lunedì 18 giugno 2018

I nuovi metodi per la selezione del personale

(Fonte: "Il Corriere della Sera")

Social Recruiting: i social per reclutare i talenti

Social Recruiting, Gamification, chatbot, app recuiter, wildpitch vale a dire curriculum via video. Sono gli innovativi metodi di recruiting utilizzati dalle grandi aziende durante l’ultimo career day dell’università Luiss che ha messo a disposizione anche sessioni di social recruiting, in cui gli studenti e i giovani laureati impareranno come rendersi visibili sui social networks sempre più importanti per il reclutamento come LinkedIn, ma anche su Facebook e Instagram, valorizzando il loro Personal Brand e condividendo le proprie competenze e i propri interessi. 

Secondo il Jobvite recruiter Nation Report 2016, ben l’87% dei selezionatori utilizza Linkedin per valutare i candidati, in particolare se sotto i 45 anni. Tra gli altri social, il 43% utilizza Facebook, il 22% Twitter, l’8% Instagram, il 6% Youtube e il 3% Snapchat.

Gamification

Il partner della gamification è stato Knack: il metodo consiste in 3 giochi veloci, per valutare il livello di matching tra candidatura e profilo ricercato. Al candidato vengono suggerite 9 aree di lavoro (superknack) dove potrebbe avere successo e 9 competenze che spiccano (knack). L’azienda invece riceve il profilo dello studente in maniera più ampia e più accurata (60 superknack e 35 knack), simile a un vero e proprio assessment. Tra le aziende che utilizzano il metodo: Fiat Chrysler, Deloitte, EY e L’Oréal.

Chatbot

Per Chatbot il partner è Xor. Gli intervistati sono stati messi alla prova interagendo con un sistema Bot per registrare vere e proprie interviste, tramite la cam dello smartphone e i tablet. Tramite la cam dello smartphone o dei tablet a disposizione, saranno verificate oltre alle competenze e le precedenti esperienze professionali, altri parametri quali, il tono della voce, la velocità di risposta, la quantità e la varietà di vocaboli e le espressioni facciali.

App Recruiter e Wildpitch: video curriculum

Mentre con gli app recruiter c’è la possibilità di sostituire il vecchio iter di selezione e abbandonare i CV cartacei. Inquadrando i QR Code il selezionatore può archiviare il candidato ed esaminare anche il Wildpitch ovvero cv video.L’applicazione consente di effettuare una scelta del candidato anche grazie a tutto ciò che il CV non racconta, permettendo al recruiter di apporre ad ogni curriculum una nota personalizzata. 

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venerdì 15 giugno 2018

L’innovazione ha radici primordiali

Un testo leggero ma interessante visto che spesso si parla di innovazione senza sapere bene a quando farla risalire...

(Fonte: "La Stampa")

La  storia  di  ciò  che rende unico l’uomo, e  quindi  della  sua creatività,  comincia molto prima di quella che  ci  raccontano  a scuola. «La storia delle epoche che precedono le grandi civiltà del passato contiene le potenzialità  e  le  premesse  di quello che accadrà dopo». A spiegarlo è GiorgioManzi, antropologo e paleontologo all’Università  La  Sapienza  di Roma, che domenica 27 interverrà  alla  nona  edizione  di «Pistoia-Dialoghi sull’uomo» con un incontro sulle «Origini
di Homo sapiens e del nostro mondo di simboli».
Un’origine  tutt’altro  che scontata. «In un tempo relativamente recente - dice -, 200mila anni fa, compare una creatura che ha le caratteristiche anatomiche della modernità e di lì a poco manifesta anche delle caratteristiche culturali di tipo moderno». Questa modernità si manifesta in almeno
due aspetti cruciali: la rapidità con cui avvengono i cambiamenti di tipo culturale, come la produzione di manufatti litici, attraverso una tecnologia, cioè qualcosa che viene imparato osservando i propri simili, e poi il concetto di identità. 


«Nel primo aspetto c’è un apprendimento per imitazione.
Ogni gruppo tende a produrre manufatti differenti da quelli del gruppo che sta al di là del fiume o di quelli di qualche generazione prima. Tutto questo alla fine di un percorso durato 2 milioni di anni». La creatività è quindi qualcosa che ci accompagna da sempre, anche se emerge in modo dirompente solo dopo un periodo-chiave, che Manzi definisce di «latenza».  

«Il  secondo  punto  -continua - - non ha nulla a che fare con la sopravvivenza, ma con l’identità. Il mio gruppo porta il dente forato al collo, voi avete la penna di avvoltoio tra i capelli. Oggetti che hanno un valore simbolico. A questo si aggiunge l’aspetto della bellezza, o della rappresentazione del mondo naturale: è un mondo  onirico,  fantastico, spesso rappresentato in maniera mirabile». Basta pensare alle  rappresentazioni  di  Lascaux, in Francia, o di Altamira, in Spagna, che Manzi definisce «vere e proprie cappelle sistine della preistoria».
Questo  mondo  di  simboli non si era mai visto: esprime un altro mondo, quello interiore, e inizia a comparire a partire da 100 mila anni fa.
«Essendo espressioni culturali - aggiunge Manzi - non basta la  potenzialità  biologica.  Ci
vuole anche un contesto sociale e culturale perché si esprima. Come per il linguaggio: se ho le caratteristiche per parlare, ma non ho nessuno con cui comunicare, chi mi insegna a parlare?». E conclude: «Conoscere le caratteristiche della creatività ci dice molto su come siamo e sul nostro posto nella natura».


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giovedì 14 giugno 2018

Qualche curiosità sul biglietto da visita

Spesso non ci si sofferma con attenzione sui biglietti da visita ma "Business Insider Italia" ci racconta qualche curiosità al riguardo.

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mercoledì 13 giugno 2018

Utilizzare la ISO 9001:2015

Esistono essenzialmente tre modi per utilizzare la ISO 9001:2015:
  • come fonte di informazione sulle buone pratiche che possono essere consultate per identificare opportunità di miglioramento relativamente alla prestazioni aziendali. Gli standard illustrano le buone pratiche in un campo particolare e le informazioni contenute vengono esaminate da coloro che sono riconosciuti come esperti dagli stati membri dell'ISO. Per questo motivo si può fare riferimento a uno qualsiasi di questi standard come un'autorità legittima in assenza di qualcosa di più specifico
  • come insieme di requisiti e raccomandazioni che l'organizzazione può implementare
  • come criteri per valutare la capacità di un sistema di gestione o di una delle parti che lo compongono
La UNI EN ISO 9001:2015 si può utilizzare per:
  • formare idee
  • chiarire dubbi relativi alla terminologia, ai concetti e ai principi
  • identificare le cose giuste da fare
  • identificare le condizioni per garantire che le cose siano fatte correttamente

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martedì 12 giugno 2018

La password più usata? Una parolaccia!


Sembra che le persone proprio non vogliano saperne di trovare password a prova di intrusione. Ce lo racconta "la Repubblica".

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lunedì 11 giugno 2018

Liberiamo il nostro valore (2)

(Fonte: "Starbene") 

COGLI L’ATTIMO

Procrastinare al giorno dopo una decisione che ci sta a cuore è un’altra psicotrappola piuttosto comune perché al primo domani ne segue immancabilmente un altro, e così via all’infinito.
«Infatti, rimandare a un’ipotetica data quel processo di cambiamento che sta alla base della propria realizzazione diventa un messaggio con cui inconsciamente diciamo a noi stessi di non sentirci all’altezza», sottolinea il nostro esperto. «Inoltre, sull’onda del rimanda-rimanda, è molto probabile
che si vada fuori tempo per colpire nel segno.Insomma,ci siamo fatti passare davanti occasioni mancate che non si ripropongono più. L’antidoto? Cogliere l’attimo, rischiare subito, agire nel
presente. Procrastinare indebolisce solo la volontà e le capacità personali», continua Giorgio Nardone.


ATTIVA LE TUE RISORSE


Avere tutto sotto il controllo della mente è un’idea figlia dell’epoca moderna: crediamo di poter capire qualunque cosa e di prevedere imprevisti ed eventi inattesi. In realtà, se questo in parte
è vero, quando il controllo diventa eccessivo si trasforma in una psicotrappola. «Ci rende incapaci di affrontare le novità e i cambiamenti a cui la realtà ci sottopone ogni giorno e che, se ben utilizzati, diventano un’occasione per esprimere e valorizzare le nostre energie e superare prove che non ci
saremmo mai immaginati», continua l’esperto. «Se per esempio vogliamo diventare il numero uno in uno sport, è importante imparare una tecnica e sviluppare le competenze che ci permettono di saltare un ostacolo, correre i 100 metri piani, o mandare la palla a canestro. Nello stesso tempo, però,
non possiamo razionalizzare tutto.
Dobbiamo essere pronti a dar spazio anche all’estro, alla fantasia, o alla performance dettata solo dall’istinto. In caso contrario, non riusciremo mai a superare i nostri limiti e a crescere sul fronte personale», suggerisce lo psicoterapeuta.
 

ABBASSA LE DIFESE
 
Per far emergere le nostre potenzialità è importante anche abbassare le difese e i “muri” che spesso alziamo nei confronti delle persone con cui lavoriamo. «È la cosiddetta sfida attiva che si trasforma invece in un’aggressione, capace di tarpare le ali a qualsiasi crescita personale», avverte l’esperto. «È quello che capita per esempio se temiamo che un collega possa “farci le scarpe”: ci arrocchiamo sulle difensive, rispondiamo alle provocazioni, mettiamo in atto comportamenti ritorsivi e piccole vendette, in una sorta di escalation, trasformiamo la vita relazionale in ufficio in un campo di battaglia che toglie ogni spazio all’espressione del nostro talento e al raggiungimento dei risultati. La soluzione? Scoprire la potenza della gentilezza e del sorriso, strumenti che disarmano qualsiasi nemico e rinforzano carisma, autostima e sicurezza in se stessi.


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venerdì 8 giugno 2018

Liberiamo il nostro valore

(Fonte: "Starbene")

Vorresti esprimere le tue potenzialità e dar voce al tuo talento, ma non riesci a spiccare il volo: prima di gettare la spugna o di attribuire le tue défaillance a quel pizzico di fortuna che non ti viene mai in aiuto, chiediti se non sei proprio tu a “metterti i bastoni tra le ruote”. «Insospettabilmente, spesso siamo noi stessi i primi nemici della nostra crescita personale perché, invece di agire per arrivare alla meta, rimaniamo vittime di alcune psicotrappole prodotte dalla nostra mente, che agiscono da veri e propri ostacoli», spiega il professor Giorgio Nardone, psicoterapeuta e direttore del Centro di terapia strategica di Arezzo.
La soluzione? Riuscire a identificarli e imparare a disinnescarli per agire e raggiungere i propri obiettivi.


ABBANDONA I SOLITI SCHEMI


Uno dei principali intralci alla nostra realizzazione è «una sorta di “difetto di fabbricazione”che, per motivi neuropsicologici, è ben radicato nella nostra mente», spiega l’esperto. «Consiste nel
pensare che, per risolvere i problemi, la strada migliore sia quella di riutilizzare vecchie strategie che in passato si sono dimostrate vincenti, quasi si trattasse di jolly che non tradiscono mai. In realtà
non sempre è così: ogni situazione è irripetibile e tentare di affrontarla tout court con vecchi schemi spesso è la strada che porta al fallimento. Proprio per questo, se vogliamo raggiungere il risultato che ci siamo prefissati, dobbiamo analizzare le scelte compiute in passato, anche se di successo, e scoprire se sono ormai superate, se hanno ancora qualcosa di buono ma vanno riadattate alla situazione che stiamo vivendo, o infine, se è meglio cambiare completamente rotta», chiarisce il terapeuta. È un lavoro importante da compiere su se stessi per capire se non siamo intrappolati in modelli ormai superati che ci impediscono di vivere il presente e di sviluppare nostra crescita personale.


COLTIVA LA PERSEVERANZA


La tenacia è da sempre una qualità insostituibile per raggiungere il successo. A maggior ragione oggi, perché la perseveranza nel perseguire un risultato è un ingrediente spesso mancante soprattutto nelle nuove generazioni. «I più giovani tendono a desistere di fronte alle difficoltà perché non hanno sufficiente resilienza e faticano a rielaborare i momenti negativi e le frustrazioni, senza valutare che spesso sono solo una tappa verso il bersaglio prefissato», sottolinea lo psicoterapeuta. «Per arrivare alla meta è invece fondamentale imparare a non arrendersi , misurandosi anche sul fronte delle emozioni che ogni nuovo percorso smuove dentro di noi. Per esempio, ogni novità può provocare paura o sgomento del doversi misurare con qualcosa che non conosciamo. Allora, bisogna semplicemente valutare queste emozioni come “normali” e andare avanti. E mettere in conto che ci vuole fatica per coronare i propri sogni e che gli impedimenti che si incontrano fanno parte del gioco. Superarli ci consente di aumentare la nostra autostima, il vero motore propulsore della realizzazione personale. Al contrario, se ogni difficoltà viene percepita come insormontabile, si trasformerà in un pensiero negativo ricorrente che può diventare paralizzante», avverte Giorgio Nardone . 


Nei prossimi giorni continueremo a leggere come comportarci per evitare di autolimitarci nell'esprimere il nostro potenziale.

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