Un gap year con un suo valore per curriculum e formazione va pianificato con cura, senza scelte dellì'ultimo minuto che rischiano di ritorcersi contro per utilità, costi e sicurezza.

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Prima bisogna pensare dove e quando partire, leggere benissimo la documentazione che ci è fornita, prenotare i voli in anticipòo, controllare le vaccinazioni, ottenere visti e permessi di ingresso.

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Va da sé: il gap year non è quasi mai uno "year" di 12 mesi. Ma da qui a esperienze troppo brevi, il passo è lungo. Si sconsigliano trasferimenti inferiori ai tre mesi, la base minima per attività di sostanza nel lavoro e nel volontariato.

Le destinazioni più fruttuose, in vista di un futuro in Italia o all'estero?
Per un'esperienza di lavoro ordinaria e/o con finalità precise (ad esempio un certificato di lingua), conviene orientarsi su mete più comuni come Regno Unito, Francia e Germania. In caso contrario la bussola può sbilanciarsi su orizzonti nuovi e meno conosciuti, soprattutto se si sogna una carriera in cooperazione o consulenza sui mercati emergenti.
Per una prima esperienza si consiglia qualcosa di impatto forte e gratificante, come Africa e India. E' interessante respirare l'energia e la voglia di crescere di questi paesi, conoscendo dinamiche un po' meno familiari rispetto a quelle che si vivrebbero in paesi più vicini o comunque europei.
 

Continueremo la lettura dell'articolo domani. Non mancate!

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lunedì 28 luglio 2014

Cosa significa per voi "Qualità"?

Ognuno di noi ha un'idea abbastanza precisa di cosa significhi "Qualità" e sono convinta che tutti coloro che leggono abitualmente queste pagine sarebbero in grado di sfoderare, all'occorrenza, tutte le definizioni del caso.

Non è di questo, però, che voglio parlarvi oggi perché vorrei chiedervi, invece, cosa significhi per voi la parola "Qualità".

Quelle che seguono sono alcune riflessioni che abbiamo raccolto in rete. Avete voglia di aggiungere le vostre?
  • La Qualità è un processo che porta le persone a non ragionare più su obiettivi di breve termine, facendo loro adottare una cultura votata all'eccellenza che favorisce obiettivi di lungo termine
  • Qualità significa fare sempre del proprio meglio
  • La Qualità è semplice: basta dare ai clienti quello che vogliono, al prezzo stabilito ed entro le tempistiche previste. Niente di meno e niente di più
  • La Qualità si basa sulla soddisfazione dei requisiti che deve essere costante e non sporadica
  • La Qualità si compone di persone motivate che rendono il sistema a prova di errore in qualunque step dei processi che lo compongono
  • La Qualità rappresenta la scelta di vivere contrapposta a quella di morire
  • La Qualità è una collaborazione costante tra chi produce e chi compra, tra chi produce e chi fornisce i componenti e tra chi produce e chi utilizza il prodotto o il servizio
  • La Qualità fa in modo che siano i clienti a ritornare da noi, non i prodotti che abbiamo spedito

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venerdì 25 luglio 2014

I 14 punti di Deming si insegnano ancora ai manager?

Gli investimenti che le organizzazioni fanno nel campo della Qualità possono contribuire a soddisfare le priorità della Direzione e ad assicurarle che l'organizzazione sia sempre in grado di rispondere alle sfide più importanti presenti sul mercato.

Per alcune organizzazioni, però, "Qualità" rimane solamente una parola che definsice un insieme di strumenti e di tecniche associati quasi esclusivamente al Controllo Qualità. Se per alcuni, infatti, la Qualità si è evoluta per diventare un partner fondamentale nello sviluppo del business e nell'esecuzione delle strategie aziendali, moltissimi ancora non riescono a considerarla se non associandola strettamente al prodotto.


Questa riflessione ci porta immediatamente ai famosi 14 punti di Deming perché:
  • il grande studioso riuscì a fare una breve lista di pratiche di gestione capace di aiutare le aziende ad aumentare la qualità e la produttività;
  • questi spunti possono essere considerati il fondamento del Total Quality Management - TQM cioè di un approccio gestionale teso al successo nel lungo termine che passa attraverso la soddisfazione del cliente;
  • i 14 punti di Deming si concentrano sulla trasformazione dei lavoratori che devono partecipare attivamente alle attività previste dalla Qualità per migliorare processi, i prodotti, i servizi e la cultura dell'ambiente in cui lavorano. Deming disse che questa trasformazione può essere compiuta solo dall'uomo, non dall'hardware, dai computer, dall'automazione, da nuovi macchinari, ecc. Un'organizzazione, infatti, non può acquistare il suo percorso verso la qualità ma deve avere il coraggio di intraprenderlo con tanto lavoro, fatica ed entusiasmo;
  • i consigli di Deming possono essere applicati in qualsiasi luogo, da parte di qualsiasi organizzazione e in qualsiasi ambito;
  • anche se sono stati scritti ormai molti anni fasono dei veri e propri comandamenti che ogni azienda dovrebbe mettere in pratica al fine di migliorare le sue prestazioni effettive mediante l'applicazione della Qualità in ogni suo singolo aspetto.
Deming spiegò che l'adozione e la messa in pratica dei suoi 14 punti sono un chiaro segnale che la Direzione intende rimanere in attività e che mira a tutelare gli stakeholder. Per riuscire in questo difficile compito, infatti, un'azienda deve impegnarsi per trasformare nel profondo il suo sistema di gestione, cercando di migliorarlo continuamente e di farlo evolvere, andando oltre il prodotto e adottando la Qualità come un vero e proprio partner utile per supportare il business nel lungo periodo.

Come si sta comportando la vostra azienda? Avete già parlato dei 14 punti di Deming alla vostra Direzione, magari non presentandoli come una raccolta di consigli per addetti ai lavori ma come suggerimenti per tracciare
la giusta rotta, sopravvivere alla crisi e prosperare?

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giovedì 24 luglio 2014

"Vendere" la Qualità (2)

Se davvero avete la passione per la Qualità e credete nel vostro lavoro, questo sarà il primo fondamentale ingrediente che vi metterà in grado di trovare in voi tutta la motivazione necessaria per affrontare anche i momenti "no", che non mancheranno di certo, e per insegnare ai vostri colleghi come possano ottenere il massimo dal loro sforzo.

Il secondo ingrediente fondamentale è cercare di andare d'accordo con tutti, in modo che i colleghi non vi percepiscano come i fanatici dei controlli che verificano, lista alla mano, come lavorano gli altri ma come un supporto costante per migliorare l'intera organizzazione.

Il terzo "segreto" per "vendere" la Qualità è, come abbiamo accennato, puntare sui numeri e raccogliere buoni dati a testimonianza di ciò che direte. 


Anche scegliere di iniziare a lavorare su qualcosa che costi poco in termini di sforzi ma ripaghi molto nel breve periodo vi darà una grande mano. State tranquilli, un'area con queste caratteristiche c'è in ogni organizzazione, basta trovarla. 
Far vedere subito i primi risultati è il modo migliore per convincere anche gli scettici.

Il quinto suggerimento per vendere la Qualità è cercare di mantenersi positivi, concentrandosi sui progressi ottenuti più che su tutte le cose che ancora non funzionano. Mostratevi proattivi, cercate di anticipare i problemi, affrontate le difficoltà col sorriso sulle labbra e cercate, voi per primi, di motivare tutti gli altri e di aiutare chi ne ha bisogno. 

Se riuscirete a diventare un modello, molte altre persone adotteranno il vostro comportamento e cercheranno di ottenere i vostri stessi risultati.

L'ultima cosa che ci sentiamo di suggerirvi è di non partire con l'idea di formare dirigenti e collaboratori dal punto di vista teorico ma  andare dritti al punto, sul gemba, per far loro capire in maniera estremamente pratica come la Qualità non sia solamente un insieme di belle idee confinate su un pezzo di carta ma sia materia "viva" capace di affrontare le piccole e grandi difficoltà lavorative quotidiane e di risolverle.


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mercoledì 23 luglio 2014

"Vendere" la Qualità

Torniamo sulla questione fondamentale di come un professionista del nostro settore possa riuscire a "vendere" la Qualità alla Direzione, ai colleghi/collaboratori, ecc.

Come si fa a convincere le persone con le quali dovremo lavorare che la Qualità è importante e rappresenta una strategia essenziale per inseguire l'eccellenza perché migliora le prestazioni, fa diventare più competitivi, favorisce la crescita, migliora la sostenibilità e garantisce la sopravvivenza dell'organizzazione nel futuro?

Partiamo col dire che sappiamo bene quanto sia triste dover "convincere" la Direzione perché i dirigenti dovrebbero avere le conoscenze e le motivazioni necessarie per riuscire a discutere con i professionisti della Qualità e comprendere come questa metodologia possa portare grandissimi miglioramenti all'organizzazione. Il problema è che la Qualità, in molti casi, è considerata anche dal  managementcome un'attività priva di valore aggiunto che serve solo a buttare via soldi.

Bisogna, dunque, partire come abbiamo detto molte volte dal "parlare attraverso i numeri che hanno il potere di far comprendere immediatamente le cose". Se non riuscirete a far capire alla Direzione che la Qualità può migliorare i profitti, difficilmente riuscirete ad averla dalla vostra parte, soprattutto se non è composta da quei rari manager illuminati che gestiscono alcune organizzazioni nel nostro Paese.

Senza una Direzione capace di sostenervi, il vostro lavoro sarà difficilissimo (per non dire impossibile). Sarà impossibile, infatti, formare e informare i vostri colleghi che - spesso - sono tecnici concentrati sulla progettazione e produzione di qualcosa che dovrà essere pronto al momento stabilito. E' difficile far capire a gente che ha già poco tempo per fare le cose bene che dovrà "perderne" dell'altro per "produrre carta e costruire un Sistema Qualità" (perché è così che vedranno la cosa). 

Siete curiosi di conoscere gli ingredienti migliori per affrontare nel modo giusto una situazione come quella descritta? Allora tornate a trovarci domani perché vi spiegheremo come fare.

Nel frattempo, se vi va, raccontateci come avete affrontato un ambiente particolarmente ostile all'introduzione della Qualità.
 

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