lunedì 28 dicembre 2015

Un manager alle prime armi

Quando una persona si trova per la prima volta a ricoprire il ruolo di manager, deve capire cosa significhi svolgere questo mestiere e cosa faccia un professionista di questo genere.

La cosa può sembrare assolutamente banale ma una delle difficoltà più grandi che sperimenta chi non ha mai svolto questo mestiere è proprio comprendere come il contributo personale sia completamente distinto da quello che si deve dare come manager. In questo secondo caso, infatti, non bisogna rispondere solamente dei propri risultati ma anche di quelli delle persone che ci si trova a dover gestire.

I nuovi manager hanno, fondamentalmente, due modi per imparare:.
  • rifarsi alle esperienze che hanno avuto in precedenza nelle vesti di collaboratori di altri manager e osservandoli all'opera;
  • apprendere dalle interazioni con i manager con i quali devono relazionarsi nel loro nuovo ruolo
E' durante il primo anno che un nuovo manager capisce che ricoprire il ruolo di manager è qualcosa di molto diverso da ciò che credeva, soprattutto a causa degli inevitabili problemi che deve imparare ad affrontare e delle aspettative che i suoi collaboratori ripongono nella sua persona.

I problemi nascono quando i nuovi manager non vengono preparati adeguatamente a ricoprire questo ruolo e quando il nuovo lavoro viene presentato come una sorta di "ricompensa" per aver lavorato bene.  Quando il nuovo manager capisce che la posizione, invece, prevede un modo completamente diverso di affrontare il lavoro quotridiano e responsabilità alle quali non è stato adeguatamente preparato, ecco che i nodi vengono al pettine e che la frustrazione diventa la compagna quotidiana che lo aspetta alla scrivania.

I problemi che un nuovo manager sperimenta sono essenzialmente tre:
  1. riconciliare le aspettative iniziali con il suo lavoro quotidiano;
  2. gestire i conflitti con i collaboratori;
  3. dare un senso e soddisfare le aspettative dei superiori

Questi professionisti si trovano per la prima volta ad avere a che fare con responsbailità di lungo termine e con molti aspetti che non hanno mai preso in considerazione prima come - ad esempio - quello finanziario (controllo delle spese, calcolo del ritorno sugli investimenti fatti, ecc.), quello del business in generale (a seconda dei casi può trattarsi dello sviluppo del prodotto, della gestione dei livelli del magazzino, dell'aumento delle quote di mercato, ecc.) e quello organizzativo (che si concretizza nella preparazione delle politiche, nella gestione delle risorse umane, ecc.)

Capite bene che questo è un lavoro completamente diverso da quello che i nuovi manager svolgevano prima, quando bastava che fossero dei bravi tecnici, dei bravi venditori o dei bravi operai per essere felici di ciò che avevano fatto durante la giornata lavorativa.
I manager, infatti, vengono riconosciuti in base al contributo che riescono dare agli obiettivi aziendali nel loro complesso. L'altro aspetto ostico della vicenda è che il lavoro di un manager viene svolto attraverso quello dei suoi collaboratori. e questa non è una differenza da poco.

Continueremo il discorso domani. Nel frattempo, qualcuno di voi si è trovato in queste condizioni? Se sì, come ha superato gli inevitabili disagi?

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