lunedì 8 aprile 2013

Essere buoni formatori: 8 punti (7)

Il settimo step con il quale un professionista della formazione dovrà confrontarsi è il seguente:

7 - Impostare la formazione affinché sia sfidante

Quella del coaching è, in fondo, una delle tante esperienze umane che possiamo fare. Se il formatore dimentica questa semplice verità e si concentra solamente sulla metodologia sarà visto solo come un "tecnico" e perderà l'occasione di fare davvero la differenza nella vita professionale del discente.

La cosa più importante che un formatore può fare per il discente è ascoltarlo davvero. Questo significa non solo ascoltare ciò che viene detto ma osservare anche come viene detto per riconoscere e incoraggiare un certo modo di pensare, una certa sensazione, una nuova abitudine (in particolare quelli che supportano il raggiungimento dell'obiettivo dell'intervento formativo).

Organizzare una formazione sfidante per il discente significa anche sapere quando è il momento di usare la propria esperienza e quando è meglio dedicarsi all'intuizione, quando ascoltare in silenzio e quando dire qualcosa.

In aggiunta a tuto questo, ci sono alcune tecniche di coaching che possono risultare fondamentali se usate al momento giusto:
  1. "cosa succederebbe se...?" - questa tecnica di chiedere cosa succederebbe se capitasse qualcosa che il discente non prende in considerazione è utilissima per mettere in dubbio convinzioni che egli ritiene inviolabili perché fanno parte dei suoi modelli mentali
  2. riconoscere ed eliminare i meccanismi di difesa - i meccanismi di difesa sono strutture che utilizziamo senza cognizione di causa ogni volta che ci troviamo a fronteggiare una situazione difficile.Questo meccanismo è utile per ridurre l'ansia, la tristezza e/o la rabbia e per avere la sensazione di gestire al meglio la situazione. Il formatore deve essere in grado di individuare questi meccanismi e di bypassarli per due motivi: primo perché il discente mette in atto questo meccanismo quando sa di essere carente in qualcosa, il secondo perché rappresenta la manifestazione ovvia di chi non vuole crescere. Se la resistenza non viene eliminata, l'intero intervento di formazione può essere compromesso
  3. "perché vorresti fare questo?" - Sebbene i discenti dicano che vorrebbero cambiare le cose, in realtà potrebbero non avere né la voglia di farlo né la capacità per farlo. Chiedere come intendano portare avanti il loro intento è estremamente utile per far ragionare il discente su eventuali difficoltà che potrebbe incontrare nel cambiare lo status quo.

Domani esamineremo l'ultimo step per valutare la bravura di un formatore.

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