giovedì 24 marzo 2016

Studiare da leader

Sono molti i professionisti ai quali viene chiesto di ricoprire un ruolo da leader all'interno di un progetto o in una certa situazione molto delicata da gestire o in altre occasioni ancora e qualcuno potrebbe - giustamente - non sentirsi all'altezza se non è stato preparato a diventare un riferimento per le altre persone.

Abbiamo detto tante volte che non esiste una vera e propria formula da seguire per trasformarsi da manager a leader e che ci sono persone che sono più portate di altre a farsi seguire dai collaboratori, soprattutto tra chi ha già una certa età, una certa esperienza e l'abitudine di lavorare in gruppo.  
Ci sono, però, alcuni principi che sono riconosciuti dagli esperti come delle vere e proprie fondamenta per risultare credibili nel ruolo di leader ed è bene partire proprio da questi per avere una chance di sperimentare se si possa o meno diventare un leader almeno per qualche aspetto della propria quotidianità lavorativa.


La prima cosa sulla quale concentrarsi, se vogliamo avere una chance di crescere come leader, è quella di formarsi per poter ricoprire degnamente questo ruolo.

Dovrebbe essere la norma: se vogliamo diventare quello che oggi non siamo, dovremmo prepararci a dovere ma si sa che agire è più facile che studiare ed è da qui che nascono i problemi.  

Spesso si fa l'errore di ritenere che il tempo speso a pensare sia tempo sprecato e che i veri leader debbano agire. Ed ecco che i pensieri superficiali e inconcludenti diventano un'abitudine perché non si può perdere tempo.Se si passa la giornata lavorativa ad agire e a cercare di sopravvivere in qualche modo, sarà difficile trovare il tempo per riflettere e per cercare la soluzione migliore per risolvere un problema.


Ecco, quindi, che chi aspira a diventare leader deve prima di tutto trovare il coraggio di fermarsi a penare, a costo di sembrare inconcludente e di sentirsi accusare di aver perso tempo.

Einstein una volta si trovò a dire: "Penso e penso, per mesi, anche per anni. Novantanove volte laconclusione alla quale arrivo è sbagliata. La centesima volta ho ragione".


Quello che sperimentiamo ogni giorno, invece, è che le organizzazioni non vogliono leader pensanti ma persone che compiano miracoli senza "perdere tempo" a farsi le domande giuste e a pesare le possibili soluzioni.E se questi sono i leader, è facile che il noto proverbio "Se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa", sia la logica conseguenza.

Il fatto è che nessuna organizzazione dovrebbe affidare il ruolo di leader a qualcuno che non sia stato adeguatamente formato.
Pensateci bene: affidereste i vostri figli a insegnanti che non abbiano studiato? E allora perché accettare che persone che fino a ieri svolgevano un altro lavoro, si improvvisino leader?


Non si può insegnare la letteratura a chi non conosce la grammatica di base per costruire una frase!

  
Ma allora come si fa a formare un futuro leader? Lo vedremo domani.


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